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mercoledì 22 agosto 2012

Domenico Baccarini



Non credo di essere il solo che quando pensa a Domenico Baccarini lo associa alle vedute di Faenza ed inevitabilmente alla Faenza dei Canti Orfici di Dino Campana. Domenico Baccari­ni era di sette anni più giovane di Campana, nato infatti nella città manfreda nel 1892, dove studiò il disegno per poi passare nel 1901, grazie ad una borsa di studio, alla Regia Accademia di Belle Arti di Firenze dove conobbe Costetti autore dell’unico ritratto ad olio esistente che raffigura il poeta marradese Dino Campana. Una parentesi romana, lo vede frequentare le lezioni della Scuola del Nudo presso l’Accademia di Francia, è di questo periodo la realizzazione del grande trittico “L’uma­nità dinnanzi alla vita”, opera incompiuta, modernissima ed antesignana delle elaborazioni cromatiche di Boccioni. Nel 1904 è di nuovo nella sua Faenza, dove nei primi anni del secolo, si era formato un gruppo di artisti particolarmente vocati alla maiolica. Domenico Baccarini, che muore nel 1907 a soli 24 anni, è autore dei grandi busti dei personaggi e degli artisti del suo cenacolo Beltramelli, Costetti, Golfieri, Nonni, Zanelli. Fra questi, come testimonia la sua produzione scultorea, dimostra di essere un talento straordinario. “Disegnatore e plastico per dote naturale, egli sperimentò ogni tecnica e fece incessante dono del suo sapere e del suo amore a tutti i suoi compagni di scuola e di lavoro ” (Ennio Golfieri, “L’arte a Faenza dal neoclassicismo ai nostri giorni”, 1977). Il cenacolo che da Baccarini prende il nome coinvolge artisti di grande talento come Domenico Rambelli, Giuseppe Ugonia ed a questa tradizione ed a questa scuola si formerà anche il