mercoledì 3 luglio 2013

CHI RILASCIA LA PATENTE DI IMPRESENTABILE? LA QUESTIONE DEL VICE PRESSIDENTE DELLA CAMERA E’ LO SPECCHIO DI UN PD COL VIZIO DI ATTIBUIRE PATENTI MORALI. MANCO FOSSE UNA CHIESA


Non si è ancora capito quale sia il peccato di Daniela Santanchè. La deriva bacchettona del Pd sta ormai arrivando al non senso.
E la questione del vicepresidente della Camera è lo specchio di un partito con il vizio di attribuire patenti morali, come se fosse una chiesa. È una sorta di talebanismo laico che come Bibbia o Corano usa le simpatie di Repubblica. È la storia che si ripete: il Pd che decide che qualcuno non è presentabile. Quello che si fatica a capire è perché. Visto che non ci sono motivi giudiziari alla fine tocca arrampicarsi sugli specchi. È antipatia? È troppo berlusconismo? È eccesso di presenzialismo in tv? È ostinazione nel difendere le proprie idee? È essere una donna con i tacchi? O essere una donna con le palle? Capite che queste obiezioni non reggono. È partigianeria? È rispondere a tono alle critiche? Tutti presunti difetti che non hanno impedito a Rosy Bindi di occupare la stessa poltrona. La pasionaria bianca avrà molte pecche ma nessuno ha mai considerato il suo ruolo da vicepresidente una bestemmia. La Santanchè è una tifosa? La Bindi peggio. Alla sinistra sta antipatica? Bene. A destra molta gente trova urticante la signora Boldrini, ma non è una buona ragione per battezzarla come impresentabile. Non è obbligatorio votarla. Nessun problema. Quello che però sta diventando il sintomo di una malattia è il vizio di mettere etichette. A quanto pare nel Pd e dintorni non riescono a farne a meno. Stanno arrivando al paradosso che, siccome non va bene a loro, una persona diventa eticamente inferiore, una da bannare, da marchiare, da distruggere. Il meccanismo è sempre lo stesso. È un coro che diventa infamia. È far passare una considerazione soggettiva come verità assoluta, senza dare spiegazioni. È colpire con un anatema gli avversari politici più fastidiosi o, semplicemente, meno disponibili ad abbassare la testa. Il Pd perdona solo chi sta a destra con un po' di vergogna, con il senso di colpa, per sventura. Se uno mostra tutto l'orgoglio berlusconiano va allora punito. Va raccontato come impresentabile. Anche nel Pdl ci sono parlamentari che non si amano tra di loro, o che non amano i candidati alle varie poltrone. È una questione di concorrenza politica interna. Ci sta. Non è un bene del partito, ma almeno c'è una ratio.
La questione della vicepresidenza a Montecitorio, capite, non è più politica. Non è un problema di moderazione o di larghe intese. È qualcosa di più meschino. È la demonizzazione dell'avversario scomodo. È un gruppo di sacerdoti livorosi che si arroga il diritto di scomunicare chi con troppo orgoglio difende la propria diversità. È il peccato di berlusconismo aggravato. Ma fino a che punto si può governare con politici figli di questa cultura intollerante? Come si può governare con gente che fa le larghe intese per il bene comune ma poi disprezza i suoi partner di governo? È arrivato il momento per il Pd di fare scelte non ipocrite. Adesso hanno deciso di votare scheda bianca. Ed è un'altra vigliaccheria pilatesca. Se non vogliono governare con il Pdl facciano cadere il governo Letta. È più onesto. È più dignitoso. È più chiaro.



RACCOLTA FIRME PER REFERENDUM RADICALI


"Mi sono convinto a sostenere la raccolta firme nella mia circoscrizione, in Emilia Romagna, per i referendum radicali sulla giustizia, perchè dopo venti anni che nessun Parlamento e' riuscito a fare nulla su questi temi (in particolare sull'utilizzo eccessivo della carcerazione preventiva, sulla separazione delle carriere e sulla responsabilità civile dei magistrati), forse vale la pena dare la voce al popolo in maniera tale che la riforma venga finalmente fatta".
Azzurri del '94 Con Silvio Berlusconi
SOSTIENE  I REFERENDUM
SULLA GIUSTIZIA
e invita tutti gli azzurri ad aderire e gli eletti a mettersi a disposizione per l'autentica delle sottoscrizioni

I Referendum si possono firmare presso le segreterie e gli uffici elettorali di tutti i Comuni
Informati presso il tuo Comune sugli orari e il luogo preciso.Se hai problemi segnalali a
info@referendumgiustiziagiusta

  


