venerdì 28 settembre 2012

GRILLINI SI AUTONOMINA CAPOGRUPPO IN CONSIGLIO COMUNALE A FAENZA



PROVINCIA UNICA: PERCHE’ NON FARE UN CAPOLUOGO FORLI-RAVENNA


"La nostra Forlì-Cesena, per esempio, già da tempo ha il doppio capoluogo e il doppio capoluogo potrebbe rimanere anche nella futura Provincia unica di Romagna"

"Se la Provincia unica s'ha da fare, se la sinistra proprio non vuole sentire ragioni di procedere verso la Regione Romagna tramite referendum democratico, allora cerchiamo che questo processo di riordino istituzionale sia il più possibile indolore per i territori e il più vantaggioso possibile per i cittadini. - afferma il consigliere regionale del Pdl, Luca Bartolini - A parte le dichiarazioni di facciata dei sindaci delle quattro città capoluogo, c'è una lotta aperta, tra intrighi di palazzo e fughe in avanti, per vedere chi riesce a conquistare cosa. "A Cesena la sanità quando tutti sanno che la sanita forlivese e non altre e' continuamente citata come sanita' d'eccelenza, a Ravenna le sedi istituzionali, a Rimini la sicurezza, a Forlì niente tanto ha la classe dirigente democratica più leggera, divisa e litigiosa di tutta la Romagna e quindi può rimanere tranquillamente a bocca asciutta. - continua Bartolini - E ovviamente la lotta è ancora più serrata per quanto riguarda il futuro capoluogo della Provincia unica. Ma perché si deve scegliere una sola città? La nostra Forlì-Cesena, per esempio, già da tempo ha il doppio capoluogo e il doppio capoluogo potrebbe rimanere anche nella futura Provincia unica di Romagna. La legge indica come possibile nuovo capoluogo la città più grande, è vero, ma lascia al territorio un margine di manovra: i comuni già capoluogo di ciascuna provincia oggetto di riordino, infatti, possono scegliere una città diversa in caso di accordo. E quindi perché non scegliere un doppio capoluogo, come potrebbe essere Forlì-Ravenna? Una soluzione ragionevole e di buon senso, che premia le due città storicamente punto di riferimento istituzionale della Romagna. Poi, la rete dei servizi, degli uffici e degli sportelli, sarà ovviamente radicata nel territorio. Comunque la scelta della città capoluogo e della possibilità di avere un doppio capoluogo, dovrebbe passare da un referendum, così come si sarebbe dovuto fare con la questione della Regione Romagna. Ma la sinistra, ciecamente, l'ha sempre negato. E oggi la Romagna si trova costretta a pedalare velocemente verso la Provincia unica, ente che sarà comunque sotto il diretto

PILLOLE di Vincenzo Galassini


I COMPAGNI ARRIVANO, SEMPRE IN RITARDO, A RICONOSCERE GLI ERRORI

Oggi il segretario del PD il compagno Bersani ha affermato che la legge voluta dal governo D’Alema, modifica del titolo V della Costituzione della Repubblica Italiana,  con pochi voti in più, che toglieva il controllo dello Stato sugli enti decentrati e, confermati da un referendum  7 ottobre 2001 in Italia gli italiani furono chiamati a decidere se confermare o meno la modifica. Essendo un referendum confermativo (e non abrogativo), la consultazione non richiedeva la partecipazione al voto del 50% +1 degli iscritti alle liste elettorali per essere valida. La proposta passò con una percentuale del solo 35% Un danno per l’Italia con l’aumento dilatato della spesa pubblica!  La sinistra negli ultimi cinquant’anni non né mai indovinata una votando contro la NATO, l’Europa, l’esaltazione di Stalin, la difesa dell’invasione sovietica dell’Ungheria, i giudizi aberranti sui dissidenti sovietici e arrivando alla contrarietà della televisione a colori, della scala mobile, ecc. La solita contrapposizione del PCI-PD ha portato anche a bocciare con  il referendum istituzionale del  25 e 26 giugno 2006, sulla riforma costituzionale varata dal governo Berlusconi inerente cambiamenti nell'assetto istituzionale nazionale della seconda parte della Costituzione italiana: Parlamento (Camere e formazione delle leggi); Presidente della Repubblica; Governo (Consiglio dei ministri, Pubblica amministrazione); Magistratura (composizione del Consiglio superiore della magistratura); Comuni, Province, Città metropolitaneRegioni e Stato; garanzie costituzionali (composizione e ruolo della Corte costituzionale); revisione della Costituzione (ruolo del Parlamento). La legge di revisione costituzionale, approvata a maggioranza assoluta dei membri del Parlamento, per quanto previsto dall'art. 138 della Costituzione, aveva aperto la possibilità alla richiesta di conferma da parte di uno dei tre soggetti previsti dall'articolo. Tale richiesta è pervenuta da più di un quinto dei membri di una Camera, da più di cinquecentomila elettori, e da più di cinque Consigli regionali. Questo era il secondo referendum costituzionale sottoposto agli italiani e il PCI-PD bocciò la proposta.  Presto vedremo il nuovo cambiamento del PD-PCI, ma purtroppo l’Italia è in rovina. Vincenzo Galassini
ETICHETTA: 

RICORDATE LA GIOIOSA MACCHINA DA GUERRA?


Come nel 1994, siamo pronti a respingere l'assalto della "gioiosa macchina da guerra", che anche allora si sentiva già in tasca la vittoria elettorale. E come nel ’94 abbiamo un progetto vincente, per noi e per l’Italia. Questa è l'essenza dei fatti che riguardano oggi la scena politica. Siamo la forza democratica che ha la maggioranza in Parlamento, rappresentiamo i moderati, che da sempre sono la maggioranza nel Paese, e per loro prepariamo la battaglia elettorale senza vergognarci di niente, orgogliosi del nostro leader Silvio Berlusconi, e del segretario Angelino Alfano. È necessaria una premessa: il primo avversario, per quanto appaia paradossale, non sono coloro che da sempre vogliono annientare il fronte moderato e i valori di cui è portatore, ma i tanti, troppi falsari che danno una descrizione non vera delle riunioni e gli incontri tra i responsabili nazionali e regionali del Pdl. Questo ritrovarsi, con Berlusconi e Alfano, è un lavoro serio. Un progetto in due mosse. Pulizia del cantiere: si tratta di sgombrare il campo dalle scorie prodotte da personaggi che hanno usurpato il nome del Popolo della Libertà e la fiducia loro data dagli elettori.
1.     La preparazione e la messa in opera di un progetto di rinascita della società italiana, che valorizzi persone e imprese, e neutralizzi l'abuso dello statalismo fiscale. Per dar corpo e gambe elettorali a queste idee è necessario fare presto e bene, come primo passo, la nuova legge elettorale.
In questi momenti di aggressione al cuore stesso della nostra proposta, in nome della moralità (a senso unico), noi opponiamo la moralità del nostro attaccamento al bene comune e agli interessi autentici del nostro Paese. Il cantiere è aperto, l'accesso non è riservato agli addetti ai lavori.

giovedì 27 settembre 2012

START ROMAGNA: RAVENNA HOLDING DIA RETTA AGLI ALTRI SOCI.


