giovedì 11 novembre 2010

APERTURA OUTLET LIFE STYLE VILLAGE LE PERLE FAENZA: CONFERENZA STAMPA DI TUTTI I CONSIGLIERI INTERESSATI

L’AMPIA RASSEGNA STAMPA



CORRIERE DI ROMAGNA

VOCE DI ROMAGNA

RESTO DEL CARLINO

PIOLANTI PDL CASOLA VALSENIO: “OK LA VARIANTE , MA QUALE DESTINO PER LA BRETELLA CON LA CASOLANA?

Fabio Piolanti (Pdl) ha presentato al consiglio dell'Unione dei Comuni un'interrogazione sulla realizzazione della bretella di collegamento della provinciale 306 alla via Emilia. "In questi giorni - spiega - si è riaccesa una certa attenzione sulla variante di Castel Bolognese, la cui indispensabile realizzazione parrebbe avere fatto un decisivo passo avanti con l'inserimento nel piano Anas 2010-2015". "Al contrario, fino a oggi, non ha avuto alcuna evidenza pubblica la promessa di realizzazione della bretella che dovrebbe consentire di non attraversare Castel Bolognese agli abitanti della valle del Senio e ai numerosi veicoli industriali provenienti dalla provinciale 306 e diretti verso Faenza. Si tratta di un'opera dai costi notevolmente più bassi rispetto a quelli Anas, e con competenze ascrivibili alla Provincia di Ravenna e al Comune di Castel Bolognese, entrambi bravissimi a levare alti lai verso il governo nazionale, ma molto inattivi e silenziosi su quest'opera minore che invece avrebbe potuto alleviare di molto i disagi dei castellani e degli abitanti dei comuni del Senio".

POLEMICHE TRA RISTORATORI E ORGANIZZATORI DI SAGRE INTERVENGA ANCHE LA PROVINCIA

LA PROVINCIA EROGA CONTRIBUTI ALLE SAGRE PER IL RECUPERO DEI RIFIUTI


In questi mesi, nel territorio faentino e limitrofo, le associazioni di categoria dei ristoratori hanno evidenziato l’eccessivo numero di sagre che a loro parere non rispetterebbero alcune regole sia fiscali, che del lavoro, e forse anche sanitarie; comunque che occorre sottolineare che per molte comunità le sagre rappresentano un’importante momento di aggregazione sociale durante tutto l’anno, e organizzativo nel quale volontariamente vengono coinvolti bambini, famiglie e persone anziane, e hanno quindi un valore sociale altissimo per molte nostre frazioni e comunità periferiche; Le associazioni di categoria hanno presentato al comune di Faenza un “disciplinare” da applicare agli organizzatori delle sagre in fase di discussione, ma che comunque gran parte del gruppo che organizza sagre si è da anni “consorziato” per avere costi minori, e per gestire i corsi ai quali i volontari si debbono attenere; Visto comunque l’importanza, ripeto irrinunciabile sotto il profilo aggregativo sociale che le sagre hanno, ma anche l’esigenza di avere all’interno delle stesse su buona parte di prodotti consumati una certificazione in merito alla provenienza che si auspica locale dei prodotti offerti dalla sagra stessa; CHIEDO, come, già chiesto molte volte in passato, affinché anche l’ente Provincia si attivi per avere una garanzia e certificazione dei prodotti consumati, e se il caso di intervenire affinché si trovi un accordo equo tra esigenze dei ristoratori e degli organizzatori delle sagre. VILLA FRANCESCO

