giovedì 31 luglio 2014

FAENZA ARROGANZA PD


EBOLA, L’ALLARME DI MEDICI SENZA FRONTIERE: “EPIDEMIA SENZA PRECEDENTI FUORI CONTROLLO. RISCHIO PER ALTRI PAESI.


Bart Janssens è il direttore di Medici Senza Frontiere e sta mattina ha rilasciato un virgolettato piuttosto inquietante. "L'epidemia di Ebola in Africa occidentale è senza precedenti, assolutamente fuori controllo e la situazione non fa che peggiorare. Si sta nuovamente estendendo, soprattutto in Liberia e Sierra Leone, con focolai molto importanti". Per il momento sono 1.201 i casi accertati e le vittime 672. Il primo caso è stato registrato in Guinea, si è poi rapidamente estesa in Liberia e Sierra Leone. Nei giorni scorsi è morto per il contagio uno dei medici esperti che stava coordinando la battaglia al virus.
In Gran Bretagna - Nell'intervista rilasciata a Libre Belgique, Janssens ha poi aggiunto: "Se la situazione non dovesse migliorare abbastanza rapidamente, c'è il rischio reale di vedere nuovi paesi colpiti". A questo proposito in Gran Bretagna, il governo è stato costretto ad annunciare un Cobra Meeting, e cioè un tavolo interministeriale per decidere come affrontare l'urgente pericolo.
In Italia - Da noi la situazione pare sotto controllo, almeno per il momento, come sembra confermare il ministro Lorenzin all'Huffington Post: "In Italia il pericolo non c'è. Il livello di allerta è già alto fin dal principio dell'epidemia. Negli aeroporti e nei luoghi di transito vengono già effettuate visite mediche nei casi che vengono ritenuti necessari". Il che ci tranquillizza, ma è chiaro che non si tratta del solito. L'autorevolezza di chi parla non è assolutamente in discussione. Medici Senza Frontiere si occupa da anni, come organizzazione internazionale privata di portar soccorso sanitario ed assistenza medica nelle zone del mondo disagiate e non ha perciò alcun interesse ad alimentare focolai o peggio, far del terrorismo psicologico. A questo proposito è difficile pure far previsioni. Chiosa Janssens: "Proprio perché non abbiamo mai visto una tale epidemia, è uno scenario difficile da prevedere".
Si svolge a Marradi in Provincia di Firenze nella Romagna Toscana la IX Convention di Azzurri’94 il movimento politico fondato nell’autunno del 2012 da Rodolfo Ridolfi per il ritorno a Forza Italia. Ecco quanto riceviamo e pubblichiamo: L’appuntamento di Marradi di sabato 9 agosto sarà il primo contributo di idee e di programmi per realizzare dopo quarantaquattro anni l’alternativa al regime delle giunte rosse. Fra i partecipanti gli on. Stefania Fuscagni  Massimo Palmizio ed il capogruppo di Forza Italia nell’Unione dei Comuni del Mugello. Gli azzurri di Marradi faranno gli onori di casa con Mauro Ridolfi il capogruppo di Forza Italia nell’Unione dei Comuni del Mugello. Come nel 2013 sarà Rodolfo Ridolfi il coordinatore di Azzurri ’94, già sindaco di Marradi e V.presidente del Consiglio regionale dell’Emilia Romagna ad introdurre i lavori della prima rilevante manifestazione di Forza Italia, cui parteciperanno anche, dirigenti eletti e militanti azzurri della Toscana e della Romagna. Momenti centrali della convention saranno gli interventi degli onorevoli Massimo Palmizio  e Stefania Fuscagni e   l’intervento telefonico dell’on Renato Brunetta presidente dei deputati di Forza Italia. Presentando l’iniziativa Rodolfo Ridolfi ha sottolineato come  Forza Italia ed il centrodestra devono tornare ad essere l’alternativa di governo democratico credibile che non sempre hanno saputo rappresentare e far percepire all’elettorato che negli ultimi anni ha finito per identificarsi nella opposizione fine a se stessa e tutta interna ad un sistema di valori e di programmi sostanzialmente comunisti e di sinistra quali quelli rappresentati dai cinque stelle. Ecco perché invece di concentrarci sull’alchimia dei meccanismi elettorali e dei candidati alla successione dobbiamo affermare che le vere primarie del centro destra devono essere quelle delle idee e dei programmi insistendo ad esempio sull’occupazione, sui servizi sanitari, sulla scuola, sulla sicurezza non dimenticando mai  di sottolineare come nel momento di massima oppressione fiscale per le famiglie e per le imprese sia intollerabile lo stato di favori,  di esenzione fiscale e di elusione fiscale legalizzata di cui godono le coop rosse. In vista delle imminenti elezioni regionali i militanti di Forza Italia  e del centro destra, devono ritrovare una forte passione civile devono esprimere candidati capaci di parlare al cuore della gente, perché capaci di difendere la persona, la sua dignità, la vita umana, la nostra identità culturale, civile e religiosa. Ciò che occorre sono scelte coraggiose, per  realizzare istituzioni al servizio della società civile e non delle burocrazie che vi lavorano, perché, nonostante tutto, c’è una società civile pronta ad assumersi maggiori responsabilità. Possiamo e dobbiamo rigenerare la politica, perché abbiamo cuore e idee per riuscirci.

mercoledì 30 luglio 2014

CONCORSO PER TESI DI LAUREA SU BRISIGHELLA 3^ EDIZIONE 2014-2015 DELLA “MEMORIA STORICA – I NALDI – GLI SPADA” BRISIGHELLA


IL MODELLO REGIONALE STA CROLLANDO SCOMPARSE 7.500 IMPRESE IN 5 ANNI IN REGIONE EMILIA-ROMAGNA


Dal 1993 gli occupati delle Pmi calati di 11.OOO.  Dal 2008 al 2013 l'Emilia-Romagna ha perso quasi 7.500 imprese artigiane con dipendenti. Il 20%  in meno, mentre gli occupati in  quelle stesse imprese anno calati di quasi 34.000 unità, un meno 22%, diminuzione di quasi un  quarto dell'occupazione totale dell'artigianato. Sono i numeri che il presidente di Confartigianato Emilia-Romagna. Marco Granelli, snocciola per offrire un quadro d'insieme sulla crisi economica nella nostra regione.  A quelli già citati vanno aggiunte le 1.418 imprese scomparse solo tra il 2012 e il 2013, si tratta di aziende artigiane con dipendenti che hanno visto cancellarsi una cosa come 6.111 posti di lavoro. Tanto per rendere un'idea di come è stato stravolto il sistema economico regionale negli ultimi vent’anni, dall'associazione fanno notare che nel 1993 - primo anno in cui è stato costituito l'osservatorio  occupazionale presso liber in Emilia-Romagna erano presentì 5.282 imprese  artigiane con dipendenti in più di quelle di fine 2013 (ferme a 32.248). mentre il numero degli occupati di quelle stesse imprese superano di oltre 11.000 unità il dato del 2013 (che si è assestato a 124.523).