RESPONSABILITA' CIVILE DEI MAGISTRATI
Perché non si ripetano più casi come quelli di Enzo Tortora: processi-mostro al termine dei quali i responsabili non pagano mai, perché in tempi rapidi il cittadino possa ottenere il giusto risarcimento per danni e per le ingiustizie patite.Con questi due quesiti si intende rendere più agevole per il cittadino l'esercizio dell'azione civile risarcitoria (indiretta) nei confronti dei magistrati, e ciò anche per i danni da questi cagionati nell'attività di interpretazione delle norme di diritto o nella valutazione dei fatti e delle prove.
MAGISTRATI FUORI RUOLO
Perché centinaia di magistrati dislocati nei vertici della Pubblica Amministrazione tornino alle loro funzioni originarie, così da smaltire l'enorme quantità di processi che si sono cumulati, destinati inesorabilmente a diventare carta straccia per prescrizione.Si intende porre un freno al fenomeno dei cosiddetti "fuori ruolo", ossia a quei magistrati collocati presso gli uffici legislativi dei gabinetti ministeriali, garantendo con ciò la separazione dei poteri ed eliminando la commistione tra magistratura e alta amministrazione.
CUSTODIA CAUTELARE
Perché attualmente migliaia di cittadini vengono arrestati, e restano in carcere in attesa di processo per mesi, in condizioni incivili. Perché il carcere preventivo, cioè prima della sentenza di condanna, si applichi solo per reati gravi.Lo strumento della custodia cautelare in carcere ha subìto una radicale trasformazione: da istituto con funzione prettamente cautelare, a vera e propria forma anticipatoria della pena con evidente violazione del principio costituzionale della presunzione di non colpevolezza. Con questo referendum si intende quindi limitare la possibilità di ricorrere al carcere prima di una sentenza definitiva.
ERGASTOLO
Perché vogliamo sia applicata la Costituzione. La detenzione deve avere, come finalità la rieducazione del condannato: è un principio di civiltà giuridica in clamorosa contraddizione con il carcere a vita e il "fine pena mai".Abolire il carcere a vita significa superare il concetto di pena come vendetta sociale. In molti Paesi europei, e non solo europei, l'ergastolo non è previsto neppure come ipotesi. Quello che deve essere chiaro, al di là delle opinioni politiche e personali, è che la nostra Costituzione afferma che la pena deve tendere alla rieducazione del condannato. E il 'fine pena mai' è incompatibile con questo principio costituzionale.
SEPARAZIONE DELLE CARRIERE DEI MAGISTRATI
Perché è un diritto del cittadino essere giudicato, come avviene in tutte le democrazie occidentali, da un "giudice terzo", obiettivo e imparziale. Obiettività e imparzialità che si ottiene, come diceva Giovanni Falcone, solo separando le carriere del Pubblico Ministero e del Giudice.Il modello processuale del Giusto Processo imposto dall'art. 111 della Costituzione è proprio di ogni democrazia liberale, non può realizzarsi senza un giudice "terzo", ossia realmente equidistante tra il Pubblico Ministero e il difensore.

I Referendum si possono firmare presso le segreterie e gli uffici elettorali di tutti i Comuni d'Italia.Informati presso il tuo Comune sugli orari e il luogo preciso.Se hai problemi segnalali a info@referendumgiustiziagiusta.it


martedì 2 luglio 2013

GRILLINI NON RAPPRESENTA IL POPOLO DELLA LIBERTA’, CHE SI DISSOCIA FERMAMENTE DALLE SUE BRAVATE


Dopo l’ultima inqualificabile uscita arrogante dell’ormai troppo noto Alessio Grillini, mi corre l’obbligo, in qualità di coordinatore faentino del PdL, di precisare che il suddetto ed il suo compare Villa non rappresentano in alcun modo il Popolo della Libertà di Faenza, se non per un increscioso problema tecnico. Essi formano il “Gruppo PdL”, ma sono sconfessati dal partito che si rapporta solamente con i bravi, competenti e corretti consiglieri Raffaella Ridolfi e Jorik Bernardi, i quali si sono denominati, dopo l’insanabile rottura, Gruppo PdL-CDI. Confesso che la responsabilità di aver messo nel Consiglio comunale di Faenza un figuro come Grillini è la mia, in quanto nel 2010 ero incaricato di formale la lista dei candidati ed ha commesso questo imperdonabile errore; non si finisce mai di fare esperienza!
Ovviamente la posizione del mio partito e della capogruppo Ridolfi sui problemi delle donne e sulle tematiche che interessano le famiglie ed i bambini è sicuramente diversa ed inconciliabile con quella di Grillini. Vorrei fare un appello alla stampa, nello scusarmi ancora per questo squallido episodio, di specificare in futuro, non Grillini e Villa del PdL, ma Grillini e Villa del gruppo PdL.
Grazie!  Luciano Spada coordinatore faentino del PdL


MALPEZZI NON HA DELEGA DEI FAENTINI PER DARE IL PROPRIO ASSENSO NELLA CONFERANZA SOCIO SANITARIA PROVINCIALE AD UN TALE RIDIMENSIONAMENTO DELL’OSPEDALE IN BASE ALLE LINEE PROGRAMMATICHE VOTATE IN CONSIGLIO COMUNALE NEL 2010


