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lunedì 10 aprile 2017

AMMINISTRATIVE IN VISTA IL PD INDOTTRINA GLI AVVOCATI


Al teatro Diego Fabbri di Forlì dove sabato scorso si è svolto un corso di aggiornamento professionale promosso dagli ordini degli avvocati di Forlì, Cesena, Ravenna e Rimini mancavano solo le bandiere del Pd e poi il quadretto sarebbe stato perfetto. Ma è un dettaglio visto che in sala, come relatori, erano presenti ben quattro esponenti del Partito democratico. All'evento, che garantiva ai partecipanti quattro crediti formativi in materia di deontologia su quindici obbligatori da conseguire ogni anno, era stata resa nota da mesi la presenza del ministro della Giustizia Andrea Orlando ma, dopo la decisione di quest'ultimo di scendere in campo e sfidare Matteo Renzi nella conquista della segreteria nazionale del partito, gli organizzatori hanno pensato bene di «riequilibrare» invitando anche esponenti politici di area renziana. A coordinare gli interventi è stato chiamato all'ultimo momento il deputato forlivese Marco Di Maio - che infatti non compare nella locandina ufficiale inviata agli avvocati tramite la newsletter dell'Ordine - componente del comitato a sostegno della riconferma del segretario uscente Renzi che, oltretutto, in Parlamento non è neanche in commissione Giustizia e nulla ha a che fare con la professione forense. Come del resto non vi ha a che fare la terza esponente del Pd invitata a tenere una lezione di deontologia agli avvocati romagnoli: Emma Petitti, ex deputata, attualmente assessore regionale al Bilancio (e Riordino istituzionale, Risorse umane e Pari opportunità) chiamata ad illustrare le «strategie della Regione Emilia Romagna per il contrasto alla violenza contro le donne». Ottimo tema per un convegno femminista, meno per un corso di deontologia.
Per completare il quadro non sono inoltre mancati i saluti ai partecipanti del sindaco di Forlì Davide Drei, anch'egli eletto col Pd, ça va sans dire.
Tutto in casa Pd, dunque: non si è pensato minimamente né di invitare rappresentati di altri partiti né che un corso di aggiornamento professionale valido per l'acquisizione di crediti obbligatori dovesse rimanere estraneo a logiche partitiche e non trasformarsi in un convegno politico a un mese dalle primarie e soprattutto a un mese dalle elezioni amministrative a cui sono interessati diversi Comuni della zona fra cui Riccione.


AVANTI CON RENZI


venerdì 7 aprile 2017

ATTACCO CHIMICO IN SIRIA: E SE NON FOSSE STATO ASSAD?


di MARIO ARPINO -  ATTENZIONE, SE OGGI ci mettiamo a discutere su chi ha lanciato i gas a Khan Sheikun, rischiamo di cadere in una trappola mediatica. Le convinzioni le lasciamo a quel coro di benpensanti ‘politicamente corretti’ che, lanciando anatemi, puntano il dito contro Bashar al-Assad. Nessuno si può esimere, è il bersaglio più facile. I gas si diffondono con vari mezzi: aerei, granate speciali (obici e mortai), oppure, come nelle battaglie sul Carso, generatori posti sottovento. Nella Coalizione che non solo combatte quella parte dei ribelli non presente agli accordi di Astana, ma fa anche altre cose, gli aerei li hanno tutti. I siriani, certo, ma anche i russi, i turchi, i sauditi e i qatarioti. I ribelli no, né i ‘buoni’ né i ‘cattivi’. Le armi terrestri gassificanti, quelle, per intenderci, sparite in massa nel 2011 dagli arsenali di Gheddafi, con alta probabilità sono in mano ai ribelli jihadisti non-Isis. Restringendo il campo, sembrerebbero nella disponibilità dell’ex al-Qaeda, ex al-Nustra e oggi Jahbat Fatah al-Sham. Allora ragioniamo, partendo da Astana e da un fondamentale quesito: cui prodest? Ovvero: a chi giova. Forse non arriveremo a nulla, ma ci chiariremo un po’ le idee. In prospettiva, i ribelli del Free Syrian Army (quelli ‘buoni’) avranno un loro limitato spazio a Nord, con tutela turca. Assad e Putin mirano a distruggere (con la sporadica partecipazione degli Usa) tutti i gruppi jihadisti, concentrati ormai nella provincia di Idlib. Se perdono quell’area, sono praticamente finiti. Assad, se l’avanzata prosegue, ha già la vittoria in tasca. L’offensiva, allora, va delegittimata agli occhi del mondo con ogni mezzo. Indovinello: chi può aver interesse a farlo?