Ora non è più solo l’opposizione del PDL a dirlo: persino il Presidente della Provincia di Forlì-Cesena, il sindaco di Forlì, e quello di Cesena, tutti PD, ovvero dello stesso colore politico dei sindaci di Ravenna, Faenza e Cervia nonché del Presidente di Ravenna Holding, hanno chiesto di bloccare la seduta dell’assemblea straordinaria degli azionisti di Start Romagna che dovrebbe varare l’aumento di capitale con l’ingresso della Regione Emilia Romagna nella compagine sociale ma soprattutto con l’acquisto di un ramo secco di TPER che finirebbe col peggiorare i già disastrosi conti della società di trasporto pubblico romagnola. Dopo la nostra denuncia dei giorni scorsi anziché ottenere rassicurazioni sono piuttosto aumentate le nostre preoccupazioni. In sede di commissione bilancio del Comune di Ravenna infatti il Presidente di Start Romagna ha fatto le seguenti incredibili affermazioni:
1)     Se Start Romagna ha chiuso il bilancio con quasi tre milioni di disavanzo è normale perché le altre società del trasporto pubblico in Italia stanno peggio!
2)    Nonostante il disavanzo è normale che vengano comunque dati i premi di produzione a dirigenti e dipendenti!
3)    Nonostante il disavanzo non vi è alcuna necessità di varare contratti di solidarietà (come se l’azienda fosse florida!)
4)    Nonostante l’attuale squilibrio fra i contratti in vigore con i lavoratori delle vecchie società che si sono fuse in start Romagna quando la contrattazione verrà uniformata non ci saranno aggravi elevati per l’azienda (cosa smentita da qualunque statistica e soprattutto dalla storia recente!)
Per di più bisogna ricordare che il dirigente di TPER, una volta varato l’aumento di capitale diventerà dipendente di Start e costerà all’azienda più di quanto le costi l’attuale direttore generale alle cui dipendenze stanno 971 lavoratori; come è possibile che tutto questo non rappresenti uno scandalo per l’azienda? Lo ripetiamo: si tratta di un’operazione non solo inutile ma ulteriormente dannosa perché non porterà alcun beneficio ai cittadini ma solo ulteriori buchi nel bilancio di una società pubblica che comunque verrà ripianata sempre da denaro del contribuente. Lo hanno capito a Forlì e a Cesena. Cos’aspettano Matteucci, Malpezzi, Zoffoli e Pezzi a prenderne atto e a desistere da questa scellerata operazione?
Paolo Savelli  Comune di Cervia, Alberto Ancarani Comune di Ravenna, Raffaella Ridolfi Comune di Faenza

MEGLIO TARDI CHE MAI


ANCHE NELLA REGIONE EMILIA ROMAGNA SCATTA L’ORA DEI TAGLI. UN FONDO UNICO PER TUTTI I GRUPPI



                                                    Il Resto del Carlino 26/9/2012


I NUOVI INVASI IN COLLINA, OLTRE A QUELLI ESISTENTI RISOLVERANNO LA SITUAZIONE DEL FIUME LAMONE?



IL LUPO PERDE IL PELO MA NON IL VIZIO


CHIAREZZA SULL’INCARICO DATO AL COLLEGA DEL PRESIDENTE DI AZIMUT.
Raffaella Ridolfi ha presentato un’interpellanza al sindaco e alla giunta di Faenza “per sapere se la società partecipata AZIMUT ha incaricato un collega di studio del nuovo presidente Brandolini per progettare alcune tombe al cimitero di S.Andrea” e chiede al sindaco Malpezzi che ha promosso Brandolini ad Azimut, nonostante le discussioni del caso “ se ritenga, nel caso ciò corrisponda al vero che un simile comportamento ancorché legittimi non sia molto discutibile.” “Alla presidenza è stato nominato il geometra Andrea Brandolini che fa parte di uno studio associato” e “ in merito alla gestione e alla trasparenza” chiede “quali meccanismi sono utilizzati da Azimut per affidare gli incarichi di progettazione anche di piccoli importi” e se corrisponde a verità che “ sarebbe stato assegnato un progetto per realizzare sei loculi nel cimitero di S. Andrea a un architetto associato allo studio del presidente Brandolini”.

PRIMA O POI TUTTI I NODI VENGONO AL PETTINE.


IL SINDACO DI FAENZA, MALPEZZI, E’ PARALIZZATO DAL LASCITO DI DEBITI E DI ERRORI MACROSCOPICI DELLE GIUNTE DI CLAUDIO CASADIO CHE HANNO SPERPERATO MILIONI DI EURO E CONDOTTO AL DECLINCO LA CITTA’, UN TEMPO RICCA E FIORENTE, PROVOCANDO UN DANNO INCALCOLABILE A TUTTO IL TERRITORIO DELLA ROMAGNA FAENTINA.
La verifica degli equilibri di bilancio, prevista per legge entro il 30/9, ha costretto Malpezzi ad una nuova serie di tagli di spesa, soprattutto sul versante del sociale, fino a ieri fiore all’occhiello dell’amministrazione. Di qui a fine anno ci attendono ulteriori manovre di bilancio per rientrare nei limiti posti dal patto di stabilità e dalla spending review, con oltre 1 milione di euro da recuperare tra maggiori entrate (difficili da ipotizzare vista l’Imu ai massimi) e nuovi tagli di spesa.  Per il futuro desta ancora maggiore preoccupazione lo stato dei residui attivi (cioè i crediti) presenti per 2 milioni di euro nel bilancio comunale, in quanto molti di essi sono di dubbia se non nulla esigibilità. Si tratta di una pesante eredità della giunta Casadio che però Malpezzi dovrà trovare il coraggio (e i fondi) per gestire al meglio. Per il 2013 e gli anni a venire si annunciano quindi tagli aggiuntivi per coprire questi buchi di bilancio. 