mercoledì 10 novembre 2010

APERTURA OUTLET LIFE STYLE VILLAGE LE PERLE FAENZA: CONFERENZA STAMPA DI TUTTI I CONSIGLIERI INTERESSATI

Stamattina nella sala verde del Comune di Faenza si è svolta la conferenza stampa, contro la scelta del outlet Life Style Village le Perle a Faenza, con la presenza di tutti i capi gruppo consiglieri comunali Raffaella Ridolfi, Villa, Grillini –Faenza-, Farolfi –Brisighella-, Zannoni –Bagnacavallo-, Foschini –Cotignola- Brini –Massa Lombarda- e il coordinatore PDL di Faenza Spada Luciano e il capo gruppo della Provincia di Ravenna Galassini, assenti giustificati: Piolanti –Casola Valsenio- Valenti –Riolo Terme- Minardi –Castelbolognese-. Alla presentazione, alla quale ha partecipato tutta la stampa locale, è emerso che la maggiore responsabilità spetta alla Provincia di Ravenna per due aspetti: indirizzo per le scelte economiche e approvazione dei Piani Regolatori dei Comuni e PTCP, due scelte che spegneranno tante attività nei centri storici dei comprensori di Faenza e Lugo.

Nettamente negativo il giudizio sull’operato del Presidente della Provincia Francesco Giangrandi che ha messo 10 anni per arrivare a questa scelta, superata nella realtà con la crisi internazionale e il superamento di tali attività anche all’estero dopo decenni di esperienza e dei Sindaci di sinistra (vecchi e nuovi) nonostante le riserve di consiglieri della maggioranze e la contrarietà del PDL a tutti i livelli. Sbagliata la scelta di raddoppiare gli Outlet in tutta la Provincia ma ancora di più realizzarne tre, vicinissimi, a Faenza: Maioliche, Le Perle, Conad con tutti i problemi economici e la carenza di viabilità che solleveranno.

La mancata realizzazione della rotonda all’uscita dell’autostrada a Faenza per l’A14 che in dieci anni di mancanza ha creato tanti incidenti stradali, con tanti danni per tutti, (personali, aziende, ASL, assicurazioni, ecc) e le future relative conseguenze; Gli oneri perequativi, ovvero un indennizzo ai Comuni per l’outlet faentino sono niente davanti al futuro danno, grave che il comune di Faenza , per salvare la propria situazione finanziaria, incassi subito gli oneri e li ripaga, in briciole, in cinque anni agli altri Comuni, ma tutti i sindaci di sinistra sono felici e contenti.

ON.LE GARAGNANI PROPOSTA DI LEGGE “PRINCIPI FONDAMENTALI DI DIRITTO ALLO STUDIO E DI LIBERTA’ DI SCELTA DEL PERCORSO EDUCATIVO”.

ADESIONE DI GALASSINI CAPO GRUPPO FI-PDL PROVINCIA DI RAVENNA. A TUTTI E’ CONSENTITO DI ADERIRE MANDANDO UN MESSAGGIO.


L’ On. Fabio Garagnani, responsabile naz. consulta scuola PDL responsabile scuola del PDL davanti alla delicata situazione delle scuole paritarie che rischiano la progressiva estinzione per effetto dei costi esorbitanti della gestione ordinaria e della politica oggettivamente discriminatoria delle Giunte di sinistra, ha chiesto l’ appoggio per una sollecita discussione della sua proposta di legge : "Principi fondamentali in materia di diritto allo studio e di libertà di scelta del percorso educativo", presentata nell’ormai lontano 2001 e nelle successive legislature, con l’obiettivo di dare alle famiglie la possibilità di scelta di un determinato modello educativo, come avviene in Lombardia e Veneto. La proposta ha riscontrato numerose difficoltà per essere inserita all’O.d.G. della Commissione cultura della Camera dei Deputati e ha chiesto di appoggiare e ottenere la adesione a questa iniziativa che, aldilà della sua valenza nazionale, riguarda prevalentemente l’Emilia Romagna e le cosiddette "Regioni rosse", dando alle famiglie la possibilità di rivolgersi eventualmente alla Magistratura amministrativa per ottenere il pieno rispetto del diritto allo studio, cosa che avviene in Lombardia, Veneto ed attualmente in Piemonte con il cosiddetto "buono scuola". Personalmente ho già aderito, per la tua eventuale adesione, considerata l’urgenza e la necessità dell’approvazione del provvedimento, anche a fronte dell’ostilità preconcetta della sinistra e non solo, in Commissione cultura, puoi mandare la tua adesione: garagnani_f@camera.it o al numero di telefono della segreteria di Roma 06 67605264. Vincenzo Galassini

AVVENIRE : LE DICHIARAZIONI DI FINI RICORDANO UN CERTO ANTICLERICALISMO.

