martedì 31 dicembre 2013

SILVIO BERLUSCONI: CAMBIARE L’ARCHITETTURA ISTITUZIONALE. RIFLESSIONI


 Il Presidente Berlusconi, al telefono con giovani militanti campani, ha detto che a fine maggio andremo a votare anche per le politiche. Ma non ci si va a zonzo, quasi a cogliere i frutti del disastro di Letta & c. Occorre il massimo sforzo da parte di tutti (tutti!) per riconquistare i consensi degli indecisi e di coloro che hanno votato Grillo. Un compito. Insegnare agli italiani come si vota: solo per i partiti grandi, solo ottenendo il 50 per cento più uno dei consensi (seggi) l'Italia sarà davvero governabile e si potrà cambiare. Memento per tutti. E intanto...
Domandina – Ma non erano tutte e tre di scuola democristiana? Solo che il sindaco di Firenze è il più sveglio di tutti: capito che il duo Letta&Alfano è perdente ha deciso di mollarli, di lasciarli al loro destino per non pagare il prezzo di una parentela evidente per tutti.
Rimpasto – Altro che rimpasto per salvarsi. Più che altro "fiero pasto", Renzi se li vuole mangiare, per ora gioca come un gatto con il topo. Vedremo se è conseguente o è solo tattica del tipo: Renzi tanto miagolò che lasciò vivere il topolino nel formaggio
Governo di scopo – La proposta di Silvio Berlusconi, espressa già a novembre, è chiara. Via Letta subito. Governo di scopo. Due cose da fare. 1) Legge elettorale maggioritaria, da discutere in primis tra Berlusconi, Grillo e Renzi (ordine alfabetico) in vista di elezioni da tenersi insieme con le europee il 25 maggio; 2) La casa degli italiani brucia. Oltre che la questione della democrazia, cui si rimedia con il voto, c'è la tragedia del lavoro. Non è che in attesa di elezioni non si fa nulla. Visto che Letta con Saccomanni si è dimostrato incapace a tutto salvo le marchette, avanti con un nuovo governo, breve, pochi mesi. Provvedimenti sul lavoro. La base di proposta di Renzi è interessante, noi abbiamo la nostra che lo è di più. Lo abbiamo già dimostrato.
Alfalassie – Angelino, è la grande occasione per tornare e vincere insieme. Prima che a staccare la spina sia Renzi, che oggi ti ha sbertucciato come berlusconiano, quasi fosse un insulto, riscattati e molla teatro e burattini. Torna a casa, e da' a Forza Italia il tuo importante contributo. Non credere a chi dice che le porte sono già chiuse. Vogliamo riconquistare i grillini, figurati se lasciamo per strada nostro fratello... W Berlusconi, W il berlusconismo, W i berlusconiani, alla faccia di Renzi.
Coniglione – S'ode il ruggito sinistro del coniglione (grande coniglio). Mario Monti dà manforte a Renzi, e lo fa da sinistra. Si era collocato al centro per rubare voti a Berlusconi, farlo perdere, come si è vantato, e trasferirli contro natura a sinistra. Coniglione (grande coniglio) a vita.
Mps – Che farà Renzi con il Monte dei Paschi di Siena? Il sindaco di Siena è un renziano. Che fa? Obbedirà alla linea? E quale linea? O nessuna linea? Il silenzio di Renzi sul tema è "operoso"? Avanti rispondi, mostra che non sei D'Alema, togli le zampe della politica dalla banca, e taglia le unghie dei tuoi che lo fanno... Se ci sei batti un colpo.

