sabato 31 luglio 2010

RIDOLFI: “E’ NECESSARIO ANCHE IN PROVINCIA DI RAVENNA CHIARIRE CON CELERITA’ CHI SI RICONOSCE NEL DOCUMENTO VOTATO DALLA PRESIDENZA DEL POPOLO DELLA LIBERTA’ IERI E QUINDI CHI RITIENE DI ESSERE DENTRO O FUORI DAL PDL”

BAZZONI:”DOPO I RECENTI AVVENIMENTI NEL PDL A LIVELLO NAZIONALE SONO IN ATTESA DI CAPIRE IL PANORAMA CHE SI PROLIFERA’ ANCHE A LIVELLO PROVINCIALE.

RIDOLFI: “E’ evidente che chi si riconosce nelle posizioni di Gianfranco Fini e dei parlamentari del già costituito Gruppo Futuro e Libertà per l’Italia è incompatibile con il Popolo della Libertà.  Arrivare alla chiarezza dei rapporti e dei ruoli è un passaggio fondamentale, questa verifica va fatta da subito anche a Ravenna sia negli organismi provinciali sia nei gruppi consiliari a tutti i livelli.  Mi rivolgo quindi a tutti i sostenitori e simpatizzanti del Presidente Berlusconi, siano essi provenienti da Forza Italia siano essi provenienti da Alleanza nazionale, che condividono l’assunto che si milita nello stesso partito quando si avverte il vincolo della comune appartenenza e della solidarietà fra i consociati, e che stanno nel Popolo della Libertà riconoscendosi nei principi del popolarismo europeo che al primo posto mettono la persona e la sua dignità, affinché serrino le fila del partito, li invito inoltre a considerare questa fase di chiarificazione politica come un momento costruttivo dello stesso che come tutti i momenti chiarificatori porta in dote una rinnovata fase politica, tesa innanzitutto alla realizzazione e al rispetto del programma di Governo presentato in occasione delle elezioni politiche del 2008 che sarà alla base anche del programma per le prossime consultazioni elettorali in Comune e Provincia di Ravenna.”    “A tal proposito rimarco come sia stato più che opportuno prima di tutto eleggere il coordinatore provincia di Ravenna Gianguido Bazzoni in Consiglio regionale e alla luce dei recentissimi eventi quanto fatto con intelligenza e preveggenza dal Vice Coordinatore comunale Vicario di Ravenna Alberto Ancarani che ha ritenuto di dar voce al disagio derivante dalla ormai palese esistenza di un partito nel partito capeggiato dal Presidente Gianfranco Fini”.
BAZZONI: “Visti gli sviluppi odierni avvenuti nel Popolo della Libertà e le anticipazioni di stampa locale sono in attesa di capire cosa succederà domani nel Pdl ravennate e verificare chi ancora ritiene di far parte e condivide i principi ispiratori e la leadership del grande Partito popolare che ha vinto le elezioni del 2008 e le recenti elezioni regionali, e chi invece sancirà una rottura definitiva seguendo le orme di Fini. E’ naturale in questa fase convulsa del partito che guido a livello locale verificare l’elenco e l’entità dei fuoriusciti che approderanno a nuovi movimenti o forme partitiche. Questo risulta essere un passaggio fondamentale per il nostro movimento anche in considerazione degli assetti che si sono creati in questo anno e mezzo all’interno del Popolo della Libertà di Ravenna: se sussisteranno diserzioni da parte dei componenti degli organi provinciali del partito sarà necessario provvedere con solerzia alla loro sostituzione in base al principio sancito dal documento votato ieri a maggioranza dall’ufficio di Presidenza del Pdl che non lascia dubbio alcuno sulla primaria necessità di condivisione e coesione all’interno del partito. Dalle anticipazioni di stampa sarà essenziale in questa fase capire ad esempio la posizione del mio vicecoordinatore vicario Gianluca Palazzetti, consigliere comunale di Ravenna del Gruppo An – Pdl e di conseguenza il consenso politico che riuscirà a mantenere nelle fila degli ex An il Coordinatore Comunale di Ravenna Roberto Petri. Questa fase risulta per noi tanto più importante  - conclude Bazzoni - in considerazione del fatto che nel nostro territorio il prossimo anno vi saranno le elezioni provinciali e comunali nelle quali intendiamo ottenere il massimo risultato”

GLI AMMINISTRATORI, I DIRIGENTI DELLA SINISTRA (PROVINCIA E COMUNE DI FAENZA) SANNO CHE L’OUTLET SARA’ LA MORTE COMMERCIALE DI FAENZA

NON SI PENTIRANNO POI COME CON LA PISTA DI ERRANO? 

