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domenica 25 maggio 2014

ATTENTI: L’ITALIA STA AFFONDANDO, IL M5S RIESUMA BERLINGUER


Nell'incapacità di pensare al futuro del Paese, Pd e Cinque Stelle si contendono l'eredità politica di Berlinguer
Andrea Indini - Tra un vaffanculo strozzato in un urlo rauco e un guascone paragone con Adolf Hitler, Beppe Grillo riesuma Enrico Berlinguer. La campagna elettorale del Movimento 5 Stelle si chiude così, con un'immagine inquietante: piazza San Giovanni che scandisce il nome dell'ex leader del Pci.  Il comunismo vive e lotta in mezzo a noi. Il comunismo o una parodia di esso. Perché, mentre la disoccupazione schizza al 13%, la crescita del pil torna sotto lo zero e i consumi sono vicini al collasso, la rivoluzione stellata guarda, con pericolosa e allarmante nostalgia, a un passato che noi tutti avremmo voluto rimanesse relegato ai libri di storia. "Il comunismo è morto perché è stato applicato male - dice Grillo - ma magari poteva essere una bella idea". Due piazze, quella di Firenze e quella di Roma. Si urlano addosso. Alla chiusura della campagna elettorale del M5S accorre anche Gianroberto Casaleggio e, in un monocorde discorsi ai militanti grillini, cavalca la polemica sulle spoglie di Berlinguer. Un braccio di ferro insulso che trova spazio nella vacua contesa tra l'Ebetino e Beppegufo. "Quando il cosiddetto premier ha detto a Grillo di sciacquarsi la bocca non sapeva cosa stesse dicendo", ha tuonato ieri sera Casaleggio chiedendo alla piazza di inneggiare a Berlinguer "in modo che lo sentano fino a Palazzo Chigi". E, scattando sull'attenti, i presenti hanno rigurgitato, in un boato cacofonico, il nome del politico comunista senza sapere nemmeno il perché.  "Ber-lin-guer, Ber-lin-guer!". Un tifo da stadio che ha riportato alla memoria i giorni del "Ro-do-tà, Ro-do-tà!" nella lotta per lo scranno del Quirinale. "Berlinguer in una famosa intervista lanciò la questione morale - ha incalzato Casaleggio - ma il Pd di oggi ha nel suo dna solo la questione immorale". Peccato che, al pari di altri vecchi comunisti che ancora oggi ricoprono alte cariche dello Stato, Berlinguer guidò un partito che prosperò grazie ai fondi neri quell'Unione sovietica che progettava l'annientamento dell'Occidente e, quindi, dell'Italia.
"Il Movimento 5 Stelle è l'unico partito che porta avanti la questione morale di Berlinguer - spiega Grillo - siamo gli unici a portare avanti la sua eredità". Già allora Berlinguer aveva diviso, con violenza, l'Italia in due. Da una parte la sinistra moralmente superiore, dall'altra la destra moralmente inferiore. Una divisione dettata dalla mera appartenenza politica, una spaccatura etica che ancora oggi fa sentire la sinistra faccendona e arruffona sempre e comunque superiore. Questo l'insegnamento di Berlinguer che, in un'Italia devastata dalla crisi economica e dall'incapacità del terzo governo non eletto dal popolo, i grillini guardano con cieca ammirazione, non senza far ribollire la bile dei piddini. Tanto che addirittura Matteo Renzi, da sempre guardingo dalle analogie col passato comunista del Pd, è subito corso a citare aforismi del Caro leader: "Non lancio anatemi, sono espressione di fanatismo, e c'è troppo fanatismo nel mondo, disse Berlinguer nel 1981. Altro che il fanatismo pentastellato... Loro sono la paura, noi siamo la speranza. Loro evocano il terrore, noi diamo fiducia". La lite tra il premier e il comico è una farsa che guarda al passato nell'incapacità di pensare al futuro del Paese. E, mentre Pd e M5S si contendono "l'eredità politica di Berlinguer", il Paese affonda.

giovedì 15 maggio 2014

HA VISTO CHE NON DICO BUGIE?