IL PRESIDENTE DELLA PROVINCIA, COMPONENTE ATR (AGENZIA TERRITORIALE REGIONALE), COSA INTENDE FARE PER LE IMPRESE RAVENNATE E I CITTADINI SCHIACCIATE DAL AUMENTATO PESO DEL COSTO DEI RIFIUTI. INTERROGAZIONE FORZA ITALIA

In questi giorni alle imprese e alle famiglie sono arrivate le cartelle per il pagamento della TARI, come si chiama ora la nuova tassa sui rifiuti, dopo la notevole mazzata per la TARI, due prelievi forzati che  stroncano l’economia della provincia ravennate. La Tari, la nuova tassa sulla raccolta e gestione dei rifiuti, è un’imposta che va a coprire il 100% dei costi, dev’essere versata da chi occupa a pieno titolo un’immobile, e calcolata sia sulla base dei metri quadrati dell’abitazione che sul numero dei residenti. L’imposta è calcolata secondo il piano economico finanziario del soggetto gestore dei rifiuti il gestore unico in accordo con Agenzia territoriale Regionale dell’Emilia-Romagna per i servizi idrici e rifiuti (Ex ATO provinciale) istituita nel 2011, nel consiglio fa parte il presidente della Provincia di Ravenna Claudio Casadio. La Provincia di Ravenna fa parte dell’ AATO Ravenna ente gestore, nell'Ambito Territoriale ottimale  il servizio di gestione dei rifiuti urbani e assimilati è svolto dal gestore: HERA spa Bologna divisa in due zone: Ravenna e Imola – Faenza. Esiste anche un Osservatorio Regionale non individuabile e  nel sito ufficiale non c’è la tariffa per il 2014, ma solo quelle del 2012, ed emerge che  non c’è differenza di tariffe fra comune e comune.
Le proposte di tariffa registrano aumenti che in alcuni casi superano il 100% rispetto al 2013 trasformando così la Tari in una vera e propria patrimoniale sull’immondizia: inoltre il 10% di Iva, detraibile fino allo scorso anno, oggi rappresenta un successivo costo che grava ancora di più sui bilanci aziendali. La prima rata arrivata nei giorni scorsi da pagare entro il 31 luglio è purtroppo soltanto una piccola anticipazione della stangata che si completerà  per la fine dell'anno. L’Agenzia e i Comuni mancano della volontà di rivedere la ripartizione del costo del servizio tra utenze domestiche e non domestiche, da sempre sbilanciata sulle aziende della provincia. Non è possibile che, mediamente, il 30% delle superfici complessivamente occupate dalle aziende sul territorio provinciale paghi oltre il 40% del costo del servizio, ma con disuguaglianze fra settori e settori e Comune e comune con diverse realtà economiche.  RILEVATO:L’agenzia regionale e l’ente gestore Hera non si vergognano a pretendere di anno in anno somme sempre maggiori per lo smaltimento dei rifiuti domestici e non domestici; Hera ha fatto utili nell'anno 2013 pari a 181,7 milioni di euro (+35.2% rispetto al 2012). E mai possibile che in un periodo di ristrettezze economiche come queste in cui aziende e privati sono costretti a tirare la cinghia, ci siano imprese che operano in regime di monopolio che fanno oltre 180 milioni di euro di utile con un incremento rispetto all anno precedente del 35.2%, in parte suddiviso con i comuni proprietari. Gli amministratori comunali della Provincia di Ravenna cosa fanno per mantenere in piedi un sistema di piccole e medie imprese che in Italia rappresentano l'ossatura del sistema produttivo e quindi occupazionale, che se scompaiono non ci sarà chi paga queste tasse. Gli amministratori non capiscano che le famiglie e gli imprenditori ravennati da soli non ce la fanno più e da anni stanno gridando a gran voce basta. Il presidente della Provincia di Ravenna parte del consiglio di amministrazione AGTR non si sa cosa abbia fatto per l’economia ravennate, non avendo mai svolto una relazione in merito al Consiglio Provinciale. La Provincia vuole sanare il debito, da lei creato insieme ai comuni e alla Camera di commercio, da STEPRA di oltre 30milioni, portando via le risorse alle banche nei confronti delle aziende sane, invece di fare pagare ai responsabili del danno, è meglio che si interessi di tutta l’economia ravennate che si trova in uno stato di “gravità” anche per causa di queste tariffe insensate; Interroga la Giunta per sapere Se intenda riferire in consiglio Provinciale di quanto ha fatto nel consiglio di amministrazione dell’Agenzia territoriale Regionale dell’Emilia-Romagna per i servizi idrici e rifiuti (Ex ATO provinciale). Se intende intervenire al fine di garantire l’equità fiscale, sul versamento di tasse e imposte, nei vari settori; Se intende riscontrare la disponibilità ad alleggerire le procedure burocratiche previste per la richiesta di agevolazioni.  Se intende chiedere ai Comuni le richieste di mantenere le tariffe 2013, rivedere i regolamenti, i costi e la loro ripartizione tra domestico e non domestico e la necessità di rinviare o rivedere a settembre l'approvazione delle delibere tariffarie e del regolamento Tari; Se intenda sostenere l’applicazione di tariffe articolate da comune a Comune, per le tariffe diverse per genere di attività o riduzioni percentuali sulle diverse attività e anche con quelle attività stagionale. Se intende alleggerire le tariffe nei confronti della zona collinare e in particolare di Brisighella, dove la strada provinciale chiusa per un anno, ha creato notevoli danni all’economia, senza che nessuno abbia riconosciuto un “centesimo” nei confronti dei brisighellesi e le sue aziende. . Il Consigliere Provinciale Forza Italia Vincenzo Galassini

martedì 29 luglio 2014

IL DOPPIO GIOCO IRRITA BERLUSCONI CHE LASCIA RENZI SULLA GRATICOLA.


Il Cavaliere non ha gradito l'apertura del premier alla minoranza anti riforme. Voci su un faccia a faccia oggi in Senato poi smentite: il leader Fi indisposto. Rivedere le soglie di sbarramento all'Italicum? No. E comunque non ora. E comunque non con quella sicumera dimostrata dal premier nella sua lettera ai senatori.

MARE NOSTRUM: FORZA ITALIA DA SEMPRE CONTRARIA! NON COME IL PD………………..


Domenica sono stato invitato alla sagra di Cerrè Marabino. E' stato un piacevole momento conviviale, in un incantevole luogo della nostra montagna, che mi ha dato anche l'opportunità di scambiare due chiacchiere con diversi partecipanti. Fra questi una gentile signora si è avvicinata chiarendomi fin da subito che votava PD. Premessa amara, che però non ha ovviamente impedito al sottoscritto un civile confronto, consapevole del fatto che spesso chi vota a sinistra non sempre lo fa perché ci crede veramente. La garbata signora mi esponeva con un certo cipiglio la sua contrarietà a quanto secondo lei stanno portando avanti, in tema di immigrazione clandestina, Renzi e Berlusconi: “Partito Democratico e Forza Italia dovrebbero smetterla di sostenere l'operazione Mare Nostrum! Entrano troppi clandestini in Italia che oltretutto portano criminalità, miseria, malattie con tutte le conseguenze del caso!”.
Penso sia quindi opportuno chiarire una differenza fondamentale di posizioni su Mare Nostrum.
PD e Nuovo Centro Destra sono favorevoli all'operazione Mare Nostrum. Forza Italia no, non lo è mai stata e, anzi, ha sempre contrastato l'operazione. Forza Italia vuole rintrodurre in legge il reato di clandestinità che il PD ha cancellato. Insomma sul tema dell’immigrazione c’è un abisso tra il modo in cui pensa e agisce FI ed il modo buonista in cui si muove il PD. Lo dico perché molti cittadini la pensano come la cortese signora di Toano. Occorre dotarsi di una regolamentazione chiara e precisa, cambiando le politiche di contrasto all'immigrazione clandestina, vincolandoli a restare a casa loro.
Non possiamo continuare a fare da taxi ai clandestini. Quotidianamente spendiamo centinaia di migliaia  di euro degli italiani, per incentivare l'immigrazione selvaggia. Non ha proprio senso!
La precisazione sul tema mi pareva doverosa, non solo nei confronti della cordiale signora, con la quale peraltro ho immediatamente chiarito che la pensiamo all’opposto del PD, ma di tutti i cittadini. Accetto qualsiasi critica politica, ma per favore, non si confonda Forza Italia con il PD, specialmente sull'operazione Mare Nostrum, non abbiamo proprio nulla in comune! Fabio Filippi, Consigliere Regionale Forza Italia

lunedì 28 luglio 2014

LA GRIGIA ESTATE DI RENZI. RIFORME E CRESCITA AL PALO


Ha promesso molto e combinato poco. E anche i poteri forti si sono stufati. Ora rischia di fare la fine di Monti. Dal nuovo Senato alla crisi economica, il premier non si aspettava un percorso così pieno di ostacoli. Chi gli batteva le mani è già pronto a brindare al fallimento