mercoledì 5 aprile 2017

SERGIO MATTARELLA, LA RABBIA CONTRO MATTEO RENZI:”BASTA CHIEDERE ELEZIONI ANTICIPATE”


È furibondo Sergio Mattarella. Questa volta Matteo Renzi lo ha fatto davvero arrabbiare con questa storia delle elezioni anticipate. Subito dopo la batosta del 4 dicembre aveva cercato di essere comprensivo ma ora la pazienza è finita: per il presidente della Repubblica andare a votare prima dell'estate come vuole l'ex premier è un'ipotesi di cui non vuole più nemmeno parlare.
Riporta il Giornale in un retroscena che il presidente della Repubblica ha un'agenda fittissima nei prossimi mesi: non solo il 26 e 27 maggio sarà a Taormina per il G7 insieme a Paolo Gentiloni, Donald Trump, Theresa May e al prossimo presidente francese ma in autunno il governo sarà alle prese con una legge di Bilancio su cui pesa l'incognita di clausole di salvaguardia per 20 miliardi. La trattativa in corso tra Palazzo Chigi e la Commissione Ue sarà determinante al fine di ottenere una certa flessibilità sul rapporto deficit/Pil. E in questo scenario il fuoco amico di Renzi sul governo nuocerebbe all'Italia rispetto alla possibilità di ottenere qualcosa da Bruxelles.


ARRIVA LA STANGATA DI PRIMAVERA. ECCO QUANTO PAGHEREMO


È in arrivo una manovrina: ammesso che una «correttiva» da 3,4 miliardi di euro si possa definire tale. Così il governo Gentiloni, sempre più piegato ai diktat della Ue, si prepara ai rincari alla faccia della lotta dura contro Bruxelles. Paghiamo sempre noi. 
Sul tavolo le ipotesi sono tante: apparentemente bocciata l’idea di un incremento dell’aliquota Iva intermedia e messo in cantiere il taglio delle spese dei ministeri, un sempreverde della spending review, si studiano, inevitabilmente, anche ipotesi di aumenti fiscali. A partire dalle accise di sigarette ed alcolici, ma forse anche dei carburanti, l’estensione dello split payment e persino un aumento del prelievo sul gioco. Insomma: tutti gli ingredienti giusti per la solita stangata, anche se stavolta di primavera e non di autunno come siamo abituati.

SICUREZZA A BOLOGNA –



PRIMARIE PD: BRUNETTA "RENZI SI CONSOLA CON AGLIETTO"

"Renzi si consola con l'aglietto, cioè con la sua vittoria e con la sconfitta di Orlando, a fronte di pochi iscritti che sono andati a votare. Rispetto per la democrazia di partito, rispetto per i congressi, ma i numeri sono risicatissimi rispetto agli elettori votanti in Italia. Cinquanta milioni di aventi diritto al voto, ne servono almeno 17-18 milioni per vincere le politiche, contro i poco più di 200 mila votanti in questo congresso del Pd, e Renzi di questi ne ha poco più di 140 mila, quanto per eleggere un parlamentare europeo". Lo ha detto Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati, in un'intervista a Radio Radicale.