venerdì 30 luglio 2010

LE BUGIE O LA MEMORIA CORTA DEL COMUNE DI FAENZA

IL 22 LUGLIO SUL “RESTO DEL CARLINO”: FATICHIAMO A TROVARE I SOLDI PER LA BENZINA DELLE AUTO.
NE HANNO 24.
Il 22 luglio gli amministratori del Comune di Faenza si lamentavano di non avere i soldi per acquistare la benzina per le 24 auto in dotazione, dando la colpa al governo Berlusconi per il patto di stabilità. Un patto necessario affinché i comuni rientrino nel quadro europeo di rispetto del deficit. Un patto che l’ex sindaco Casadio non ha rispettato e ha avuto problemi, anche avendo i fondi a disposizione, per i pagamenti dei fornitori. La nuova amministrazione, nata a parola con intenzione di cambiare la situazione rispetto al passato nella pratica  continua come i predecessori.
Non hanno soldi ma:
  • Hanno speso insieme alla Regione, Provincia e altri due comuni 35.000 euro come risulta dai giornali Gran sport galà, domani in piazza del Popolo 300 atleti per la pace (29.7.10Dopo le esibizioni tenutesi in questi giorni a Ravenna, Cesenatico e Cervia (dove lo spettacolo è in programma stasera), arriva anche a Faenza "Gran Sport Galà - I giovani per la pace e la cooperazione in Europa", la grande manifestazione organizzata dalla Provincia di Ravenna, dalla Provincia tedesca dell'Ostalbkreis e dalla Regione Emilia Romagna, insieme ai Comuni di Faenza, Ravenna, Cervia e Cesenatico.
  • Non hanno soldi, ma quando il  Comune di Forlì ha argomentato che non c'erano i soldi per Radio Bruno -modenese-  per  un contributo di 22mila euro e hanno optato per il taglio, i “nostri” l’hanno accolta  a Faenza: In compenso  i forlivesi per  godersi i musicisti del tour di Radio Bruno sono  "emigrati" a  Faenza.  

·         "Tutto esaurito" in piazza del Popolo per Radio Bruno Estate (29.7.10)Grande successo di pubblico per Radio Bruno Estate che ha animato ieri sera piazza del Popolo a Faenza. Sul palco si sono alternati Marco Carta, Lost, Valerio Scanu, Stadio, Simone Cristicchi, Federica Camba, Nearco, Cassandra e i tre finalisti del contest "Fammi sentire la voce". La conduzione era affidata a Melita Toniolo, che ha affiancato le voci di Radio Bruno Enrico Gualdi ed Enzo Ferrari.


Vedremo quanto spenderanno per mettere la X rossa sulla facciata del Comune, come hanno fatto i loro  “rossi” colleghi ravennati.

Per il PDL dovrebbero essere “ROSSI” di vergogna per le bugie che raccontano!

giovedì 29 luglio 2010

INUTILE FARE LA PISTA DI ERRANO SE NON SI PUO’ UTILIZZARE!

GLI AMMINISTRATORI, I DIRIGENTI COMUNALI, PERCHE’ HANNO APPROVATO UN OPERA SUPER MILIARDARIA,  QUANDO SAPEVANO CHE I CICLISTI NON L’AVREBBERO UTILIZZATA PERCHE’ IN GHIAINO?
FORSE QUALCUNO DOVREBBE RISPONDERE DEL DANNO ECONOMICO ALLA FINANZA PUBBLICA.


NEL POPOLO DELLA LIBERTA’ PREVALGA LA CHIAREZZA O DENTRO RISPETTANDO I PRINCIPI, O FUORI

UNA DICHIARAZIONE DEL COORDINATORE PROVINCIALE BAZZONI

Ancarani fa bene a difendere la storia e l’onore del Popolo della Libertà, libero Palazzetti di aderire alla corrente di Fini, ma non distorca la realtà. “Apprendo con sorpresa che il mio vice, Gianluca Palazzetti, nominato all’incarico che ricopre da La Russa, si appresta a confluire nella corrente che fa capo a Fini ed a cercare di rappresentarne le ragioni a Ravenna. A queste conclusioni si arriva leggendo il comunicato, affidato alle stampe in data odierna, in cui Palazzetti stigmatizza il fatto che Alberto Ancarani abbia proposto il deferimento ai probiviri dell’On. Granata, noto per aver infamato autorevoli esponenti del partito e  del Governo. Ancarani, anche come semplice militante del PdL, aveva tutto il diritto-dovere di farlo e noi siamo solidali con lui in questa battaglia che vuole salvaguardare 16 anni di lotte e sacrifici di migliaia di militanti entusiasti. Il mio vice Palazzetti, vero ed unico responsabile delle ingessature locali del PdL, senza consultarsi con me (e se ne capisce la ragione), ha assunto una posizione di difesa di Fini e Granata nel loro attacco costante a Berlusconi ed a quanti si richiamano a lui e lo sostengono. Se questo voleva essere l’annuncio ufficiale della fondazione della corrente Fini a Ravenna, sicuramente ha raggiunto lo scopo e ci ha contemporaneamente avvertito di comportarci di conseguenza. Le conseguenze saranno che finalmente è caduta la maschera e che, anche a Ravenna quelli che  hanno sempre svolto un ruolo di contrasto e denigrazione del Popolo della Libertà, avranno una bandiera sotto cui ritrovarsi, quella di Fini-Palazzetti. Da parte nostra avanzeremo formale richiesta al livello regionale e nazionale del partito, per conoscere se il Palazzetti ha ancora titolo per ricoprire l’incarico cui era stato nominato al momento della fondazione del Popolo della Libertà.” Gianguido Bazzoni

mercoledì 28 luglio 2010

venerdì 23 luglio 2010

L’ACQUA APPARTIENE AL POPOLO, REFERENDUM FALSO

COSA ASPETTANO I SINDACI DI FAENZA E BRISIGHELLA A RIPRENDERSI L’ACQUA CEDUTA A CONAMI, E I SOLDI SONO FINITI NEL FALLIMENTO DELL’AUTODROMO DI IMOLA, ATTENDIAMO DA MESI RISPOSTE  
''L'acqua appartiene al popolo “. Lo ha detto il ministro dell'Economia Giulio Tremonti nel corso di una conferenza stampa a Palazzo Chigi aggiungendo che ''la direttiva e' applicazione di un trattato. Sulla materia dei trattati non ci può essere referendum abrogativo''. In ogni caso ''il referendum è falso come contenuto ideologico, non è cristallino come l'acqua'', ha concluso Tremonti.
E’ la stessa tesi che sosteniamo come FI-PDL della Provincia di Ravenna e che rivolgiamo ai promotori della raccolta di firme con in testa il sindaco di Faenza Malpezzi e di Brisighella Missiroli, oltre al solito Matteucci a Ravenna.
Siamo in attesa di risposta di quando intendono ritornane a prendersi la proprietà della sorgente dell’acqua di Marradi.

