lunedì 31 marzo 2014

BERLUSCONI: “RENZI NON TIENE IL PD, PREPARIAMOCI A TORNARE AL VOTO


Il leader di Forza Italia mette i suoi paletti sulle riforme: "Non accetto testi blindati". E poi annuncia: "Ho scritto un libro su questo momento politico, sul colpo di Stato subito"

 "Lo scontro istituzionale in atto sul Senato e i dissapori nel Pd fanno sospettare che Renzi fatichi a mantenere le promesse". Lo ha detto Silvio Berlusconi in collegamento telefonico con il teatro di Sassuolo, dove il primo cittadino Luca Caselli sta presentando la ricandidatura alle amministrative per il centrodestra. "Sulle riforme noi ci siamo, ma solo se sono una cosa seria, nè accetteremo testi blindati", ha aggiunto Berlusconi. "Serve l'elezione diretta del capo dello Stato - aggiunge Berlusconi - e serve una legge elettorale al più presto perché presto potremmo essere chiamati a votare". La ricetta del leader di Forza Italia sulla riforma elettorale prevede "più potere al premier, anche riguardo la facoltà di sostituzione dei propri ministri". "Ho scritto un libro sul colpo di Stato subito" - "In Italia oggi non c'è democrazia. La nostra missione è convincere il 50% dei votanti a premiare il nostro progetto per restituirla al Paese". Dice ancora Berlusconi. "Ho finito la notte scorsa di scrivere un instant book - aggiunge - in cui parlo di questo colpo di Stato, di questa fase in cui governa chi non è eletto"."Comunismo ideologia più disumana della storia" - "So che nella vostra regione siete circondati di comunisti. L'ideologia più disumana della storia. Ma possiamo farcela un'altra volta". Dice Berlusconi a Luca Caselli e ai suoi sostenitori. Berlusconi si è poi concesso anche una battuta sportiva, ricordando il momento amaro che lo lega al Sassuolo, capace di battere il suo Milan 4-3 a gennaio. "Sto ancora piangendo per quella sconfitta", ha detto scherzando a Caselli.

PONTE……LUNGO, TEMPO SCADUTO. COSA E’ SUCCESSO OGGI SENTIREMO DALL’ASSESSORE VALGIMIGLI

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sabato 29 marzo 2014

MACCHE’ PROVINCE IL VERO CARROZZONE SONO LE REGIONI


Il nostro Paese tiene in piedi 20 apparati colossali e iperburocratizzati, trasformatisi negli anni in associazioni per delinquere, fonti di corruzione, mangiatoie incontrollate
La storia delle Province da eliminare è lunga. Dura dagli anni Sessanta, quando l'ipotesi di istituire le Regioni prese corpo come previsto dalla Costituzione (la più bella del mondo? Ridicolo).  Quasi tutti i partiti dell'epoca erano convinti: dentro le Regioni, fuori le Province, che avrebbero dovuto gradualmente cedere ogni attribuzione ai nuovi enti. Più che un convincimento generale, era un assioma. La riorganizzazione cominciò con un trasferimento in massa (inizio anni Settanta) di personale dalle periferie provinciali ai centri regionali, che erano privi di dipendenti e non avrebbero potuto fare nulla (non fanno nulla neanche ora). La Democrazia cristiana, che in materia di gestione del potere era imbattibile, propose: mentre attendiamo che le Regioni vadano a regime, concludano cioè la fase di rodaggio, allo scopo di non arrecare disagi ai cittadini evitiamo di chiudere le Amministrazioni provinciali. Lo faremo tra alcuni mesi. Le forze politiche all'unisono annuirono. Cosicché enti vecchi ed enti nuovi convissero e seguitano a convivere, perché quel rodaggio, provvisorio per definizione, non è mai terminato. In Italia, d'altronde, l'unica cosa stabile è la precarietà. Ciò detto, va da sé che se le Regioni fossero state capaci di assorbire le competenze degli enti territoriali destinati a morire, oggi, anzi ieri, sarebbe stata automatica la soppressione delle Province. Le quali invece non hanno mai smesso di lavorare, e di rendersi utili, mentre le sorelle maggiori non hanno neppure principiato a farlo. Il bilancio di queste ultime parla chiaro: l'80 per cento delle uscite serve per pagare le spese della sanità, che potrebbero essere saldate comodamente da un ente unico, dato che il denaro proviene dalle casse dello Stato.

CONSORZIO DI BONIFICA DELLA ROMAGNA OCCIDENTALE: BILANCIO 2014. LUNEDI 31 MARZO SCADE IL TERMINE PER PAGARE LA TASSA

Invaso a Brisighella.

Supera i 30 milioni di euro l'importo approvato dal Consiglio d'Amministrazione del Consorzio di Bonifica della Romagna Occidentale nel Bilancio di previsione per l'attività di gestione dell'esercizio 2014, che programma la gestione ordinaria dell'ente, gli interventi di manutenzione e la realizzazione di nuove opere finalizzate alla difesa idrogeologica del territorio e all'efficiente distribuzione delle risorse idriche. Oltre metà dell'intero esercizio (16,8 milioni di euro) è costituito da nuove opere e manutenzioni straordinarie che saranno realizzate dal Consorzio grazie a finanziamenti del Ministero delle Politiche Agricole, della Regione e di altri enti pubblici. «L'approvazione del Bilancio è stata anche l'occasione per il Consorzio per fare il punto della situazione sullo stato di realizzazione dei progetti strategici - L'attività svolta dal Consorzio nel Distretto montano è stata come sempre ispirata al mantenimento della consolidata presenza dell'ente nel territorio e ha riguardato un'intensa e articolata attività di progettazione nel 2013, che troverà compimento con la realizzazione di importanti lavori nel

CAMBIAMO!! SIAMO FORZA ITALIA GIOVANI RAVENNA



Nella giornata di ieri, Annagrazia Calabria, Coordinatrice Nazionale del settore giovanile di Forza Italia e neo membro del consiglio direttivo del partito, ha ufficialmente cambiato nome e simbolo del movimento Giovane Italia in Forza Italia Giovani. Allinenadoci alle nuove direttive nazionali anche noi a Ravenna cambiamo nome e simbolo in Forza Italia Giovani Ravenna convinti che solo in questo partito ci siano le possibilita per sfruttare appieno le nostre potenzialità. Forza Italia Giovani Ravenna

PONTE……LUNGO

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venerdì 28 marzo 2014

L’ABOLIZIONE DELLE PROVINCE E’ UNA CAGATA PAZZESCA!!!