VITTORIO FELTRI: ECCO PERCHE’ MATTEO RENZI E’ A FINE CORSA
Il "bacio della morte" a Matteo Renzi, Vittorio Feltri lo dà alla riga dieci del suo editoriale odierno su Il Giornale. Dove il fondatore di Libero paragona il premier in carica a Mario Monti. Roba da far toccare ferro e pure qualcos'altro anche a uno baldanzoso come l'ex sindaco di Firenze. Secondo Feltri, a soli cinque mesi dalla salita "al trono" dell'ex Rottamatore, il vento su Palazzo Chigi ha già cambiato direzione e il presidente del Consiglio si trova nei guai. La sua parabola, scrive l'editorialista, appare sempre più simile a quella percorsa dal bocconiano: lodi sperticate, "pennini intinti nella saliva" quando "salì" in politica (come piaque poi dire a lui), quando Napolitano gli conferì l'incarico. "Ecco il professore che cambierà i destini della sonnacchiosa Italia" ricorda Feltri, che continua: "Monti era considerato un dio maggiore, ma la luna di mile edurò appena sei mesi. All'improvviso, il popolo si accorse che il bocconiano , sprovvisto di bacchetta magica, era uno qualsiasi, non attrezzato a compiere miracoli. E principiò a mandarlo al diavolo". Poi, prosegue il fondatore di Libero, "fu la volta di Renzi. Che bel ragazzo, quanto è simpatico. Un grande comunicatore, svelto, deciso, abile a intortare l'uditorio. Lo volevano fare santo subito, come un Papa qualsiasi. Era febbraio. Siamo a fine luglio e il signorino ha già rotto l'anima a parecchia gente. L'ex sindaco di Firenze sarà mica un bluff? La domanda è sempre più pressante". Il suo problema "è che è convinto di avere in mano le leve del potere, mentre quelle leve non esistono più. Si sono mangiati ancche quelle, le hanno vendute alla Merkel o a De benedetti o a qualche banca. E così il premier, pur desiderando comandare, non riesce neppure a dirigere il proprio pisellino nella direzione giusta e fa la pipì fuori dal vaso".Segue, nell'editoriale, racconto delle tante promesse (e dei continui rinvii) fatte dal premier in questi cinque mesi, dalle riforme alla legge elettorale, dalla spending review all'abbassamento delle tasse, alla ripresa dell'occupazione. Ma è nelle ultime righe che Feltri rivela il perchè, secondo lui, Renzi potrebbe essere già a fine corsa: "Caro Renzi, sa perchè glielo dico (che lei è alle corde, ndr)? Ieri ho letto il fondo del Corriere della Sera scritto da Antonio Polito, in cui si afferma che lei non ha compreso un tubo. Se certe cose le dice il Corriere, significa che lassù, in alto, i padroni hanno il pollice verso. Si riguardi"

LETTERA IN ONORE A CARLO ZAULI: SCULTORE CERAMISTA


Voci Romagnole
SIG. MATTEO MAMMINI, ASSESSORE URBANISTICA DELCOMUNE DI FAENZA
P.c. : Sig. Sindaco e Sig. Isola, Ass. Cultura.
LETTERA IN ONORE A CARLO ZAULI: SCULTORE CERAMISTA
Nella toponomastica e urbanistica moderna, una piccola piazza costituita dall’incrocio di varie vie, e che assolve alcune funzioni pubbliche ai fini della necessità di traffico viene chiamata: “Largo .…..”. Non solo nelle grandi città, ma in qualsiasi paese si trovi.Impropriamente è stato chiamato Piazzetta, il caratteristico composito spazio di circa 250 metri quadrati originato sia dalla convergenza disassata per ben due volte di via Seminario con via Emiliani, sia di via Costa con via Sarti, anch’esse disassate, altro non è se non correttamente un ”Largo...:": LARGO CARLO ZAULI. In tutte le città della Romagna esistono noti e importanti “Largo .….”; inoltre nel nostro caso basta correggere la metà della Targa Ceramica già installata, e inserirne una seconda sulla parete tra il cancello (del civico 3) e la Via Seminario: un po’ di cultura in più tributerebbe brillante merito ad uno dei grandi Ceramisti Faentini che fin da intorno alla metà del secolo.

“SAPERE E GOLA ALLE TERME DI BRISIGHELLA” GIOVEDI 31 LUGLIO : IL BRISIGHELLINO,


Il Libro Appunti Storici di Brisighella e Val Lamone (1913-1914) di vincenzo Galassini e Alessandro Bazzocchi è in vendita al “Mattarello” di Beatrice in via Baccarini a 10 euro. Il ricavato sarà donato integralmente per la riparazione della facciata della Colleggia di San Michele.

OMAGGIO AL BRISIGHELLESE ALDO RONCONI


sabato 26 luglio 2014

BRUNETTA: IN AUTUNNO SERVIRA’ UNA MANOVRA DI ALMENO 30 MILIARDI


“Con i dati del Fondo Monetario Internazionale di ieri salta tutta l`impalcatura dei conti pubblici italiani. Eppure, i numeri dell`Fmi sulla crescita del Pil per il 2014 (0,3%) non sono i peggiori. Banca d`Italia e Confindustria stimano 0,2%. Ma continuando di questo passo il 2014 potrebbe chiudere anche a zero. E se la crescita del Pil italiano nel 2014 sarà pari a zero o negativa questo produrrà un effetto trascinamento depressivo sul 2015. Ne deriva che non solo non si realizzerà lo 0,8% di crescita previsto dal governo per l`anno in corso, ma anche il U+,3% previsto dal governo per il 2015 è in pericolo. Considerando l`effetto negativo del 2014, infatti, il prodotto interno lordo del prossimo anno sarà sensibilmente al di sotto delle attese dell`esecutivo. Checché ne pensi il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, tutto ciò produrrà effetti negativi anche sull`occupazione. Se, come abbiamo visto, per l`effetto trascinamento negativo del 2014 la crescita continuerà a essere piatta anche nel 2015, i dati sulla disoccupazione continueranno ad essere negativi per tutto il prossimo anno, perché, come dovrebbe essere noto anche al dottor Renzi, il miglioramento dei livelli occupazionali si manifesta solo dopo un miglioramento costante e duraturo (almeno 4 trimestri) dei tassi di crescita.
Poiché in Italia non è prevista crescita neanche per il 2015, se mai il miglioramento occupazionale ci sarà, questo non comincerà che a fine 2016. Il combinato disposto della crescita economica inferiore alle previsioni e dei conti pubblici non in ordine ci porterà al di fuori dei parametri europei, con relativa procedura di infrazione. Salvo manovra in autunno. Che, alla luce dei dati disponibili, non potrà che essere di almeno 30 miliardi, con tutte le conseguenze depressive sulla già depressa domanda.
Questa la realtà. Continuare a fare come gli struzzi è da irresponsabili

