giovedì 2 giugno 2016
TTIP, MALAN: “SEGRETO E’ CONTROPRODUCENTE”
“Ho visionato questa mattina la documentazione sul TTIP presso il
ministero dello sviluppo economico. La cosa piu’ impressionante, e della quale
almeno si puo’ tranquillamente parlare, e’ che il tutto sia coperto dal segreto
di stato, la violazione del quale ti porta in carcere da sei mesi a tre anni.
Un’assurdita’, che fa passare in secondo piano il contenuto, del quale,
peraltro, non si puo’ parlare. Nei sessanta minuti a disposizione per visionare
un migliaio di pagine non si possono certo esaminare i dettagli, ma risulta
evidente la sproporzione tra le cose che si leggono e il segreto di Stato.
Credo che una vera trasparenza non potrebbe che giovare a tutti, a cominciare
dagli aspetti positivi contenuti in queste ipotesi di trattato: e’ normale che
ci sia diffidenza su qualcosa di cui non si possono conoscere i dettagli. Chi
acquisterebbe una casa o un’auto se i termini del contratto fossero segreti?
Scatterebbe subito il sospetto di fregatura. Senza segreto, si potrebbe parlare
tranquillamente di quegli argomenti, analizzando i dettagli, nei quali
potrebbero nascondersi aspetti problematici e si eviterebbe il timore possano
poi essere prese decisioni ancora piu’ importanti con medesime procedure, cioe’
segreto e decisioni prese in riunioni di cui non si conoscono neppure i
partecipanti”. Lo dichiara il senatore FI Lucio Malan che aggiunge: ” Appare
chiaro, peraltro, che la posizione piu’ irragionevole e’ quella che il
presidente Renzi ha preso a nome dell’Italia, garantendo, fin dal 2014,
l’appoggio incondizionato al TTIP. Proprio oggi dal Financial Times apprendiamo
che ci sono forti resistenze sia in Europa, sia negli Usa, dove ne’ Hillary
Clinton ne’ Donald Trump manifestano entusiasmo al riguardo. Questo appoggio
incondizionato ha un solo effetto: togliere all’Italia qualsiasi peso nelle
trattative. Ho appreso peraltro che il 6 novembre 2015 il presidente Renzi ha ritenuto
di emanare un decreto di ben 84 articoli proprio per tutelare maggiormente il
segreto di Stato e delle informazioni classificate e a diffusione esclusiva.
Era proprio necessario? Ritengo che ampliare gli scambi commerciali con una
grande nazione come gli Usa sia importante, ma proprio per questo non puo’
essere fatto senza trasparenza, senza attenzione ai dettagli e agli interessi
italiani particolari”.
COSTITUZIONE: COERENZA DELLA SINISTRA
Manifesto
del Pci-Pds-Ds - Pds-Pd nel 2006 contro la riforma Berlusconi. Non si può fare
a pezzi la Costituzione, dicevano
Sergio
Mattarella, allora deputato della Margherita,il 12 marzo 2005 intervenne in
Aula contro la riforma Berlusconi
mercoledì 1 giugno 2016
MIGRANTI, E’ BOOM DI SBARCHI. MA RENZI; “SOLO ALLARMI ELETTORALI”
Con i massicci sbarchi del fine settimana
c'è stato il sorpasso. Dall'inizio dell'anno sono già sbarcati 47.740
immigrati, il 4% il più rispetto allo stesso periodo del 2015. Eppure il
premier Matteo Renzi
continua a negare l'evidenza dei fatti. "È
evidente che sul tema dell'immigrazione si gioca la sfida della paura ma i numeri sono profondamente
diversi da quelli raccontati - ha detto all'indomani della pubblicazione dei
numeri sugli arrivi - non c'è un aumento dei migranti rispetto all'anno scorso,
c'è un aumento di allarmi a scopo elettorali". La fotografia
del neonato annegato al largo della costa libica tenuto in braccio
da un nostro marinaio commosso dice lo stato degli atti. "La visione è insopportabile - tuona
il presidente de deputati azzurri Renato Brunetta - non è più tollerabile che
Renzi riduca l'allarme gravissimo sull'immigrazione a una
schermaglia di battute". Il picco c'è stato proprio nel fine
settimana, quando si sono contati ben 7.200 arrivi. A maggio sono arrivate via
mare complessivamente 19.819 persone. Anche l'accoglienza registra numeri
record. Nelle varie strutture sono ospitati 119.294 persone: ben 16mila in più
rispetto allo scorso anno. La maggioranza (86mila) sono presenti nelle
strutture temporanee. Poi, ce ne sono 19.777 nel sistema Sprar per richiedenti
asilo e rifugiati e 13.472 nei centri
di prima accoglienza e nei quattro hotspot. La Lombardia, ancora una volta, è la
regione a cui vengono chiesti i sacrifici maggiori. Quindi il ministro
dell'Interno Angelino Alfano ha, infatti, spedito 16.482 immigrati (il 13% del
totale). Tanto per capirci: in Sicilia, terra presa d'assalto dagli sbarchi, ce
ne sono "solo" 13.869 (il 12% del totale). Un'altra regione martoriata
dal Viminale è il Veneto dove ne sono stati mandati 10.427 (il 9% del totale). Finora
l'anno record per numero di arrivi è stato il 2014, con 170.100 persone
sbarcate. Segue il 2015 con 153.842. Senza una stabilizzazione della situazione
in Libia, è
prevedibile che il 2016 segni un nuovo primato, con scenari che ipotizzano fino
a 200mila arrivi. Eppure Renzi nasconde la verità e si trincera dietro ai
soliti slogan buonisti: "Davanti
a qualcuno che rischia di morire in mare, io vado e cerco di salvargli la vita.