Se le Linee programmatiche hanno un valore allora il Sindaco Malpezzi non può accettare i tagli proposti dalla direzione sanitaria della AUSL di Ravenna, infatti a pag. 7 paragrafo 1.5 della delibera n. 133 del 27/05/200 “Linee Programmatiche”, presenti nell’albo Pretorio, ha assunto un impegno preciso assieme alla sua maggioranza:

La menomazione della chirurgia, la mancanza di un pronto soccorso pediatrico qualificato, la riduzione dei posti letto non corrispondono agli impegni assunti dal Sindaco,  al quale è affidata la funzione di autorità sanitaria locale, tant’è che ai sensi dell'art. 32 della legge n. 833/1978 e dell'art. 117 del D. Lgs. n. 112/1998, può emanare ordinanze con efficacia estesa al territorio comunale, in caso di emergenze sanitarie e di igiene pubblica.
Dare il proprio assenso a questi tagli significa tradire gli elettori e fare carta straccia degli impegni assunti. Raffaella Ridolfi



VINCENZO GALASSINI RIPORTA FORZA ITALIA NEL CONSIGLIO PROVINCIALE

Sandro Bondi e Vincenzo Galassini Ravenna 2006

Sarà Vincenzo Galassini uno dei padri fondatori di Forza Italia in provincia di Ravenna con Rodolfo Ridolfi, Luciano Spada e Gianguido Bazzoni a ricostituire il gruppo Forza Italia in Consiglio Provinciale. Lo ha comunicato formalmente al Presidente della Provincia. Da più di un anno Vincenzo Galassini che è stato anche candidato Presidente della Provincia per Forza Italia si era schierato per il ritorno al movimento di Berlusconi non nascondendo la sua insofferenza per le posizioni partitiche del PDL come il tentativo delle primarie ed il modello di un PDL pesante.  La decisione di Silvio Berlusconi è stata accolta da Galassini che è fra i fondatori di Azzurri del ’94 con Silvio Berlusconi con entusiasmo e soddisfazione da qui l’immediata decisione di riportare il tricolore di Forza  Italia nel Consiglio Provinciale di Ravenna.


RITORNA BERLUSCONI


Il ritorno di forza Italia non può essere il ritorno dell’identico. forza Italia  deve significare ripresa coerente dei valori liberali e riformatori, che per varie ragioni non hanno avuto lo sviluppo adeguato.


ARCORE SOLIDARIETA’ A BERLUSCONI: IDEALMENTI C’ERAVAMO ANCHE NOI


Diverse centinaia di sostenitori si sono riuniti davanti all’ingresso di Villa San Martino ad Arcore per portare la solidarietà a Silvio Berlusconi dopo gli ultimi, violentissimi assalti della magistratura italiana. Nonostante gli avvocati gli abbiano consigliato di restare a casa, il Cavaliere è uscito per incontrare i suoi sostenitori. Poco prima delle 20 Berlusconi è uscito da Villa San Martino per salutare le centinaia di militanti che gli hanno manifestato solidarietà dopo le ultime sentenze: ha abbracciato i presenti e stretto le mani alle persone che ci tenevano a dimostrargli personalmente la propria vicinanza. Per l’occasione i simpatizzanti, giunti con pullman organizzati e auto proprie, hanno rispolverato bandiere e cartelli di Forza Italia. "No alla giustizia politicizzata", recita un manifesto raffigurante una dea bendata con una bilancia in una mano e una falce e martello nell’altra. Non mancano i cartelli contro il pm di Milano Ilda Boccassini: "Boccassini ai lavori socialmente utili dopo una vita per lavori inutili a carico del contribuente". La prima a prendere la parola è stata Iva Zanicchi che ha invitato i presenti a chiamare il leader del Pdl: "Lui non resiste, verrà fuori perché sente l’amore che sprigioniamo". La parlamentare Laura Ravetto ha spiegato di essere accorsa ad Arcore per "rappresentare l’orgoglio di nove milioni di elettori". Tra i parlamentari Lucio Malan, l’ex portavoce del Pdl Daniele Capezzone, Stefania Prestigiacomo e Daniela Santanché. "Tutto il popolo dei moderati è al fianco di Silvio Berlusconi - ha spiegato la deputata del Pdl Annagrazia Calabria - non possiamo permettere che si cerchi costantemente un modo per eliminare dalla scena politica colui che ne è stato il protagonista negli ultimi vent’anni e vogliamo dimostrargli che gli siamo vicini e combatteremo con lui". Avendo deciso di non tenere un discorso, la regia della manifestazione ha messo il vecchio inno di Forza Italia. L’uscita di Berlusconi è stata dovuta all’insistenza delle alcune centinaia di persone che si sono radunate davanti a casa sua e che anche dopo l’annuncio che lui non sarebbe uscito, hanno "resistito" pur di ricevere un saluto dal Cavaliere