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lunedì 9 settembre 2013

RIMINI, LA CROCIERA DEGLI IRRIDUCIBILI “SALPIAMO ALLA VOLTA DI FORZA ITALIA!, LA FAZIOSITA’ DI REPUBBLICA

Una ventina di attempati sostenitori di Berlusconi, che fanno parte del Pdl Seniores regionale, sono saliti a bordo di una motonave con tanto di bandiere, striscioni e raccolta firme per il referendum di Pannella. Un tour sulla costa romagnola per festeggiare la rinascita del partito fondato dal Cavaliere vent'anni fa i GIULIA FOSCHI

RIMINI - La Motonave Bella Rimini, che ogni giorno accompagna i turisti in gita lungo la costa adriatica, questa mattina di buon’ora ha attraccato nel porto della città romagnola addobbata dalle bandiere di Forza Italia. A darle il benvenuto, una ventina di simpatizzanti e militanti dei circoli della zona, dall’età media piuttosto elevata, alcuni curiosi appena svegli e qualche grido di protesta. “Salpiamo alla volta di Forza Italia” è il nome dell’iniziativa, ideata da Gabriella Bianchi, presidente del Pdl Seniores Emilia Romagna, e sostenuta da diversi circoli regionali: una mini-crociera giornaliera lungo il litorale per festeggiare l’imminente rinascita del partito di Silvio Berlusconi, attesa entro il mese di settembre. E, inevitabilmente, per discutere del nodo della decadenza. Anche se, spiega Bianchi, “questa non è certo una manifestazione di protesta, che pure condividiamo, bensì una festa di incoraggiamento per il futuro di noi Azzurri. Siamo pieni di fiducia, Silvio Berlusconi è l’unico che può risanare l’Italia”. “Un vero leader, dotato di un carisma e di un’intelligenza impareggiabili”, aggiunge un’entusiasta partecipante. A bordo si possono firmare i referendum sulla giustizia promossi dai Radicali. Poi, spazio ai dibattiti e alla festa, con grigliate di pesce, aperitivi, canti e slogan recuperati per l’occasione dai tempi della storica discesa in campo del ’94, e un’attesa telefonata di Renato Brunetta. La navigazione dura per l’intera giornata: tappa a Cervia per raccogliere altri sostenitori, poi rotta verso Gabicce.  Gli organizzatori spiegano che i partecipanti previsti sono circa 120. Lo stesso Silvio Berlusconi ha inviato un messaggio all’ex consigliere regionale Rodolfo Ridolfi per complimentarsi per l’iniziativa. Sul molo di Rimini, il deputato Sergio Pizzolante saluta i militanti in partenza. “Una bella iniziativa spontanea”, dice, dichiarandosi inoltre ottimista sulla tenuta del Governo. “Romagnoli, aprite gli occhi!”, grida un attivista sventolando la bandiera dalla prua della nave, mentre da terra un piccolo gruppo di passanti si ferma a rispondere: “Vergogna! Siete ridicoli!”. “Che faccia tosta! Avete mandato in rovina il Paese!”, scandisce un ciclista. “Metteteli dentro!”, urla un ragazzo a una volante della polizia. “Per fortuna sono pochi e non ci sono i giovani – sospira infine una signora – mi consola giusto questo”.

martedì 3 aprile 2012

IL VIZIO TUTTO NOSTRO DI CREARCI IL NEMICO



Ha fatto bene Libero a riproporre l’elenco degli ottocento vip di sinistra pronti a linciare il commissario Luigi Calabresi. Lo considero un documento di valore storico. La testimonianza più veritiera di un’epoca orribile dove troppi intellettuali, o presunti tali, non provarono vergogna nell’indicare un cittadino senza colpe come un mostro da eliminare. Nello stesso tempo, la lista del disonore mi ha costretto a pormi una domanda: quell’epoca è davvero finita? Oppure ben poco è cambiato nei quarant’anni che ci separano dall’assassinio di Calabresi? La mia risposta è che non sia cambiato quasi nulla. È rimasto intatto il vizio italiano di costruirsi un nemico, per poi isolarlo e abbatterlo. Non sto parlando del conflitto politico che può essere molto duro. Ma di una malattia più profonda che spinge a comportamenti demenziali. E trasforma tutti in apprendisti assassini che, con le parole e gli scritti, mimano di continuo il gesto di dare una morte violenta a chi non è uguale a te. È un ributtante gioco di ruolo che abbiamo visto applicato dalla sinistra contro Silvio Berlusconi. Per diciassette anni, il Cavaliere è stato l’uomo nero di tante fazioni rosse. Un criminale da giustiziare, un dittatore da uccidere. Anch’io, all’inizio, ho partecipato a questo rito di massa. Quando ho cominciato a rifiutarmi di bruciare il fantoccio di Silvio, mi sono reso conto che milioni di persone continuavano l’assalto. Un film di Nanni Moretti, Il Caimano, ce lo rammenta ancora oggi. A sua volta la destra ha odiato Romano Prodi, prima ancora che scendesse in campo per tentare di sconfiggere Berlusconi in una competizione elettorale. I giornali del biennio 1995-1996 sono lì a testimoniare un’avversione profonda per il Professore. Un bacchettone sadico. Capace di godere del dolore degli altri. Un politico a metà fra l’anelito marxista e qualche predicozzo da monsignore. Una mummia cattocomunista. Un Robin Hood al

sabato 1 ottobre 2011

IL CAVALIERE ROSSO

PRETI, CAPITALISTI E FORZE OSCURE DELLA REAZIONE TUTTI A MENARE SUL CAVALIERE. MANCO FOSSE ALLENDE NEL ‘73


Ma chi è Berlusconi, Salvador Allende? Ancora uno sforzo – una serrata dei camionisti lungo il tunnel Cern-Gran Sasso individuato dal ministro Gelmini; un rumoroso “sciopero delle casseruole” come quello contro il governo di Unidad Popular, ma dovrebbero scendere in piazza le massaie più che le autrici televisive – e ci siamo. © - FOGLIO QUOTIDIANO