" Silvio Berlusconi ha una specie di umiltà incorporata, va a Cesano Boscone col sorriso sulle labbra, poi si occupa di pensioni (da elevare a mille euro), di dentiere (gratuità per tutti i vecchi in difficoltà) e di pet o animali da compagnia domestica ("tutelarli per ragioni animaliste e sociali"), sa che la società è fatta di popolo, il popolo di individui e nuclei famigliari in difficoltà, ha sempre avuto un rapporto speciale con l' immenso elettorato femminile e anziano, oltre che con i ragazzi stregati dai tempi di Drive In, e non vuole mollare. Ma non si è fatto sorprendere né dal libro di Tim Geithner, l'ex segretario americano al Tesoro, il pupillo di Wall Street e della Casa Bianca di Obama primo mandato, e neppure dall'inchiesta monstre del Financial Times di Peter Spiegel sulla crisi dell'euro e i rapporti tra i grandi d'Europa e d'America. Berlusconi aveva parlato prima. "Avevo detto che nelle mie dimissioni del novembre del 2011 c' era un elemento di coazione, che le cose si erano sviluppate e non per caso a ridosso del G20 di Cannes subito precedente la nomina di Monti senatore a vita eccetera, che un conto è il mio senso di responsabilità nazionale e un conto furono le manovre, esterne e interne, per eliminare un uomo di stato che in Europa contraddiceva il pensiero unico delle burocrazie e dell' establishment tedesco, capeggiato da Angela Merkel. Ecco qui le più rilevanti conferme da Washington e da Londra. Puntuali. I magistrati che mi hanno perseguitato una vita senza prove li chiamerebbero 'riscontri' del colpo di stato". Gongola, il Cav., perché Tim Geithner ha messo nero su bianco nel suo libro autobiografico appena uscito, papale papale, che gli eurocrati di Bruxelles, "i quali - osserva Berlusconi - agiscono sempre su mandato di alcuni governi", a un certo punto chiesero agli americani di aiutarli a cacciare da Palazzo Chigi il presidente eletto, ricevendo un rifiuto dall' Amministrazione americana, ma intestardendosi nel progetto di interferenza abusiva e di violazione delle regole democratiche.  E per sovrammercato c'è quella "stupenda" dichiarazione di Barack Obama, riportata dal Financial Times, davanti a una Merkel incapace di trattenere calde lacrime: "I think Silvio

venerdì 9 maggio 2014

“C’E’ UN CRONOPROGRAMMA DEI MAGISTRATI A RIDOSSO DELLE EUROPEE


La nota della capolista di Forza Italia per il Nordest alle Europee

"Avvenimenti come l’arresto di Scajola impediscono di parlare di ciò che preme alla gente. Possiamo dire che c’é un cronoprogramma, un affollamento di questi avvenimenti sempre intorno alle campagne elettorali. Non dico sia un complotto, ma sono veramente rammaricata perché a questi temi,

mercoledì 7 maggio 2014

IMMIGRAZIONE, BERLUSCONI AVVERTE: “SIAMO A RISCHIO CATASTROFE.”


BERLUSCONI SULLA RIFORMA DEL SENATO: “NO CONDIZIONI PER IL SI”


Silvio Berlusconi a Matrix: "Non sono affatto angosciato dalle Europee". Sul Nuovo centrodestra: "Con Alfano giovani di 82 anni, un record". E avverte: "Cambiare politica europea o l'Italia rischia il default"

martedì 6 maggio 2014

IMMIGRAZIONE, BERLUSCONI AVVERTE: “SIAMO A RISCHIO CATASTROFE, GOVERNO INERTE RISPETTO ALL’UE” BERLUSCONI AVVERTE: “L’OPERAZIONE MARE NOSTRUM SARA’ UNA CATASTROFE QUANDO ARRIVERANNO PIU’ DI UN MILIONE DI PERSONE CHE FUGGONA DA SITUAZIONI TERRIBILI.