mercoledì 26 settembre 2012

ASSESTAMENTO DI BILANCIO DEL COMUNE DI FAENZA


RIDOLFI: PREOCCUPAZIONE PER IL NOSTRO FUTURO TRA TAGLI E INCAPACITA’
LA VERIFICA DEGLI EQUILIBRI DI BILANCIO, PREVISTA PER LEGGE ENTRO IL 30/9, HA COSTRETTO MALPEZZI AD UNA NUOVA SERIE DI TAGLI DI SPESA, SOPRATTUTTO SUL VERSANTE DEL SOCIALE, FINO A IERI FIORE ALL’OCCHIELLO DELL’AMMINISTRAZIONE. DI QUI A FINE ANNO CI ATTENDONO ULTERIORI MANOVRE DI BILANCIO PER RIENTRARE NEI LIMITI POSTI DAL PATTO DI STABILITA’ E DALLA SPENDING REVIEW, CON OLTRE € 1 MLN. DA RECUPERARE TRA MAGGIORI ENTRATE (DIFFICILI DA IPOTIZZARE VISTA L’IMU AI MASSIMI) E NUOVI TAGLI DI SPESA. PER IL FUTURO DESTA ANCORA MAGGIORE PREOCCUPAZIONE LO STATO DEI RESIDUI ATTIVI (CIOE’ I CREDITI) PRESENTI NEL BILANCIO COMUNALE, IN QUANTO MOLTI DI ESSI SONO DI DUBBIA SE NON NULLA ESIGIBILITA’: BASTI QUI RICORDARE I CIRCA € 2 MLN. PER IL RIMBORSO DELL’ICI PER GLI IMMOBILI DI CATEGORIA “D” CHE IL MINISTERO NON VUOLE PAGARE E PER CUI PENDE UNA CAUSA PRESSOCHE’ PERSA IN PARTENZA PRESSO IL COMPETENTE TRIBUNALE, PER TACERE DI QUELLI CHE SONO ISCRITTI IN BILANCIO DA OLTRE 10 ANNI, AL LIMITE DELLA PRESCRIZIONE. SI TRATTA DI UNA PESANTE EREDITA’ DELLA GIUNTA CASADIO CHE PERO’ MALPEZZI DOVRA’ TROVARE IL CORAGGIO (E I FONDI) PER GESTIRE AL MEGLIO. PER IL 2013 E GLI ANNI A VENIRE SI ANNUNCIANO QUINDI TAGLI AGGIUNTIVI PER COPRIRE QUESTI BUCHI DI BILANCIO. IN QUESTO QUADRO GENERALE SOFFRONO ANCHE I FORNITORI DEL COMUNE, LE CUI FATTURE SCADUTE E ANCORA NON PAGATE SONO PARI A CIRCA € 7 MLN., PER LA PARTE CORRENTE, CON RITARDI FINO A 6 MESI, E A CIRCA € 4,5 MLN. PER LA PARTE IN CONTO CAPITALE, CON RITARDI ANCHE PLURIENNALI. ANCHE IN QUESTO CASO DIAMO ATTO A MALPEZZI CHE SI TRATTA DELLA PESANTE EREDITA’ DELLA GIUNTA CASADIO, CHE HA CEMENTIFICATO IN MODO ABNORME LA CITTA’ INCASSANDO IN 10 ANNI OLTRE € 30 MLN. DI ONERI DI URBANIZZAZIONE, DESTINANDOLI PER TRE QUARTI A SPESE CORRENTI, SENZA CONSIDERARE CHE DOVEVANO SERVIRE PER PAGARE GLI INVESTIMENTI. ORA QUESTA DROGA E’ FINITA E OCCORRONO SCELTE POLITICHE CHIARE, LUNGIMIRANTI E CORAGGIOSE PER DARE SLANCIO ALLA NOSTRA CITTA’: TUTTO IL CONTRARIO DELLA GESTIONE MALPEZZI, CHIUSA NELLA DIFESA DELLA QUOTIDIANITA’ E STRETTA DALLE

PIANO SOSTA: RIDOLFI SUL REGOLAMENTO DEL REFERENDUM IL PD E’ COLPEVOLE DI OMERTA’ POLITICA



 “Se è vero che c’era già in elaborazione un documento sulla regolamentazione dell’istituto del referendum già nella scorsa legislatura ritengo che l’azione politica tesa ad evitare una consultazione referendaria comunale da parte del PD sia ascrivile all’”omertà politica” soprattutto quando mesi fa è stata presentata a tal proposito la Mozione della Consigliera Berdondini dell’IDV. C’era il tempo e lo spazio per tirare fuori quel documento senza il bisogno che noi assieme alle altre forze di opposizione fossimo costretti a depositare un regolamento completo e iniziare ex novo tutto l’iter. Un segnale in più di come il PD pur di scampare il Referendum sul Piano Sosta abbia tenuto ben chiusi i documenti nei cassetti. Dalla nostra parte si è già attivata la macchina e dopo aver parlato con il Coordinatore comunale del PDL faentino e il Responsabile organizzativo inizieremo una serie di iniziative per la raccolta firme su un quesito referendario ben preciso contro il Piano sosta da depositare subito dopo l’approvazione del regolamento sull’Istituto del Referendum consultivo comunale. E’ evidente che la nostra azione non vuole escludere nessuno anzi coinvolgere tutti coloro a favore di un referendum contro il Piano sosta, ritenendo che sia una battaglia civica, il nostro impegno vuol essere solo la spinta ad accelerare al massimo i tempi per impedire che venga data attuazione al Piano sosta .Raffaella Ridolfi

FORZA TUTTA BERLUSCONI: ABROGARE L’ATTUALE SISTEMA DI FINANZIAMENTO AI PARTITI


Incontro nel pomeriggio, a Palazzo Grazioli, tra il presidente dimissionario della Regione Lazio, Renata Polverini, e l'ex premier Silvio Berlusconi. Ieri Polverini aveva incontrato a Montecitorio il segretario del Pdl, Angelino Alfano, e in serata aveva annunciato le sue dimissioni. ''Bisogna abrogare il sistema di finanziamento di gruppi e partiti così come l'abbiamo conosciuto - aveva affermato in una nota diffusa poco prima Berlusconi -. Si sono fatti dei passi in questa direzione, a livello centrale, ma non basta. Le finanze pubbliche regionali e locali devono subire un esame senza indulgenze, e si deve procedere all'abrogazione di ogni erogazione impropria e alla messa in opera di controlli indipendenti che nessuna norma legislativa a tutela dell'indipendenza delle istituzioni può ostacolare''. Stamane la Polverini e' tornata sullo scandalo dell'uso dei fondi pubblici da parte del gruppo Pdl al Consiglio regionale del Lazio, che l'ha portata alle dimissioni: ''E' la prima volta che una giunta se ne va pagando le colpe gravissime di altri. I miei collaboratori non hanno alcun problema - ha affermato a Tgcom24 -. Per vigilare avrei dovuto essere presidente del consiglio regionale. Pensavo di essere stata eletta per fare il presidente della giunta regionale e non il consigliere''. ''Sono ancora nel mio ufficio, - ha proseguito la Polverini - ma come previsto dallo statuto rimarro' fino alle prossime elezioni. Mi auguro di poter tornare a una vita più normale di quella dell'ultimo mese''.