IMPEGNAMOCI PER IL NOSTRO PRESIDENTE SILVIO BERLUSCONI

L’INVITO PERVENUTOMI CHE ESTENDO A TUTTI COLLEGANDOVI A “FORZA SILVIO”

Caro Vincenzo,
in queste ultime settimane sono riprese contro il governo e contro il Popolo della Libertà furibonde campagne mediatiche.
Come mi ero impegnato a fare, ho ripreso in mano la situazione e sto lavorando con il consueto impegno su entrambi i fronti, forte del sostegno attivo di persone come te.

Per questo motivo ti sottopongo in anteprima il nuovo pieghevole che riassume le cose fatte dal governo. E’ il primo di una serie di materiali di comunicazione che distribuiremo ai parlamentari e a Gubbio, ad Atreju, alla Summer school di Magna Carta, nelle Feste della Libertà, ai banchetti dei Promotori della Libertà, ovunque sia possibile.
Sono convinto che conoscere e divulgare le tante realizzazioni del nostro “Governo del fare” sia la migliore risposta contro le calunnie e le campagne mediatiche. 
I nostri avversari sono maestri nelle chiacchiere e nelle falsità, con le quali cercano di oscurare il tanto di buono che abbiamo fatto in questi due anni difficili. Non dobbiamo seguirli sul loro terreno ma dare conto instancabilmente delle nostre buone ragioni, che sono suffragate da due anni di ottimo governo.

La forza del nostro stare insieme è nella moralità del fare. Proprio per questo loro cercano di toglierci questo primato, coprendo con un mare di fango e di calunnie il nostro movimento e il nostro governo.
Non riusciranno nel loro intento se noi saremo uniti, se il Popolo della Libertà sarà coeso attorno al proprio governo, consapevole dei grandi risultati finora ottenuti, quei risultati che loro puntano a far dimenticare.
Da qui nasce questa “Operazione memoria” che prende le mosse oggi, in anteprima, con te e con tutte le altre persone presenti in Forzasilvio.it e che continuerà in settembre con le Feste delle libertà e con tutte le altre iniziative di formazione e di incontro previste.
Leggi, manda i tuoi commenti e diffondi ai tuoi amici in internet. 
Noi faremo lo stesso nei prossimi giorni, con altre iniziative on line per dire le tante cose buone che abbiamo fatto finora e che sono la premessa per quelle che porteremo a compimento nella seconda parte della legislatura.

Grazie per il tuo impegno. Andiamo avanti, insieme!
Tuo

UN MARCHIO MADE IN FAENZA PER L’ ENOGASTRONOMIA

LA PROPOSTA DEL CONSIGLIERE VILLA FRANCESCO

In questi anni è cresciuta la sensibilità dei consumatori verso le produzioni agricole locali rintracciabili attraverso appositi marchi e certificazioni, e rimane alta la domanda di prodotti agricoli di questo tipo, e magari la possibilità di ritrovarli nei ristoranti - osserva il consigliere PdL Francesco Villa - Visto che i prodotti "km.-zero" producono meno inquinamento da trasporto, meno traffico ed eventuali incidenti, e mantegono migliori qualità organolettiche rispetto a quelli che subiscono trasporti e arrivano ai consumatori giorni dop".  "Inoltre le iniziative legate in qualche modo alla tipicità dei prodotti del nostro Comune e delle nostre colline (mercatino del contadino, mercatino della coldiretti il martedì, cinemadivino), stanno riscuotendo un successo sempre crescente di vendite e di pubblico presente alle iniziative e questo rappresenta un'integrazione importante del reddito dei nostri agricoltori colpiti da una crisi mondiale". Sulla base di queste premesse il consigliere ha proposto in un interpellanza scritta a Comune e Giunta, l'eventuale creazione di un marchio che possa far riconoscere ai consumatori i prodotti "made in Faenza" ed eventualmente dei Comuni collinari vicini. Questo dovrebbe comprendere  il coinvolgimento di ristoranti ed agriturismi nel proporre menu a km-zero, la creazione di varie manifestazioni che prevedano la presenza esclusiva di prodotti romagnoli e iniziative nelle scuole per sensibilizzare gli studenti al consumo di questi prodotti.