Allora, diciamolo, questa supposta abrogazione delle Province ha di giusto solo il primo dei due termini.
E' una supposta,  anzi un suppostone di glicerina come quelle della foto sopra, infilzato nelle nostre terga con malcelata e sadica soddisfazione da parte di una classe dirigente (Renzi-Alfano) ottusa e ormai evidentemente talmente lontana dalla realtà e dalla concreta percezione che i cittadini hanno nei suoi confronti (non si spiegherebbe altrimenti una simile improntitudine) da beatamente fottersene del buon senso e di una sia pur minima concezione del bene comune, una classe politica che ormai guarda al giorno per giorno, all'ora per ora anzi, senza più una visione prospettiva di insieme rivolta al futuro, alle prossime generazioni, a quello che sarà dell'Italia nei prossimi dieci, venti, cinquant'anni... Prima di tutto, le Province ci sono ancora, sono vive, vivissime e lottano insieme a noi. Questo per un motivo molto semplice: l'art.114 della Costituzione, pur innovato come tutto il Titolo V della Parte Seconda da quell'autentico scempio politico, normativo, giuridico, funzionale, culturale e persino sintattico che è stata la riforma costituzionale del centrosinistra (L. cost. n.3 del 18 ottobre 2001), approvata a pochi giorni dalle elezioni con soli 4 (diconsi QUATTRO) voti di maggioranza in parlamento al fine di cercare di tagliare le gambe alla Lega data per vincente da tutti i sondaggi insieme col Polo delle Libertà (come poi avvenne puntualmente), ha tuttavia mantenuto le Province nell'assetto istituzionale.  Per farla breve, la cosiddetta riforma:
- non prevede quindi alcuna soppressione delle Province, che sarà eventualmente delegata ad una apposita riforma costituzionale (quindi di lunghissima gestazione, con maggioranze altissime da raggiungere, con un'obbligata doppia votazione in entrambe le camere a distanza di almeno tre mesi l'una dall'altra, pertanto facilmente bloccabile e che dovrà comunque sicuramente passare il vaglio, se anche passasse in parlamento, di uno specifico referendum costituzionale: tempi previsti SE tutto va bene? Boh...Diciamo un paio d'anni almeno);
- prevede semplicemente che restino come Enti di secondo livello cosiddetti "di area vasta" (e già qui c'è da mettere mano alle pistole);

PROVINCE, TANTO RUMORE PER NULLA


OBAMA SI FIDA DI RENZI. MA SI FIDAVA ANCHE DI LETTA E MONTI


Il presidente americano incontra il premier italiano e ripete le parole di stima già riservate ai precedenti presidenti del Consiglio. Poi, quando si parla di Difesa, avverte: tutti facciano la loro parte. "Sono fiducioso". Barack Obama lo dice parlando di Matteo Renzi. E l'Italia si inorgoglisce per l'endorsement del presidente americano al premier italiano. Vedete, con Matteo l'Italia è tornata al centro del mondo. Peccato che Obama, al suo terzo incontro con un presidente del Consiglio italiano in tre anni, abbia riservato uguale trattamento a Enrico Letta e Mario Monti.

giovedì 27 marzo 2014

PONTE……LUNGO

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L’assessore Secondo Valgimigli, ha detto al consigliere provinciale Galassini (FI), che salvo imprevisti della pioggia di giovedì 27 per il collaudo, fra quattro giorni il Ponte….lungo riapre. BELLA NOTIZIA per la Vallata del Lamone. Non entriamo nel merito delle bugie raccontate (durata lavoro 3 mesi invece di 10), le prese in giro fra Comune e Provincia confermate dalle accuse fra sindaco Missiroli e vice sindaco Laghi, il nostro giudizio complessivo rimane negativo sul comportamento dei due enti pubblici, ma siamo FELICI per la ripresa di una vita normale e per l’economia della Vallata del Lamone.

PROVINCE, DDL TAGLIA 100 MILIONI NON 2 MILIARDI E CREA CARROZZONI, INFEFFICINEZE LE PAGHERANNO I CITTADINI


Il provvedimento delle province non taglia nulla. Taglia solo la politica, non taglia gli uffici dello stato. E’ un provvedimento che moltiplica i poteri dei sindaci delle città metropolitane ma sostanzialmente non taglia nulla. Il provvedimento taglia 100 milioni di euro l’anno e non i 2 miliardi che dice Delrio. Sarebbe ottimo abolire completamente le province e farle assorbire eventualmente dalle regioni ma con sistemi di controllo assolutamente diversi”.   “Il governo ha deciso di porre la fiducia sul ddl province, un sonoro imbroglio, una truffa disegnata durante il governo Letta dall'allora ministro agli Affari regionali e autonomie Delrio e portato avanti da Renzi. Questo disegno di legge non solo pretende di sostituirsi ad una novella costituzionale, ma invece di abolire le province raddoppia enti e competenze in un ginepraio di sovrapposizioni, incertezze e inefficienze che pagheranno i cittadini. Un provvedimento quindi inutile e dannoso, che non sortirà alcun effetto se non quello di generare contenziosi e sprechi economici. Forza Italia da sempre sostiene che la strada maestra per superare senza inganni e trucchi le province sia la riforma costituzionale. Ma il governo ha preferito continuare sulla strada della demagogia che porterà alla creazione di carrozzoni, di nuove poltrone per la sinistra e tanti, troppi costi in più per i cittadini”.
PROVINCE, DDL E’ PREZZO CHE GOVERNO PAGA A DEMAGOGIA
“La fiducia al ddl Delrio significa per il governo Renzi porre il cappello su un provvedimento che contraddice nei fatti la retorica del taglio agli sprechi. L’abolizione delle province, così come prospettata dal disegno di legge, fa risparmiare un’inerzia a fronte degli oltre 8 miliardi di spese correnti, aggravando, per altro, i bilanci degli altri enti pubblici che saranno costretti ad assorbirne i dipendenti. Non è una rivoluzione, né tanto meno un riordino organico. E’ il prezzo che il governo intende pagare alla demagogia. Piuttosto che esercitarsi nell’arte del dilettantesco giardinaggio istituzionale, potando a destra e a manca senza una precisa visione d’insieme, sarebbe stato opportuno mettere da parte questo provvedimento e ripensare il sistema degli enti locali, ponendo, ad esempio, un vincolo preciso sul numero minino di abitanti per la formazione di un Comune, ovvero l’indicazione e la creazione di macro aree regionali con compiti differenti rispetto alla attuali Regioni”.

mercoledì 26 marzo 2014

USCIRE DALL’EURO ORDINE DEL GIORNO IN PROVINCIA DI RAVENNA, ANCHE NAPOLITANO UNA VOLTA ERA D’ACCORDO.


Oggi in consiglio provinciale ha respinto a maggioranza un ordine del giorno presentato dalla Lega Nord per richiedere l’uscita dall’Euro. Il punto è stato respinto dalla maggioranza PD, SEL, FdS, l’astensione di Nuovo Centro Destra e il voto favorevole della Lega Nord e Forza Italia.

Galassini (FI) ha motivato il NO all’euro perché diventi una battaglia liberale, ha ricordato che Silvio Berlusconi a suo tempo pose il problema dei parametri monetari prima di chiunque altro. Rimase inascoltato e fu addirittura emarginato dai suoi colleghi euro burocrati. A distanza di anni possiamo dire con certezza che la vide giusta. Ora che i francesi sono usciti allo scoperto siamo ancora in tempo per riprendere quella battaglia, simile ma non uguale a quella della Le Pen, ma uguale a quella della Thatcher, che mandò  a quel paese la Comunità europea a colpi di decisioni liberiste. La Thatcher insegna.
Allegato l’intervista del nostro “caro”  Presidente Napolitano contro l’euro!