martedì 25 settembre 2012

TRA IL DIRE E IL FARE, C’E’ DI MEZZO……….HERA


A PROPOSITO D IFUSIONE AXCEGAS-HERA, I COMITATI ACQUA PUBBLICA DELLA REGIONE EMILIA ROMAGNA METTONO A NUDO LE INCONGRUENZE DEL PARTITO DEMOCRATICO E LA DOPPIEZZA CHE ANCORA UNA VOLTA NE CARATTERIZZA I COMPORTAMENTI. 
Si è svolto il 18 settembre, l'incontro tra i Comitati Acqua Pubblica della Regione Emilia Romagna e il Sindaco di Imola e Presidente del Patto di Sindacato dei soci pubblici di Hera SpA sulla fusione Hera-Acegas.  Dopo ampia discussione e aver ricevuto le risposte alle numerose domande che riguardano la fusione stessa, i Comitati Acqua Pubblica della Regione Emilia Romagna esprimono la loro contrarietà all'operazione stessa per due motivi principali, rilevando come l'operazione non sia focalizzata alla gestione migliore dell'acqua e dell'ambiente, ma guardi alla struttura societaria e finanziaria, finalizzata ai dividendi per gli azionisti. Appare poco credibile che l'operazione significhi un rafforzamento del ruolo pubblico. Anzitutto, alla fine del 2013, per l'azione convergente di tre elementi: La fusione HERA/ACEGAS-APS, l'ingresso nel capitale sociale del Fondo strategico Italiano FSI e con la possibile conversione di 140 milioni di EURO di obbligazioni convertibili, la maggioranza pubblica delle azioni di Hera detenute dai comuni, è fortemente in pericolo.  Sarà determinante il pacchetto della cassa depositi e prestiti che sappiamo muoversi nella prospettiva delle fusioni e delle privatizzazioni. La stessa scadenza del patto di sindacato determinerà il rischio concreto della riduzione della proprietà pubblica sotto il 51%.  A nostro parere il Fondo Strategico Italiano (cioè CC.DD.PP.) doveva rafforzare la presenza pubblica magari a scapito dei soggetti finanziari. Questa operazione, cioè l'interveto della CC.DD.PP., potrebbe arrivare anche ad azzerare la presenza privata visto il valore non particolarmente elevato delle azioni delle multi utilities in questo periodo: in questo modo si aprirebbe la strada ad un concreto percorso di ri-pubblicizzazione delle società ma ci pare

LA POLVERINI SI DIMETTE. E GLI INDAGATI ERRANI E VENDOLA RESTANO AL LORO POSTO,

LA GOVERNATRICE DEL LAZIO, NON INDAGATA, LASCIA E ATTACCA:” ADESSO GLI SMASCHERO IO GLI IPOCRITI”. CHI SONO? I DEMOCRATICI, CHE NON DICONO UNA PAROLA SUI LORO IMBARAZZI.
REGIONE LAZIO, LE DELIBERE CON L’AUMENTO DA 1 A 14 MILIONI DE I FONDI DESTINATI AI GRUPPI POLITICI SONO SEMPRE PASSATE ALL’UNANIMITA’, CON PURE L’ACCORDO DI PD E IDV
Le erogazioni ai gruppi politici della Regione Lazio sono lievitate senza che fosse fornita alcuna giustificazione specifica. Le decisioni dell’ufficio di presidenza, poi ratificate dal consiglio regionale — che hanno consentito di passare da un milione di stanziamento ratificato il 26 gennaio 2010 (la giunta all’epoca è guidata dal centrosinistra) ai 14 milioni dell’8 novembre 2011 — sono sempre state motivate con una generica esigenza di denaro. E adesso pure su questo si stanno effettuando controlli. La legge prevede infatti che si specifichino i motivi delle variazioni di bilancio, soprattutto se i fondi devono essere sottratti ad altre “voci”. Nonostante la norma fissi criteri precisi per la gestione dei soldi pubblici, le delibere che determinavano i nuovi stanziamenti sono sempre passate all’unanimità, vale a dire con il consenso di maggioranza e opposizione. «Il presidente Mario Abbruzzese decideva d’accordo con il segretario generale Nazzareno Cecinelli e tutti votavano senza effettuare alcuna obiezione o verifica», ha raccontato durante il suo interrogatorio della scorsa settimana l’ex capogruppo Franco Fiorito, ora indagato per peculato. A dimostrarlo ci sono adesso le copie degli atti acquisiti la scorsa settimana nella sede della Pisana dagli uomini del Nucleo Valutario per ordine dei magistrati. Il primo provvedimento preso dopo l’elezione della nuova giunta guidata da Renata Polverini risale al 14 dicembre 2010. Il denaro messo a disposizione dei partiti viene aumentato fino a 5,5 milioni di euro. Il 10 febbraio 2011 l’ufficio di presidenza decide all’unanimità che quello stanziamento è

PROVINCIA UNICA ROMAGNA: BALZANI (SINDACO FORLI) NON FIRMA. PD SPACCATO


Il Presidente Bulbi si è presentato oggi alla presidenza del CAL senza la firma del sindaco di Forlì su un documento per l'attribuzione delle deleghe
Nonostante il senso di responsabilità mostrato dai sindaci del centrodestra che, pur motivando con un documento chiaro come con la Regione Romagna si raggiungerebbero con certezza gli obbiettivi di garantire una maggiore attenzione e vicinanza ai cittadini ed alle imprese, non si sono sottratti per dovere istituzionale dal firmare anche il documento proposto dalla provincia, proprio per non rompere il fronte nei confronti del CAL e delle altre province in un momento di ristrutturazione degli enti così caotico": lo dice Stefano Gagliardi, segretario del PdL di Forlì-Cesena. Lo stesso Gagliardi poi rivela: "Apprendiamo che il Presidente Bulbi si presenterà oggi alla presidenza del CAL senza la firma del sindaco di Forlì. Senza entrar nel merito della diatriba, notiamo che ancora una volta il PD si spacca su un tema di così rilevante importanza, mostrando scarsa attenzione nei confronti del territorio e di coloro che qui vivono e lavorano. E' ovvio infatti che la mancata condivisione delle proposte non aiuterà la nostra Provincia, che già oggi viene penalizzata in tante scelte da parte della Regione,e che la vedrà indebolita anche nei confronti di Rimini e Ravenna". La Provincia di Forlì-Cesena ha proposto la sottoscrizione a tutti i Sindaci del territorio di un documento contenente una dichiarazione di intenti e di modalità per il riassetto territoriale, conseguente alle recenti modifiche normative in tema di enti locali. Commenta Stefano Gagliardi, segretario del PdL di Forlì-Cesena: "Il PDL provinciale ribadisce che la scelta migliore per il nostro territorio sarebbe quella di procedere alla creazione