giovedì 22 luglio 2010

NON CI SONO SOLDI: LO ALL’ EX SINDACO CASADIO, NON AL PATTO DI STABILITA’ DI BERLUSCONI


NELL’ULTIMO DECENNIO NON E’ STATO RISPETTATO IL PATTO DI STABILIUTA’ E SPEPERPERATI TANTI SOLDI, COMPRESO GLI ONERI DI URBANIZZAZIONE, PER LAVORI INUTILI E ACQUISTO DI PALAZZI, CASERME E CINEMA SARTI, ECC..
INVECE DELLE 40 ROTONDE BASTAVA FARE QUELLA ALL’USCITA DELL’A14


mercoledì 21 luglio 2010

ESSELUNGA CONTINUA LA SUA BATTAGLIA CONTRO IL POLITBURO DI MODENA CHE FAVORISCE LA COOP E BLOCCA UN CONCORRENTE. E’ UNA DURA CONTESA COMMERCIALE MA ANCHE POLITICA PERCHE’ LO SANNO TUTTI, LA COOP “SOSTIENE” IL PD

ANCHE A FAENZA LA COOP HA RICORSO CONTRO IL CONAD, LA LITE FRA I ROSSI FA SPENDERE I NOSTRI SOLDI ALLA PROVINCIA E AL COMUNE DI FAENZA


Dieci anni di ricorsi e pub bliche denunce per finire, se an drà male, con quasi 45mila metri quadrati di terreno edificabile, ma non per usi commerciali. Una beffa se il proprietario del lot to si chiama Esselunga, che come è noto non vende villette a schiera. La questione va avanti da dieci anni ed è uno dei peggio­ri crucci di Bernardo Caprotti, fondatore della storica catena di supermarket con un lunghissi mo conto in sospeso con le Coop rosse (cui ha dedicato un best-seller, Falce e carrello ). Su alcuni giornali di ieri si potevano legge re due pagine comprate appositamente da Esselunga per raccon tare il caso «Modena, via Canalet to », un caso lampante, secondo la società lombarda, di violazio ne della libera concorrenza e di ingerenza politica.
La vicenda parte nel 2000, quando Esselunga si aggiudica per 24 miliardi di lire un terreno vicino al centro di Modena, sulla base di un Programma di riqualificazione urbana approvato dal Comune l’anno prima e che avrebbe consentito la costruzio ne di un supermercato in una por zione limitata dell’area acquisita dal gruppo di Caprotti. Però sia mo a Modena, nel cuore dell’Emi lia rossa, ed Esselunga gioca fuo ri casa, perché lì il distributore più forte si chiama Coop Estense, un competitor con delle ottime frecce nascoste nella faretra. Ba sta meno di un anno per accorger sene. Perché nel febbraio 2001, la Coop estense partecipa ad un’asta giudiziale che mette in vendita la parte rimanente del larea, in tutto nemmeno 9mila metri quadrati. Però fondamen tali, perché la norma fissa al 75% la quota di proprietà sufficiente ad essere padroni della destinazione del terreno, e con i suoi 44mila e passa metri quadri, Esse lunga ne controlla circa il 72%. 

NEI PROSSIMI MESI I PICCOLI COMUNI SOTTO I 5 MILA ABITANTI SARANNO OBBLIGATI A RADICALI TRASFORMAZIONI



Entro settembre i comuni con meno di 5mila abitanti dovranno gestire in forma associata, tramite unioni o convenzioni, la gran parte delle proprie funzioni. La soglia minima di abitanti e di comuni delle gestioni associate sarà fissata con un Dpcm e, per le materie di propria competenza, con legge regionale. Questi comuni dovranno inoltre dare vita, entro la fine di novembre, a consorzi per la gestione associata dei consigli tributari. Nei prossimi mesi, quindi, la struttura e le competenze dei piccoli comuni saranno investiti da un ciclone che cambierà completamente la faccia e la struttura di quasi 6mila municipi.
La prima scelta che ognuno dei piccoli comuni, tranne Campione d'Italia e i comuni unici in un'isola, si troverà dinanzi nei prossimi mesi è quella del modello di gestione associata. Il legislatore offre le due alternative della unione e della convenzione mentre non viene consentita, almeno in forma esplicita, la possibilità della gestione associata tramite la comunità montana, che ai sensi dell'articolo 27 del Tuel è un'unione di comuni. In tale ambito, e fermo restando che si dovrà comunque raggiungere il numero di abitanti o di municipi minimo che sarà previsto dalla legge regionale e dal Dpcm, i comuni dovranno decidere se la gestione associata si occuperà di tutte le materie o se vi saranno più ambiti a secondo delle funzioni. Il legislatore consente entrambe le opzioni, in quanto pone solo il divieto di gestione in forma singola di funzioni fondamentali svolte in forma associata e quello di gestire la stessa funzione in più di una forma associata. Le leggi regionali potranno dettare ulteriori specificazioni.

SEMPRE I PRIMI: I TRENI IN EMILIA-ROMAGNA, CON LE TARIFFE PIU’ALTE DEL CENTRO NORD

IL GOVERNATORE ERRANI HA ANTICIPATO GLI AUMENTI DEL 5,5%!