PROROGATO AL 31 OTTOBRE L’ISCRIZIONE A FORZA ITALIA


LA GERMANIA SFORA I CONTI: SGAMATA LA MERKEL


Fate quel che dico, non fate quel che faccio. E’ secondo questo “schema collaudato” che la locomotiva d’Europa cerca di tenere tutti sono controllo. Un controllo a doppio filo che trova, proprio nella decisione con la quale Berlino mette le questioni sul tavolo, il suo punto di forza. Sì, perché dietro l’aspetto “duro e puro”, dietro i continui richiami ai Paesi membri affinché rispettino le stringenti regole economiche messe nero su bianco da Bruxelles, la Germania bara. E quel che è peggio è che nei palazzi che contano se ne sono accorti tutti. Ma tutti fingono di non saperlo. Un po’ come chi è seduto al tavolo da Poker con uno che nasconde tre assi nella manica, ma non dice nulla perché sa che lo stesso personaggio ha un revolver in tasca. Così, per paura di essere messi al muro dalle accuse della banca centrale tedesca, i responsabili economici degli altri Stati fanno finta di nulla e passano avanti. Ma se le leggi e le regole sono uguali per tutti lo devono essere anche per la Germania. Tanto più in questo caso, perché lo “sforamento” tedesco ha un solo e chiaro effetto: aumentare quel divario economico che la stessa Berlino poi chiede a tutti di ripianare. Il gatto che si morde la coda? Più cornuti e mazziati.  Ma che cosa succede? Tutto ha origine con la crisi economica. Non credendo ai loro occhi, davanti alla possibilità di introdurre nuove norme che potessero mantenere ancora più sotto controllo l’economia degli Stati, i funzionari di Bruxelles hanno dato vita al cosiddetto “Six Pack”, un sistema di norme di nuova generazione sugli “squilibri macroeconomici”.  Davanti a una situazione di

giovedì 24 luglio 2014

LE DIMISSIONI DI ERRANI NON SIANO UNA MOINA TUTTA INTERNA AL PD MA CERTIFICHINO LA FINE DI 44 ANNI ININTERROTTO REGIME PC-PDS-DS-PD.

IL CENTRO DESTRA SCENDA IN CAMPO CON LE PRIMARIE DELLE IDEE E CON IL CUORE. Rodolfo Ridolfi*
Le dimissioni di Errani preannunciate il 9 luglio e che giungono oggi 23 luglio possono essere un’importante occasione da non perdere dopo 44 anni di regime PCI-PDS-DS-PD alla condizione che Forza Italia ed il centrodestra sappiano essere l’alternativa di governo democratico credibile che non sempre hanno saputo rappresentare e far percepire all’elettorato che negli ultimi anni ha finito per identificarsi nella opposizione fine a se stessa e tutta interna ad un sistema di valori e di programmi sostanzialmente comunisti e di sinistra quali quelli rappresentati dai cinque stelle. Il centro destra non deve consentire che le dimissioni di Errani possano essere rappresentate come un incidente di percorso, quasi un occasione per la solita moina interna alla sinistra con finte rottamazioni, illusori ricambi generazionali nuove frontiere. Le dimissioni di Errani rappresentano al netto della vicenda giudiziaria la certificazione del logoramento e del fallimento di un potere economico, politico e sociale che deve lasciare, attraverso il voto, lo spazio di governo a Forza Italia ed al centro-destra. In queste settimane ho insistito  non debbono essere  Nel denunciare lo stretto legame tra PCI - PDS - DS - PD e coop rosse che chi vive nella nostra Regione può constatare come  un vero sistema di potere che piega e condiziona, la burocrazia, le imprese private e i cittadini. Ecco perché invece di concentrarci sull’alchimia dei meccanismi elettorali e dei candidati alla successione dobbiamo denunciare l’intero operato di quella classe dirigente dedita al valzer delle poltrone nell'amministrazione pubblica, nel partito e nelle coop rosse. Le vere primarie del centro destra devono essere quelle delle idee e dei programmi insistendo ad esempio sull’occupazione, sui servizi sanitari, sulla scuola, sulla sicurezza non dimenticando mai  di sottolineare come nel momento di massima oppressione fiscale per le famiglie e per le imprese sia intollerabile lo stato di favori,  di esenzione fiscale e di elusione fiscale legalizzata di cui godono le coop rosse.
In vista delle imminenti elezioni regionali i militanti di Forza Italia  e del centro destra in Emilia-Romagna, devono ritrovare una forte passione civile devono esprimere candidati capaci di parlare al cuore della gente, perché capaci di difendere la persona, la sua dignità, la vita umana, la nostra identità culturale, civile e religiosa. Ciò che occorre è un salto di qualità nella proposta politica capace di scelte coraggiose, di realizzare istituzioni al servizio della società civile e non delle burocrazie che vi lavorano, perché, nonostante tutto, c’è una società civile pronta ad assumersi maggiori responsabilità. Possiamo e dobbiamo rigenerare la politica, perché abbiamo cuore e idee per riuscirci.
*Coordinatore di Azzurri ’94 con Silvio Berlusconi

PALMIZIO: ECCO LA SQUADRA AZZURRA DELL’EMILIA ROMAGNA. A RAVENNA: BRUNO FANTINELLI, BUON LAVORO


Palmizio, e' pronta la squadra dell'Emilia-Romagna'I criteri di scelta sono competenza, rinnovamento e dedizione' (ANSA) - BOLOGNA, 23 LUG - "Ci sono voluti sei mesi dalla mia nomina a Presidente regionale ma ora e' pronto il team di azzurri che nei prossimi mesi guidera' Forza Italia in Emilia Romagna, li ho conosciuti tutti personalmente e li ho valutati sul campo durante le scorse elezioni amministrative ed europee. I criteri di scelta sono quelli condivisi con il presidente Berlusconi: competenza, rinnovamento e dedizione. Il presidente ha gia' avvallato le mie scelte e spero quanto prima di poterli presentare personalmente". Lo annuncia l'on.Massimo Palmizio, presidente del Comitato regionale di Forza Italia. Al mio fianco in questa esperienza - spiega Palmizio - il Vice Presidente Vicario e' Fabio Callori, attuale vicesindaco di Caorso (Piacenza), dopo due mandati da Sindaco. Callori e' persona di comprovata esperienza e capacita' soprattutto in ambito amministrativo e sapra' essere un buon riferimento per tutti gli eletti e buon esempio per tutti. I 'Responsabili Provinciali' sono: Piacenza - Jonathan Papamarenghi - 30 anni - Sindaco al secondo mandato a Lugagnano Val D'Arda; Reggio Emilia - Gianluca Nicolini - 33 anni - Consigliere comunale a Correggio; Modena - Pier Giulio Giacobazzi - 34 anni - Consigliere Comunale a Formigine; Ferrara - Luca Cimarelli - 36 anni - ex coordinatore Provinciale Pdl; Bologna - Giuseppe Vicinelli - 51 anni - neo sindaco di Sant'Agata Bolognese; Ravenna - Bruno Fantinelli - 64 anni - ex responsabile organizzativo Pdl; Forli' Cesena - Fabrizio Ragni - 52 anni - capogruppo Forza Italia a Forli' e Marco Casali - 47 anni - consigliere comunale a Cesena; Rimini - Filippo Giorgetti - 35 anni - presidente del consiglio a Bellaria Igea Marina e Assessore nella scorsa legislatura. I neo Responsabili provinciali hanno, in questa prima fase, due

NASCE IL COLOSSO ITALIANO DELL’ELETTRONICA: UNIEURO, DA MARCOPOLO PROPRIETA’ DEI BRISIGHELLESI SILVESTRINI.


