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martedì 1 luglio 2014

TASSE, TASSE: ARRIVA LA MINI PATRIMONIALE DI RENZI


Le aliquote per le rendite finanziarie passano dal 20 al 26%. Forza Italia: "L'ennesima bastonata"
Risparmiatori, occhio alle aliquote. L'arrivo di luglio si porta dietro anche all'aumento delle tasse sulle rendite finanziarie che da domani passano dal 20 al 26%.
Una mini-patrimoniale che colpirà non solo le somme risparmiate ma anche gli interessi derivanti da conti correnti bancari e postali, toccando conti deposto e praticamente tutti gli investimenti italiani, eccetto i titoli di Stato. Restano invece al 12,5% le aliquote per emissioni del Tesoro, postali e polizze. Bisogna quindi scegliere tra tre opzioni: pagare l'aliquota maggiorata anche sulle plusvalenze passate, vendere i titoli oggi e ricomprarli da domani in modo da evitare la retroattività dell'aumento o decidere per l'affrancamento, come ha spiegato qualche giorno fa Ennio Montagnani su ilGiornale.

"Dopo l’alluvione fiscale dello scorso 16 giugno, dopo l’obbligo d’utilizzo del Pos per esercenti, professionisti, artigiani e imprese a partire da oggi, e in attesa dell’ormai certa manovra lacrime e sangue del prossimo ottobre, domani scatterà l’ennesima bastonata del governo Renzi", commenta la senatrice Anna Maria Bernini, vice presidente vicario di Forza Italia, "A essere colpite però non saranno le società, le banche o le grandi famiglie del capitalismo, ma gli operosi risparmiatori italiani molti dei quali, magari perso il lavoro, sono riusciti ad andare avanti solo grazie ai proventi del proprio patrimonio investito. Ancora una volta quindi, per finanziare le sue promesse elettorali e propagandistiche, Renzi fa pagare il conto ai cittadini, ’colpevolì di aver risparmiato in tempi di crisi. Una scelta miope, dannosa, iniqua e gravemente punitiva, che avrà come unico effetto quello di dare il colpo di grazia a famiglie e imprese, già tartassate dai recenti salassi tributari".

TASSE, TASSE: RAI, MANGIASOLDI DI STATO,


Milioni di italiani si sentono - giustamente - vittime di un'estorsione di Stato, ma non un partito alza un dito, nessuno ascolta la loro rabbia, non uno che provi a porre rimedio al problema
Alessandro Sallusti - Nell'ultimo anno sono stati scritti fiumi di inchiostro per analizzare il fenomeno Grillo e quello dell'astensionismo. Si tratta di diversi milioni di voti in libera uscita da quella che è chiamata la «politica tradizionale». E giù spiegazioni sociologiche, a volte antropologiche. A mio avviso la questione è molto ma molto più semplice, e solo in piccola parte ha a che fare con il disgusto per gli scandali grossi e piccoli che la politica ha offerto alle cronache. L'esempio del doppio canone Rai per artigiani, commercianti e partite Iva è illuminante. Milioni di italiani si sentono - giustamente - vittime di un'estorsione di Stato ma non un partito alza un dito, nessuno ascolta la loro rabbia, non uno che provi a porre rimedio al problema. Parliamo di almeno cinque milioni di cittadini che sull'argomento sono rimasti senza rappresentanza politica. Tace quel furbetto di Renzi, che a parole promette basta tasse e basta burocrazia ma che nei fatti si guarda bene dal tutelare i contribuenti dagli esattori abusivi della Rai. Tace, dispiace dirlo, Forza Italia, probabilmente timorosa di essere accusata di volere penalizzare la Rai a vantaggio di Mediaset. In generale tacciono tutti, perché la Rai ancora prima che tv di Stato è tv della politica, quindi cosa loro. Che se poi uno ci mette la faccia rischia pure la ritorsione di non essere più invitato a Ballarò o in una delle tante trasmissioni-passerella.
Mi metto nei panni di uno dei cinque milioni di italiani costretti a pagare una nuova e ingiusta tassa occulta. Che faccio alle prossime elezioni? Semplice: punisco chi mi ha gabbato, o almeno non ha provato a difendermi come avrei meritato. Oppure risolvo il problema a modo mio, andando a ingrossare, per legittima difesa, le file degli evasori fiscali. Perché l'evasione non è solo figlia della furbizia o della disonestà. Il più delle volte è un'inevitabile risposta a una tassa eccessiva o ingiusta, come lo è quella che la Rai vuole imporre a possessori di computer teoricamente in grado di connettersi con un canale tv.
Così come è successo sulla casa, la doppia tassa sul canone è la prova che il governo Renzi fa il gioco delle tre tavolette. Taglia gli sprechi ai comuni e alla Rai e poi permette che questi si rifacciano su di noi. Non c'è quindi da stupirsi che il cinquanta per cento degli italiani non vada a votare e un altro venti scelga Grillo. Sicuramente non è la strada per risolvere i problemi, ma a volte vendicarsi può lenire il senso di abbandono e quello di ingiustizia.

lunedì 30 giugno 2014

PROVINCE SVUOTARE. MA GLI STAFF DEI PRESIDENTI RESTANO IN PIEDI


I dipendenti degli staff dei presidenti delle province e i dirigenti a contratto scadono per effetto della legge Delrio. Anzi, no: sarà ciascun presidente a stabilire se lasciarli al loro posto. La nota 19 giugno 2014, n. 34787 del dipartimento della funzione pubblica in risposta al quesito.