venerdì 17 marzo 2017

VINCONO I LIBERALI DI RUTTE. WILDERS NON SFONDA


Il nazionalista Geert Wilders non sfonda nelle elezioni olandesi, e l'Europa può (per ora) tirare un sospiro di sollievo. Se questo terremoto populista è stato arginato, restano infatti aperti i capitoli delle altre elezioni previste quest'anno nell'Unione europea, in Francia e Germania. A scrutini quasi finiti la vittoria è del premier liberale Mark Rutte e del suo partito Vvd, che ha sinora guidato una coalizione con i laburisti del Pvda. Segue il Partito per la libertà (Pvv) del leader anti-islam e anti-Ue Wilders, con 19 seggi, in aumento di quattro rispetto alle elezioni precedenti.
Alla pari con Wilders altri due partiti, i cristiano democratici del partito Cda e i Democratici 66 (D66), che crescono rispettivamente di sei e sette seggi. Ma ci sono altre sorprese. I laburisti del Pvda incassano un forte calo, passando a nove seggi rispetto ai 38 precedenti. Al contrario, balzo in avanti dei verdi del partito GroenLinks (Gl), che quadruplicano la loro rappresentanza: 16 seggi, in aumento di 12 rispetto ai quattro del 2012. E il partito antirazzista Denk entrerebbe, se i dati fossero confermati, per la prima volta in Parlamento, con 3 deputati. Altro dato significativo: l'affluenza altissima dell'82%, interpretabile come un segnale della volontà di frenare i movimenti populisti. Nel 2012, l'affluenza alle urne era stata del 74,6%.
I leader dei partiti politici seguiranno nella notte lo spoglio assieme ai loro sostenitori, con i risultati attesi nelle prime ore di giovedì. Solo Wilders, secondo i media, resta chiuso nel suo ufficio in Parlamento, senza aver programmato di parlare pubblicamente prima di domattina. Tuttavia, dopo che il secondo exit poll è stato diffuso, ha scritto un commento su Twitter: "Grazie elettori del Pvv! Abbiamo guadagnato altri seggi, primo obiettivo raggiunto! Rutte non si è liberato di me!". Il leader laburista, Lodewijk Asscher, nel frattempo ha tenuto un discorso in cui ha ammesso la sconfitta e tra le lacrime ha promesso che continuerà a guidare il movimento, lottando per "un'economia giusta e una società degna".
Per ora nessun commento da Rutte, che quando ieri in mattinata era andato alle urne aveva chiesto agli olandesi di mobilitarsi per arginare il populismo in Europa. "Dobbiamo evitare l'effetto domino", "il mondo ci guarda e dobbiamo creare un precedente" perché queste elezioni si svolgono "sotto la pressione della vittoria di Trump negli Usa e della Brexit". Dall'altra parte, Wilders aveva affermato che "succeda quel che succeda nel voto", nulla frenerà l'avanzata del populismo, come dimostreranno anche tedeschi e francesi quando quest'anno toccherà a loro recarsi alle urne.
Intanto, i primi commenti sono arrivati dai leader europei. "Geert Wilders non poteva vincere le elezioni in Olanda. Sono sollevato. Ma dobbiamo continuare a combattere per un'Europa aperta e libera", ha scritto su Twitter Martin Schulz, ex presidente del Parlamento europeo e candidato alla cancelleria tedesca per il partito socialdemocratico (Spd), come sfidante della cancelliera Angela Merkel che il 24 settembre prossimo cercherà il rinnovo dopo 12 anni in carica. Gli ha fatto eco il capo di gabinetto della cancelleria, Peter Altmeier, fedele di Merkel, che ha scritto sul social network: "Olanda, oOanda, sei un campione!", "congratulazioni per questo fantastico risultato". E il primo ministro Paolo Gentiloni ha dichiarato, sempre su Twitter: "No #Nexit. La destra anti Ue ha perso le elezioni in olanda. Impegno comune per cambiare e rilanciare l’Unione


giovedì 16 marzo 2017

UN BILANCIO SEMPRE PIU’ DI UNIONE: LA SINISTRA ELIMINA I COMUNI SENZA CONSULTAZIONE REFERENDARIA



Contrastare la riduzione del personale con economicità, uniformità, e un piano unico per la formazione: sono questi alcuni degli strumenti con cui l’Unione dei Comuni vuole sopperire al calo delle risorse umane nei vari presidi comunali. Negli ultimi cinque anni il personale è calato del 10%. Il processo che porterà all’Unione della Romagna faentina si completerà il primo gennaio 2018: nel prossimo anno si proseguirà dunque con il conferimento di tutte le funzioni mancanti all’Unione dei Comuni ed entro il 31 dicembre 2017 tutto il personale sarà trasferito (al momento il Comune di Faenza conta ancora 75 dipendenti su 492 complessivi nell’Unione).
Nel 2017 si prevedono una ventina di assunzioni
Il 2016 ha visto complessivamente 33 assunzioni (di cui 23 tra settembre e dicembre) mentre per il 2017 «nonostante si avranno maggiori difficoltà dal punto di vista economico – afferma il sindaco Giovanni Malpezzi – sono già in cantiere una ventina di ulteriori assunzioni per recuperare gap che negli ultimi anni ha gravato sulla nostra struttura per via dei pensionamenti».
I numeri dei dipendenti dei sei Comuni dell’Unione della Romagna faentina: dal 2018 faranno tutti capo all’Unione.