BOLOGNA - La Regione Emilia-Romagna deve sospendere i "pessimi" aumenti ferroviari. Perché per ora sui treni "si muovono soltanto le tariffe". Al punto che con l'ultimo ritocco l'Emilia-Romagna si troverà con il primato dei biglietti e degli abbonamenti mensili più cari di tutto il Centro-Nord. Federconsumatori contesta dunque il rincaro del 5,5% stabilito dalla Regione a partire dall'1 agosto prossimo, giustificato in viale Aldo Moro come adeguamento alle "tariffe obiettivo" del progetto "Mi Muovo" che, a regime, darà agli utenti la possibilità di utilizzare un biglietto unico per tutti i mezzi pubblici.
"Un aumento che interviene 'a freddo' e su aspettative ben diverse degli utenti- lamenta in una nota l'associazione dei consumatori- ora sospesi tra servizi spesso inefficienti e il rischio del loro taglio". Un  aumento "che premia immeritatamente le imprese ferroviarie: denaro fresco in cambio di un generico invito a compiere progressi sul progetto 'Mi Muovo', senza individuare una data di attivazione". Oltre tutto, secondo Federconsumatori si tratta di rincari che consegneranno all'Emilia-Romagna il "primato assoluto delle tariffe più care del Centro-Nord per non abbonati o abbonati mensili". Infatti, dall'1 agosto, l'importo salirà a 2,5 euro per un biglietto di seconda classe per la fascia tra i 21 ed i 30 chilometri e arriverà a 46 euro per l'abbonamento mensile. Numeri ben al di là dei prezzi praticati dalle altre Regioni centro-settentrionali (con l'eccezione del Piemonte, dove il mensile costa 46,50 euro, compensati, però, dai 2,20 euro della corsa semplice). A conti fatti, per i circa 70.000 utenti giornalieri sulle tratte emiliano-romagnole, l'aumento diventa del 20% negli ultimi due anni. Un vero e proprio "accanimento vessatorio", sintetizza Federconsumatori. L'associazione va anche oltre. "La Regione ha ritenuto doveroso applicare l'adeguamento delle tariffe, ma da almeno due anni non ritiene altrettanto doveroso intervenire sui gestori (Trenitalia e Fer) per pretendere il rispetto dei parametri previsti dal Contratto di servizio". Parametri "regolarmente violati per quanto riguarda ritardi, guasti, soppressioni, tempi di percorrenza, pulizia". Una "indecenza consentita da un contratto troppo generico e con penali non adeguate". Per questo Federconsumatori, che stigmatizza anche la mancata consultazione sull'aumento delle tariffe, rinnova alla Regione "la richiesta di un rinnovo urgente e non formale del contratto, imperniato su nuovi parametri più stringenti per i gestori ferroviari".  fonte «Agenzia Dire» e l'indirizzo «www.dire.it

martedì 20 luglio 2010

“PIANO CASA PER LE GIOVANI COPPIE. UN FLOP IN TUTTA LA REGIONE”

"Sugli oltre 13 milioni di euro stanziati, richiesti contributi per poco più di un milione e mezzo. Criteri da rivedere”
"Il piano casa per le giovani coppie voluto dalla Regione, nonostante le correzioni apportate per il secondo bando, si rivela un flop in tutta l'Emilia Romagna. Lo dicono i dati". A dichiararlo è il consigliere regionale e coordinatore provinciale del Pdl a Ravenna Gianguido Bazzoni che già in occasione del primo bando aveva denunciato il numero esiguo di domande presentate.
"Il click day non è stato un grande successo, come aveva invece voluto farci credere la Regione - dichiara Bazzoni -. Le richieste di contributo per acquistare un alloggio attraverso il bando regionale 'Una casa per le giovani coppie' sono state appena 141, per complessivi 1 milione 648mila euro. Restano quindi ancora a disposizione 11.449.152 euro, rispetto ai 13.097.152 euro stanziati dalla Regione". "Dalla graduatoria pubblicata a fine giugno - prosegue Bazzoni - emerge che le richieste di contributo arrivate rappresentano poco meno del 9% dei 1.587 alloggi messi a disposizione in tutta l'Emilia Romagna. In provincia di Ravenna sono arrivate solo 8 domande, in quella di Ferrara 9, 18 nelle province di Reggio Emilia e Rimini, 19 per quella di Bologna, 20 per Modena e 49 per Parma. E' urgente che la Regione ponga rimedio, cambiando i criteri affinché si dia realmente la possibilità a chi ne ha bisogno di avere una casa. Non si spiegherebbe altrimenti questo fallimento. Avrebbe dovuto esserci una vera e propria corsa ai contributi, invece da mesi si continua a girare intorno al problema, accusando il Pdl di fare demagogia e non prendendo le giuste decisioni per cambiare l'esito del bando. O la Regione vuole forse farci credere che in Emilia Romagna, a fronte di una crisi come quella che viviamo oggi, che colpisce anche i ceti medi, non ci siano giovani coppie in difficoltà economica che hanno bisogno di una casa?".