''Il 'partito moderno' anzi 'futurista' di Gianfranco Fini, sta rivelando di portare nel suo dna qualcosa di strutturalmente e di in accettabilmente vecchio: la pretesa radicaleggiante di dividere il mondo in buoni e cattivi, in arretrati e progrediti culturalmente, sulla base di una promessa e di un pregiudizio ideologico''. Lo scrive Marco Tarquinio, direttore di Avvenire, rispondendo all'intervento di un lettore che, citando alcuni passaggi del discorso di Fini, ironicamente spiega di non accettare l'idea che la famiglia fondata sul matrimonio sia sintomo di arretratezza culturale. ''Il ronzio di fondo che accompagna le dichiarazioni del leader ricorda - spiega Tarquinio - le sicumere dell'anticlericalismo proprio, con le sue ambizioni e le sue miserie, di una certa Italia liberale in tutto e con tutti tranne che nei confronti dei cattolici. Un retorico elogio della confusione, all'insegna del più piacione dei relativismi. Nonostante l'ostentato richiamo all'idea di una laicità positiva''. ''Il neoleader di Fli e attuale presidente della Camera - prosegue il direttore di Avvenire - si mostra pronto a ridurre la 'famiglia tradizionale' a una possibilità, a una mera variabile in un catalogo di desideri codificati, manco a dirlo, secondo 'gli standard europei'. Bizzarro, deludente e rischioso argomentare che si somma all'altrettanto pericolosa scelta di campo che l'ha indotto a osteggiare una legge, quella sul 'fine vita', tesa a scongiurare la surrettizia e anti-umana introduzione di pratiche eutanasiche nel nostro ordinamento. Come potrebbero - conclude Tarquinio - non tenerne conto con lucidità i potenziali interlocutori politici di Fini?''.

martedì 9 novembre 2010

LA CRISI? SE CRISI DEVE ESSERE VA APERTA SOLTANTO IN PARLAMENTO

Fini ha varcato il suo piccolo Rubicone voltando le spalle al mandato elettorale e cercando di aprire una crisi al buio, esattamente come accadeva nella Prima Repubblica. Una crisi, oltretutto, extraparlamentare chiedendo le dimissioni di Berlusconi come contropartita dell'accettazione del patto di legislatura proposto dal premier alla direzione nazionale del Pdl, ma senza dare alcuna garanzia su chi dovrebbe essere a gestire da Palazzo Chigi la nuova fase politica. E', dunque, un boccone avvelenato che il Pdl non può che respingere al mittente senza se e senza ma. Il discorso di Bastia Umbra non è di quelli che passerà alla storia, perché colmo di contraddizioni. Facciamo solo qualche esempio:

1. il presidente della Camera ha detto che il governo avrebbe disgregato la coesione sociale del Paese, quando perfino i sindacati hanno riconosciuto esattamente il contrario (i 35 miliardi di ammortizzatori sociali che hanno tenuto legati i lavoratori alle aziende in crisi ne sono la prova lampante);

2. ha parlato dell'identità nazionale da preservare, ma i suoi parlamentari hanno presentato un disegno di legge con la sinistra per svendere la cittadinanza italiana agli immigrati;

3. ha già rinnegato i cinque punti per il rilancio del governo che Fli ha votato compattamente alle Camere appena quaranta giorni fa, ponendo altre condizioni sulle quali si potrebbe tranquillamente discutere se non fossero palesemente pretestuose;