sabato 13 novembre 2010

POMPEI E EX CONSORZIO SERVIZI SOCIALI: DAL PD DUE PESI E DUE MISURE

Il PD a Roma sfiducia il Ministro Bondi e a Ravenna promuove gli amministratori dell’ex consorzio dei Servizi Sociali.
Le discrasie sulla linea politica del PD a livello nazionale della appaiono veramente notevoli. con quella locale.
A causa del crollo della cosiddetta Domus dei Gladiatori a Pompei. Il PD presenterà in Parlamento una mozione di sfiducia nei confronti del Ministero dei Beni Culturali Sandro Bondi, reo di non avere preservato il sito archeologico.
Con tutti i danni ambientali, con tutte le ferite inferte al territorio e alle bellezze architettoniche ed artistiche del nostro paese dalle scelte delle varie classi politiche, che si sono conseguite dal dopo guerra ad oggi, sembra decisamente fuori luogo una tale richiesta.
Ma se il Ministro Bondi è responsabile del crollo di Pompei, come può il sindaco di Ravenna Matteucci, parte della sua Giunta e dirigenti non essere responsabili del buco di bilancio dell’ex consorzio sui Servizi sociali (€. 10.000.000) che, di fatto, è franato sul bilancio comunale, dilapidando la quasi totalità delle risorse raccolte dai dividendi delle partecipazioni pubbliche?
Altri fatti eclatanti sono successi in Provincia di Ravenna e nei vari Comuni ravennati (Brisighella, Bagnacavallo, Fusignano, Conselice, ecc.)
Questa è probabilmente la scala di valutazione del PD a Roma, ben diversa da quella del PD di Ravenna .

SOLIDARIETA’ A VITTORIO FELTRI DAL GRUPPO FORZA ITALIA- PDL DELLA PROVINCIA DI RAVENNA

IL TESTO INVIATO

Gentile Direttore,
a nome personale e del gruppo FI-PDL della Provincia di Ravenna esprimo la più grande solidarietà all’ uomo più perseguitato dopo il presidente Berlusconi, una vera vergogna con questi giornalisti e politici di tutta la sinistra e ora anche con quel traditore di Fini, abbiamo toccato il fondo coraggio dott. Feltri e a tutto il GIORNALE e disponibili a sostenere eventuali iniziative in merito. Vincenzo Galassini Capo Gruppo FI-PDL Provincia di Ravenna.

LA SINISTRA AUTORIZZA TRE OUTLET A FAENZA A DANNO FATTO: LACRIME DI COCCODRILLO

IL PARERE DELLA CANDIDATA A PRESIDENTE DELLA PROVINCIA PD SERENA FAGNOCCHI SUL COMMERCIO

Dalla nota della PD alle Primarie per la Provincia. "E' giunto il momento di interrogarsi fino in fondo sull'insediamento di nuovi, grandi centri commerciali, sull'importanza dei piccoli esercizi, sulla vitalità dei nostri centri storici, sul consumo di territorio, sul rapporto tra aree urbane e campagne, su un'idea moderna di città integrata, secondo quelle tendenze che emergono con forza nei modelli urbanistici più all'avanguardia nel mondo". "Il problema sollevato da Confesercenti relativo alle difficoltà dei negozi al dettaglio nei centri urbani e nei piccoli comuni va preso molto sul serio perché riguarda non solo una realtà economica e occupazionale importante, ma direttamente la qualità della nostra vita. Il processo di necessaria modernizzazione avviato 30 anni fa non può continuare seguendo gli stessi, lineari criteri di incremento quantitativo. Un equilibrio territoriale già precario ne verrebbe compromesso. La modernità consiste, oggi, nella salvaguardia di quegli equilibri e nel ripristino di quelle condizioni -come la rivitalizzazione dei centri storici- via via compromesse affinché ritornino ad essere il perno della vita della comunità.

PERCHE’ SI DEVE DIMETTERE?

 Ma perché dovrebbe dimettersi? Perché l’ha chiesto ieri sera, ad AnnoZero, Italo Bocchino, con queste testuali parole: “Silvio Berlusconi ritiene di avere costruito lui Palazzo Chigi e vuol lasciarlo ai figli Marina e Piersilvio”? Perché domenica scorsa in un comizio a Bastia Umbra il presidente della Camera ha invocato (anzi, intimato) un percorso bizantino di crisi “pilotata”, con dimissioni del premier, allargamento della maggioranza all’Udc, reincarico allo stesso Berlusconi, nuovo governo con nuovo programma “da discutere”? Se questa è la correttezza costituzionale e istituzionale di un partito appena fondato dalla terza carica dello Stato, stiamo freschi. Siamo fuori da ogni prassi della Costituzione, che prevede le dimissioni del capo del governo – e di conseguenza dell’intero esecutivo – in due casi: per il venir meno della fiducia in Parlamento, a seguito di un voto motivato di sfiducia; oppure volontarie da parte del presidente del Consiglio, e in questo caso è prassi che il Quirinale rinvii sempre alle Camere il governo perché lì, in Parlamento, sia sanzionata la sfiducia. In altri termini, il governo non è – e la Costituzione lo impedisce – una sorta di albergo con le porte girevoli. Uno entra, l’altro esce. Chi occupa una carica di rilievo nelle istituzioni dovrebbe saperlo meglio di altri. Chi, a cominciare dalla sinistra, ha sempre agitato il vessillo della difesa della Costituzione, dovrebbe saperlo egualmente.