RISCHIO CHIMICO: LA PROVINCIA APPROVA I PIANI DI EMERGENZA PER CINQUE AZIENDE

GRAVISSIMI RITARDI PER “TERRE EMERSE” ANCORA DA DEFINIRE. L’ INTERPELLANZA DI FRANCESCO ZANNONI

 Il consiglio provinciale ha approvato all'unanimità i piani di emergenza esterna (P.E.E.) per cinque stabilimenti a rischio di incidente rilevante: la S.T.I. Solfotecnica Italiana SpA e l'Autogas Nord  Veneto Emiliana di Cotignola, le Distillerie Mazzari di S. Agata sul Santerno, le distillerie Caviro e la Tampieri SpA di Faenza.
"Si tratta di due delibere molto importanti  poiché hanno un'incidenza diretta sull'incolumità fisica e materiale dei cittadini. Nell'ambito del Piano generale per il rischio chimico industriale della provincia devono essere redatti piani esterni specifici per le singole aziende potenzialmente a rischio. Sono 9 gli stabilimenti a rischio di incidente rilevante. Per cinque di essi la Provincia ha predisposto i relativi P.E.E. Invece, per gli stabilimenti Bunge Italia S.p.a e Hera Ambiente S.p.a di Ravenna e Villapana S.p.a. di Faenza non è stato necessario predisporre un P.E.E.; questi tre insediamenti sono infatti caratterizzati da uno scenario incidentale interno al proprio perimetro. Solo nel territorio di Bagnacavallo resta una situazione ancora da definire ls situazione di Terre Emerse, nonostante le interpellanze di Zannoni capo gruppo PDL-Lega a Bagnacavallo."
"Incidenti rilevanti  sono considerati tutti gli eventi (emissioni tossiche, incendio, esplosione) dovuti a sviluppi incontrollati che si verificano durante l'attività di uno stabilimento, che diano luogo a un pericolo grave, immediato o differito, per la salute umana o per l'ambiente, anche all'esterno dello stabilimento e quindi col coinvolgimento della popolazione residente. Quindi un evento che richiede urgenti provvedimenti di difesa per la popolazione e la tutela dell'ambiente mediante tempestive e qualificate azioni e che necessità di una risposta organizzata da parte di enti e strutture che intervengono in emergenza." La legislazione vigente ha inserito nuovi importanti adempimenti per una sempre maggiore  tutela dell'ambiente, nei confronti di stabilimenti che, per la presenza di sostanze pericolose in determinati quantitativi, sono classificati " a rischio di incidente rilevante" (RIR).

BIOMASSE A KM ZERO?

L’ASSEMBLEA COLDIRETTI CHIEDE GARANZIE PER LE FORNITURA ALL’IMPIANTO EX ERIDANIA
In questo contesto gli agricoltori hanno chiesto chiarimenti sulla linea Coldiretti Provinciale e Nazionale riguardo l' accordo Coldiretti - Maccaferri per la fornitura di biomasse tramite CAI (Consorzi Agrari d' Italia). L' assemblea ha contestato al Presidente Provinciale: i tempi insolitamente rapidi con i quali è stato siglato l'accordo;  le strane sequenze e coincidenze fra i vari comunicati  apparsi sulla stampa locale; le date dell' accordo e la conseguente  emanazione dei Decreti Ministeriali. A parere degli agricoltori tutto ciò é finalizzati ad aggirare la filiera corta dei 70 km allo scopo di "agevolare"  l' iter autorizzativo (V.I.A) della Centrale a biomasse di Russi che permetterebbe a Powercrop di reperire materia prima nel raggio di 300 km o da tre regioni diverse rendendo incontrollabile la tracciabilità e l'italianità. Infine l'assemblea ha denunciato la mancanza di trasparenza e corretta informazione evidenziando inoltre che tale accordo offre opzioni sicure esclusivamente al gruppo industriale Maccaferri ed è assolutamente privo di validi accordi economici in favore della  componente agricola. I Soci Coldiretti di Russi sono decisi ad ottenere le giuste risposte alle questioni sollevate, risposte che non  sono arrivate  alimentando così ulteriori dubbi sulla vicenda della centrale e dell' accordo Coldiretti -Powercrop- CAI. I soci Coldiretti di Russi  ritengono inoltre che tale accordo non sia coerente con la politica  dell'associazione che prevede lo sviluppo di piccoli impianti  e ritiene infine che l'accordo siglato a Roma  sia volto esclusivamente a facilitare le autorizzazioni per la  costruzione della centrale di Russi e quindi in netta contraddizione con le azioni promosse da anni sul territorio in difesa delle produzioni di pregio locali.

lunedì 19 luglio 2010

PARCHEGGI IN CENTRO? NIENTE DI NUOVO SUL FRONTE OCCIDENTALE

VA FATTA PAGARE LA SOSTA A LE MAIOLICHE.


Il piano parcheggi di cui parla l’Assessore Zivieri nulla di più sembra essere che la riproposizione del progetto redatto dall’allora assessore Ronchini due anni fa circa e che consiste in un aumento delle tariffe dove già si paga la sosta ed un allungamento della stessa con l’estensione della zona a pagamento in tutto il centro storico. Un progetto che così come descritto dall’Assessore Zivieri alla stampa perderebbe addirittura, rispetto a quello che propose Ronchini, la costruzione di alcuni parcheggi interrati. Un progetto quindi teso a far cassa e che ancora una volta non risolvere il problema parcheggi al quale in quindici anni non si è riusciti a trovare alcuna soluzione. Dove è finito il progetto del parcheggio all’ospedale? Cassato dalla Ausl. Perché non si utilizza l’area di fronte all’Ospedale? Perché lo ha proposto la minoranza. Il progetto del parcheggio in Piazza Rampi? Forse irrealizzabile. Un cane che si morde la coda oppure un problema al quale non si è capaci o non si vuole dare soluzioni, infarciti anche di una sana dose di demagogia finto ambientalista. Se il problema è solo far cassa come sembra dalle parole dell’Assessore perché non mettiamo a pagamento i parcheggi davanti all’ipercoop? Perché per recuperare alcuni spazi non spostiamo in sede adeguata, nelle giornate di lunedì, mercoledì e venerdì, i pochi banchi che stazionano nella parte alta di






ACROBAZIE SPORTIVE: LA SINISTRA PIANGE, SI LAMENTA, VA A ROMA MA SPERPERA I NOSTRI SOLDI IN UNA SERATA 35.000 EURO

E IO PAGO: SINISTRA INCAPACE

sabato 17 luglio 2010

COME MAI UN GOVERNO MAFIOSO HA FATTO STRAGE DI MAFIOSI


DA ITALIA OGGI, a firma Pierluigi Magnaschi
“Come mai i boss mafiosi sono arrestati dai mafiosi
?”