Giuseppe e Maria Grazia Silvestrini, brisighellesi

Marco Bilancioni - FORLi  Un colosso dell’elettronica annunciata già a maggio, battezzata a metà giugno in Lombardia, inizia a muoversi da sabato in sei regioni, tra cui l'Emilia-Romagna:  e la nuova Unieuro, che si rilancia  grazie a Sgm Distribuzione, società forlivese già proprietaria del  marchio Marcopolo. L'azienda romagnola ha acquisito l'insegna  Uniero (nata ad Alba nel 1967), che sommerà ora 400 punti vendita   (di cui 173 gestiti direttamente), una presenza in tutte e venti  le regioni d'Italia, che darà lavoro a cinquemila persone. E già oggi  gruppo numero uno per diffusione e il numero due per fattura e i: 1,4 miliardi di euro di ricavi.  LANCIO avviene nel weekend  per 53 negozi in Emilia-Romagna, ma anche in Toscana, Lazio, Campania, Basilicata e Abruzzo a fine agosto toccherà, tra le altre,  Veneto, mentre la volta dell’Uniero  Marche e dell'Umbria sarà a metà settembre. In ottobre è prevista  anche una programmazione di spot televisivi. Un'operazione monumentale avviata a fine 2013,  quando la casa di Farli ha attuato il cambio di insegna in un centro commerciale di Forlì  nella  propria orbita Unieuro (oggi l'amministratore delegato è infatti il forlivese Andrea Scozzoli). Marchio che verrà mantenuto, anzi rilanciato, mettendo da parte la  stanca insegna — conosciutissima soprattutto in Romagna —  Marcopolo, nata settant'anni fa e che briUò per la prima volta nel 1982 lungo la via Emilia. Lì è cominciata  una storia di successo, sostenuta principalmente dalla famiglia Silvestrini (brisighellesi), in particolare  da Maria Grazia e Giuseppe Silvestrini che ancora oggi mantiene la carica di presidente. Nel passaggio, il logo di Unieuro diventerà arancione: ed è appunto questo il colore che ha contraddistinto le origini dell'azienda. A questo si affianca  il simbolo del cuore: la U di Unieuro sarà remterpietata co- il, a significare i valori dell'azienda. Lo slogan, non a caso, sarà  'Batte. Forte. Sempre'.  «La nuova Unieuro cambierà gli equilibri del mercato cosi come le nostre responsabilità, ma  siamo più che pronti ad accettare la sfida — ha detto Gìancarlo Nicosand Monteraste , amministratore delegato di Sgm —. La vecchia Unieuro puntava molto  su un aspetto tecnologico, noi vogliamo essere più 'caldi', vogliamo metterci il cuore».
 L'obbiettivo, a breve, è ottenere anche la quotazione in Borsa. Stasera, a Forlì, città d'origine di Sgm Distribuzione, il centro ospiterà una festa organizzata dall'azienda per  lanciare Unieuro nuovo marchio, con comici di Zelig sul palco.

UN PAESE NORMALE: RENZI E BOLDRINI MANDANO IN GALERA UN UOMO MALATO E (FORSE) INNOCENTE.FORZA Italia Ravenna; Renzi; Errani; Galan; due pesi e due misure; Garantismo; Galassini


Il premier Renzi ci spieghi perché il condannato ERRANI (PD) e’ libero e l’ex ministro GALAN indagato è in cella. Caro Renzi puoi spiegarci la differenza tra Vasco Errani e Giancarlo Galan? Non è una domanda polemica. Galan è indagato, Errani è stato condannato. Galan viene arrestato con il lasciapassare della Camera. Errani, gridano il governo e il PD, non dovrebbe neppure dimettersi, perché è un uomo al di sopra di ogni sospetto: Galan è presunto colpevole. Errani è un galantuomo. Galan è cattivo perché di destra, mentre Errani è buono perché è di sinistra. E’ questo Renzi, la cultura politica della sua Italia? E’ questo il garantismo?

“MOSTRA DEL CERAMISTA IVO SASSI A CERVIA”



mercoledì 23 luglio 2014

LAURA BOLDRINI: “ITALIA CHIAMA AFRICA”


Roma – Aprendo il seminario parlamentare con gli ambasciatori in Italia degli Stati africani, “Italia chiama Africa”, il presidente della Camera Laura Boldrini ha dichiarato: “In Italia si parla di ‘emergenza’ quando arrivano alcune migliaia di rifugiati e di migranti. Si parla di ‘invasione’ quando i rifugiati che qui vivono sono 78mila. L’Africa ne ospita circa 14 milioni. In uno Stato fragile con una popolazione di dodici milioni di persone, come il Ciad, hanno trovato rifugio quasi mezzo milione di persone. E, dunque, è dall’Africa che dobbiamo imparare, è all’Africa che dobbiamo guardare quando parliamo di ospitalità, di generosità, di responsabilità”.
E’ evidente che questa persona soffre di gravi disturbi. Non è facile stabilire quanto sia consapevole o meno dell’assurdità delle sue affermazioni. Come sia possibile paragonare l’Italia con l’Africa è qualcosa che sfugge all’umana comprensione. L’Italia ospita 78mila sedicenti profughi – in realtà clandestini a tutti gli effetti dato che la maggior parte delle loro richieste di asilo viene puntualmente respinta – mentre l’Africa ne ospita 14 milioni ed è dall’Africa che dovremmo, secondo lei, prendere esempio, quindi anche noi dovremmo ospitarne altrettanti. Laura Boldrini ha bisogno di un corso intensivo di geografia, confonde i continenti con le nazioni. L’Italia è un granello di sabbia se paragonata all’Africa, come si possono porre sullo stesso piano? Anche il paragone con il Ciad è del tutto fuori luogo: si tratta di una nazione grande quattro volte l’Italia e in gran parte desertica; la bassa densità di popolazione è, semmai, un vantaggio nel momento in cui bisogna trovare un posto dove piazzare tende per 500mila persone. Cara Boldrini, in Italia dove le metteremmo? Vuole trasformare la Pianura Padana o il Tavoliere delle Puglie in una grande tendopoli per milioni di clandestini?
L’Italia, a differenza del Ciad, ha un’altissima densità abitativa: quasi 61 milioni di persone stipate in 300mila Km di superficie. Obiettivamente siamo anche troppi, non c’è spazio per i milioni di clandestini della Boldrini, e non abbiamo neanche i deserti.
Perché questa donna è ossessionata dagli c? Quali traumi ha subito in età infantile? Perché non si preoccupa dei cittadini italiani che, in teoria, dovrebbe rappresentare? Difficile dare una risposta, servirebbero degli psichiatri esperti per poterci riuscire.

SUCCEDE A RAVENNA: UNA MANIFESTAZIONE A SOSTEGNO DELLE VITTIME DELLA STRISCIA DI GAZA


Duro a morire il vecchio riflesso automatico caro alla sinistra. Così giornali e tv sono più schierati di quelli del mondo arabo
Ci risiamo. Al grido di «Palestina Mon Amour» quotidiani e telegiornali del Belpaese si lasciano alle spalle il cronico disinteresse per il resto del mondo e si lanciano in una gara all'ultimo articolo per raccontarci l'ennesima guerra tra Hamas e Israele. Ma mentre i nostri mezzi d'informazione ci regalano fremiti d'indignazione per la tragedia di Gaza, una stampa internazionale, solitamente assai più attenta agli affari del mondo, ci dispensa cronache assai più misurate. La differenza la fanno la storia e la politica. Da noi la questione palestinese è stata per decenni il cavallo di battaglia di una sinistra pretestuosamente anti israeliana. E di una stampa devotamente allineata. Vittima di una sorta di complesso pavloviano la nostra stampa persevera nelle vecchie abitudini nonostante il principale partito della sinistra sia ormai nelle mani di un Matteo Renzi che proverebbe, probabilmente, un sincero imbarazzo a stringere la mano ad un capo fondamentalista. La manifestazione più grave di questo cronico riflesso condizionato è l'incapacità, talvolta, di distinguere la causa palestinese da quella di Hamas ritrovandosi così al servizio della propaganda fondamentalista. A differenza dei giornali stranieri molte testate nostrane continuano a raccontarci un'inesistente guerra di Israele ai palestinesi anziché lo scontro con una fazione che ha fatto del terrorismo la sua principale arma. Una fazione che nel 2007 sbatté fuori da Gaza i «fratelli» dell'Anp eliminando a colpi di esecuzioni sommarie chi non s'allineava ai suoi diktat. Una formazione armata che ha brutalmente assassinato tre

