Dall'alto
Marina Berlusconi, Giorgia Meloni, Mara Carfagna, Luisa Todini, Mariastella
Gelmini, Emma Marcegaglia, Barbara Berlusconi, Stefania Prestigiacomo e Anna
Maria Bernini
IL FUTURO DEL CENTRO DESTRA: UNA
DI QUESTE NOVE DONNE SFIDERA’ RENZI ALLE ELEZONI?
di Antonio Rapisarda - E se
fosse una «lei» a sfidare Matteo Renzi alle prossime Politiche? Una lei
di centrodestra sul modello di Chiara Appendino però, la «grillina» con
i piedi per terra e con un buon tasso di autosufficienza da Grillo? Donna o
uomo poco importa, ma che sia scelta con le primarie e per meriti: basta con i
conigli tirati fuori dal cilindro (ultimo in ordine di apparizione, Stefano
Parisi).
È bastato questo «colloquio» tra Luigi Bisignani e il direttore Gian Marco Chiocci, ospitato sulle colonne de Il Tempo, per scatenare tra i corridoi di Montecitorio il dibattito serrato sulla papabile candidata alla premiership di coalizione per delle elezioni che il risultato del 4 dicembre potrebbe anticipare ben prima della scadenza naturale. «Berlusconi, che com’è noto non dice mai la verità neppure ai suoi figli figuriamoci a Parisi, inizia seriamente a pensarci», ha ventilato ieri Bisignani. Potrebbe essere questa, dunque, la carta vincente da giocare contro il premier uscente «esponente del terzo governo non eletto» e contro il candidato in pectore dei 5 Stelle, l’ammaccato dalla vicenda Roma Luigi Di Maio. Il punto è: chi potrebbe essere questa «grintosa donna»? Una delle personalità che ritornano a circolare - proprio in ragione della ricerca di quella persona «del fare» cara al Cavaliere - è proprio lei, Marina. La figlia maggiore e presidente di Fininvest e Mondadori del resto ha già dimostrato, fuori dalle mura delle aziende di famiglia, di sapere svolgere ove necessario delicati ruoli politici: come quando, da «reggente» di Forza Italia nei giorni in cui il padre-leader era alle prese con il delicato ricovero ospedaliero, ha rottamato il cerchio magico che aveva a suo avviso ingabbiato il padre riattivando la vecchia guardia azzurra e le ragioni della «responsabilità» e aprendo di fatto un canale di dialogo che potrebbe sfociare in quella «fase costituente» post-referendum di cui ha parlato lo stesso Silvio Berlusconi qualche giorno fa. Se però, come ha più volte ribadito lei stessa, Marina non ha intenzione di scendere direttamente in campo, esistono due nomi - a proposito di società civile impegnata nella «trincea del lavoro» - che si affiancano al suo. Uno è quello di Luisa Todini, oggi al vertice di Poste italiane (nomina voluta da Matteo Renzi), ieri parlamentare azzurra e imprenditrice: donna da sempre stimata dal Cavaliere non solo per le qualità dimostrate nel lavoro ma anche per la buona tenuta nei dibattiti televisivi.
L’altra è Emma Marcegaglia, ex numero uno di Confindustria, attualmente presidente di Eni (anche lei nominata dal governo Renzi): più volte Berlusconi quando ha ragionato su nuovi volti su cui investire – tre
È bastato questo «colloquio» tra Luigi Bisignani e il direttore Gian Marco Chiocci, ospitato sulle colonne de Il Tempo, per scatenare tra i corridoi di Montecitorio il dibattito serrato sulla papabile candidata alla premiership di coalizione per delle elezioni che il risultato del 4 dicembre potrebbe anticipare ben prima della scadenza naturale. «Berlusconi, che com’è noto non dice mai la verità neppure ai suoi figli figuriamoci a Parisi, inizia seriamente a pensarci», ha ventilato ieri Bisignani. Potrebbe essere questa, dunque, la carta vincente da giocare contro il premier uscente «esponente del terzo governo non eletto» e contro il candidato in pectore dei 5 Stelle, l’ammaccato dalla vicenda Roma Luigi Di Maio. Il punto è: chi potrebbe essere questa «grintosa donna»? Una delle personalità che ritornano a circolare - proprio in ragione della ricerca di quella persona «del fare» cara al Cavaliere - è proprio lei, Marina. La figlia maggiore e presidente di Fininvest e Mondadori del resto ha già dimostrato, fuori dalle mura delle aziende di famiglia, di sapere svolgere ove necessario delicati ruoli politici: come quando, da «reggente» di Forza Italia nei giorni in cui il padre-leader era alle prese con il delicato ricovero ospedaliero, ha rottamato il cerchio magico che aveva a suo avviso ingabbiato il padre riattivando la vecchia guardia azzurra e le ragioni della «responsabilità» e aprendo di fatto un canale di dialogo che potrebbe sfociare in quella «fase costituente» post-referendum di cui ha parlato lo stesso Silvio Berlusconi qualche giorno fa. Se però, come ha più volte ribadito lei stessa, Marina non ha intenzione di scendere direttamente in campo, esistono due nomi - a proposito di società civile impegnata nella «trincea del lavoro» - che si affiancano al suo. Uno è quello di Luisa Todini, oggi al vertice di Poste italiane (nomina voluta da Matteo Renzi), ieri parlamentare azzurra e imprenditrice: donna da sempre stimata dal Cavaliere non solo per le qualità dimostrate nel lavoro ma anche per la buona tenuta nei dibattiti televisivi.
L’altra è Emma Marcegaglia, ex numero uno di Confindustria, attualmente presidente di Eni (anche lei nominata dal governo Renzi): più volte Berlusconi quando ha ragionato su nuovi volti su cui investire – tre