Quando Napolitano era contro l’euro



RENZI TAGLIA LE SPESE DU TUTTO, MALATI E PENSIONATI, MA NULLA CHE RIGUARDI GLI INTOCCABILI MAGISTRATI D’ITALIA


Nel piano di Spending Review commissionato da Renzi a Cottarelli c’è di tutto, ma nulla che riguardi gli intoccabili magistrati d’Italia. Nonostante si indichino misure draconiane per le PA, ed i magistrati sono dei dipendenti pubblici, con 85mila esuberi da smaltire, pensionamento rinviato per 4mila dipendenti, il taglio del l’8-12 % della retribuzione per gente che non rinnova il contratto da 5 anni, nulla viene indicato a proposito degli “intoccabili” in toga. Ci sono interventi drammatici nel piano Cottarelli, come l’assalto con effetto retroattivo alle pensioni, una misura perfida ed incostituzionale, perchè si andrebbero a ledere i diritti di coloro che per decenni hanno versato contributi per avere una pensione di un livello determinato, che ora però si vorrebbe sensibilmente ridurre a persone tra le più deboli ed indifese, cioè i pensionati, ai quali l’età e la mancanza di qualsiasi prospettiva di ripiego impedisce spesso di potersi anche solo difendere dai soprusi dello Stato. Tagli per tutti per quel maledetto obolo, 80 euro al mese dicono, per ottenere il quale vedrete che alla fine i “fruitori” saranno chiamati a pagarne individualmente molti di più di tasca propria.

martedì 25 marzo 2014

BERLUSCONI NOMINA IL NUOVO UFFICIO DI PRESIDENZA


Silvio Berlusconi comincia a delineare i nuovi assetti di Forza Italia. Il Cav dopo aver richiamato all'ordine il partito, ha definito le nuove gerarchie intene nominando il Comitato di Presidenza. Ne fanno parte 30 membri effettivi. Nel comitato il Cav ha piazzato quasi tutti i big del partito. Ecco i nomi: Silvio Berlusconi, Annamaria Bernini, Michela Brambilla, Annagrazia Calabria, Mara Carfagna, Antonio Palmieri, Antonio Tajani, Paolo Romani, Renato Brunetta , Raffaele Baldassarre, Rocco Crimi, Niccolò Ghedini, Raffaele Fitto, Giovanni Toti, Marcello Fiori, Maria Rosaria Rossi, Sandro Bondi, Denis Verdini, Altero Matteoli, Daniele Capezzone, Deborah Bergamini, Alessandro Cattaneo, Sestino Giacomoni, Maurizio Gasparri, Simone Baldelli, Stefano Caldoro, Gianni Chiodi, Mariastella Gelmini, Claudio Fazzone, Vincenzo Gibiino. La lista però non finisce qui. Gli altri nomi - Inoltre parteciperanno ai lavori anche Ignazio Abrignani , Michaela Biancofiore, Bernabè Bocca, Donato Bruno, Franco Carraro, Elena Centemero, Monica Faenzi, Andrea Fluttero, Gregorio Fontana, Paolo Galimberti, Mino Giachino, Giancarlo Galan, Laura Ravetto, Andrea Mandelli, Antonio Martino, Maurizio Bianconi, Giuseppe Moles, Rocco Palese, Nitto Palma, Paolo Bonaiuti, Enrico Pianetta, Renata Polverini, Stefania Prestigiacomo, Manuela Repetti, Melania Rizzoli, Mariella Rizzotti, Daniela Santanchè, Edoardo Sylos Labini, Valentino Valentini, Sandro Biasotti, Clemente Mastella, Saverio Romano, Pino Galati, Gianfranco Miccichè, Gianfranco Rotondi, Simone Furlan e Licia Ronzulli. In sostanza il Cav ha optato per una squadra su due livelli. Il primo è quello che è composto dai "membri effettivi", il secondo invece è un comitato "satellite" che affiancherà i lavori della struttura principale. 

I PROVVEDIMENTI SI ANNUNCIANO QUANDO CI SONO LE COPERTURE, NON PRIMA


Brunetta: Indiscrezioni e smentite sui fantomatici 80 euro in più in busta paga promessi da Renzi: la tecnica è sempre la stessa. Il giornale di riferimento, vale a dire ‘la Repubblica’, lancia le anticipazioni: sarà un bonus una tantum. Seguono le reazioni negative generalizzate dell’opposizione di fronte alla pochezza delle proposte del presidente del Consiglio. Quindi la smentita da ambienti del governo, che preannuncia il cambio di linea. Semplicemente sconcertante. Ma anche la dimostrazione di un caos che regna sovrano. Indietro tutta, quindi: il ‘bonus’ non si farà più. I tecnici sono sempre al lavoro nel ricercare la formula con cui dare questi 80 euro operando sulle detrazioni. Se riusciranno a trovare le coperture. Sembra l’albero di Bertoldo: quello a cui doveva essere impiccato, ma per quanto cercasse non trovava un ramo di suo gradimento. Sarebbe ora di farla finita con questa pantomima. I provvedimenti si annunciano quando ci sono le coperture e non prima. In mezzo a questo caos l’unico silenzio assordante è quello del ministro dell’Economia e delle finanze, Pier Carlo Padoan, e del Ragioniere generale dello Stato, Daniele Franco”.

lunedì 24 marzo 2014

BAZZONI: “PERCHE’ LA CASSA DI RISPARMIO DI CESENA RINNOVA IL CONSIGLIO DOPO APPENA UN ANNO DALL’ELEZIONE?”


Abbiamo letto sulla stampa uno scarno comunicato della Cassa di Cesena, che ha appena incorporato la Banca di Romagna fra molte polemiche, in cui si afferma che all’assemblea di bilancio del 28 aprile p.v. verrà rieletto il Consiglio d’Amministrazione, a distanza di appena un anno dalla nomina, quando lo statuto prevede una durata in carica di 3 anni.  La cosa che ci stupisce maggiormente sono le dimissioni di 10 su 11 consiglieri e l’affermazione che questa è una prassi consolidata, quando nessun ente normalmente lo fa. .Vorremmo che le Fondazioni, che ne detengono i pacchetti azionari, fossero messe in grado di capire e di tranquillizzare i rispettivi territori, visto che si tratta sempre di capitali di origine pubblica e doverosamente finalizzati ad un interesse pubblico. Qualunque sia il motivo di questo atto, chi rappresenta i territori e si muove sul terreno della politica e dell’amministrazione della Cosa Pubblica dovrebbe prestare attenzione a cose che suonano strane e, come ho fatto io con i dubbi esternati un anno fa, chiedere dei chiarimenti. Gianguido Bazzoni

ACQUA A PESO ORO, RAVENNA LA PIU’ CARA IN REGIONE

La bolletta nella provincia romagnola costa in medio 460 euro a famiglia. A Rimini la spesa è diminuita. Prezzi alti anche a Forlì-Cesena

