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venerdì 6 dicembre 2013

FORZA ITALIA: “AL VOTO, E’ DECADUTO ANCHE NAPOLITANO”


Il Porcellum è incostituzionale: questa l'attesa sentenza della Corte Costituzionale. Di conseguenza abbiamo un Parlamento abusivo, in cui siedono onorevoli che non ne hanno la legittimazione: la Suprema Corte, infatti, ha indicato come contrario alla Carta lo "sproporzionato" premio di maggioranza. Il caos istituzionale, ora, è totale: il Parlamento è chiamato a riformare la legge elettorale, altrimenti la strada che porta al voto è preclusa. Ma, di contro, viene blindato il governo Letta, che dovrà necessariamente restare in carica fino a quando non si troverà un accordo per riformare il Porcellum.
"Al voto, al voto" - In questo contesto monta la protesta di Forza Italia. Prima della decisione della Corte Costituzionale nel mirino ci sono finiti i Senatori a vita, per i forzisti privi degli "altissimi meriti" conferiti loro da Giorgio Napolitano per giustificarne la nomina. Pochi minuti dopo ecco la decisione della Consulta, a cui segue il nuovo grido di Forza Italia: "Al voto, subito". Renato Brunetta ricorda: "La sentenza, dichiarando incostituzionale il Porcellum delegittima politicamente chi siede oggi in Parlamento. Nessuno escluso. I nominati sono delegittimati una volta, chi poi siede al Senato e alla Camera grazie al premio di maggioranza è delegittimato due volte". L'ex ministro si riferisce al fatto che la Corte ha bocciato sia la mancanza delle preferenze sia il premio di maggioranza. "Conseguenza moralmente impegnativa per sanare il contrasto tra realtà di fatto e diritto costituzionale - conclude Brunetta -, sono le elezioni da indire il prima possibile, con una nuova legge elettorale da approvare al più presto, limitandosi a dare esecuzione alla sentenza". Il "Mattinale" di Forza Italia, il cui ideatore è sempre Brunetta, ha poi ricordato su Twitter che "in Parlamento gli abusivi sono 148, e così gli onorevoli del Pd calerebbero da 240 a 192". Ci si riferisce agli eletti tra le fila democratiche che, di fatto, vengono privati della loro funzione dalla sentenza della Consulta. Quindi Mariastella Gelmini rincara: "In attesa di conoscere le motivazioni della sentenza della Consulta, una considerazione si deve fare sul merito del suo contenuto: se il Porcellum è considerato incostituzionale sia per le liste bloccate sia per l'eccessivo premio di maggioranza, è allora vero che una volta riformata la legge elettorale, e in