RIDOLFI: TRENTAQUATTRESIMO ANNIVERSARIO DELLA MORTE DI PIETRO NENNI


Il 31 dicembre spengiamo Napolitano e facciamo sventolare il tricolore faremo un atto di protesta sacrosanta. Pietro Nenni scriveva nel suo ultimo articolo "Rinnovarsi o perire" "Tutto è in questione, tutto è posto di fronte all’alternativa di rinnovarsi o perire", un invito, un ammonimento. Certo è che, letta trenta quattro anni dopo, la frase di Nenni mantiene intatta la sua grande forza ideale e morale. Pietro Nenni moriva trentaquattro anni orsono il 1 gennaio del 1980, quando ormai il PSI era saldamente nelle mani del suo delfino, Bettino Craxi. Il PSI sotto la guida di Bettino Craxi intraprenderà la stagione della sua modernizzazione attraverso il percorso del “socialismo tricolore” per poi concludere la sua centenaria storia sotto i colpi dei comunisti alleati con le toghe rosse. Pietro Nenni, che era nato Faenza, isola bianca della Romagna, il 9 febbraio 1891 da una famiglia umilissima e che era stato amico di Mussolini, ha rappresentato per oltre mezzo secolo la storia e gli ideali del Socialismo e del Partito Socialista Italiano. L’ultimo ricordo che ho di uno dei “famosi comizi” di Nenni è del 1974 a Faenza nel vecchio palasport e poi al Circolo Bubani dove il vecchio leader era accompagnato proprio da Craxi. Ricordo anche con sofferenza come negli anni del “prodismo incipiente” a Faenza i catto-comunisti volessero addirittura cancellare Piazza Pietro Nenni e come noi di Forza Italia ci battemmo perché ciò non avvenisse.  Bettino Craxi, Pietro Nenni e Giuseppe Saragat rappresentano l’orgoglio socialista che si riprende la rivincita storica contro il Pci e la Dc del compromesso storico. Anche Forza Italia partecipa a questo ricordo perché ha dalla sua la realtà dei numeri e dei consensi che dicono che tra coloro che votavano per il Psi il 50% sceglie Forza Italia, il 20% si astiene e il restante 30 è diviso tra PD e gli altri partiti. Parlare di Nenni significa parlare anche degli anni del frontismo e della peculiare e paradossale situazione di fine anni ’40 quando Nenni e il Psi avevano i voti e i militanti, Saragat e il Psdi la classe dirigente e i quadri intermedi. Nella primavera del 1947 De Gasperi si recò negli Usa ed al rientro estromise comunisti e socialisti dal governo varando una formula di governo quadripartito centrista composta, oltre che dalla Dc, dai repubblicani di Pacciardi (Pri), dai liberali di Einaudi (Pli) e dai socialdemocratici di Saragat (Psli) che assumerà la Vicepresidenza del Consiglio dei Ministri. Dopo l’invasione sovietica dell’Ungheria (1956) magnificata da Giorgio Napolitano, Nenni si riavvicinò a Saragat, proponendo ed ottenendo la riunificazione tra le due diverse anime del socialismo italiano e, dopo aver intrapreso la via dell’autonomismo, giunse a collaborare al governo con la DC di Fanfani e di Moro, con il PSDI di Saragat ed il PRI di Ugo La Malfa come vice presidente del consiglio e poi ministro degli esteri. Subì a sinistra la scissione del Psiup (1964) ma avviò nel 1966 la riunificazione con il Psdi di Saragat, destinata però a durare solo tre anni. Oggi possiamo tranquillamente affermare che la posizione antisovietica di Saragat fu assai lungimirante e vincente e poi confermata, nell’ultimo decennio del Novecento, dagli stessi avvenimenti storici. Saragat assunse ben presto posizioni riformiste moderate e filoatlantiche in contrasto con tutti gli altri partiti socialisti, socialdemocratici e laburisti d’Europa aprendo la strada all’autonomismo nenniano ed al riformismo craxiano. De Gasperi, Saragat, La Malfa il 18 aprile 1948 sconfissero, il Fronte Democratico Popolare, con Berlusconi i socialisti sconfiggeranno nel ’94 la gioiosa macchina da guerra di Occhetto ed ancora fermeranno i catto-comunisti nel 2001 e nel 2008 sempre con Silvio Berlusconi. Il più grande errore di Nenni, fu la lista unitaria composta, dal Pci, dal Psi e da alcuni ex esponenti del Partito d’Azione, che fortunatamente ottenne uno scarso 32% dei consensi. In questa competizione elettorale Giuseppe Saragat si presentò alla guida di una lista, composta dal suo Psli e da alcuni ex membri del Partito d’Azione che non avevano aderito al tandem Togliatti-Nenni, con il nome di Unità Socialista conquistando un eccellente 7 % di voti: questo fu il più significativo risultato mai conseguito dai socialisti riformisti prima di Craxi. Saragat fu uno dei sostenitori dell’apertura ai socialisti di Nenni che dopo i fatti d’Ungheria del 1956, avevano abbandonato l’opzione frontista con i comunisti di Togliatti. Contro Saragat e Nenni e poi contro Craxi, che hanno lasciato morire ad Hammameth, si scateneranno le ire e le accuse di tradimento della classe operaia, dei comunisti, che oggi in maniera ipocrita e strumentale sono anche disponibili, incoraggiati dai “socialisti opportunisti con la sindrome di Stoccolma”, ad usurparne l’eredità e a riproporre il fronte popolare e il compromesso storico con Letta Renzi Alfano Napolitano Vendola  e compagnia cantante.