mercoledì 1 marzo 2017

FORZA SILVIO


ABBIAMO IL DOVERE DI CREARE UNA FORZA ITALIA COMPETITIVA, RADICATA NEL TERRITORIO E CAPACE DI DARE VOCE E RISPOSTE AI BISOGNI DI FAMIGLIE, IMPRENDITORI, PROFESSIONISTI, A QUEGLI INTERPRETI DI UNA ITALIA SILENZIOSA E TENACE CHE VOGLIONO COSTRUIRE UN PAESE SICURO, PIENO DI OPPORTUNITÀ E BENESSERE, IN GRADO DI PROTEGGERE E SOSTENERE CHI È IN DIFFICOLTÀ E DI PREMIARE CHI MERITA. LO FAREMO RINNOVANDOCI E VALORIZZANDO L'ESPERIENZA DI MOLTI. E LO FAREMO SOTTO LA GUIDA INSOSTITUIBILE DEL PRESIDENTE SILVIO BERLUSCONI

SCISSIONE DEL PD E NASCITA DI DP, LE RILEVAZIONI (TUTTE DA RIDERE) SUL PIANO DI DALEMA E BERSANI. IL VIDEO E’ GENIALE


http://www.ilfattoquotidiano.it/2017/02/27/scissione-del-pd-le-rivelazioni-tutte-da-ridere-di-un-parlamentare-in-un-video-a-dir-poco-geniale/3419103/

 “Che cos’è il genio? E’ fantasia, intuizione, decisione e velocità d’esecuzione”, spiega il Necchi, uno dei compagni di zingarate nel primo ‘Amici Miei‘. La citazione è tra i commenti al video postato sul canale Youtube di Alessandro Delfanti. A spiegare la scissione del Pd e quello che sta accadendo nel centrosinistra sarebbe un “parlamentare“, uno che la sa lunga. Ma quanto racconta è così imbarazzante da non riuscire a trattenere le risate, fino alle lacrime. Il video, abilmente sottotitolato, è ormai un meme gettonatissimo. La risata contagiosa è quella del comico spagnolo “El Risitas”, già utilizzata con altri sottotitoli per ironizzare sui più svariati argomenti, dai videogiochi a Trump. Tutto è iniziato nel 2014 con una falsa intervista rilasciata dai Fratelli Musulmani per le elezioni in Egitto. Tre anni dopo eccolo alle prese con la politica italiana: provate a non ridere

CENTRO DESTRA. COALIZIONE O LISTA UNICA? NON IMPORTA COLORE GATTO, PURCHE’ PRENDA TOPI


Centrodestra unito in coalizione o con una lista unica? Beh, io sono maoista da questo punto di vista: non mi importa di che colore sia il gatto, purché prenda i topi.
Quindi, centrodestra unito, in coalizione, con una lista unica, con più liste insieme, basta che ci sia un candidato unico. Per esempio, a Genova serve un candidato unico, io dico con tante liste, forse è meglio perché si vince più facilmente, ma se si pensa di vincere con una lista unica e con un candidato unico, va bene lo stesso.
Ripeto: non importa di che colore sia il gatto, purché prenda i topi. Renato Brunetta


POVERA ITALIA “LEGGE DEI DUE GENERI”: BANDO PER CERCARE ASSESSORE AL COMUNE DI BRISIGHELLA



Brisighella, 28 febbraio 2017   Comune  di  Brisighella    IL SINDACO OGGETTO: Avviso pubblico per la nomina di un assessore donna. VISTA la composizione della Giunta Comunale di Brisighella; CONSIDERATO che il Difensore Civico della Regione Emilia  Romagna, con nota  pervenuta al Comune di Brisighella e protocollata in data 3 novembre 2017 n. 7067 invitava tutti i Sindaci dei Comuni emiliano-romagnoli con popolazione superiore ai 3000 abitanti a conformarsi a quanto prescritto dall'art. 1, comma 137, Legge 7 aprile 2014 n. 56. In caso di oggettiva difficoltà ad assicurare, nella composizione della Giunta Comunale, la presenza dei due generi nella misura stabilita dalla legge, il Difensore civico  invitava i Sindaci ad avviare una procedura pubblica nei termini suesposti al fine di dimostrare l'effettiva impossibilità ad applicare la disposizione legislativa citata; DATO ATTO che i l  Comune d i Brisighella, con propria nota del 19.11.2016 prot. n. 7476, ha fornito al Difensore Civico  chiarimenti  in merito a quanto sopra richiesto; CHE  i l Difensore Civico dell 'Emilia Romagna con propria nota del 27 gennaio 2017 prot.  n. 566 invitava  a valutare ogni possibile intervento utile al fine di adeguare la composizione della Giunta Comunale al parametro di legittimità stabilito dall'art. 1, comma 137,  legge 7 aprile 2014 n. 56. In subordine,  invitava  il Sindaco a fornire adeguata prova dell'impossibilità ad assicurare, nella Giunta comunale, la presenza dei due generi nella misura stabilita dalla legge, tenuto conto delle intervenute pronunce giurisprudenziali. CONSIDERATO che, per effetto di quanto sopra, si rende necessario effettuare una nuova e più approfondita  istruttoria allo scopo di rinvenire una persona di sesso femminile  in