ROMAGNA - E' aumentato del 43,3% dal 2007 e dell'11,6% nell'ultimo anno il costo dell'acqua in Emilia-Romagna. Lo rileva l'osservatorio prezzi e tariffe di Cittadinanzattiva. L'Emilia-Romagna, con una spesa di 406,5 euro a famiglia, è una delle regioni con il servizio idrico più caro d'Italia, superata solo da Toscana, Marche e Umbria. La città più cara è Ravenna con 460 euro in media a famiglia, seguita da Reggio Emilia con 448 euro e Forlì con 446. La più economica Piacenza, 335 euro. A Rimini l'acqua costa 361 euro, unico capoluogo in cui nel 2012 il costo è dimnuito (-2%). A livello nazionale, una famiglia italiana ha speso in media nel 2013 per l'acqua 333 euro. L'indagine di Cittadinanzattiva si e' concentrata sui costi dell'acqua per uso domestico. I dati sono riferiti a una famiglia tipo di tre persone, con un consumo annuo di 192 metri cubi di acqua (compresa l'Iva al 10 per cento).
La Romagna si consola con la dispersione idrica: le tre province sono sotto la media regionale (24%) con il 22% a  testa. Il trend regionale è peggiorato di due punti percentuali, anche se resta migliore rispetto alla pessima performance italiana (33%). Malissimo Parma, dove viene perduto ben il 41% dell'acqua che passa nelle tubature. Sette anni fa la dispersione era al 32%. Seguono, Modena col 31% e
Bologna col 27%.

sabato 22 marzo 2014

CASA DELLA SALUTE: NON E’ MAI PRIMAVERA PER LE TASCHE DEI CITTADINI


            “Casa della salute a nord della ferrovia per 80.000 euro annui molto probabilmente al Conad la Filanda, sembra uno scherzo ma non lo è.          Abbiamo un ospedale che si sta svuotando e la AUSL cerca di spendere disperatamente 80.000 euro annui, poi ci sarà il trasferimento del laboratorio analisi con relativi costi.        La giustificazione politica a cui si ricorre per giustificare questa operazione è la raggiungibilità, cavalcavia e sottopassi sono sicuramente molto agevoli per le biciclette e mi chiedo quando ci saranno i giovedì di stop del traffico come ci andremo alla casa della salute alla Filanda.
            C’è poi la questione della facilità di parcheggio dopo che si è fatto di tutto in vent’anni per non dotare l’ospedale degli infermi di un parcheggio: il progetto dell’ex assessore Ronchini è stato bocciato dalla AUSL perché doveva fare il pronto soccorso, sono passati sei anni circa e del pronto soccorso e parcheggio nessuna traccia, Malpezzi poi, si era impegnato a chiedere e possibilmente ottenere un parcheggio dove c’è la scuola Europa ma noi ancora non lo abbiamo visto.
            L’ultima questione riguarda le sostanze, i soldi, la AUSL spende, si spende i soldi dei contribuenti, che ormai da qualche anno hanno visto aumentare le imposte soprattutto locali ovvero a favore di Regione e Comune di almeno il doppio.             La Ausl si approvvigiona dalla Regione e spende, spende ormai i nostri risparmi considerato che molti non lavorano, che molte aziende hanno chiuso o sono in crisi.           La AUSL spende come sempre senza un briciolo di responsabilità civica perché tanto il “burocrate” di turno è impunito. A poco vale richiamare il buon senso, a poco valgono le raccolte di firme, a poco vale e lo viviamo sulla nostra pelle votare per chi si era impegnato a cambiare all’interno del PD (Sindaco ormai “compagno” Malpezzi). Siamo ostaggi dei burocrati, siamo sudditi della AUSL ed anche dei comitati di affari cittadini, provinciali e regionali. Io mi appello ai faentini dimostrate di avere una memoria, altrimenti continueranno a beffarsi di voi, a mangiare sopra la vostra testa, scacciate il sentimento di rassegnazione e riprendetevi la città.” Raffaella Ridolfi

VOTO AGLI IMMIGRATI RAPIDI. D’ALEMA E IL PD STANNO PREPARANDO IL TRAPPOLONE


Sbarcate, venite tutti qui, noi vi accoglieremo sulle nostre coste e vi spalancheremo le porte dei centri di ospitalità, non avrete neppure il problema di essere clandestini e non dovrete preoccuparvi di lasciare le impronte digitali. È Massimo D’Alema a togliere dagli imbarazzi Renzi, aiutandolo a dire qualcosa di sinistra così da recuperare quell’elettorato deluso dal modo d’agire un po’ democristiano del nuovo premier. Il solco è sempre lo stesso: considerare il Paese come roba del Pd. E se i presidenti del consiglio non si scelgono attraverso le elezioni politiche ma attraverso le primarie del partito, così anche le strategie che riguardano tutto il popolo italiano vengono misurate sull’esclusivo interesse dei “democratici”. Porte aperte agli extracomunitari, dunque. E sulla scia di quel che è avvenuto alle primarie del Pd (file di immigrati a con le schede in mano e code di nomadi ai seggi, unico modo per raggiungere un quorum credibile di votanti), anche per le elezioni politiche bisogna usare lo stesso trucco. Ecco che parte la grande idea, da realizzare in quattro e quattr’otto, un’idea dettata anche dal fatto che, nonostante il tam-tam mediatico e pubblicitario, il centrosinistra non è riuscito a spiccare il volo: «Bisogna riconoscere il diritto di voto agli immigrati», ha detto D’Alema, a mo’ di consiglio a Renzi. «Noi abbiamo milioni e milioni di immigrati in Europa che costituiscono una parte fondamentale della forza lavoro e queste persone non hanno diritti politici. Si deve riconoscere la cittadinanza italiana e il diritto di voto». L’aiutino a Renzi è bell’e confezionato, ma la strategia vuole che si agisca a bassa voce, altrimenti ci potrebbe essere una reazione contraria da parte della gente. Proprio per questo, sulla notizia molti hanno messo il silenziatore. Fondamentale, per il Pd, è preparare il trappolone e farlo scappare al momento giusto. Del resto, è un vecchio pallino dello stesso D’Alema che esattamente tre anni fa disse che l’Europa avrebbe avuto bisogno di trenta milioni di immigrati. Di questi trenta milioni, quanti dovrebbero spettare all’Italia? La risposta arriva spontanea: dipende da quanti ne serviranno alla sinistra per vincere le elezioni.