IL DRAMMA DELLE CASE DEGLI AUTOCOSTRUTTORI


VOTO NEGATIVO ALLA VARIAZIONE DI BILANCIO 2014 DELLA PROVINCIA DI RAVENNA –STEPRA, TAGLI MANCATI-


Forza Italia ha espresso voto negativo alla variazione al bilancio 2104 che prevedeva maggiori entrate, dopo la causa intentata dalla Provincia di Ravenna contro lo Stato per il mancato pagamento di oneri dovuti. Le risorse oltre 2milioni sono state destinate all’integrazione di capitoli che presentano minori entrate fra le quali RCA auto per circa 1.200.000 e del fondo di riequilibrio per un milione. Considerata la questione, “giustizia” in Italia potrebbe capitare che in sede di ricorso da parte dello Stato la Provincia debba restituire la somma ricevuta. Se era ancora in vigore la legge voluta dal Governo Berlusconi, ma cassata dalla sinistra, dopo la prima sentenza favorevole  la partita era chiusa,  forse la sinistra dovrebbe riflettere sui suoi errori.  .La divergenza fondamentale rimane sulla mancata volontà della Provincia di adeguarsi alla nuova realtà, dopo che l’incantatore Renzi si vanta di avere tolto le Province. La nostra proposta era, visto  che le altre otto province della regione Emilia-Romagna continuano a funzionare con i vecchi amministratori gratuitamente finché a dicembre non saranno sostituiti dai Sindaci e consiglieri8 comunali, che la Giunta Provinciale e il consiglio  lavorassero gratuitamente,  finché  rimane in funzione come prevede la legge, come avviene e avverrà nelle altre otto province, risparmio 1milione. Rimane inoltre sospesa la “gravissima” situazione STEPRA, in liquidazione, la Provincia è proprietaria del 49 per cento, la situazione prevede un enorme buco finanziario (oltre 30miolini) che si tenta di fare pagare totalmente  alle Banche locali e nazionali, sottraendo cosi risorse all’economia Ravennate. A  suo tempo segnalai la questione alla Corte dei Conti, a mio parere debbono pagare i responsabili che hanno creato il danno economico. Prendo atto che nelle variazioni c’è la tanta conclamata risorse per la scuola dell’incantatore Renzi, sono solo 200mila euro,  inferiori a quelle erogate a suo tempo dal ministro Gelmini 800mila euro (La somma stanziata da Renzi a livello nazionale è di 1miliardo come quella della Gelmini). . Il Consigliere Provinciale Forza Italia Vincenzo Galassini

MATTEO RENZI: ALTRO CHE ROTTAMATORE UN VERO PROMOTORE DELLE COOP ROSSE COME D’ALEMA, PRODI E BERSANI





Rodolfo Ridolfi*
Leggo su “Il Giornale” Da Renzi regalo milionario alla coop indagata: maxi appalto in Angola. La Sace affida la costruzione di un'autostrada in Africa alla Cmc di Ravenna, la coop per cui lavorava il compagno "G”. Scrive molto opportunamente Fosca Bincher su “Libero” Una coop, dunque. In perfetta scia con la tradizione comunista, Renzi "regala" alla cooperativa guidata da Massimo Matteucci un appalto da 250 milioni di euro per la costruzione dei 44,8 chilometri del raccordo autostradale che collegherà Luanda alla città di Soyo. "L'operazione - spiega la Sace, la società assicurativa di Stato che ha garantito con un finanziamento da 164 milioni di euro - conferma il lungo impegno di Cmc in Angola, forte di una esperienza decennale maturata nei grandi progetti infrastrutturali in Africa subsahariana, in particolare in Mozambico.
Non mi stupisco affatto: Le “coop rosse” a Ravenna, sono nate e si sono sviluppate in forza dei legami con il Pci.-Pds-Ds-Pd, sostenere che questi rapporti non esistano più è una ipocrisia gigantesca Le cooperative “rosse” sono l’arma più militante nel settore economico imprenditoriale e commerciale facendo del Pci, e poi del Pds, dei Ds e del Pd, il primo partito della Regione dal 1947 ad oggi. Infatti dal 1945/47 ad oggi, è stata ed è fortissima l’osmosi fra le cooperative rosse e le cellule del Pci pds-ds-pd ; è sufficiente avere un modestissimo titolo di studio, e naturalmente la tessera del partito, per entrare come lavoratore e/o impiegato in una cooperativa di consumo, di lavoro, di trasporti, di servizi sociali oppure negli enti locali in Hera etc.etc. A Ravenna la nascita della Cmc (cooperativa muratori e cementisti), è emblematica perché fu un misto di “camera del lavoro” e “ufficio di collocamento” soprattutto per dare occupazione ai manovali, agli sterratori ed a tutti coloro che erano comunisti senza lavoro. Nel giro di poco tempo, la Cmc cominciò a socializzare gli oneri, sottopagando o non pagando ad esempio gli straordinari e dandone la colpa alle imprese appaltatrici; cooperativizzò spesso il capitale dei piccoli impresari, cui non restava altra scelta se non quella di cedere l’impresa alla cooperativa, che si attribuiva così, agli occhi dei lavoratori, anche il merito di salvatrice dei posti di

martedì 22 luglio 2014

LETTERA DI BERLUSCONI A TUTTI GLI ELETTORI DI FORZA ITALIA

Caro Vincenzo,
sono profondamente commosso: solo coloro che mi sono stati vicini in questi anni sanno quello che ho sofferto per un’accusa ingiusta e infamante.
Per questo il mio primo pensiero oggi va ai miei affetti più cari, che hanno sofferto con me anni di aggressione mediatica, di pettegolezzi, di calunnie, e che mi sono stati accanto con serenità e affetto ineguagliabili.
Un pensiero di rispetto va poi alla Magistratura, che ha dato oggi una conferma di quello che ho sempre asserito: ovvero che la grande maggioranza dei magistrati italiani fa il proprio lavoro silenziosamente, con equilibrio e rigore ammirevoli.
Penso anche ai tanti, tantissimi amici, collaboratori, sostenitori, e soprattutto ai milioni di italiani che hanno continuato a credere nelle nostre battaglie politiche e a starmi vicino nonostante tutti i tentativi di infangare il mio nome e la mia onorabilità.
E’ grazie a loro che ho potuto resistere, sul piano umano e sul piano politico.
E infine un caloroso ringraziamento ai miei avvocati, al prof. Coppi, all’avv. Dinacci, all’avv. Ghedini e all’avv. Longo che hanno saputo fare il loro lavoro non soltanto con altissima professionalità e competenza, ma anche con quella passione civile, con quella sensibilità umana, con quella sete di verità che hanno dato ancora più valore al loro eccellente lavoro.  

Da oggi possiamo andare avanti con più serenità. Il percorso politico di Forza Italia non cambia.  Credo che questo sia nell’interesse dell’Italia, della democrazia, della libertà. 

sabato 19 luglio 2014

INNOCENTE!


