La Federazione Speleologica Regionale assieme all’Amministrazione Regionale ha deciso di iniziare la procedura per ottenere dall’UNESCO il riconoscimento ufficiale per una porzione delle aree evaporitiche dell’Emilia-Romagna: i "Valori naturali e culturali dei Gessi dell’Emilia Romagna" potrebbero diventare patrimonio dell'umanità; la presentazione del progetto a Brisighella
Nel 2016 la Federazione Speleologica Regionale si è imbarcata in una nuova sfida, se possibile ancora più difficile e complessa delle precedenti: ottenere dall’UNESCO la qualifica di “World Heritage” per i fenomeni carsici nelle evaporiti regionali, ottenendo così una visibilità a livello internazionale.
Le ragioni della cadidatura. Nonostante una cinquantina di siti carsici mondiali siano oggi “World Heritage”, non ve ne è nessuno nei gessi. Nessuna area carsica italiana è compresa nei 51 siti inseriti nella lista del World Heritages dell’UNESCO. Le aree carsiche evaporitiche dell’Emilia-Romagna pur essendo molto piccole consistono di due differenti litologie: Andirti triassiche e i Gessi messiniani inoltre esse ospitano oltre 700 grotte tra cui alcune delle più grandi e profonde al mondo, la cui genesi spazia dal periodo intramessiniano ai giorni nostri. La storia ultracinquantennale della Federazione Speleologica Regionale dell’Emilia Romagna è stata da sempre caratterizzata da progetti ambiziosi, che di volta in volta sono stati affrontati per rendere sempre più consapevole e matura l’attività speleologica regionale e, contemporaneamente, diffondere, anche e soprattutto al di fuori del proprio ambito, l’importanza dei fenomeni carsici del nostro territorio al fine di garantirne la sopravvivenza prima e la valorizzazione poi.
Oggigiorno la quasi totalità delle aree carsiche del nostro territorio sono state salvaguardate e di volta in volta inserite all’interno di Parchi nazionali o regionali, riserve e/o oasi naturali. La serietà e l’impegno profuso dalla FSRER in questi progetti le ha consentito poi di allacciare un rapporto privilegiato con la Regione, di cui è divenuta consulente ufficiale per tutte le questioni carsico-speleologiche ed in particolare per il catasto delle grotte, divenuto parte integrante dei database naturalisti regionali.