lunedì 24 settembre 2012

FAENZA: SCUOLA DON MILANI INTERROGAZIONE DI RAFFAELLA RIDOLFI



La  sottoscritta Raffaella Ridolfi Consigliere del Gruppo consiliare PDL, Premesso che con precedenti interrogazioni, facendo seguito alle numerosissime iniziative locali e regionali di Forza Italia, che hanno ripetutamente denunciato come il progetto della nuova scuola Don Milani di Faenza fosse nato male ed i lavori che tenevano banco dal 1997 realizzati peggio, con costi lievitati astronomicamente sono terminati, infatti, solo nel 2010 e consegnati con vistosissimi difetti fra i quali le evidenti infiltrazioni d’acqua nell’aula di informatica; che l’Amministrazione Comunale si ostina ad addebitare, giustamente le responsabilità alla ditta costruttrice, omettendo tuttavia  di ammettere le proprie evidenti responsabilità progettuali, di direzione lavori, di controlli ed il danno erariale provocato alla città con la  fallimentare iniziativa nella gestione del disastroso progetto per il quale oggi  esiste l’ennesimo contenzioso in atto: che quella che doveva rappresentare una priorità dell'amministrazione comunale di Faenza, ed un   fiore all’occhiello, finanziata con ingenti risorse  della  Regione,  si  è trascinata fra errori, incidenti di  percorso, proroghe e crisi varie di anno in anno; che la gara di appalto già avviata nel 2001 subì un ritardo per un errore dell'Amministrazione appaltante;  che la data di consegna nei tempi indicati, estate 2004, fu abbondantemente superata;  che fin dal 1997 quando la spesa prevista era di 6 miliardi molti sostennero che il progetto della bioscuola Don Milani di Faenza odorava di spreco di denaro  pubblico  proveniente  dalle  risorse regionali;  che in data 1 dicembre 2004  Forza Italia si lamentava come a sette anni di distanza fra errori nella gara di appalto, incidenti di percorso, proroghe  e  crisi  il progetto, fosse finito in mani non proprio pulite e che controllare con maggiore attenzione a chi si consegnavano i lavori non solo era possibile ma doveroso;  che la   Giunta di sinistra del tempo,

MILLE RAGIONI PER TAGLIARE LE REGIONI. BERLUSCONI: E’ L’ORA DEL RIPULISTI


PER COLPIRE LA CASTA E I COSTI ESAGERATI DEL SETTORE PUBBLICO MANCA IL CORAGGIO CIVILE E RADICALE DI ABOLIRE LE REGIONI. 
Per colpire la casta e i costi esagerati del settore pubblico manca il coraggio civile e radicale di abolire le Regioni. Lo scrivo da tempo. Sono la vergogna d’Italia, persino più del Parlamento (da dimezzare). Il marcio emerso ora è solo la cresta, il costo vero è il raddoppio di tut­to: ci permettiamo il lusso di mantenere un doppio Stato, uno centrale e uno federale. Le Regioni costano l’ira di Dio, moltiplicano il ceto politico e il finanziamento pubblico ai partiti, dispongono di poteri esagerati, divorano risorse, duplicano la burocrazia statale. Anziché accanirsi con gli spiccioli delle Province, è lì che bi­sogna tagliare. L’inizio del declino italiano,del suo in­debitamento e della crescita vertiginosa della partitocrazia, coincide con la nasci­ta delle Regioni, 1970. Se si vuol risanare il Paese, restituite sovranità e competenze allo Stato, anche in materia di sanità e pubblica istruzione, ripristinate il ruolo delle prefetture, magari adottando siste­mi selettivi più rigorosi istituendo una scuola superiore dei dirigenti amministrativi e prefettizi. Tra lo Stato e i Comuni basta un solo ente intermedio: le Province regionali. Ce ne sono in Italia meno di una cinquantina e corrispondono alla storia e alla fisionomia del nostro territorio. Sostituirebbero Province e Regioni con strutture più incisive e snelle, con compiti delimitati. Una riforma necessaria, risparmiosa e ragionevole, perciò non si farà mai. Non sono in grado di farla né i partiti né i tecnici. E allora chi? Chi? La domanda risuona nel vuoto. La base del PDL è pronta con banchetti, Berlusconi batti un colpo!

BERLUSCONI: E’ L’ORA DEL RIPULISTI. LA BUSTA PAGA DI FIORITO: 31 MILA EURO NETTE AL MESE……….NON CI SONO COMMENTI E NESSUNO SE NE ERA ACCORTO!.




sabato 22 settembre 2012

FAENZA: LA PROPOSTA DI UN MEGA PARCHEGGIO DI RAFFAELLA RIDOLFI DA FAENZANET


L'immagine di oggi riguarda una proposta fatta da Raffaella Ridolfi, che ipotizza di pensare (certamente per il futuro quando i tempi economici saranno migliori) alla realizzazione di un mega parcheggio in centro storico con interventi davvero minimi.

Quella sotto è una semplice elaborazione grafica di quanto propone: "A 7-8 m. a quota più alta rispetto v. Lapi ,c'è del terreno facilmente asportabile fino alla quota della strada dove si potrebbe fare l'accesso ingresso e uscita con aperture con portali sulle mura con una viabilità meravigliosa dato che da via Lapi si va speditamente in tutte le direzioni e si è immediatamente nella cintura esterna, circonvallazione,ecc, senza fare percorsi immondi per raggiungere il sospirato parcheggio come è attualmente e per quello che potrà diventare/rimanere la viabilità come si sta pensando in questa fase.  Esagerando si potrebbero fare anche più piani interrati, un paio di ascensori o tapirulan per chi parcheggia e si è subito in centro,decongestionando p.zza Martiri della Libertà , p.zza XI Febbraio e trovando parcheggio sicuro, lasciando lo spazio fuori terra interno ai Salesiani a verde o altre attivita all'aperto . Non ultimo inquinando di meno. Diversamente si può pensare solo a 1 piano(seminterrato) sotto sempre con accesso da via Lapi aperto a tutti, ovviamente un solaio portante e sopra sviluppare l'attuale ipotesi di campetto da calcio e il parcheggio scoperto per i soli utenti delle attività interne."
Nelle immagini da noi preparate vedete l'ex campo da calcio dei Salesiani distante solo 30 metri in linea d'aria da via Lapi: si potrebbe veramente fare un piccolo sottopasso che transiti sotto alle mura e zac! avremmo a disposizione un nuovo parcheggio PIU' GRANDE di quello del Rione Giallo in via Bondiolo (come potete verificare confrontando l'immagine aerea delle due aree) e più vicino al centro.
Un'idea semplice semplice ed un po' pazza per la Faenza del 2020..... 

REGIONI: UN DISASTRO CON IL PIANO NEVE


FAENZA: LE NUOVE BOLLETTE DEL METANO


BASTA AI DIVIETI PER I CANI DEI CIECHI


E IO PAGO:IN DIECI ANNI OLTRE 2.000.000 DI EURO PUBBLICI (EUROPEI) BUTTATI NEL FIUME LAMONE SENZA ALCUN RISULTATO!