QUALI RAPPORTI FRA COMUNE DI RAVENNA E ASD CANOA KAYAK STANDIANA


Il consigliere di Forza Italia Alberto Ancarani ha presentato la seguente interrogazione: "Premesso che a seguito della notizia relativa alla notifica di fine indagini nei confronti della Sen. Josefa Idem per la presunta truffa ai danni del Comune si è evidenziato come per l'apertura delle indagini sia stato necessario l'esposto di un consigliere di opposizione mentre il Sindaco, che aveva analoghe prerogative, non ha ravvisato - nonostante le notizie di stampa più volte emerse - l'opportunità di procedere personalmente con una segnalazione alla magistratura. Rilevato che ora pare che il Comune di Ravenna abbia deciso di costituirsi parte civile in qualche modo cercando di mettere una pezza al silenzio mantenuto fino ai giorni scorsi sul tema."
"Tenuto conto che appare opportuno sgomberare il campo da altri ulteriori sviluppi della vicenda e comunque chiudere in fretta una brutta pagina del sistema di potere del PD nella gestione di questa città. Considerato che è necessario fare piena luce anche sul ruolo della società sportiva Canoa Kayak Standiana. Interroga la S.V. per sapere se e a quale titolo la suddetta società abbia ricevuto contributi e/o riconoscimenti di qualsiasi natura da parte del Comune di Ravenna

IN EUROPA CHIEDONO DI TAGLIARE LE PENSIONI A NOI. A BRUXELLES SE LE AUMENTANO

Mario Giordano A noi chiedono di tagliare le pensioni, loro se le aumentano. Nel 2013 la spesa previdenziale nel bilancio europeo è aumentata del 7 per cento: cioè un miliardo e 399 milioni. Quando nel 2008 si superò la prima volta la barriera del miliardo fu lanciato l’allarme: spendiamo troppo per mandare in pensione i nostri dirigenti. Da allora la spesa è cresciuta del 39 per cento. I funzionari Ue continuano a vivere nell’età dell’oro pensionistica: possono andare a riposo a 63 anni, in prepensionamento a 55 anni, e con il vecchio sistema retributivo, cioè con la pensione calcolata sul 70 per cento dell’ultimo stipendio (alla faccia del severo contributivo imposto a tutti i cittadini europei…). Considerato il fatto che gli stipendi sono tutt’altro che miseri, i vitalizi risultanto notevoli. La pensione media dei funzionari Ue è pari infatti alla bella cifra di 5.700 euro al mese (sottolineo: netti).

venerdì 21 marzo 2014

“I GIOVEDI DEL LAMONE” DOPO BAGNACAVALLO, BRISIGHELLA. SPERPERO DI DENARO PUBBLICO IN STUDI INVECE DI METTERE IN SICUREZZA IL FIUME. POI PIANGONO….IN CASO DI TRACIMAZIONE….


Il via giovedì scorso da Bagnacavallo e proseguiranno giovedì a Brisighella gli incontri del ciclo “I giovedì del Lamone”, promossi dal Comune di Bagnacavallo e dalle associazioni Civiltà delle Erbe Palustri e Geol@b onlus nell'ambito del progetto partecipato “Lamone Bene Comune” Obiettivo degli incontri, è fare incontrare cittadini, associazioni e autorità competenti per scrivere assieme il “Quaderno della vita di fiume”, il vademecum nel quale il cittadino troverà tutte le informazioni necessarie per potere fruire del fiume e dell'ambiente circostante in sicurezza e libertà, dove trovare le indicazioni dei servizi e le istruzioni per eventuali autorizzazioni. Certamente un ulteriore contributo ai tanti studi  sul  Lamone con  i nostri euro  pubblici (europei, Regione, Comuni) ne sono state già spesi a “fiumi”  oltre 3 milioni vedihttp://www.viacialdini.it/tag/studi.html -, fra l’altro l’assurdità del guado  di Brisighella (costo annuale del Comune per la pulizia). Quindici giorni fa abbiamo rischiato grosso per la cattiva manutenzione degli argini del Lamone per il rischio di tracimazioni. Certo che con i fondi per gli studi avessero riparato messa in sicurezza gli argini (tre milioni) sarebbe stata una giusta spesa. Invece i sindaci hanno preferito studi….e   ancora tante e tante parole, parole, parole, e milioni di euro ed nel fiume Lamone…..
 Vincenzo Galassini consigliere provinciale Forza Italia.

PONTE……LUNGO AVANTI TUTTA, SI APRE PRIMA DELLA FINE DI MARZO. EVVIVA!!!!

BAZZONI CHIEDE ALLA REGIONE EMILIA-ROMAGNA IMPEGNO PER LA DISOSTRUZIONE PEDIATRICA


Cconsiderato che, sono  circa 50 i bambini, di cui 30 sotto i 4 anni, che ogni anno muoiono in Italia per incidenti evitabili legati spesso ad ingestione corpi estranei; nel nostro Paese molte scuole materne, elementari ed asili pubblici e privati sono ancora privi della struttura adeguata per ciò che riguarda la formazione ed abilitazione alle manovre di disostruzione pediatriche, come la manovra di Heimlich e di rianimazione; questa formazione ad oggi è solo facoltativa e a discrezione del Dirigente Scolastico; per combattere queste morti evitabili il direttore del Dipartimento di Sanità Pubblica del Policlinico Gemelli e componete del Consiglio Superiore dei Sanità ha affermato: ''servirebbe rendere obbligatoria questa formazione almeno nelle scuole o per chi lavora in luoghi frequentati dai bambini; secondo i dati ufficiali dell'Istat, il 27% delle morti classificate come "accidentali" nei bambini da 0 a 4 anni avviene per soffocamento causato da inalazione di cibo o di corpi estranei, passando nelle fasce d'età 5-9 anni e 10-14 anni la percentuale di morti per soffocamento diminuisce progressivamente (11,5% e 4,7%), ma rimane comunque tra le più significative tra le cause accidentali;  nella fascia di età tra 0 e 4 anni, l'inalazione di corpi estranei è la seconda causa di morte accidentale dopo gli incidenti stradali;  trasformando le percentuali in valori assoluti, risulta quindi che ogni anno in Italia si verificano in media 450 casi di inalazione di corpi estranei, di cui il 60% (270 casi) riguarda bambini; alcune associazioni di volontariato tengono corsi ad hoc gratuitamente. IMPEGNA La giunta regionale: ad attivarsi per disciplinare la materia in modo tale che in ogni plesso scolastico della Regione vi sia personale, docente e non, in numero sufficiente e tecnicamente formato in grado in ogni momento di praticare le manovre di disostruzione pediatrica.          Gianguido Bazzoni

ECCO COME SI E’ TRASFORMATO IN POCHISSIMO TEMPO IL BIMBOMINCHIA DELLA ROTTAMAZIONE.

Renzi, sei solo un gran BUFFONE. Ma quale RINASCIMENTO?. Tu sei l’uomo della decadenza.