martedì 28 febbraio 2017

TERZA ETA’, “IN ITALIA OLTRE 500MILA FAMIGLIE INDEBITATE PER PAGARE LE SPESE DI ASSISTENZA


E' la denuncia di Enzo Costa, presidente nazionale dell'Associazione per l'invecchiamento attivo (Auser). L'Istat prevede che nel 2050 in Italia gli anziani saranno 21.775.809, il 34,3% della popolazione. Ma lo Stato continua a tagliare i fondi. “In Italia oltre 500mila famiglie si sono indebitate per sostenere le spese di assistenza ai propri cari non più autosufficienti”. È lapidario Enzo Costa, presidente nazionale dell’Auser. (Associazione per l’invecchiamento attivo). “Siamo l’unico paese in Europa in cui esiste il fenomeno delle cosiddette ‘badanti’ –  assicura -. Di fatto ormai l’unico modo per risolvere situazioni di cui le istituzioni non si occupano”. Riguardo l’invecchiamento demografico – destinato a peggiorare – Costa quindi ammonisce: “Come sempre si agisce solo per risolvere le eventuali emergenze. Mai per intervenire in modo strutturale e con una visione dell’oggi e soprattutto del domani”.
Il peggio deve ancora arrivare – Le percentuali parlano chiaro: nel nostro Paese oggi ci sono 157,7 anziani ogni 100 giovani. L’Istat prevede che nel 2050 in Italia gli anziani saranno 21.775.809, il 34,3% della popolazione. L’intero pianeta invecchia: in tutto il mondo si contano 868 milioni di persone ultrasessantenni, pari al 12% della popolazione, con proiezioni che si spingono verso i 2,4 miliardi per il 2050, quando 21 persone su 100 avranno più di 60 anni. Il risultato sarà quindi che nel mondo ci saranno più ultra sessantenni che ragazzi sotto i 16 anni. Il problema per l’Italia è che davanti ad un quadro così

lunedì 27 febbraio 2017

LA ROTTAMAZIONE AZZURRA: Panico in Forza Italia: ecco come Silvio "frega" i big


Torna il richiamo della società civile. Nel corso della riunione della commissione di Forza Italia per la legge elettorale, Silvio Berlusconi - in collegamento via Skype - avrebbe svelato ai big azzurri di voler puntare su imprenditori e altri personaggi del mondo produttivo nelle liste per le prossime politiche.
Particolare da non trascurare, il Cav sarebbe intenzionato a posizionare questi "volti nuovi" nel ruolo di capilista. L'unica posizione certa di elezione per un partito come Forza Italia che alla fine potrebbe attestarsi intorno al 15% dei consensi. Questa circostanza ha naturalmente fatto affiorare il nervosimo di tutti i big che temono di essere "rottamati". Una tentazione che Berlusconi avrebbe da tempo, se è vero che in passato aveva più volte fatto trapelare la volontà di inserire un limite di mandati per le candidature al Parlamento. I posti per la società civile sarebbero occuperebbero un terzo del totale dei capilista.
Raccontano in FI che uno dei nomi nuovi che Berlusconi sta incontrando sempre più spesso sia il vicepresidente di Confindustria, Francesco Ferri. Ma l'ex presidente del Consiglio da giorni ha intensificato i contatti con molti esponenti provenienti dal mondo delle professioni e dalla società civile.
Già in passato erano stati tanti gli imprenditori corteggiati dal Cav, da Alessandro Benetton a Guido Martinetti di Grom. Tra questi, anche Stefano Parisi e Alfio Marchini, poi sostenuti alle comunali rispettivamente di Milano e Roma. Entrambi sconfitti, sono un po' finiti nel dimenticatoio. Ma i precedenti sfortunati non sembrano aver fatto cambiare idea all'ex premier.

venerdì 24 febbraio 2017

PRESIDENTE BERLUSCONI, CHE GIUDIZIO DA’ DI QUANTO AVVIENE NEL PD?