La realizzazione del guado, per l’attraversamento dei Suv, sul fondo il vecchio ponte a dondolo del 1920

ALTRO CHE SPENDING REVIEW, POVERA ITALIA, LE REGIONI UN DANNO!
L’Europa con la Regione Emilia-Romagna, la Provincia di Ravenna e i Comuni di Brisighella, Faenza e altri in oltre dieci anni grazie ai fondi europei, euro dei cittadini italiani versati all’Europa, si sono prodigati nell’elaborare progetti e studi per il rilancio dei territori. L’ Europa ha speso oltre 2.000.000 di euro in progetti che non hanno portato a nulla di positivo. Anche in questi tempi di “recessione” o di “spending review” lo sperpero del denaro pubblico continua imperturbato invece di lasciare il posto ad una seria “riflessione” sul come utilizzare i fondi pubblici a volte anche rinunciando: Al fine di non spendere male le risorse a disposizione andrebbero riviste le spese fatte anche con altri partner europei, scendendo nel caso concreto che ci interessa la SloveniaUna spesa inutile con fondi comunali e provinciali che continua anche in questi ultimi mesi (Bagnacavallo, Brisighella, Faenza) con l’ennesima conferenza sul “Lamone”. Sul fiume “LAMONE” studi scelte e iniziative sono super note da oltre quarant’anni se non cinquanta. Le iniziative europee non passano dai consigli comunali o provinciali ma solo dagli organi decisionali di Sindaci, Presidenti Provincia e Regione, ma credo di più solo dai dirigenti di questo settore di studi europei (Regione, Province). Ricordo fra le tante alcune iniziative . Centro Educazione Ambiente Cea 21 Faenza e la CIRSA Università di Bologna per illustrare i programmi di comunicazione e sensibilizzazione dei Centri di educazione ambientale

venerdì 21 settembre 2012

RAVENNA HOLDING SPA: UN POTENTISSIMO CENTRO DI POTERE DEL PD RAVENNATE.


La nostra consigliera Raffaella Ridolfi chiede delucidazioni sul comportamento della dirigenza di Azimut, monopolista dei servizi cimiteriali di Ravenna, Faenza, Cervia e ci fornisce uno spaccato dell'articolazione delle partecipazioni che fanno della Holding una potenza economica strettamente correlata e subordinata alla politica e di cui in molti non sono consapevoli

Premesso che:
Ravenna Holding S.p.A. è stata costituita il 1° settembre 2005. La società, il cui capitale sociale è di Euro 418.750.060,00 è controllata dal Comune di Cervia, Comune di Faenza e dal Comune di Ravenna, il quale esercita attività di direzione, coordinamento e controllo.
Ravenna Holding S.p.A. detiene le principali partecipazioni delle società operative delle amministrazioni comunali. In particolare, dispone di azioni e partecipazioni in:
- società degli asset, proprietarie di reti ed impianti: Romagna Acque - Società delle Fonti S.p.A.
- società di promozione e valorizzazione del sistema economico locale: Sapir S.p.A., Agen.Da S.r.l.
- società di riscossione delle entrate fiscali e patrimoniali: Ravenna Entrate S.p.A.
- società di gestione dei servizi pubblici locali: Hera S.p.A., Start Romagna S.p.A., Ravenna Farmacie S.r.l., Azimut SpA
- società che operano nel mercato in regime di libera concorrenza: Aser S.r.l. 
Le partecipazioni in imprese controllate ammontano a Euro 236.934.895,00, quelle non di controllo a Euro 223.129.845,00. Tra le partecipazioni detenute, quelle in società quotate risultano pari a Euro 112.638.497,00.
Attraverso la Società Holding, i Comuni soci intendono:
  • garantire la governance delle partecipate in un'ottica di potenziamento dell'attività di direzione e coordinamento, al fine di conseguire una più efficace azione di controllo e indirizzo; 

FAENZA: E ADESSO CHI VUOLE FARE SUL SERIO CON IL REFERENDUM SUL PIANO SOSTA SI FACCIA SOTTO!


BANDO ALLE “BUFALE”

Per fare davvero fare il referendum sul Piano sosta si può fare così e non sbagliare obiettivo con un documento che avrebbe portato a queste conseguenze: fare lo sgambetto alla maggioranza da parte di un componente della stessa, incassare i voti della Minoranza pur dandogli degli inetti ed evitare il referendum sul piano sosta addossando la colpa agli altri immolandosi però come veri paladini dello stesso. - “Per una battaglia efficace ed un impegno concreto a favore di una campagna referendaria  si può fare come facciamo noi oggi presentando una proposta completa di regolamento dell’istituto referendario e chiedendo che venga messa subito all’ordine del giorno ed in discussione nella commissione competente. Ci aspettiamo che la nostra proposta venga accolta unanimemente dal Consiglio comunale e aspettiamo la professoressa Berdondini ad esser con noi i tra i promotori del Referendum sul Piano sosta. Allo stesso modo chiediamo di aprire nuovamente il dibattito soprattutto con le associazioni di categoria dei commercianti prendendo in considerazione questa ulteriore prospettiva ritenendo che un referendum su un atto amministrativo come il Piano sosta, che va a detrimento soprattutto delle categorie economiche che operano in centro e dei cittadini sia interesse non di parte ma di tutti. Noi saremo sicuramente in campo tra i promotori  e fautori dello stesso.”- Gruppo PDL  e Gruppo Lega Nord

I PARTITI FANNO RETROMARCIA: OK CONTROLLO ESTERNO SUI BILANCI.


UNA BUFALA ANCHE PARMALAT: AVEVA UN CONTROLLO ESTERNO PER I BILANCI!
– Retromarcia dei partiti: dopo le polemiche, accettano di nuovo di sottoporre i loro bilanci al controllo esterno di una società che non sia Montecitorio. Lo ha deciso la Giunta del Regolamento secondo quanto ha riferito il portavoce del presidente della Camera Gianfranco Fini. La Giunta, presieduta da Fini, era chiamata a discutere sulla bozza di nuovo regolamento redatto da Antonio Leone (Pdl) e Gianclaudio Bressa (Pd) che introduce meccanismi di trasparenza nei bilanci dei gruppi parlamentari, ma da cui era saltato il principio del controllo esterno. ”La Giunta per il Regolamento – ha riferito il portavoce di Fini, Fabrizio Alfano – ha deciso all’unanimità di adottare il testo Bressa-Leone e di integrarlo con il principio della verifica dei bilanci dei gruppi da parte di una società esterna”. Anche la Parmalat, aveva un controllo simile, e sappiamo come è andata a finire.

