E’ il giurista Miro Cerar, classe 1963,
l’uomo che prendera’ le redini della Slovenia
dopo il fallimento
della coalizione guidata da Alenka
Bratusek. Il partito indipendente di Cerar, da lui fondato a
inizio giugno, ha ottenuto il risultato atteso alle elezioni legislative
anticipate di ieri, conquistando 36 seggi nell’Assemblea nazionale (la Camera
elettiva del parlamento sloveno) con il 34,6 per cento dei voti. Nei giorni
precedenti alle elezioni, Cerar ha detto la scorsa settimana che il suo partito
e’ pronto a rompere “gli schemi tradizionali” della politica slovena. Ora
tocchera’ a lui formare il nuovo governo e, con ogni probabilita’, dovra’
allearsi con il centrosinistra per assicurarsi la maggioranza nella Camera formata
da 90 deputati.
Da forza politica
“indipendente”, alternativa alla destra e alla sinistra tradizionali, l’Smc si
e’ imposto in poche settimane nel panorama politico sloveno, sfruttando il
vuoto creato dalla crisi delle forze politiche di centrosinistra e
centrodestra. Nell’ultimo sondaggio condotto prima del voto, la scorsa
settimana, l’Smc aveva superato il 38 per cento dei consensi, malgrado le
critiche ricevute dagli altri partiti che accusavano Cerar di essere manovrato
dalle lobby economiche del paese e di avere un programma politico troppo vago.
Il centrodestra guidato dall’ex
premier Janez Jansa e’ stato comunque il grande perdente di questo appuntamento
elettorale. Il Partito
democratico (Sds) ha ottenuto 21 seggi, a fronte dei 26 che si era
aggiudicato alle ultime elezioni del 2012, segnando cosi’ il peggior risultato
dalle consultazioni del 2000.