Ma come ti permetti di toccare pensioni di 2/3000 euro al mese, di persone che hanno lavorato e pagato Contributi per tutta la vita?. Se hai i COG….I taglia i vitalizi da 30.000, 50.000, 100.000 euro al mese, di gente che non ha fatto mai un ca..o se non avere le amicizie giuste.
Vai a rompere le palle per esempio all’impero dei sindacati, quelle cosche protette che non hanno mai presentato nemmeno un bilancio.
Hai tanta paura dei rossi al punto che sei persino andato in ginocchio alla corte del “nuovo” D’Alema a presentare il suo libro!!!!
Ti è stato chiarito che l’affare dell’appartamento fiorentino in affitto pagato da Carrai può essere usato per far saltare la tua poltrona, se appena ti metti contro le toghe, contro lo zoccolo marxista all’interno del PD, contro i poteri forti?
BUFFONE, BUFFONE, BUFFONE, ti sei presentato come rivoluzionario e innovatore e invece sei il solito inutile IDIOTA, tutto chiacchiere e distintivo.
Ma quale Rinascimento? Attento, non sei Lorenzo il Magnifico, al massimo puoi diventare Renzi lo Squallido.

giovedì 20 marzo 2014

E IO PAGO: SPESE PAZZE IN REGIONE EMILIA-ROMAGNA CONSULTA EMIGRATI NEL MONDO, TRE INDAGATI PER TRUFFA A REGIONE


Ci sono già degli indagati nel fascicolo aperto dalla procura della Repubblica sui costi dell'organismo che si occupa dei rapporti con gli emigrati: 170 mila euro spesi solo negli ultimi due anni, diversi milioni di euro in otto anni. Silvia Bartolini, politica Pd, che guida l'ente dal 2006, non risponde alle domande de ilfattoquotidiano.

Osteggiata, criticata, combattuta. Da anni sembra sempre sull’orlo dell’abolizione. E invece tra un viaggio in Cile e una ricerca sugli stemmi dei comuni, è sempre lì al suo posto, rigorosamente foraggiata da soldi pubblici. Stiamo parlando della Consulta degli emiliano romagnoli nel mondo, organismo creato dalla Regione nel 2006 e guidato fin dalla sua nascita da Silvia Bartolini. Da molto tempo diversi partiti chiedono invano la cancellazione o la revisione. Ora un’altra tegola arriva dalla procura della Repubblica: in seguito a un esposto anonimo i pm di Bologna hanno aperto un fascicolo contro ignoti, con l’accusa di truffa aggravata commessa ai danni della Regione Emilia Romagna. In altre parole gli inquirenti vogliono fare luce sui criteri di assegnazione dei fondi ad associazioni e istituti in Italia e all’estero.

OLTRE 2000 IMMIGRATI SOCCORSI IN DUE GIORNI. NEL 2014 SONO ATTIVATI 13MILA CLANDESTINI, OLTRE 2MILA SOLO NELLE ULTIME 48 ORE. “L’OPERAZIONE MARE NOSTRUM HA FINITO I FINANZIAMENTI


Negli ultimi due giorni sono arrivato più di duemila clandestini dalle coste africane. E tanti altri potrebbero arrivarne nelle prossime ore impegnando al cento per cento le navi della Marina Militare impegnate nel dispositivo interforze "Mare Nostrum", in collaborazione con le motovedette della Capitaneria di Porto e con tre navi mercantili. Un’operazione che, a detta del capo di Stato maggiore della Difesa Luigi Binelli Mantelli, ha ormai esaurito i finanziamenti straordinari e opera solo grazie al bilancio ordinario della Forza armata. È un lavoro incessante. Non appena il brutto tempo ha lasciato il Sud Italia, i barconi provenienti dal Nord Africa hanno ripreso a solcare il Mar Mediterraneo. Uno dopo l'altro, puntano le coste della Sicilia e della Calabrai per avere uno sbocco sull'Europa. Dal Sud al Nord Italia il passo è breve e l'ondata sempre più ingente. Ai 596 migranti salvati dalla fregata Grecale e dalla corvetta Sfinge il 17 marzo, e in arrivo questa mattina nel porto di Augusta, si sono aggiunti gli interventi effettuati dalla nave anfibia San Giusto, dalla fregata Euro e dal pattugliatore Cigala Fulgosi della Marina Militare in collaborazione con le motovedette della Capitaneria di Porto 302 e 315. Sono state messe in mare anche tre unità mercantili dirottate dal Comando Generale delle Capitanerie di Porto. In Calabria una nave a vela è stata intercettata dalla Guardia di finanza a 28 miglia da Capo Spartivento.

MILANO, ESPOSTO SU BRUTI LIBERATI: IL CSM APRE UNA PRATICA


Il Consiglio superiore della magistratura ha deciso di andare a scavare sulla gestione dei fascicoli e sul ruolo del capo dell'ufficio
Luca Fazzo - Se qualcuno sperava che l'esposto del procuratore aggiunto Alfredo Robledo sulle strane procedure della Procura di Milano restasse senza conseguenze, è destinato a rimanere deluso: questa mattina, con una decisione che colpisce per la sua rapidità, il Consiglio superiore della magistratura ha deciso di andare a scavare sulla situazione interna alla Procura milanese, sulla gestione dei fascicoli d'inchiesta e sul ruolo svolto dal capo dell'ufficio, Edmondo Bruti Liberati.  Il Csm, cui il 12 marzo scorso era arrivato il pesante atto d'accusa firmato da Robledo, ha deciso di aprire non una ma due istruttorie. Una sarà affidata alla settima commissione, chiamata a vigilare sull'organizzazione interna degli uffici giudiziari. Ma l'altra approderà sul tavolo della prima commissione, che si occupa del versante più delicato: la verifica della "compatibilità ambientale" dei magistrati e i loro eventuali trasferimenti d'ufficio. Nel mirino c'è Bruti Liberati, nei cui comportamenti Robledo ravvede una serie non episodica di trattamenti di favore verso alcuni magistrati considerati affidabili, cui vengono destinati i fascicoli più delicati (da Ruby alla Sea) anche in violazione delle tabelle sui pool specializzati. A Bruti Liberati, Robledo contesta anche di avere dimenticato in cassaforte - per sua stessa ammissione - il fascicolo di indagine sulla privatizzazione di una quota della Sea da parte del Comune di Milano. Quando finalmente il fascicolo uscì dalla cassaforte, la vendita di Sea era ormai cosa fatta. La decisione del Csm era stata invocata già l'altro ieri dai membri togati di Magistratura Indipendente, la componente moderata cui anche Robledo (pur non essendo iscritto) fa riferimento. Che Bruti Liberati venga trasferito d'ufficio per le accuse di Robledo non è, alllo stato degli atti, particolarmente probabile. Bruti ha dalla sua parte quasi tutta la Procura milanese, almeno nei suoi esponenti più in vista. E può rivendicare, come la legge gli consente, di avere esercitato in questi mesi il suo ruolo gerarchico assegnando i fascicoli in base alle proprie scelte. Ma le deroghe agli automatismi, spiegano fonti giudiziarie, devono sempre essere motivate e non tradursi in atti arbitrarii del capo della Procura, che non può circondarsi di un <cerchio magico> di fedelissimi. Per questo l'apertura delle due inchieste del Csm potrebbe avere tra le conseguenze quella di mettere a rischio la riconferma di Bruti come capo della Procura milanese: il suo mandato scade la prossima primavera, e potrebbe essere rinnovato per un altro quadriennio. Ma serve una valutazione positiva che a questo punto non appare più scontata.

