lunedì 13 dicembre 2010

E IO PAGO!. IDROGETTO PER PULIRE LA PIAZZA AD UN MESE DALL’INAUGURAZIONE

INTERPELLANZA DI VILLA


E IO PAGO: TERRE NALDI UN BUCO DA RISANARE

UNA PARTE ANCHE DELLA PROVINCIA IL CAPO GRUPPO GALASSINI HA PRESENTATO DENUNCIA ALLA CORTE DEI CONTI NEL 2009



FAENZA COMMERCIO: ALTRA SORPRESA ARRIVANO 2.700 MQ E 35 NEGOZI IN PIU’...

CONFERENZA ECONOMICA DELLA PROVINCIA PRESIEDUTA DALL’EX SINDACO CASASDIO IN CORSO PER LE PRIMARIE DEL 19 DICEMBRE



LA RIVOLUZIONE LIBERALE DI MARCHIONNE IMPRIME UNA ACCELERAZIONE PODEROSA AL CAMBIAMENTO DEL SISTEMA ITALIA

Fiat o meglio Chrysler-Fiat ha imboccato ieri a New York la strada che la porta fuori da Confindustria e dalla sua tradizione di contratti nazionali concertati. La rivoluzione di Sergio Marchionne è politica e sociale ed avrà ripercussioni ben oltre le relazioni sindacali in senso stretto, ben oltre la questione dell'organizzazione del lavoro e dei diritti. Lo smantellamento del vecchio contrattualismo cambia struttura e assetto dei poteri in Italia.



Marchionne da Detroit importa a Mirafiori e altrove, con sensibile rischio di contagio a macchia d'olio, il modello di business e di lavoro americano. Addio riunioni e concertazioni al terzo piano di Palazzo Chigi. Stato Confindustria e sindacati confederali o di categoria prendono un colpo storico nel loro spazio e nella loro funzione. Lavoratori e impresa faccia a faccia a discutere di salari e produttività e modelli di lavoro e tecnologie e condizioni ambientali: fine presuntiva per la gigantesca intermediazione sociale all'europea, di ceppo storico corporativo. Se alla fine questa linea aziendalista e produttivista di stampo americano passerà nell'industria manifatturiera, trasferendosi nel resto del sistema produttivo, si imporranno coerenze ad alto impatto politico anche nell'istruzione, nella sanità, nell'organizzazione dei servizi di welfare, perché tutto si tiene. Da una simile rivoluzione non esce indenne il nostro vecchio stato, con la sua pubblica amministrazione e le sue abitudini. Fabio Piolanti Capo Gruppo PDL Casola Valsenio

MA VE LI IMMAGINATE MUTI O ABBADO CHE CHIAMATI A DIRIGIRE AL LINCOLN CENTER DI NEW YORK……?

Ieri, davanti alla Scala erano in molti ad offrirsi alle telecamere con l'occhio umido per i tagli alla cultura ma non uno ha suggerito a quale dei capitoli della finanziaria si fosse disposti a rinunciare per trasferire più risorse alla lirica, al cinema o ai teatri. Tanto meno lo hanno fatto i dimostranti in piazza, anche loro sulle barricate della cultura, illuminati dalla luce dell'avvenire, sprezzanti del pericolo (a rimanere feriti sono stati solo poliziotti e carabinieri) e investiti dalla missione salvifica di difendere i fondi a quel teatro dell'Opera che per decenni era stato semmai il bersaglio della loro protesta. Nessuno ha detto dove altro si sarebbe dovuto tagliare: i fondi per la Sla?, i soldi ai cassa-integrati?, i fondi per l'Università? O qualcuno che dicesse per lo meno: "in nome della cultura siamo pronti a pagare più tasse!". Perché delle due l'una o si tagliano altre spese o si chiedendo altri soldi ai contribuenti. Fabio Piolanti Capo Gruppo PDL Casola Valsenio

sabato 11 dicembre 2010

L’ANPI MI CONTESTA? CHE ONORE!

Noto ancora con straordinaria sorpresa di come sia poco avvezzo l’ANPI alla dialettica politica e di come confonda le offese con il legittimo diritto di dissentire e non condividere.

Io, che sono per tradizione e per cultura antifascista e anticomunista, soprattutto berlusconiana, nipote di un partigiano socialista della Brigata Lavacchini deportato a Mathausen perché colpevole di avere diffuso l’Avanti, contestato il Duce e salvato 4 aviatori americani nel 1944, mai stato fascista a differenza di Bulow e Giuseppe D’Alema, persevero nel mio giudizio su quanti ritengono da giovanissimi di iscriversi all’ANPI e non ci sono manifestazioni di sorta che mi possano far cambiare idea oppure che mi intimoriscano.

Sono abituata ai fischi, agli applausi, sarei interdetta solamente dal fatto di non riuscire ad essere presente in consiglio comunale per godermi il teatrino, possibilità assai plausibile, sarei veramente dispiaciuta di non potermi pavoneggiare dal mio scranno consiliare visto che mi contestano dopo nomi ben più illustri del mio come Pansa, Stella e Bruno Vespa.

I colleghi consiglieri sanno che mi sarà difficile essere presente anche se ce la metterò tutta per non mancare, ma se proprio dovessi mancare queste mie righe servono per togliere ogni dubbio su un mio atto di codardia o paura di essere contestata. Mi sembra che l’ANPI abbia ben pochi scopi da perseguire se perde tempo a contestare anche me.

ANCHE A RAVENNA LA MOBILITAZIONE NAZIONALE: “SOSTEGNO AL GOVERNO BERLUSCONI”

E’ iniziata ieri sera, con la tradizionale cena degli auguri all’Hotel Romea – Veranda delle Rose, la mobilitazione che vedrà impegnato il PDL della provincia di Ravenna, nel Sostegno al Governo Berlusconi. Di fronte a oltre 350 invitati, ospiti di Gianguido Bazzoni, coordinatore provinciale del PDL e consigliere regionale e di Roberto Petri, vice coordinatore provinciale vicario, sono stati l’europarlamentare Antonio Cancian, il coordinatore regionale Sen. Filippo Berselli, il Vice coordinatore regionale vicario Sen. Gianpaolo Bettamio, il Capogruppo in consiglio regionale Luigi Villani, i consiglieri regionali Luca Bartolini e Marco Lombardi, il Consigliere politico del Ministro Renato Brunetta, Rodolfo Ridolfi che si sono alternati al microfono elencando i successi del governo nei primi due anni di legislatura e spiegando i motivi per andare avanti e avere fiducia.

La manifestazione, che si concluderà domenica con un gazebo in ogni piazza d’Italia continuerà su tutto il territorio della provincia di Ravenna. Gli appuntamenti di Domenica invece inizieranno in mattinata a Lido Adriano mentre nel pomeriggio un gazebo sarà installato a Ravenna in piazza Andrea Costa. Per quanto riguarda domenica ancora gazebo a Cervia, Brisighella, Alfonsine, Cotignola, Castelbolognese. Nel corso del gazebo i cittadini riceveranno materiale divulgativo e potranno firmare per dire “sì” al governo Berlusconi.