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venerdì 31 agosto 2012

PROVINCIALI DI PROVINCIA?


Quelli che non si sono mai occupati di politica, oh yes! (Jannacci/Viola)

Luca Bianchi.  A me sembrava di aver capito (male evidentemente), che sul tema dell'abolizione delle Province vi fosse un ampio, diffuso e trasversale consenso. Alla trattazione – spesso inappropriata - del tema "riduzione costi della politica", al primo posto nella hit parade dei tagli compariva inattaccabile la voce "chiusura delle province". Gran parte della politica, alcune categorie economiche, opinionisti degli organi d'informazione, tutti d'accordo: ente inutile, chiudere please. E anche velocemente se possibile.  Una discussione approfondita su compiti e funzioni dei diversi livelli istituzionali tesa a riformare, rendendola possibilmente più efficiente, la pubblica amministrazione? Orpelli. Perdite di tempo. Troppo trama avrebbe detto Benigni. No, la parola d'ordine era sopprimere, chiudere senza tante discussioni in politichese. Per carità. Di politica ce n'è fin troppa. "E noi non facciamo politica...!" Tagliare tagliare! Questo mi pareva. Ma forse sbagliavo. Almeno a giudicare dalle reazioni - anche queste diffuse e trasversali- Conseguenze, a mio modesto modo di vedere, più che prevedibili dal momento in cui si è iniziato a sollecitare, sulla scorta di un irrefrenabile spinta della sempiterna e benemerita (sic) pubblica opinione, all'abolizione dell' "inutile" ente. Se si dichiara che qualunque fosse il governo a venire, l'imperativo categorico, nell'ambito dei necessari tagli alla vituperata politica, dovesse essere la chiusura delle Province, il minimo da aspettarsi è che chiudano anche la Tua, con l'addio al relativo capoluogo. La Palisse, Catalano e persino Manlio Scopigno, sono sicuro avrebbero convenuto con me su questo punto. Per questo mi stupisce un po' questa levata di scudi, questa chiamata alle armi, che segue allo scetticismo (quando non alla palese contrarietà), fino ad oggi manifestati di fronte alla strada di una riforma seria e approfondita dei livelli istituzionali del territorio, che potesse pure preludere ad accorpamenti, ma con il pregio di costruire prima il contenuto del contenitore. Questo è clamorosamente mancato a questa discussione, con buona pace e qualche responsabilità di coloro che le Province le volevano solo chiudere. Tutte, tranne la propria.


sabato 23 luglio 2011

MANOVRA CORRETTIVA: L’ASSOCIAZIONISMO, ACCELLERAZIONI PER I MINI-ENTI L’ OBBLIGO E’ SUBITO OPERATIVO

SI POTEVA COMINCIARE DALLE PROVINCE INVECE CHE DAI PICCOLI ENTI.


Una decisa, vincolante e, per alcuni aspetti, confusa accelerazione nella direzione della realizzazione della gestione associata delle funzioni fondamentali tra i piccoli comuni è contenuta nella legge n. 111 di conversione del dl n. 98, cioè nella cd manovra estiva 2011. Viene modificato quanto previsto dalla manovra estiva dello scorso anno, in particolare l'applicazione di questo principio diventa immediatamente operativa, senza nessun rinvio a provvedimenti attuativi: già entro il corrente anno una parte significativa delle funzioni fondamentali assegnate ai comuni dovranno essere gestite in forma associata, mentre il processo si dovrà completare entro il 2013. Sulla disposizione, a parte i dubbi di legittimità costituzionale sia per la possibile violazione delle prerogative dei comuni che per la invasione di materie rimesse alla competenza legislativa delle regioni, pendono numerosi dubbi operativi. Le nuove disposizioni riprendono, pressoché testualmente, il contenuto di uno schema di dpcm che, sulla scorta delle previsioni del dl n. 78/2010, anche se con notevole ritardo, è stato sottoposto all'esame della Conferenza unificata. Provvedimento contro cui si è levato un vero e proprio fuoco di sbarramento dell'Anci, che ha chiesto il rinvio della disciplina di questa materia alla riforma del testo unico delle legge sull'ordinamento locale, cioè al cd codice delle autonomie che il senato sta esaminando in queste settimane, opponendo quindi un no pregiudiziale. Il provvedimento contiene 2 disposizioni, che riscrivono il comma 31 dell'articolo 14 del dl n. 78/2010. In primo luogo si stabilisce che il limite minimo