FAENZA DEGRADO MANTO STRADALE VIE CITTADINE


La condizione del manto stradale delle vie cittadine è seriamente compromesso e lo stato di degrado è generalizzato; vi sono alcune arterie stradali dove si snoda gran parte del traffico cittadino che sono piene di buche e sono un pericolo per gli automobilisti e non solo; anche i marciapiedi sono generalmente in condizioni disastrose; la segnaletica stradale orizzontale è spesso stinta. Interroga il Sindaco e la Giunta per conoscere se gli uffici hanno stimato le necessità finanziarie per rendere ripristinare nelle strade cittadine di un manto stradale in condizioni accettabili e del caso a quanto ammontano ed in quanto tempo si pensa di provvedere; se sono stati valutati e presi in considerazione tutti gli accorgimenti tecnici per permettere la riparazione anche parziale delle strade comunali;
se è stato predisposto un piano di intervento anche con la Provincia di Ravenna per quanto di loro competenza; se non ritenga che procrastinare un intervento importante sulle strade possa rendere ancor più accentuato il degrado attuale. Raffaella Ridolfi

CASTEL BOLOGNESE: LISTA “CAMBIAMO INSIEME”


mercoledì 19 marzo 2014

IL PIANO DI RENZI: CHIUDE LA CASERMA DEI CARABINIERI DI REDA, IN FORSE ANCHE BRISIGHELLA.


Dal Corriere Romagna – Tocca anche il Faentino e il Lughese la soppressione di 385 caserme o presidi delle forze dell’ordine in Italia. La razionalizzazione in atto rientra nelle misure predisposte dal premier Matteo Renzi in ottemperanza alla spending review, tese a recuperare una cifra di 700 milioni di euro. Le linee del piano sono già tracciate  e prevedono chiusure, accorpamenti, trasferimenti in immobili del demanio, che frutterebbero quanto preventivato in termini di risparmi per affitti e incassi dalla vendita degli immobili. Nel mirino della riforma rientrerebbero anche i presidi della polizia stradale di Faenza e Lugo, la caserma dei carabinieri di Brisighella. Si salverebbe invece quella di Fognano, perché già insediata in un immobile dello Stato. A Reda i carabinieri dovrebbero traslocare entro un mese: il personale (4 militari) verrebbe dirottate a rinforzare le caserme di Granarolo e di Faenza Borgo. La polizia stradale di Faenza, come quella di Lugo, verrebbe soppressa e il personale accorpato ai locali commissariati che vedrebbero rinforzare gli organici e quindi ipoteticamente disporrebbero di più pattuglie con cui coprire meglio il territorio.
Nel determinare le scelte si sarebbero valutate quelle situazioni di grosse spese nel mantenere persone a poca  distanza da altri comandi. .Cento milioni, estrapolati dai 700, entrerebbero dalla riorganizzazione dei vigili del fuoco. Accorpamenti si profilano anche per PoliPolfer, polizia postale e informatica. Il riordino , secondo le note di Palazzo Ghigi, consentirà di recuperar circa 10.0600 uomini. I sindacati però non ci stanno. E in vista della riunione convocata dal ministro Angelino Alfano sollevano il polverone della protesta.

ECCO COME IL CENTRO DESTRA E FORZA ITALIA SI PREPARANO AL VOTO DI MAGGIO I CANDIDATI SAVELLI A CERVIA ALLA SPERANZA PER LA LISTA DI RUSSI


di Federica Angelini  - Alle prossime amministrative l’obiettivo è uno ed è sempre quello, le strategie, invece, possono cambiare di comune in comune. Mentre è ormai completo lo scacchiere dei candidati sindaci del Pd per le prossime elezioni, ancora si sta definendo la compagine del centrodestra e per quella che dovrebbe affermarsi come la maggiore forza dello schieramento, la nuova Forza Italia. Ci facciamo spiegare alcuni passaggi dall’ex coordinatore provinciale Alberto Ancarani che in questa fase, in attesa di nomine sul territorio da Silvio Berlusconi, sta affiancando nel lavoro preparatorio alla tornata elettorale Gianguido Bazzoni, consigliere regionale.
Cervia: (quasi) tutti uniti nel sogno di un ballottaggio
A Cervia come noto già da qualche settimana, il centrodestra è riuscito a far tornare Paolo Savelli sui propri passi dopo che il giovane avvocato, al momento della scissione del Pdl, aveva consegnato la dimissioni dal partito di cui era vicecoordinatore e dal consiglio comunale dove era stato il più votato. Oggi a sostenerlo ci sono insieme Forza Italia, Ncd, Pri e Udc. Si smarca la Lega Nord che invece si dice più interessata eventualmente al progetto totalmente “civico” di Progetto Cervia che candida Michele Fiumi (il quale però ha già detto no, grazie, all’ipotesi di una coalizione). «Secondo noi la Lega in questo caso sbaglia, anche perché Fiumi non è certo più “civico” di Savelli stesso». Peraltro a Cervia la lista dei candidati è assai fitta poiché annovera anche il comunista Antonio Antonelli, oltre al grillino Alessandro Marconi e al candidato Pd Luca Coffari che si presenta in coalizione con Sel e un’altra lista civica, Cervia Domani. Forza Italia e il centrodestra sarebbe disposta a eventuali alleanze in caso di ballottaggio? Al momento non è dato sapere, di certo c’è che Savelli punta a essere, comunque vada, almeno il secondo perché, Ancarani ne è convinto, Fiumi e Progetto Cervia valgono meno in termini di voti di quanto credono.
Lugo: con la Lega Nord, sperando in Verlicchi
A Lugo la situazione non è più semplice che a Cervia, anzi. Qui il Pd candida il giovane Luca Ranalli in coalizione per ora con Sel. Dovrà vedersela con un candidato grillino, una lista civica guidata dallo scrittore Gian Ruggero Manzoni, il comunista assessore provinciale Secondo Valgimigli, il verde Gabriele Serantoni e soprattutto, quelli che molti danno come la minaccia più concreta in termini di consensi: Silvano Verlicchi della lista civica “Per la buona politica”. Qui Forza Italia, intenzionata comunque a

GIUSTIZIA ITALIANA VA IN DIREZIONE OPPOSTA RISPETTO A QUELLA EUROPEA


Dichiarazione dell’onorevole Renato Brunetta, presidente dei deputati di Forza Italia: “Ancora una volta la giustizia italiana va in direzione opposta rispetto a quella europea. Dieci giorni fa la Corte europea dei diritti dell’uomo condannava l’Italia perchè applicava due sanzioni per lo stesso fatto. Oggi la Corte di Cassazione, confermando la pena accessoria dell’interdizione dai pubblici uffici per due anni nei confronti di Silvio Berlusconi nel processo Mediaset, raddoppia la pena per un fatto già sanzionato dalla legge Severino. La storia è piena di questi casi, ci sarà pure un giudice a Strasburgo”.