«Quello che ne dà la maggioranza degli italiani: davvero il problema principale dell’Italia è la controversia fra le correnti del Partito democratico? Mentre le condizioni in cui vivono molti connazionali sono sempre più difficili, tutto è incentrato su ciò che avviene nel Partito democratico, sulle probabilità che si realizzi o meno una scissione, sulle tattiche dei diversi capicorrente. Nessuno sembra preoccuparsi del fatto che tutte queste divisioni hanno un effetto paralizzante per l’attività del governo, e che i problemi veri degli italiani, la povertà, l’immigrazione, il lavoro, la sicurezza, continuano ad essere trascurati. E poi ci meravigliamo del dilagare dell’antipolitica».
Ma se Renzi si libera dei ‘comunisti’ non è un bene per il suo partito e per l’Italia?
«Per l’Italia e per Forza Italia francamente cambia poco. Per il Partito democratico non so cosa sia meglio; se rimanere nell’eterna ambiguità del legame con un passato che affonda ancora le sue radici nel vecchio Pci, o se ridursi a un mero agglomerato di potere senza un’identità definita. Sinceramente credo che il Pd sconti ora il suo peccato di origine: una fusione a freddo, di vertice, fra storie e tradizioni politiche diverse, tenute insieme solo dalla voglia di conquistare e gestire il potere».
Farebbe un patto con Renzi per non consegnare l’Italia a Grillo?
«Io credo che gli italiani siano un popolo troppo saggio e troppo intelligente per consegnare la guida del Paese a chi ha dimostrato di non essere in grado di governare neppure un piccolo comune. Non credo che l’alternativa sia fra una grande coalizione e il governo dei 5 Stelle, credo che l’alternativa vincente sia un centrodestra di governo, fondato su un atteggiamento responsabile capace di intercettare le paure ma anche e soprattutto capace di dare risposte».
Renzi potrà tornare premier?
«Saranno ovviamente gli elettori a stabilirlo. Renzi ha commesso molti errori, il primo dei quali credere che l’abilità dialettica, la battuta pronta, la sfida continuamente rilanciata, il venir meno ai patti, fossero

giovedì 23 febbraio 2017

NASA: “SCOPERTI SETTE PIANETI COME LA TERRA”


L'annuncio della Nasa: scoperto un nuovo sistema planetario "soli" 39 anni luce da noi.. Tre pianeti possono ospitare vita
A "soli" 39 anni luce da noi c'è un altro sistema formato da una stella e alcuni pianeti in grado di ospitare vita come la conosciamo. Lo ha annunciato la Nasa che confermato ha scoperto ben sette esopianeti (cioè al di fuori dall'orbita del Sole) che ruotano attorno a "Trappist-1", una stella nana rossa nella costellazione dell'Acquario. Un po' come nell'Universo immaginato in Star Wars quindi, oltre al nostro pianeta ci sono probabilmente altri pianeti abitabili dall'essere umano. In particolare, secondo la Nasa, il nuovo sistema planetario ha una conformazione per cui almeno tre pianeti potrebbero avere un clima temperato. Il che significa - proprio come per la Terra - acqua liquida e vita. "Sulla ricerca di vita altrove, questo sistema è da oggi la nostra migliore scommessa", sintetizza uno degli autori della scoperta, Brice-Olivier Demory, professore alla University of Bern's. "Vent'anni dopo l'individuazione dei primi pianeti extrasolari si tratta di una delle più grandi scoperte e la ricerche di forme di vita su di un altro pianeta è oggi a portata di mano", ha aggiunto Didier Queloz, dell'Università di Ginevra, coautore dello studio. L'equipe internazionale, diretta dall'astronomo belga Michael Gillon dell'Università di Liegi, aveva già scoperto alla fine del 2015 tre di questi pianeti a partire dal piccolo telescopio Trappist dell'Eso (Osservatorio europeo australe) situato in Cile, ma poi grazie al telescopio spaziale Spitzer della Nasa, gli scienziati hanno potuto fare grandi passi in avanti nell'osservazione e hanno individuato tutti e sette i pianeti. Il risultato della ricerca è stato ora pubblicato online su Nature. La scoperta dei pianeti, della stessa dimensione della terra o più piccoli, apre nuovi scenari per la ricerca della vita nell'Universo.