Telefonata dagli Usa. Mi chiama una grande firma che ha appena letto sulle agenzie del maxi-arresto di 300 affiliati alla 'ndrangheta che, in America, per semplificare, chiamano mafia. Dice che sulla politica italiana non capisce più niente. Lo rassicuro. Ci capisco poco anch'io che pure la seguo per mestiere. Il mio amico americano leggiucchia i grandi giornali italiani via Internet; e si sente. Ma, essendo anche scrupoloso e non avendo pregiudizi politici che gli imbavagliano la testa, vuole vederci chiaro. La domanda che mi pone è semplice, anche se a essa non è riuscito a rispondere.  Come mai un governo mafioso o, perlomeno, infiltrato da mafiosi come quello italiano arresta a rotta di collo i mafiosi? E mi elenca una serie di cifre che ha trovato nell'immenso archivio del suo giornale, a partire dai 300 arrestati di ieri nel corso della più grande operazione anti-mafia mai organizzata in Italia. E vero? Sì è vero, gli rispondo. È stato arrestato, fra questi, anche il capo dei capi, Domenico Oppedisano, che non è certo una scartina. Anzi è il mammasantissima di cui non si sapeva nemmeno l'esistenza perché solo ora si scopre che la 'ndrangheta è verticalizzata come la mafia con la sua brava cupola. Non solo, la mafia calabrese gode del nefasto privilegio della distribuzione monopolistica della cocaina colombiana del cartello di Medellin. È vero? Sì, è vero. L'amico a stelle e strisce prosegue. Alla sola cosca dei casalesi sono stati già sequestrati beni per 1 milione di euro e, in solo due anni, il ministero degli Interni italiano ha sequestrato 11 miliardi di euro di beni alla criminalità organizzata. È vero? Sì è vero. Non contento dei dati che mi ha fornito per verificarne l'esattezza, il mio amico americano mi fa un'ultima domanda.
È vero che della lista dei 30 mafiosi latitanti più pericolosi, molti dei quali erano alla macchia da decenni, ne sono stati assicurati alla giustizia 26 che, grazie all'art. 41-bis, riproposto dall'attuale maggioranza di governo, i supermafiosi rimarranno in carcere fino alla fine dei loro giorni, in una situazione detentiva che, se si applicassero i principi costituzionali, sarebbe considerata incostituzionale perché il regime detentivo del 41-bis non si propone il recupero del detenuto mafioso? Rispondo di sì.  Beh, allora, un'ultima domanda e poi ti lascio in pace. Come mai, in Italia (questo fatto l'ho letto, per anni, in centinaia di articoli di grandi e quindi attendibili`, giornali italiani), un governo di mafiosi o infiltrato dai mafiosi ha fatto stragi di mafiosi? Forse devi tenere conto, gli ho detto, che «i grandi giornali e quindi attendibili», non sempre, in Italia, meritano quel «quindi».

Il governo fa bene a tagliare i fondi

venerdì 16 luglio 2010

TROPPE SPESE E REGOLAMENTO CONTRADDITORIO: IL PDL CHIEDE DI SMANTELLARE LA CONSULTA DEGLI STRANIERI


"La nuova amministrazione comunale questa sera porterà all'attenzione del Consiglio una delibera con la quale si chiede di rinnovare gli organi della consulta dei cittadini stranieri extra comunitari per risparmiare i costi di una nuova elezioni, essendo la Consulta decaduta con il precedente Consiglio Comunale, e per non interrompere una fase istitutiva iniziata appena un anno e mezzo fa - riferisce Raffaella Ridolfi del gruppo consiliare Pdl - Su questa proposta di delibera il Gruppo del Pdl ha nuovamente avanzato l'ipotesi di smantellare la Consulta ed inserire i cittadini stranieri nei comitati di quartiere che dovranno essere istituiti al posto delle circoscrizioni". L'ennesima richiesta di eliminazione della Consulta nasce dalla constatazione dei costi della stessa che per due anni di attività ammontano a circa 30.000 euro così suddivisi:
A -12.300 per le elezioni della consulta comprensivi di 5.000 euro per gli straordinari dell'ufficio elettorale, 3.500 euro per la campagna informativa, 3.000 euro per traduzioni, 800 euro per spese postali;
B- 7.500 euro all'anno per due anni per un servizio di accompagnamento temporaneo –

C- tutoraggio affidato alla coop Ricercazione per un totale dei 15.000 euro e 1.000 da destinarsi ai beni di consumo; vi è poi la sede comunale a disposizione della Consulta ed i costi degli uffici comunali che hanno lavorato al progetto ad esempio per la stesura del regolamento che non sono quantificabili.