venerdì 12 novembre 2010

ALBERI CADUTI E ALTRI PERICOLI IN VIA MAMELI

UN’ INTERPELLANZA DI VILLA

"Ho ripetutamente segnalato la pericolosità di via Mameli per i pedoni che transitano e attraversano questa strada larga e priva di rallentatori - è quanto ribadito dal consigliere PdL Francesco Villa - In questi mesi si è aggiunto un altro pericolo, in quanto, nel giro di poco tempo, tre alberi di grandi dimensioni su si sono abbattuti al suolo e, solo per un caso fortuito, non hanno causato danni a cose o persone".

Su questo tema Villa ha presentato al consiglio comunale un'interpellanza "Vista pochi giorni fa l'ultima pericolosa caduta di un albero in questa via, in una giornata senza vento, anche se, a quanto sembra, la radice di questo albero fosse particolarmente fatiscente chiedo quali urgenti provvedimenti al fine di ovviare a questi pericolo in via Mameli".

CHI SI OCCUPA DELLE PROBLEMATICHE CONCRETE DEL PAESE? BERLUSCONI!

Il richiamo di Giorgio Napolitano ad occuparsi con senso di responsabilità “delle problematiche concrete del Paese, chiunque sarà chiamato a governare, o a governare nuovamente” è stato generalmente interpretato come il preannuncio di una crisi imminente. Ed anche, dai più attenti, come l’auspicio di una continuità politica: in pratica, in caso di dimissioni da parte di Silvio Berlusconi, come il preannuncio di un reincarico allo stesso premier. Non sta a noi forzare il pensiero del capo dello Stato. Certo è che se c’è qualcuno che in questo momento si occupa “delle problematiche concrete del Paese” questo è proprio Berlusconi. Se c’è un governo nonostante tutto al lavoro, questo è proprio il governo attuale. Se c’è una maggioranza che continua a fare la maggioranza, questa è proprio la maggioranza di centrodestra con il Popolo della Libertà e la Lega.  Gli altri che cosa fanno? Lontani mille miglia dai problemi concreti, a cominciare da quelli delle emergenze economiche e ambientali, sono tutti presi ad alambiccare giochi di potere politici. Crisi pilotate, mozioni di sfiducia a questo e quello, bizantinismi, trasformismi e alleanze spericolate tra quella che un tempo era l’estrema destra, e quella che continua ad essere l’estrema sinistra.   Gli ultras di Fli “non escludono nulla”, neppure un accordo con Nichi Vendola. In nome di che? “Del nuovo”, dicono. Il Pd è intento a raccogliere firme. Contemporaneamente deve guardarsi appunto dalla propria sinistra, oltre che dai “rottamatori”. Il cosiddetto nuovo centro (quale?) continua ad autodefinirsi come la formula vincente per l’Italia, sennonché questo nuovo centro esiste, a stento, solo sulla carta, ed anche se si presentasse compatto alle elezioni non raccoglierebbe più di un quinto dei voti.


PDL CONTRO CAPPIO E MANETTE DI START

AI BERLUSCONIANI NON PIACE LA CAMPAGNA DI PROTESTA CONTRO LA FINANZIARIA DELL’AZIENDA DEL TRASPORTO PUBBLICO


Per criticare i tagli al settore decisi dal Governo con la finanziaria l'azienda pubblica Start Romagna Spa ha diffuso manifesti con tanto di cappio e manette. Il Pdl non ci sta, parla di campagna "scandalosa" e "falsa", annuncia in viale Aldo Moro un'interrogazione a sei mani (Marco Lombardi, Luca Bartolini e Gianguido Bazzoni) per sapere "cosa ne pensa" il presidente della Regione Vasco Errani. "Avevamo già denunciato il fatto che la sinistra, non contenta di averci propinato Hera, aveva intenzione di creare un nuovo carrozzone romagnolo del Trasporto Pubblico Locale per poter continuare nell'uso privato di strutture pubbliche anche in caso di sconfitta elettorale nei Comuni e nelle Province" . Start Romagna, la holding nata a luglio dalla fusione delle aziende di trasporto pubblico di Forlì-Cesena, Ravenna e Rimini e partecipata dai Comuni e dalle Provincie interessate, aveva già suscitato dubbi nei berlusconiani: "Invece di enfatizzare la 'mission' del servizio di pubblica utilità si parla di 'progettazione, vendita di servizi di navigazione, vacanza e turismo', facendo in pratica concorrenza ai privati con soldi pubblici senza guardare al bilancio". Ma "il fatto che oggi la società impieghi proprie risorse per fare opposizione al Governo per conto del Pd supera ogni limite di decenza", accusa Bazzoni.