martedì 21 febbraio 2017

IL SONDAGGIO DI MENTANA: SCISSIONE PD E SINISTRA UNITARIA, IL TRACOLLO DI RENZI


Quanto pesa nei sondaggi il collasso della sinistra, tra scissione Pd e nuovi movimenti nascenti? Enrico Mentana prova a dare la risposta con la rilevazione di Emg Acqua per il TgLa7 e il risultato somiglia tanto a una dichiarazione di morte per le ambizioni di governo di Matteo Renzi. Con una ipotetica Lista Unitaria della Sinistra che tenga insieme gli scissionisti dem e tutti gli altri soggetti in campo, che il sondaggio di Fabrizio Masia piazza al 6,5%, il Pd si fermerebbe al 28,1%, con il M5s al 27,7%, la Lega Nord al 12,9%, Forza Italia all'11,5%, Fratelli d'Italia al 4,7% e Ncd al 3,2 per cento.
In attesa di capire come si muoveranno Bersani, Emiliano, Pisapia e Fratoianni vari, ed escludendo dunque la sinistra unitaria dalle opzioni, la fotografia di questa settimana è impietosa: il Pd perde secco un punto, scendendo al 29,8%. Il peggio però potrebbe arrivare la prossima settimana, quando la frattura democratica sarà ufficiale. Dietro, continuano a guadagnare i 5 Stelle (ora al 28,7% +0,5) ma occhio perché il centrodestra ipoteticamente unito potrebbe essere la prima coalizione: Lega Nord al 13,2% (+0,1), Forza Italia stabile al 12,1%, Fratelli d'Italia al 4,5% (-0,2). Pessima invece la situazione di Ncd: se si votasse oggi non supererebbe lo sbarramento del 3% (scende dello 0,1, al 2,9%) e non sarebbe più rappresentata alla Camera. 

RIFORME FALLITE: LE PROVINCE SI RIBELLANO A ROMA


I presidenti degli enti locali dopo il no al referendum pretendono soldi e dignità: "Non siamo morti, non siamo finiti"
Le Province si ribellano a Roma: non è l'inizio del paragrafo di un libro di Storia e nemmeno il titolo di un film "peplum" ma la situazione che si è delineata oggi, nella Capitale, durante la prima riunione dei presidenti delle Province nel post-referendum. Il senso dei molti accorati interventi si condensa in pochi punti: gli enti locali chiedono fondi, dignità e una profonda revisione della legge Delrio, perché i cittadini le riforme le hanno bocciate e le Province, come enti territoriali-amministrativi, devono rimanere.
«Avevamo detto da tanto tempo che i tagli iniziati nella finanziaria 2015 avrebbero distrutto non tanto le province quanto i servizi», dice il presidente dell'Unione delle Province d'Italia Achille Variati, al termine dell'assemblea dei presidenti di provincia questa mattina al Residence Ripetta. «Siamo sindaci che con spirito di volontariato, stiamo cercando di assicurare i servizi essenziali. Si dimostra che il Parlamento, quando ha assunto le decisioni relative al taglio dei finanziamenti alle Province, non aveva chiare le conseguenze. Si è trattato di un clamoroso storico errore del Parlamento e delle strutture tecniche che hanno dato il via libera alle Finanziarie dal 2015 in poi. Noi assicuriamo i servizi senza bilancio e senza nemmeno il bilancio provvisorio. Noi oggi qui stiamo dicendo "basta". E se il decreto legge che abbiamo chiesto non ci darà i fondi che chiediamo siamo pronti a combattere», aggiunge Variati, sindaco di Vicenza e presidente della Provincia, del Pd. Le Province al governo chiedono l'azzeramento del terzo taglio previsto, ammontante a 650 milioni, più altri 550 milioni aggiuntivi, quindi in totale 1,2 miliardi. E se questo non avvenisse? «Non guarderemo ai partiti di appartenenza, anche se ora ci rendiamo conto che molti parlamentari hanno cambiato idea rispetto al passato. Siamo pronti con esposti cautelativi che senza risposte adeguate presenteremo alle Procure della Repubblica di tutta Italia. E poi pianterreno una tenda da qualche parte e da lì non ci muoveremo. Volevamo metterle davanti a Palazzo Chigi, ma ci hanno detto che non si può fare». Per il presidente delle Province i provvedimenti per gli enti locali e quello per lo stanziamento dei fondi «devono essere assunti assolutamente entro il mese».



lunedì 20 febbraio 2017

CASA DELLA SALUTE: “TRA IL DIRE E IL FARE C’E’ DI MEZZO IL MARE”. PAROLE..PAROLE…PAROLE….NESSUN FATTO!