giovedì 20 settembre 2012

FAENZA: FIERA ADDIO, ENOLOGICA PRONTA A LASCIARE LA CITTA’ NO NO



Enologica dal 2013 non si terrà più a Faenza. Quella di quest'anno potrebbe essere l'ultima edizione del fortunato e seguito evento dedicato al mondo del vino e della cultura del gusto realizzato all'interno dell'ormai ex centro fieristico provinciale di Faenza. Questo è lo stato di fatto, non ancora ufficiale ma conseguente, che si evince a seguito dalla decisione dell'Amministrazione comunale di non investire un milione di euro per mettere a norma lo spazio fieristico di via Risorgimento.
«Da faentino mi dispiace, ma le condizioni per ospitare un evento complesso dal punto di vista logistico ed organizzativo come quello di Enologica non ci sono più se viene a mancare la realtà di via Risorgimento». Questa è l'analisi, impietosa e laconica, portata dal curatore del Salone del vino e del prodotto tipico dell'Emilia-Romagna, Giorgio Melandri. Di possibili spazi cittadini alternativi capaci di poter ospitare l'evento autunnale «non ce ne sono». Un brutto colpo, se questa ipotesi si dovesse concretizzare, visto che Enologica rappresenta un fiore all'occhiello della e per la città. «Il Palazzo delle Esposizioni non è una struttura adeguata ad ospitare l'evento e - rimarca Melandri - se anche l'Amministrazione dovesse intervenire nel recupero architettonico non sarebbe comunque possibile pensare di poterlo vedere finito per il 2013». In conclusione, visto che Enologica è un salone dall'eco regionale «dal 2013 altri spazi capaci di ospitarci non sarà difficile trovarli». A seguito della decisione di palazzo Manfredi di non investire sull'adeguamento antincendio della Fiera, ad essere in forse non c'è solo Enologica. Anche la settimana di solidarietà organizzata dall'associazione faentina «Mato Grosso», in programma ogni anno dal 26 dicembre al 1° gennaio, di fatto è a forte rischio. Lo conferma lo stesso portavoce dell'associazione Stefano Laghi. «Allo stato attuale non abbiamo ancora avuto una risposta definitiva dall'Amministrazione su dove e come potremmo organizzare il nostro campo di raccolta. Per noi lo spazio della Fiera era strategico. Non a caso per la raccolta del materiale, dal ferro al vetro passando per plastica, carta, ma anche mobilia e roba antica, utilizzavamo i due padiglioni e l'intero spazio esterno». Quella del Mato Grosso è uno degli appuntamenti più frequentati e apprezzati organizzati nel quasi ex spazio fieristico. Momento di incontro e solidarietà che rischia seriamente di non potersi ripetere a Faenza. «Le date sono impossibili da anticipare. Lo abbiamo sempre fatto in questo periodo proprio perché possiamo utilizzare la parentesi delle vacanze natalizie per raccogliere le forze e le disponibilità delle persone. L'anno scorso, ad esempio, ben 300 ragazzi, provenienti da ogni parte d'Italia si sono ritrovati a Faenza per lavorare tutti assieme ad un progetto comune». I problemi per il futuro sono soprattutto di ordine logistico ed organizzativo. «Durante l'anno raccogliamo il materiale dalle cantine, solai e dalle case. Nella settimana in questione lo riversiamo poi in Fiera mettendolo a disposizione di chi viene a visitarci. Per questo - conclude Laghi - siamo preoccupati per il futuro della manifestazione».


LA BUFALA DEL REFERENDUM SUL PIANO SOSTA


Ridolfi: “la Berdondini dell’IDV gioca al gatto con il topo con la maggioranza, la verità è che la sua mozione non riguardava il referendum sul piano sosta e soprattutto non chiedeva di abolire il Piano sosta e quindi.”
Il Gruppo Consiliare del PDL in Consiglio Comunale di Faenza, visto che l’Ordine del Giorno presentato dalla capogruppo dell’IDV Berdondini non chiedeva espressamente l’abolizione del Piano sosta o un impegno preciso ad impegnare il Consiglio comunale nella promozione di un referendum popolare consultivo sul piano sosta,  non ha ritenuto di partecipare al voto.  Noi siamo contro il Piano sosta senza se e senza ma e non c’è piaciuta l’iniziativa della Capogruppo di maggioranza dell’IDV che ha fatto un finto battage contro il piano sosta trincerandosi dietro ad un documento demagogico e capzioso che non andava al cuore della questione che per noi è e rimane l’eliminazione del Piano sosta per non mettere le mani in tasca ai cittadini faentini e non penalizzare ulteriormente gli operatori del centro storico.  Troppo scaltro far passare un documento sul referendum e non sul piano sosta o referendum sul piano sosta, una vera e propria speculazione, uno specchietto per le allodole, una facile pubblicità. Abbiamo chiesto in aula alla Capogruppo Berdondini di modificare l’ordine del Giorno in questione e di impegnarsi una volta votata la richiesta di predisporre il regolamento per espletare il referendum consultivo, con le altre forze di Minoranze a promuovere la raccolta firme per l’abolizione del Piano sosta, ma la Capogruppo ha deciso di continuare per la sua strada quindi non abbiamo voluto partecipare a quello che agli attenti lettori del documento della Berdondini è solo un regolamento di conti nella maggioranza.  Ribadiamo la nostra piena contrarietà al Piano sosta, provvedimento comunale nato per far cassa e ci impegneremo a contrastarlo con tutti i mezzi a nostra disposizione, promuoveremo o sosterremo, se qualche gruppo lo ha già presentata la richiesta di un regolamento per l’espletamento del referendum consultivo ed allora saremo tra i  sostenitori e promotori del referendum stesso, ma le “bufale” dell’IDV non ci interessano.   Raffaella Ridolfi

ARGILLA’: LA VERITA’ SULLA DENUNCIA DEL “COMITATO FAVENTIA”