"Siccome tutti hanno fatto già commenti a iosa, mi lasci dire una cosa che non ho ritrovato su nessun giornale. Quando si parla di ultrà, bisogna distinguere, perché ci sono i delinquenti e ci sono gli ultrà.
Gli ultrà sono tifosi, appassionati, con degli ideali, che vedono negli atleti in campo quasi la personificazione di se stessi.
Nel caso della finale di Coppa Italia "bisogna parlare di delinquenti". Silvio Berlusconi, nel corso di una intervista al Tg4, commenta quanto accaduto allo stadio Olimpico e aggiunge: "Lo Stato in ostaggio dei capi ultrà? Sì, non è stata una buona cosa, non è stato un bello spettacolo certamente".
Il leader di Forza Italia ha poi bacchettato Matteo Renzi e le misure del governo: "Nemico dei pensionati mi sembra eccessivo: come si fa ad essere nemici di una categoria come quella dei nostri papà e delle nostre mamme. Che si è dimenticato dei pensionati, certamente. Perché non solo non prenderanno il bonus di 80 euro, ma dovranno pagare un’imposta sulla casa che è stata triplicata rispetto a quella del governo Monti. Noi l’avevamo abrogata del tutto- e dovranno anche pagare più imposte sugli interessi che le banche o la posta danno sui loro risparmi di tutta una vita. C’è stato un aumento inspiegabile per me del governo dal 20 al 26% dell’imposta sul reddito di questi depositi".
Il Cavaliere ha precisato: "Sono stato l’unico Presidente del Consiglio che ha alzato a 1 milione di Lire per 13 mensilità tutte le pensioni che erano di molto inferiori.

PINA PICERNO (PD) TESI SU “LINGUAGGIO POLITICO DI CIRIACO DE MITA”. A NOI 80 EURO PER DUE SETTIMANE, PER LEI 12.000EURO AL MESE.


Ma chi è Pina Picierno, quella candidata del Pd alle europee che ha detto di poter far la spesa con 80 euro per due settimane? Ha 33 anni, è ella provincia di Caserta, e inizia giovanissima a fare politica. Nota per la sua tesi di laurea sul “linguaggio politico di Ciriaco De Mita” (uno che era impossibile seguire nei suoi ‘ragionamenti)’, cresce all’ombra del potente politico della Democrazia Cristiana, riciclatosi anni dopo alla corte di Casini.
Ad appena 23 anni viene eletta presidente nazionale dei giovani della Margherita. Quando nasce il PD, il segretario Veltroni la vuole subito “ministro ombra” per le politiche giovanili e le attività sportive. Veltroni rassegna le dimissioni pochi mesi dopo, ma la sua provenienza ‘dem’ le garantisce l’ala protettiva del segretario ad interim Franceschini. Si schiererà poi con Pierluigi Bersani, vincitore annunciato delle due successive primarie. Nell’autunno 2012 è una delle più aggressive nei confronti dello sfidante Matteo Renzi. “Lo slogan ‘Adesso’ di Matteo Renzi? Lo ha lanciato Franceschini nel 2009, mazza che svolta!”. Oppure: “Se perdiamo le primarie il partito non tocchi i rottamatori, dice Renzi. Ma per chi ci ha preso per Renziani?!” Quando Bersani si suicida politicamente, è tra le prime ad annusare l’aria che tira e che il PD è destinato a finire nelle mani del sindaco di Firenze. Diventato premier, Renzi la gratifica con un bel posto in cima alla Circoscrizione Sud, nonostante quella casella fosse ‘impegnata’ da Michele Emiliano, sindaco di Bari, che la ‘saluta’ così: “Competente e giovane dal punto di vista anagrafico, ma politicamente parlando è ben più anziana di me”. Ora, la bella sparata sulla spesa, che per lei però non dev’essere mai stata un problema, coi 10.000 e passa euro al mese che incassa, da politica, da anni.