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lunedì 17 ottobre 2016

LA VENA DEL GESSO PATRIMONIO DELL’UMANITA’ UNESCO? PRESENTATA LA DOMANDA DI CANDIDATURA. INCONTRO A BRISIGHELLA 20 OTTOBRE ORE 20,30


La Federazione Speleologica Regionale assieme all’Amministrazione Regionale ha deciso di iniziare la procedura per ottenere dall’UNESCO il riconoscimento ufficiale per una porzione delle aree evaporitiche dell’Emilia-Romagna: i "Valori naturali e culturali dei Gessi dell’Emilia Romagna" potrebbero diventare patrimonio dell'umanità; la presentazione del progetto a Brisighella
Nel 2016 la Federazione Speleologica Regionale si è imbarcata in una nuova sfida, se possibile ancora più difficile e complessa delle precedenti: ottenere dall’UNESCO la qualifica di “World Heritage” per i fenomeni carsici nelle evaporiti regionali, ottenendo così una visibilità a livello internazionale.
Le ragioni della cadidatura. Nonostante una cinquantina di siti carsici mondiali siano oggi “World Heritage”, non ve ne è nessuno nei gessiNessuna area carsica italiana è compresa nei 51 siti inseriti nella lista del World Heritages dell’UNESCO. Le aree carsiche evaporitiche dell’Emilia-Romagna pur essendo molto piccole consistono di due differenti litologie: Andirti triassiche e i Gessi messiniani inoltre esse ospitano oltre 700 grotte tra cui alcune delle più grandi e profonde al mondo, la cui genesi spazia dal periodo intramessiniano ai giorni nostri. La storia ultracinquantennale della Federazione Speleologica Regionale dell’Emilia Romagna è stata da sempre caratterizzata da progetti ambiziosi, che di volta in volta sono stati affrontati per rendere sempre più consapevole e matura l’attività speleologica regionale e, contemporaneamente, diffondere, anche e soprattutto al di fuori del proprio ambito, l’importanza dei fenomeni carsici del nostro territorio al fine di garantirne la sopravvivenza prima e la valorizzazione poi.
 Oggigiorno la quasi totalità delle aree carsiche del nostro territorio sono state salvaguardate e di volta in volta inserite all’interno di Parchi nazionali o regionali, riserve e/o oasi naturali. La serietà e l’impegno profuso dalla FSRER in questi progetti le ha consentito poi di allacciare un rapporto privilegiato con la Regione, di cui è divenuta consulente ufficiale per tutte le questioni carsico-speleologiche ed in particolare per il catasto delle grotte, divenuto parte integrante dei database naturalisti regionali.