DEGRADO DI PARCO TASSINARI


INTERROGAZIONE DI GRILLINI

Il consigliere PdL Alessio Grillini ha incontrato cittadini residenti attorno al parco Tassinari, i quali hanno riferito come il parco diventi nelle ore notturne ritrovo "per tossicodipendenti, sbandati, e persone che vi 'scorrazzano' in scooter in piena libertà  nonostante i divieti - ha affermato il consigliere -. La stessa pulizia e cura a livello di manutenzione da parte dell'amministrazione comunale viene abbondantemente trascurata e non è stata ancora realizzata un'area sgambamento cani".  Per questo Grillini ha presentato un'interrogazione con la quale chiede al Sindaco e alla giunta, oltre alle ragioni della scarsa pulizia e della mancata realizzazione dell'area per cani,  come mai non vengano chiusi i cancelli nelle ore serali e nel caso che questo non sia possibile, perché non venga impiegata in maniera sistematica e costante la Polizia Municipale

MI FACCIA IL PIACERE, SIGNORA PONZI.........

Ma è proprio vero che il senso del ridicolo non scalfisce neppure per un attimo l’esigua capacità di percezione della realtà di alcuni nostri politici. E dire che ne avrebbero così bisogno! La notizia della richiesta di un  tete a tete della nostra Presidente dell’Unione, nonché sindaco di Riolo Terme, Emma Ponzi, con Berlusconi è davvero divertente e immaginiamo che l’incontro rivesta una importanza essenziale per rivedere le politiche economiche del governo e per ripensare alle strategie di rientro della spesa incontrollabile di Comuni Province Regioni. Pare proprio che il PD abbia pensato che non fosse sufficiente l’intervento debole e un poco efficace di Errani (regioni), Chiamparino (comuni), Castiglione(province), Borghi (comunità montane), ma occorresse quello ben più importante e decisivo di Ponzi (Riolo, Brisighella, Casola).
E se, tanto per cominciare, la presidente ci mettesse di suo la spesa di autista, benzina, autostrada, ristorante, albergo per questa scampagnata a Roma?

giovedì 15 luglio 2010

QUANDO I SACRIFICI SONO NECESSARI PER IL BENE DI TUTTI

PRIMA DI DIRE DI NO, IL COMUNE DI RAVENNA E TUTTI GLI ALTRI, SI CONFRONTINO CON IL PDL PER ESAMINARE LA RAZIONALIZZAZIONE DELLE SPESE

"Dunque quando gli enti locali respingono a priori come “inaccettabili” i tagli della manovra, non la contano giusta. Gli sprechi ci sono, e sono tutti documentati e documentabili. Ora che sono state pubblicate tutte le tabelle si scopre, per esempio, che il personale regionale (per fare un esempio) costa ai contribuenti molto più di quello dello Stato e dei ministeri. E che in alcune regioni “insospettabili”, cioè Trentino-Alto Adige e Val d’Aosta, assorbe rispettivamente il 27,9 ed il 25,2 della spesa totale. Se questo accadesse nello Stato, l’Italia avrebbe da un pezzo chiuso i battenti. Il muro contro muro, dunque, non conviene a nessuno; men che meno alle regioni e agli enti locali. La proposta contenuta nell’emendamento alla manovra di consentire tagli flessibili alle regioni virtuose (a cominciare da quanto spendono per il personale in rapporto alla media nazionale) è un atto di buon senso, che i governatori dovrebbero cogliere al volo. Poiché la media nazionale, calcolata come incidenza sulle spese complessive, è 1,99, tra i virtuosi rientrerebbe per esempio il Lazio, che avrebbe così più tempo e modo di calibrare gli aumenti delle addizionali (e forse riuscirebbe in parte ad evitarli), mentre regioni che sembrano virtuose, ma non lo sono, come l’Umbria (spesa di personale 3,63 per cento), o appunto alcune a statuto speciale, dovrebbero darsi una regola. Gli enti locali, in questo senso, hanno operato con buon senso e ragionevolezza trovando un accordo positivo ANCI-Governo. Ci auguriamo che le regioni perseguano la stessa strada. La ragionevolezza non fa male a nessuno. Sul piano politico, soprattutto i governatori appena eletti con il Pdl e con il 

mercoledì 14 luglio 2010

I TROPPO BRAVI: PROGETTI INCOMPLETI, MAGGIORI COSTI, LOCALI NON A NORMA

UNA CARATTERISTICA DEL COMUNE DI FAENZA

OMSA SPUNTA UN’AZIENDA ALIMENTARE


FABBRI CISL: DIFFICILE RICOLLOCAZIONE.

Renzo Fabbri (Cisl) commenta così l'incontro: "Siamo molto lontani da una conclusione positiva del confronto, c'è un interessamento di una società del settore alimentare che secondo la proprietà è favorevole all'acquisto completo dello stabilimento. Dovrebbe essere emiliano romagnola, dovrebbe spostare ed ampliare la propria attività a Faenza. Il punto però rimane la ricollocazione dei lavoratori, molto difficilmente potranno esserci almeno 100-150 posti in questa operazione, come invece noi speravamo". Golden Lady al tavolo del confronto ha inoltre annunciato che ci sono anche due aziende interessate solo all'acquisto dei capannoni. Intanto i lavoratori possono contare sulla Cigs fino a fine aprile 2011, poi dovrebbe avvenire il rinnovo per il secondo anno. "Abbiamo concordato un incontro locale (a Faenza) per il 20 luglio con la proprietà - conclude Fabbri -. In quella sede discuteremo della possibilità di continuare l'attività lavorativa di Omsa finchè non si saprà come finirà la trattativa annunciataci oggi. Se i tempi saranno stretti che senso ha fermare la produzione?" I lavoratori dello stabilimento faentino verranno informati giovedì 15 durante un'assemblea generale delle novità emerse dal confronto romano.