martedì 14 luglio 2015

LE RIVELAZIONI DEL FATTO, NON DOVEVANO USCIRE. INTERVENGA LA MAGISTRATURA. MA ORA A RENZI TOCCA BALLARE


In Italia Renzi fa intanto il me-ne-frego a proposito delle intercettazioni pubblicate da “Il Fatto”. I cui contenuti non hanno nulla di salace, ma dicono come, al di fuori di ogni legittima cornice costituzionale, si sia tramato per passare da un governo Letta a un altro, secondo i desideri del segretario del Partito democratico e del suo entourage.
Il tutto con l'assenso attivo di un generalone della Guardia di Finanza, che fa intravedere un modo per superare il dissenso tetragono da parte del Capo dello Stato pro (troppo) tempore.  In conversazioni ambientate giustamente in una taverna, come da manuale dei cospiratori, si accende una lucina su come rendere più morbido Giorgio Napolitano.  Tutto riuscito a perfezione. #Enricostaisereno, Renzi Presidente del Consiglio con il Quirinale che repentinamente, pur di non rottamare se stesso, rottama la pupilla dei suoi occhi.  Un colpo di Palazzo, prima d'ora inesplicabile

IL PARLAMENTO, NON IL TRIBUNALE, COME LUOGO PER DIRE LA VERITA' SUL COLPO DI PALAZZO Noi abbiamo chiesto, insieme ad altre opposizioni, che il premier riferisca in Aula, e che il Presidente (d)emerito, così brillante nell'apologia di se stesso, esponga il perché di quello scaricamento senza alcuna ragione istituzionale e piuttosto immorale. Vogliamo sapere.
La democrazia vive di trasparenza. Di parole chiare e nette. Ovvio, invece, Renzi fa come nulla fosse. È il suo metodo. Non a caso ci aveva detto di no, attraverso i suoi scherani, alla calendarizzazione della nostra proposta di legge per una Commissione d'inchiesta parlamentare sui fatti oscuri del 2011, allorché fu negata la democrazia in Italia. Dopo di allora è prevalsa un'altra Costituzione, che consente di trascurare la regola elementare per cui i governi sono frutto di elezioni e non di concepimenti extrauterini. Anzi, Renzi prende la palla al balzo e, per mostrarsi superiore, a chi lo invita a portare a compimento in temi rapidi la riforma della materia, dice che lui si occupa di altro, non di banali questioni come la penetrazione indiscriminata nella privacy delle persone e la diffusione come coriandoli della vita intima della gente tramite intercettazioni.


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