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E se i profughi dalla guerra
invece di fuggire e chiedere ospitalità resistessero come i curdi? Ci sono
ragazzi di diciotto-vent’anni sulla scogliera di Ventimiglia. Perché invece
di resistere alla nostra polizia non danno forza alla resistenza? Gli
insegnamenti della storia . Due immagini contrapposte si rincorrono sui
media di tutto il mondo. Da un lato la vittoria curda a Tal Abyad contro l’Isis; dall’altro Ventimiglia. Nel
primo caso la bandiera gialla, con le insegne di un popolo in lotta, contro
gli orrori delle truppe del califfato nero.
Uomini e donne provati dal duro
scontro bellico, contro milizie sanguinarie. Le dita rivolte verso il cielo
nel segno della vittoria.
E l’adrenalina di chi sa di aver superato una prova tremenda.
Colpisce soprattutto il volto delle donne. La loro bellezza ostentata quasi
con irriverenza, contro il burqa che i fondamentalisti islamici avrebbe
voluto far loro indossare. In Italia, invece, giovani che si battono contro
la polizia, dopo le notti passate sugli scogli di quel lembo di terra ai
confini tra la Francia e l’Italia.
La solidarietà nei
confronti di questi ultimi è dirompente. Decine di cittadini, sia italiani
che francesi, che si affollano su quelle strade per portare viveri e generi di
prima necessità. Nelle loro facce la condanna, spesso silenziosa a volte
esplicita, contro le presunte “colpe” dei propri governanti e delle relative
istituzioni.
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venerdì 19 giugno 2015
QUESTIONE MORALE E IMMIGRAZIONE/INTERROGATIVI SCOMODI
martedì 14 maggio 2013
IL FINANCIAL TIMES AVVERTE L’ITALIA: PER IL VOSTRO PAESE L’IMMIGRAZIONE E’ DANNOSA
Vista l’attuale composizione del governo, nella quale
spiccano il ministro Kyenge, al centro di numerossissime polemiche, e l’ex
sindaco di Padova Zanonato, molto vicino a Letta e, in passato, al centro di numerose
polemiche per aver “regalato” delle case ad alcune famiglie di nomadi,
non stupisce che sia passato in sordina quanto scritto sul Financial Times. La popolazione
straniera in Italia è triplicata dal censimento del 2001 , da 1,3 m a 4m.
Ciò significa che l’Italia sta importando un milione di stranieri ogni tre o
quattro anni. Se questo è un problema per l’Italia, sta agli italiani
dirlo. Ma sicuramente l’importazione di immigrati non è una soluzione al
crescente debito pro capite d’Italia.
Gli immigrati sono meno istruiti degli italiani che vanno a sostituire, così aggiungono meno valore alla produzione di ricchezza. Esportano buona parte dei loro risparmi attraverso rimesse, soldi sottratti al consumo interno. E nuove spese sono sostenute per prepararli al lavoro, come ad esempio corsi di lingua italiana o di consulenza legale
Gli immigrati sono meno istruiti degli italiani che vanno a sostituire, così aggiungono meno valore alla produzione di ricchezza. Esportano buona parte dei loro risparmi attraverso rimesse, soldi sottratti al consumo interno. E nuove spese sono sostenute per prepararli al lavoro, come ad esempio corsi di lingua italiana o di consulenza legale
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