INTERROGAZIONE DI RAFFAELLA RIDOLFI
una nota testa giornalistica riporta uno scritto di un cittadino di Faenza che scrive in data 5 settembre: - Ieri sera vengo contattato sul mio cellulare da un'agente della Polizia Municipale il quale mi invita a comparire dal suo Comandante per oggi alle 13,00, puntualmente mi presento e dopo un'introduzione che mi e' apparsa più una ". Scusa" che un problema reale, mi invita fortemente a non ripetere più raccolte firme come quella organizzata dal Comitato Faventia in occasione di Argilla', ed a "regolarmi  su ciò che pubblico sulla mia pagina di Facebook. Mi sottolinea che di questo incontro ne siamo a conoscenza solo io, lui e l’agente che mi ha chiamato. …………………… -; il signore in questione tramite un Comitato di cittadini avrebbe raccolto delle firme tra gli espositori di Argillà per la mancata fornitura di energia elettrica nelle ore serali dell’evento; la persona in questione sarebbe un assistente civico;rmi" su ciò che pubblico nella mia pagina di Facebook, dicendo che potrei incorrere in reati. Mi sottolinea che di questo incontro siamo a conoscenza solo io, lui e l'agente che mi ha chiamato quasi come a dire di non farne parola con nessuno . Questo comportamento da parte di un'uomo in divisa che dovrebbe garantire la mia libertà di cittadino mi e' sembrato " intimidatorio" e ho immediatamente avvisato il Vice Sindaco. su ciò che pubblico nella mia pagina di Facebook, dicendo che potrei incorrere in reati. Mi sottolinea che di questo incontro siamo a conoscenza solo io, lui e l'agente che mi ha chiamato quasi come a dire di non farne parola con nessuno . Questo comportamento da parte di un'uomo in divisa che dovrebbe garantire la mia libertà di cittadino mi e' sembrato " intimidatorio" e ho immediatamente avvisato il Vice Sindaco.  Considerato che: la Costituzione italiana art. 21 recita: - Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione; -se tutti ciò dovesse corrispondere a verità sarebbe un atto assai grave così come sarebbe un atto assai grave che un cittadino scriva cose del genere non corrispondenti a verità; l’appartenere agli assistenti civici non implica perdere i diritti civili o svolgere una funzione amministrativa per il Comune di Faenza; anche i dipendenti comunali fuori dal servizio possono svolgere e svolgono attività politica o di impegno civico. Interroga Il Sindaco e la Giunta:
  • Per conoscere: se quanto riportato dal cittadino che ha scritto queste cose corrisponda a verità e del caso quale misura intenda prendere nei confronti dei dipendenti del Comune di Faenza che hanno messo in atto questo comportamento;
  • se il fatto dovesse corrispondere a verità se i dipendenti del Comune di Faenza hanno preso un’iniziativa personale oppure hanno eseguito un preciso input da altri;
  • quali azioni ha messo in atto per acclarare i fatti riportati nello scritto del cittadino faentino. Raffaella Ridolfi


IL PROF. MONTUSCHI PIETRO UN BRISIGHELLESE ILLUSTRE, FORSE NON DOVUTAMENTE RICONOSCIUTO DAI BRISIGHRLLESI. FAENZA LO FECE CITTADINO ONORARIO.


Il prof. Pietro Montuschi a sinistra e il prof. Piero Zama consegna della cittadinanza onoraria del Comune di Faenza 25 gennaio 1956

Pietro Montuschi Brisighella 1874-1959
Frequenta il Liceo “Torricelli” a Faenza e s’iscrive all’Università di Firenze alla facoltà di Medicina, dove si laurea nel 1900. Nel 1914 consegue la libera docenza in Patologia medica all’Università di Pisa. A Firenze fonda la Croce Verde. Scoppiata la guerra 1915-1918, veste la divisa d’ufficiale medico. In quegli anni, gli è conferita l’onorificenza di Cavaliere della Corona d’Italia. Nel 1924, assume la presidenza delle Opere Pie di Faenza e in seguito la carica di podestà, dal 1930 al 1934.
Ottiene il titolo di Grande Ufficiale e più tardi, dal Consiglio comunale di Faenza riceve la cittadinanza onoraria. Accetta più tardi la tessera del partito Fascista senza tuttavia averne particolari simpatie ed essere mai coinvolto in azioni di natura polemica e politica.
LAPIDE POSTA NELLA SALA DEL CONSIGLIO COMUNALE DI FAENZA 1956
Traduzione epigrafe
Il Senato e il Popolo Faentino. A Pietro Montuschi, Presidente
della Società Torriceliana, Docente di Medicina nelle Università,
il quale già a lungo resse con rara saggezza e somma rettitudine
il Municipio di Faenza, e presiedette le Opere Pie e con munifica
liberalità e con animo lieto provvide spesso ai bisogni degli indigenti
ed al benessere dei cittadini, il Sindaco e gli Amministratori,
affinché il ricordo di tanta generosa benevolenza divenga
sempre più vivo, e lo spirito di tanto valentuomo benemerito
della Patria si leghi con sempre più stretti vincoli di affettuosa
benevolenza a Faenza, per larghissima delibera del Comune,
con il mirabile consenso di tutta la cittadinanza, donano questa
lapide e gli rendono sommo onore
Faenza nell’ottavo giorno prima delle Calende di Febbraio, anno

martedì 18 settembre 2012

CONVOCATO D’URGENZA CON UN SMS DAL COORDINATORE BERSELLI ALL’ULTIMO MINUTO! ROVINATA UNA BELLA SERATA.



Sabato 15 settembre 2012 ero in vacanza a Venezia, come ogni anno, ero felice di avere visto la partenza della nave MSC con Silvio Berlusconi a bordo. Alle 20,45 mentre ascoltavo la musica dell’orchestra del caffè FLORIAN in Piazza S. Marco, arriva un sms del coordinatore regionale del Pdl Filippo Berselli con un invito più che esplicito, quasi una coartazione: “Il segretario politico del Pdl, on. Angelino Alfano, ti aspetta, domenica 16 settembre, alle ore 16.30, per l’intervento conclusivo alla Festa provinciale del Pdl di Mirandola”, con l’ordine di precetto: “La tua puntuale presenza è tassativa”, un’incontro che saputo in tempo avrei volentieri partecipato. Un coordinatore regionale, deputato per AN e poi PDL da venti anni, che non ha realizzato un sistema di comunicazione quale un giornale e/o un blog per gli avvenimenti che avvengono sul territorio regionale, che non prende i provvedimenti necessari di quanto succedeva a Parma, che non ha preso una posizione sulla gestione del terremoto, lo dico sinceramene mi ha rovinato la serata! Non sono certamente un “rottamatore”, forse sono io da  “rottamare” perché dal 1994 faccio politica, gratuitamente e, con i rimborsi da consigliere provinciale, e chi mi conosce lo sa bene, li ho impegnati nel contatto con i nostri “iscritti ed elettori”. Ultimamente, seguo da anni un “giornaliero” per la provincia di Ravenna per tenere informati i nostri elettori che ha un buon successo e l’ invito tassativo e all’ultimo momento, mi ha rovinato sinceramente la serata. Auspico  una serena  “analisi” e l’interessato prenda i provvedimenti necessari senza aspettare quello che deciderà il presidente Berlusconi quando sarà il momento. Vincenzo Galassini
PS. Il segretario Alfano domenica, leggo dalla stampa, ha parlato di terremoto e ricostruzione volgendo dure critiche a quanto sta facendo la Regione: “Molto migliore l’intervento compiuto all’Aquila”, ha detto. "In Emilia c’è un forte ritardo sui tempi della ricostruzione". Alfano è andato all’attacco del Commissario Errani. Senza sconti. Finalmente il PDL ha preso posizione. Brava Alfano