QUANTO DICE LA REGIONE: “Le Case della Salute sono strutture sanitarie e socio-sanitarie dei Nuclei di cure primarie, pensate per essere luoghi di riferimento per i cittadini, dove i servizi di assistenza primaria si integrano con quelli specialistici, ospedalieri, della sanità pubblica, della salute mentale e con i servizi sociali. Un luogo di accesso unico, diffuso in modo omogeneo in tutta la regione, dove si sviluppi un maggiore coordinamento tra gli operatori sanitari e una più efficace integrazione dei servizi.

Quando c'è la Casa della Salute c'è tutto" (puntata di "Vista da vicino", magazine televisivo della Giunta regionale). Un unico punto di riferimento, vicino e abituale per i cittadini, dove accedere alle cure primarie, ricevere orientamento e assistenza e trovare tutti i professionisti e i servizi relativi alla salute. Questo sono le Case della Salute: una piccola rivoluzione che cambia la vita ai pazienti, ma anche ai medici.

QUANTO AFFERMA “IL PICCOLO”: a cura di M. Turchetti osservatorio sociale FNP-CISL “Anche  Brisighella ha la sua Casa della Salute e anche i brisighellesi, come i Castellani, sono soddisfatti dell'ubicazione nell'ex Ospedale.(Forse anche Russi n.d.r.) A Brisighella è aperta dal lunedì al venerdì dalle ore 7.30 alle 19. Tale struttura serve tutto il territorio del Comune che comprende ben tre vallate (Lamone, Sintria, Marzeno) per un'estensione di 194 kmq. Il servizio di accoglienza è svolto dalla portineria (tel. 0546 992650) dalle 7.30 alle ore 14, con compiti di informazione, gestione telefono e consegna referti. Nella Casa della Salute operano 5 medici di Medicina generale e 2 infermieri che svolgono anche il ruolo per la promozione della "Medicina proattiva" (capacità di prevenire e anticipare i problemi e i bisogni futuri) e attività domiciliare. Oltre a Medicina generale sono presenti, nei giorni prestabiliti l'otorinologia-ringoiatra, il cardiologo, il dermatologo, il ginecologo e il pediatra. È presente un servizio di psicologia per minori; il Consultorio familiare e il Progetto Brisighella, in collaborazione con l'Università di Bologna, dedicato allo studio del rischio vascolare. All'interno della Casa è operante anche l'assistente sociale. Un efficiente trasporto pubblico completa il servizio. Molto interessante sarebbe sapere se qualcuno si domanda per quale ragione troppi faentini non condividono la scelta dell'ubicazione della Casa della salute a Faenza. Ospedale di Comunità - Un ponte o, si può anche dire, un cuscinetto tra ospedale e i servizi territoriali, per tutte le persone che non hanno necessità di essere ricoverati in reparti specialistici, ma che hanno comunque bisogno per alcune settimane di un'assistenza sanitaria che non potrebbero ricevere a domicilio. E l'Ospedale di Comunità (OsCo), che non va inteso come struttura ex novo, ma come la riconversione di posti letto per la degenza in strutture già esistenti, nell'ambito di un nuovo modello organizzativo, che fa parte delle cosiddette cure intermedie. Il paziente tipo al quale si rivolge questo servizio è prevalentemente anziano; con per le patologie o sofferenze pil una particolare fragilità sociale. In Emilia Romagna ci sono attualmente tre esempi di Ospedale di Comunità, il più recente è nato a Forlimpopoli all'interno dell'ex ospedale. "Gli Ospedali di Comunità -  il dott. Antonio Brambilla (alto funzionario della nostra sanità regionale) - sono previsti da un documento nazionale sul riordino della rete ospedaliera, non ancora uscito formalmente, contenente le indicazioni in materia per le regioni". Tante sono le novità in campo sanitario l'ultima sembra essere proprio l'Ospedale di Comunità. A quel che si sa dovrebbe essere gestito dagli infermieri, nell'ambito del processo di integrazione "Ospedale - Territorio" per garantire la continuità delle cure e dell'assistenza. Avranno dai