E ADESSO COMMISSIONE D'INCHIESTA SUI FATTI OSCURI CHE HANNO STRAVOLTO CON UN GOLPE LA DEMOCRAZIA IN ITALIA. QUESTA SENTENZA IMPONE DI RISCRIVERE LA STORIA DI QUESTI ANNI. ED URGE, COME MINIMO RISARCIMENTO, LA GRAZIA SUBITO PER SILVIO BERLUSCONI, SE ESISTE UN PO' DI DECENZA
Non ci sono incertezze nel dispositivo della sentenza, nessun rimando a formule dubitative. É stata una panzana immensa, ciclopica. Un masso che ha schiacciato la reputazione di per anni, e con lui quella Berlusconi dell'Italia. Una frana ignobile che ha mutato il corso della storia del nostro Paese, dirigendola verso il baratro dove sappiamo di essere con la sequenza di Monti, Letta e Renzi.
Respiriamo. Respira l'Italia. Esistono giudici a Milano. Esiste questa benedetta giustizia sempre invocata e così spesso tradita. Il risarcimento è impossibile. Esistono cose che non hanno prezzo. E qui siamo di fronte a un castello cementato meticolosamente, fatto di menzogne ideologiche, pedinamenti e intercettazioni costati decine di milioni, invasivi dell'intimità delle persone.
Ma questo è niente: il danno è incalcolabile per il nostro popolo.
La giustizia ha invaso la politica. Ha messo in mano l'Italia alle potenze straniere, determinando un golpe. Basti dire che l'operazione per cacciare Berlusconi da parte di Sarkozy e Merkel si è appoggiata, secondo la testimonianza di Tim Geithner, sull'impossibilità di collaborare con l'uomo del “Bunga Bunga”. Il bunga bunga vergognoso l'ha ballato la procura con la sinistra italiana, in associazione esterna e interna con i nemici del nostro Paese.
Ora – bisogna dirlo – la giustizia rimette a posto le cose. Vuol dire che il totalitarismo giudiziario ha trovato anticorpi proprio tra le toghe, sottoposte a chissà quali pressioni (concussione?) per non assolvere, perché questo avrebbe delegittimato l'eroica Boccassini e il suo gran visir Bruti Liberati.

BERLUSCONI ASSOLTO DALL’ACCUSA PIU’ INFAMANTE ARCHITETTATA NEI 53 PROCESSI CHE IN VENT’ANNI LO HANNO PERSEGUITATO


 “Anche noi abbracciamo con gioia il Presidente Berlusconi, così commenta il capogruppo regionale Gianguido Bazzoni, a nome di tutto il Gruppo assembleare di Forza Italia:- “vent’anni di persecuzione giudiziaria, inaugurata da Tonino di Pietro, che non è ancora finita, un accanimento senza precedenti, accuse le più infamanti che gli si potessero rivolgere. I Governi Berlusconi doveva essere eliminato ed è stato “fatto fuori” per lasciar posto ai predatori di questa povera Italia.
Sosteniamo anche noi con forza la linea del Capogruppo alla Camera dei Deputati On. Renato Brunetta che chiede al riguardo della caduta del Governo Berlusconi nel 2011 una commissione parlamentare di inchiesta.
Pur di far fuori Berlusconi dalla guida del Governo italiano avevano montato un caso mediatico-giudiziario enorme e squalificante per l’immagine della stessa Italia nel mondo; la vergognosa condanna in primo grado era grottesca e sostenuta dal nulla assoluto. L’obiettivo vero, come ormai tutti sanno e gli stessi leader internazionali affermano, era di cacciare Berlusconi dalla guida dell’Italia per far posto agli interessi tedeschi e delle grandi banche. Tutto si è puntualmente realizzato con Monti e Letta, prima, con Renzi poi, quasi come venisse svolto un copione preparato con cura. Hanno gettato l’Italia in un baratro da cui non potrà più uscire solo per interessi di casta ed ignavia di troppi italiani.
La Giustizia con la G maiuscola è stata ristabilita, troppo tardi. Noi abbiamo sempre avuto fiducia in quella magistratura che lavora sulle carte e sulle prove e non in quella che ha inseguito teoremi politici per sovvertire il volere del popolo. Noi continuano ad aver fiducia e a sostenere l’operato di quei magistrati che non inseguono le cronache politiche ma che in silenzio lavorano seriamente per il nostro Stato.”

PROCESSO RUBY, DEMOLITA ILDA BOCCASSINI: SE FOSSIMO UN PAESE NORMALE SI DOVREBBE DIMETTERE.


In un Paese democratico, o forse soltanto civile, Ilda Boccassini avrebbe rassegnato già le proprie dimissioni. Lo avrebbe fatto un minuto dopo aver ascoltato la sentenza con cui il giudice Enrico Tranfa ha demolito punto per punto in sede di Appello l'inchiesta su Ruby e Silvio Berlusconi, la più rumorosa e mediaticamente devastante degli ultimi 20 anni di politica italiana. Dal 2010, da quando cioè la Procura di Milano inizia a indagare su quanto accaduto alla Questura di Milano la notte del 27 maggio, quando la 17enne Karima al Mahroug fu "prelevata" dal consigliere regionale del Pdl in Lombardia Nicole Minetti, e soprattutto sulle frequentazioni dell'allora premier ad Arcore. Dal gennaio del 2011, quando cioè Berlusconi è finito ufficialmente sul registro degli indagati, non è passato giorno senza che dalla Procura milanese coordinata da Edmondo Bruti Liberati filtrassero indiscrezioni, intercettazioni, boatos: roba piccante, dai risvolti pruriginosi quando non pornografici, racconti di testimoni poi smentiti da altri testimoni, confessioni mai arrivate da parte dei protagonisti. Eppure, è bastato per imbastire un processo a uso e consumo dei voyeur, tra racconti di cene, telefonate velenose e intime, orge, olgettine travestite e pronte a tutto in cambio di soldi e favori vari. di Claudio Brigliadori

venerdì 18 luglio 2014

L’ITALIA HA BISOGNO DI VERITA’ E NON SUPERCAZZOLE


Alla fine cede all’attualità e nel suo intervento in Aula per ricordare, tra l’altro, al "professor Padoan" di dire "ai propri collaboratori che fiscal non si traduce sempre come 'fiscale' ma come 'di bilancio', altrimenti gli italiani non capiranno nulla", il presidente dei deputati azzurri Renato Brunetta non cita un economista ma un giornalista: "Il Paese ha bisogno di verità e trasparenza. Non bastano le conferenze stampa con i pesciolini, immaginifiche, fatte di chiacchiere o, come ha detto Mentana, di supercazzole. Il Paese ha bisogno di verità e di trasparenza". Nel dibattito alla Camera sull’informativa del ministro dell’Economia sul rispetto dei vincoli Ue, il capogruppo di Forza Italia boccia in toto la linea del governo come "inaccettabile" e pronostica un "autunno tragico per la nostra economia". "Mi ritengo fortemente deluso dalla sua relazione che appare esoterica, omissiva, elusiva, e anche sbagliata", è l’affondo dell’esponente azzurro.

BAZZONI: “LEGGE REGIONALE PER LA VALORIZZAZIONE E TUTELA DEI DIALETTI, UN SUCCESSO DELLA MIA INIZIATIVA”


Grande soddisfazione esprime il capogruppo di Forza Italia in Regione, Gianguido Bazzoni, per l’approvazione in Assemblea Legislativa regionale della legge che si propone di tutelare e valorizzare i dialetti della regione e le culture popolari: -“sono veramente contento che la mia iniziativa del gennaio scorso, di presentare una risoluzione che chiedeva un intervento legislativo, abbia avuto successo con l’approvazione di una nuova legge regionale, cui il gruppo Forza Italia ha contribuito con il voto positivo.
Il testo della legge ripercorre in pieno quanto avevo proposto nella mia risoluzione, affidando nuovi compiti all’IBC (istituto regionale per i beni culturali ed ambientali) e prevedendo uno stanziamento annuale di fondi regionali.
Purtroppo su questo punto le proposte di Forza Italia, di stabilire una cifra doppia per il 2014 e di fissare già l’importo per i prossimi anni, non sono state accolte dal PD.