DIECI PAROLE CHIARE SU RENZI E IL NOSTRO PATTO, LA POLITICA DEI DUE FORNI NON REGGE PIU’


“1) L’incontro di Matteo Renzi con Angela Merkel, è stato un puro dono propagandistico offerto dalla Cancelliera di Berlino al giovane visitatore. Se si ripercorrono le parole pronunciate negli incontri con i precedenti premier si vedrà che ha sempre detto bravo bene bis”. Lo scrive “Il Mattinale” (www.ilmattinale.it), la nota politica redatta dallo staff del gruppo Forza Italia della Camera dei deputati.
“2) La Merkel si è vista confermata nel ruolo di esaminatrice dei nostri compiti a casa. Renzi non li ha svolti, ha solo chiesto il permesso di spostare un paio di decimali per poter  riuscire a taroccare le buste paga prima delle elezioni europee. Permesso, pare, forse, non si sa, si vedrà, accordato”.
“3) Tutto purché stia lontano Berlusconi. Questo comportamento della Merkel  serve allo status quo dell’egemonia tedesca, che non vuole nessuno che proponga vigorosamente nuovi equilibri europei basati sulla realtà delle economie, delle culture, dei valori veri”.
“4) Noi oggi abbiamo depositato alla Camera una risoluzione in vista del Consiglio europeo di giovedì e venerdì. Noi ci assumiamo lì come compito vero per il benessere dell’Italia un piano di riforme che dia corpo e sostanza alle sei raccomandazioni che la Commissione europea ha fatto all’ Italia quando è stata chiusa la procedura di infrazione per deficit eccessivo lo scorso giugno”. 
“5) Una volta messe nero su bianco le riforme, farle approvare dal Parlamento. Quindi negoziare con l’Europa maggiore flessibilità sul deficit e sul Fiscal Compact”.
“6) Il governo darà voto favorevole alla nostra risoluzione? Non ci interessa la forma ma la sostanza. È d’accordo o no con questa impostazione?”
“7) Finora abbiamo capito che dietro gli annunci, recitati con un contorno di mandolini però elettrici, anzi elettronici, c’è la volontà di fare altri debiti per dieci miliardi, senza coperture e neanche senza progetti seri per averle a tempo debito”.
“8) Questo rifiuto delle nostre posizioni si accompagna a uno strano atteggiamento dilatorio e lassista sulle questioni della legge elettorale, messa dopo la riforma del Senato, anzi di tutti i ritocchi costituzionali”.
“9) Ripetiamo due concetti. Pacta sunt servanda ac publicanda. Facciamo cantare le carte sugli accordi. I due forni. Diventa sempre più chiaro che non è possibile che vivano contemporaneamente e serenamente due maggioranze configgenti. Una politica, un’altra istituzionale”
“10) Il bene del Paese non è diviso in due. È uno solo. E lo sbaglio grave in campo economico uccide l’Italia, rendendo tardive e dunque inutili anche le riforme istituzionali. O in maggioranza o all’opposizione. Tertium non datur”, conclude ‘Il Mattinale’.

martedì 18 marzo 2014

CANDIDABILE CANDIDABILISSIMO, PAROLA DI COSTITUZIONALISTA (Prof. GIOVANNI GUZZETTA)


Giovanni Guzzetta su Il Giornale - Il diritto di candidarsi e di essere eletti, riconosciuto dai trattati europei e dalla Carta dei diritti fondamentali Ue, non può essere compresso da una norma interna italiana della legge Severino che, illegittimamente, verrebbe applicata nel caso Berlusconi a fatti commessi prima della sua entrata in vigore.  L’Ufficio elettorale presso la Corte d’appello, come organo amministrativo, potrebbe riconoscere che esiste un diritto europeo prevalente e non si può applicare la legge Severino. Le sanzioni penali e quelle accessorie non possono essere applicate in modo retroattivo: la raccolta di firme a sostegno di Berlusconi è un’iniziativa politica legittima che avrebbe effetto immediato. Se si respingesse la candidatura di Berlusconi alle elezioni europee, si potrebbe ricorrere al giudice ordinario che, in caso di accoglimento, potrebbe ritenere immediatamente disapplicabile la Severino o proporre una questione davanti alla Corte di giustizia dell’Ue o ricorrere alla Consulta.
Se né l'organo amministrativo né quello ordinario riconoscono il diritto di Berlusconi a candidarsi, dopo il voto si potrebbe impugnare la decisione di fronte al giudice ordinario, o secondo altra opinione davanti al Tar, che potrebbe sollevare la questione davanti alla Corte di giustizia dell’Ue o alla stessa Corte costituzionale.  Per quanto riguarda l’interdizione dai pubblici uffici, come pena accessoria della condanna di agosto, che la Cassazione potrebbe confermare prima di metà aprile, data ultima per presentare le candidature, si tratterebbe di applicare il codice penale e non la legge Severino.

DONATELLA DONATI CANDIDATA SINDACO DI LUGO.



FORZA ITALIA di Lugo nel salone Estense della Rocca  ha presentato il candidato Sindaco di Lugo nella figura della prof. DONATELLA DONATI, unica donna fino ad oggi che correrà per la carica di Sindaco di Lugo. Donatella tenterà di guadagnarsi uno dei due posti che darà diritto ad essere presenti al ballottaggio dell'8 giugno. AUGURI DONATELLA

E IO PAGO: IMPARA LUPI E TUTTI GLI ALTRI MINISTRI!


TERREMOTO IN TEMPO REALE: DOMENICA 16 ORE 22,49 NUOVA FORTE SCOSSA TRA EMILIA E TOSCANA


Oggi, 16 marzo 2014, l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia di Roma ha registrato due nuove scosse tra l’Emilia e la Toscana. La prima scossa, di magnitudo 3.2, è stata registrata alle ore 22,49 di oggi ed è avvenuta ad una profondità di chilometri 25,6. I comuni vicini all’epicentro del terremoto sono stati i seguenti: PORTICO E SAN BENEDETTO, TREDOZIO, DOVADOLA, MODIGLIANA, PREMILCUORE, ROCCA SAN CASCIANO  in provincia di Forlì Cesena e BRISIGHELLA, CASOLA VALSENIO, RIOLO TERME in provincia di Ravenna, MARRADI, PALAZZUOLO SUL SENIO, SAN GODENZO in provincia di Firenze. La scossa è stata avvertita anche in alcuni quartieri di Firenze e da tutte le città vicine alla costa adriatica emiliana. Centinaia sono state le chiamate ai vigili del fuoco che hanno effettuato solo qualche intervento per alcuni cornicioni pericolanti. La popolazione delle zone colpite dal sisma subito dopo l’evento sismico per paura si sono riversate per strada. La protezione civile locale si è subito messa in moto per le verifiche di rito. Al momento non vi sono notizie di danni né a strutture né a persone. Subito dopo la prima scossa alle ore 22,50 è stato registrato un nuovo evento di magnitudo 2.4  avvenuto ad una profondità di chilometri 27,4. Non è escluso che durante la notte ci siano altre repliche anche di magnitudo pari o addirittura superiori al primo evento sismico di stasera.