Una vita salvata vale più di mille discorsi in televisione".
INPS ARRICCHISE I SINDACATI CON I SOLDI DEI DISCOCCUPATI.
Una media di 450/500
milioni netti l’anno. Tanto gira l’Inps ai sindacati come “ritenute sulle
prestazioni”. Vuol dire che, anche se in cassa integrazione, in mobilità o
disoccupati, i lavoratori sono tenuti a pagare l’iscrizione al sindacato. Dei
bilanci dell’istituto si scopre che Cigl, Cisl, Uil, Ugl e gli alti sindacati
accreditati (una settantina), hanno portato a casa solo dal 2010 al 2016 la
bellezza di 3.349 milioni, in media, i 450 milioni l’anno che dicevamo
all’inizio. Considerando che negli stessi sette anni l’Inps ha versato, sempre
ai sindacati, altri 1.757 milioni in contributi associativi sulle pensioni, si
arriva ad un tesoretto di oltre 5 miliardi (5.106 milioni per la precisione).
Non male come rendita.
Una parte delle quote viene versata da lavoratori e pensionati su base volontaria e su questo siamo nella perfetta legittimità. A stupire invece è il rodato automatismo che non prevede la possibilità di revocare l’iscrizione (per i pensionati è necessaria una raccomandata) con una semplice mail (magari certificata, ma comunque con una comunicazione rapida e digitale). L’aspetto sorprendente è che il lavoratore in cattive acque e dunque sussidiato da tutti gli italiani attraverso l’Inps continua a pagare il sindacato anche durante i periodi di sospensione. Pure in malattia si paga il contributo. Nel caso di cassa integrazione mobilità e disoccupazione è calcolato in percentuale, mentre per altri assegni (come la disoccupazione agricola), è determinato in maniera forfettaria dai diversi sindacati. Al momento di chiedere una prestazione all’Inps (la maggior parte arriva tramite Caf o patronati), viene fatto sottoscrivere anche un tacito consenso all’iscrizione. Se per i pensionati il contributo (in percentuale) è più basso (intorno ai 30/50 euro l’ anno), i lavoratori attivi, o in prestazione temporanea Inps, pagano 76/85 euro l’anno. Che suddiviso per 12 equivale ad un versamento di circa 7 euro al mese.
In assoluto sono pochi spiccioli ma è l’ automatismo del prelievo che risulta inaccettabile. Diventa, infatti, un’altra tassa a carico dei pensionati e, fatto ancora più odioso, dei lavoratori in difficoltà. Diverso sarebbe se a dicembre l’Inps si prendesse la briga di sollecitare i 15 milioni di pensionati e i lavoratori in cassa integrazione o in mobilità se intendono o meno continuare a versare il contributo al sindacato. Se questo non accade non è certo per un vuoto di memoria. È il frutto dell’accordo fra governo e sindacati per lasciare le cose come stanno. Tanto paghiamo noi.
Una parte delle quote viene versata da lavoratori e pensionati su base volontaria e su questo siamo nella perfetta legittimità. A stupire invece è il rodato automatismo che non prevede la possibilità di revocare l’iscrizione (per i pensionati è necessaria una raccomandata) con una semplice mail (magari certificata, ma comunque con una comunicazione rapida e digitale). L’aspetto sorprendente è che il lavoratore in cattive acque e dunque sussidiato da tutti gli italiani attraverso l’Inps continua a pagare il sindacato anche durante i periodi di sospensione. Pure in malattia si paga il contributo. Nel caso di cassa integrazione mobilità e disoccupazione è calcolato in percentuale, mentre per altri assegni (come la disoccupazione agricola), è determinato in maniera forfettaria dai diversi sindacati. Al momento di chiedere una prestazione all’Inps (la maggior parte arriva tramite Caf o patronati), viene fatto sottoscrivere anche un tacito consenso all’iscrizione. Se per i pensionati il contributo (in percentuale) è più basso (intorno ai 30/50 euro l’ anno), i lavoratori attivi, o in prestazione temporanea Inps, pagano 76/85 euro l’anno. Che suddiviso per 12 equivale ad un versamento di circa 7 euro al mese.
In assoluto sono pochi spiccioli ma è l’ automatismo del prelievo che risulta inaccettabile. Diventa, infatti, un’altra tassa a carico dei pensionati e, fatto ancora più odioso, dei lavoratori in difficoltà. Diverso sarebbe se a dicembre l’Inps si prendesse la briga di sollecitare i 15 milioni di pensionati e i lavoratori in cassa integrazione o in mobilità se intendono o meno continuare a versare il contributo al sindacato. Se questo non accade non è certo per un vuoto di memoria. È il frutto dell’accordo fra governo e sindacati per lasciare le cose come stanno. Tanto paghiamo noi.
CONVENZIONE CON CENTRO VOLONTARI DI BRISIGHELLA €. 9.000,
-L’amministrazione comunale con deliberazione di Consiglio
Comunale n. 20 del 26.03.2013 ha approvato la convenzione con il centro
volontari di Brisighella per la realizzazione di progetti di pubblica utilità;
prevede il rimborso delle spese per la realizzazione del progetto e nel limite
in esso individuato su presentazione di apposita documentazione
giustificativa,fino ad un massimo di €
9.000,00; - che il Presidente del Centro Volontari presenta al settore
Servizi Sociali, le fatture corrispondenti alle spese sostenute per l’attività
svolta relativamente all'anno 2016.
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