Ci impegneremo comunque per il futuro”- conclude Bazzoni:-“ a cercare di migliorare il sostegno della Regione sia in termini organizzativi che finanziari.”

giovedì 17 luglio 2014

LE TASSE SULLA CASA SONO INCOSTITUZIONALI. E ADESSO CHE FARA’ IL GOVERNO RENZI?. DIMOSTRERA’ CHE LA NOSTRA COSTITUZIONE NON CONTA NULLA


La rivelazione che rischia di far saltare l’intero sistema fiscale in Italia: tassare la prima abitazione, a meno che non sia di lusso, va contro i principi costituzionali e addirittura conto i dettami della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani. E ora come se la caverà il nostro premier non eletto?
Sorpresa: è stato dimostrato che le tasse sulla casa (almeno sulla prima) sono illegittime e anticostituzionali. La tesi ormai dimostrata e sostenuta da numerosi giuristi rischia di far saltare l’intero sistema di tassazione italiano. Eppure non serviva un genio per scoprire che le tasse sulla casa sono illegittime: c’è scritto nientemeno che nella Costituzione italiana.
A partire dall’art. 2 Cost. che dispone: “La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell’uomo, sia come singolo sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità, e richiede l’adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale”.
La Costituzione sancisce che “è compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e la uguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese”. E protegge la famiglia naturale:
Art. 31 Cost.: “La Repubblica agevola con misure economiche e altre provvidenze la formazione della famiglia e l’adempimento dei compiti relativi con particolare riguardo alle famiglie numerose”.

SLOVENIA. VINCE UN PARTITO DECISAMENTE LONTANO DALLA UE E DALLE SUE LOGICHE ECONOMICHE RECESSIVE. INCORAGGIANTE

E’ il giurista Miro Cerar, classe 1963, l’uomo che prendera’ le redini della Slovenia dopo il fallimento della coalizione guidata da Alenka Bratusek. Il partito indipendente di Cerar, da lui fondato a inizio giugno, ha ottenuto il risultato atteso alle elezioni legislative anticipate di ieri, conquistando 36 seggi nell’Assemblea nazionale (la Camera elettiva del parlamento sloveno) con il 34,6 per cento dei voti. Nei giorni precedenti alle elezioni, Cerar ha detto la scorsa settimana che il suo partito e’ pronto a rompere “gli schemi tradizionali” della politica slovena. Ora tocchera’ a lui formare il nuovo governo e, con ogni probabilita’, dovra’ allearsi con il centrosinistra per assicurarsi la maggioranza nella Camera formata da 90 deputati.
Da forza politica “indipendente”, alternativa alla destra e alla sinistra tradizionali, l’Smc si e’ imposto in poche settimane nel panorama politico sloveno, sfruttando il vuoto creato dalla crisi delle forze politiche di centrosinistra e centrodestra. Nell’ultimo sondaggio condotto prima del voto, la scorsa settimana, l’Smc aveva superato il 38 per cento dei consensi, malgrado le critiche ricevute dagli altri partiti che accusavano Cerar di essere manovrato dalle lobby economiche del paese e di avere un programma politico troppo vago.
Il centrodestra guidato dall’ex premier Janez Jansa e’ stato comunque il grande perdente di questo appuntamento elettorale. Il Partito democratico (Sds) ha ottenuto 21 seggi, a fronte dei 26 che si era aggiudicato alle ultime elezioni del 2012, segnando cosi’ il peggior risultato dalle consultazioni del 2000.

mercoledì 16 luglio 2014

SABATO 2 AGOSTO BAGNO BOLOGNA PUNTA MARINA: MARIO GIORDANO PRESENTA IL LIBRO “NON VALE UNA LIRA”

Organizzato dal club Argentario “Giovanna Benelli”


SCIOGLIAMO LE ALI ALLA LIBERTA’ NELLE REGIONI ROSSE: MARRADI 9 AGOSTO


IX Convention Azzurri '94 sciogliamo le ali alla libertà nelle Regioni Rosse
In vista delle Elezioni Regionali del 2014 e del 2015 si svolge a Marradi in Provincia di Firenze nella Romagna Toscana la IX Convention di Azzurri'94 il movimento politico fondato nell'autunno del 2012 da Rodolfo Ridolfi per il ritorno a Forza Italia. L'appuntamento di Marradi di sabato 9 agosto sarà il primo contributo di idee e di programmi per realizzare dopo quarantaquattro anni l'alternativa al regime delle giunte rosse e delle cooperative rosse.

martedì 15 luglio 2014

MARTELL AMSTRONG. IL 50% DELLE AMMINISTRAZIONI LOCALI TEDESCHE SONO SULL’ORLO DELLA BANCAROTTA.


Il 50% delle amministrazioni locali tedesche sono sull’orlo della bancarotta e stanno chiedendo di essere salvate dal governo federale. Lo scrive Martell Armstrong, che sul suo blog già a maggio aveva sollevato la questione. In questo contesto, però Angela Merkel è determinata a non permettere che si organizzi alcun referendum per paura che le persone voterebbero contro l’Ue.
Il governo di Brema ha imposto questa settimana il congelamento totale delle spese pubbliche e la giustificazione, prosegue Armstrong, è la spesa eccessiva e le rendite in calo per un totale di 60 milioni di euro. La città potrà solo finanziare spese per l’emergenza.
Le autorità locali tedesche, più in generale, hanno bisogno di oltre 100 miliardi di euro per rinnovare le loro infrastrutture. “I politici non si accorgono ancora che questo sistema è fallito e l’unica cosa che riescono a prevedere è aumentare le tasse. Vedono solo quello che vogliono e procedono nella totale distruzione dell’economia: circa 350 aziende devono restituire 30 milioni di euro in sussidi ottenuti per gli incentivi alla green electricity dopo quello che ha deciso la Commissione europea“, sostiene Armstrong. I governi locali in Germania non si possono permettere gli investimenti per mantenere le scuole e costruire la strade: si tratta, conclude Armstrong, di entrare in un “abisso economico attraverso la contemplazione”. E le persone si preoccupano dell’iperinflazione secondo voi?

CRISI. I DATI DE IL SOLE 24 ORE PROVINCIA PER PROVINCIA. RAVENNA AL TERZO POSTO IN NEGATIVO PER AUMENTO DI DISOCCUPATI


Sette anni di spending review, dal 2007 al 2013, nelle case degli italiani hanno visto modificare, generalmente al ribasso, redditi, prezzi delle case, acquisti di auto e di beni durevoli. Il tasso di disoccupazione è raddoppiato salendo al 12,2% e i depositi in banca sono saliti anche come scelta di risparmio. Ma la crisi non ha colpito tutti i territori nello stesso modo: alcune province più di altre hanno sofferto, registrando nel 2013 vistosi arretramenti rispetto al 2007.
In testa alle province italiane dove la crisi si è fatta sentire di più ci sono due città laziali, Viterbo e Latina. Quelle che ne hanno risentito meno sono Vicenza, Bolzano, Modena: lo dice Il Sole 24 Ore che ha analizzato diversi parametri per scoprire il trend nelle diverse realtà del Paese.
Per quanto riguarda la nostra provincia, il colpo più grosso è senza dubbio quello ricevuto al numero di occupati. I dati parlano chiaro: il tasso di disoccupazione è passato dal 2,89% del 2007 al 9,93% del 2013, con una variazione del 243,2%, valore che ci pone al terzo posto della classifica (al primo posto Ferrara e al secondo Piacenza), su 110 province Italiane. Segno negativi anche per i prezzi delle case (-10,2%) e per l'immatricolazione di auto nuove (-46,1%) ma sono dati che ci pongono tra le province che se la sono cavata meglio: nel primo caso Ravenna è all'84mo posto (al primo posto Ascoli Piceno con -28,2%) e nel secondo caso all'86mo (al primo posto Aosta con un -84,5%) su 110 province. Va meglio analizzando i dati sul PIL che per Ravenna registra un +2,6%.
Il rapporto tra i ravennati e gli istituti di credito vede invece le richieste di prestiti personali stabili (-0,4%) a fronte di un forte aumento dei depositi bancari (+43,1%). A livello nazionale quest'ultimo parametro raggiunge il +67,4%.