Corriere della Sera (Aldo Cazzullo) – Il catalogo dei gesti italici … si arricchisce ora della mano di Massimo D’Alema, che alla Camera invita platealmente Berlusconi e il suo governo ad andarsene, oscillando il palmo verso l’uscita. Non è lo stile giusto … tanto più che D’Alema è il presidente del Copasir, il Comitato di controllo dei servizi segreti … e tanto più che proprio D’Alema chiede a Berlusconi sia chiamato a … chiarire se la sua sicurezza personale e quella nazionale siano vulnerabili. Ma far precedere la convocazione del premier da un gesto del genere rafforza il sospetto – non a casa già avanzato dal centrodestra – che si tratti più di una manovra politica che di una necessità istituzionale …
La Nazione (Franco Cangini) - … Le nuove illusioni che hanno scaldato il cuore dei credenti nelle “magnifiche sorti e progressive” del ribaltone si presentano non meno evanescenti delle vecchie. Un’illusione, la possibilità di racimolare una maggioranza di ricambio fondata sulla paura delle elezioni, congiunta alla riluttanza dei parlamentari alla perdita del diritto al vitalizio, legato al completamento della legislatura. La costituzione, checché si dica, non vincola il Quirinale a prendere per buona una qualsiasi maggioranza aritmetica di ricambio. Il placet alla formazione di un altro governo è legata all’accertata esistenza di un comune sentire sulle cose da fare. Un po’ come aspettarsi il canto dell’usignolo da un’uccelleria con volatili d’ogni sorta. In mancanza di un trillo decente, è naturale che siano gli elettori a scrivere il nuovo spartito. Si dirà che l’ex presidente Scalfaro non andò per il sottile nel valutare l’alternativa parlamentare al ribaltone del 1995. Ma Napolitano non è Scalfaro e l’Italia d’oggi non è quella di allora. Il nord non si sente da meno della Baviera ed è stanco di navigare in un convoglio a scartamento ridotto. Oggi errori di valutazione comportano funeste conseguenze. Più prudente lasciare che il destino dell’Italia sia deciso, col voto, degli italiani.