E IO PAGO: TERRE NALDI


Adesso che a Terre Naldi fanno le patate, sotto utilizzando il laboratorio di enologia, quando renderanno i famosi 640.000 euro al Comune di Faenza? Considerato anche in questo anno gli è stata retrocessa sempre dall’amministrazione comunale la bella somma di 530.000 euro circa per la vendita di terreni venduti all’asta. Se si sommano le varie tranche di denaro che il Comune ha indirizzato a Terre Naldi, a vario titolo e per varie cause, negli ultimi 4 anni, tra cui ci sono anche i danni di un furto subito nel 2006, siamo alla considerevole cifra di 1.380.000 euro circa.   Allo sbandieramento di bilanci sostenibili fatto già due anni fa dal Sindaco non ci crede più nessuno anche perché quei bilanci erano viziati da contabilizzazioni erronee. Ci dispiace che nonostante le nostre sollecitazioni all’assessore competente, poi dimessosi, non si sia mai seriamente preso in esame un dibattito ed un confronto su un futuro sostenibile per Terre Naldi..
A proposito di priorità questa somma si che sarebbe interessante recuperare per fare un po’ di asfalti in città. Raffaella Ridolfi

venerdì 27 dicembre 2013

SOCIETA' CSM E FANNO DUE….ESPOSTI ALLA CORTE DEI CONTI


Ho appreso dalla stampa che anche il Consigliere comunale di Ravenna Alvaro Ancisi ha presentato un esposto alla Corte dei Conti sull’affare CSM. Già nel 2011 la sottoscritta assieme ad altri consiglieri del PDL presentò un altro esposto proprio alla Corte dei Conti e al Ministero dell’Interno per chiedere una verifica della gestione della società CSM partecipata al 100% dal Comune di Faenza e soprattutto dell’acquisto da parte dell’Amministrazione comunale delle quote residue dei privati in presenza di un passivo della società. Il passaggio dei terreni a Ravenna Holding del CNR 1 per un importo quasi pari ai debiti del CSM lo denunciammo già a suo tempo a mezzo stampa quando la possibilità fu inserita nel Piano di sviluppo di Ravenna Holding all’atto dell’entrata del Comune di Faenza nella società. Le vicende della società CSM e dello Scalo Merci sono assai complicate e non prive di punti oscuri, primo fra tutti se questo scalo è pubblico o privato, dettaglio non da poco visto che si sono espropriati terreni per costruire un’opera pubblica e oggi invece si dichiara che verrà realizzato uno scalo merci privato. Si dice che a breve dovrebbero iniziare i lavori, e dopo quattordici anni speriamo che questo non si materializzi solo nell’apposizione di un cartello di inizio lavori che perpetrerebbe la presa in giro nei confronti dei cittadini.   Scaricare i debiti fatti, i buchi della società CSM, su Ravenna Holding è stata una mossa abile da parte degli amministratori di Faenza ma comunque censurabile, se si considera  che i proventi di Ravenna Holding derivano in grande parte dalle tariffe pagate dai cittadini.
Quest’operazione tenta inoltre di mascherare le responsabilità politiche e amministrative di una classe dirigente che ha governato ininterrottamente la città negli ultimi vent’anni e che non è riuscita a realizzare un’opera in ben quattordici anni e ha creato solo in questa partita debiti per tre milioni e centomila euro.  Attendiamo fiduciosi che la Corte dei Conti si interessi del caso viste le sollecitazioni arrivate sia da Faenza e da Ravenna. Raffaella Ridolfi

DUE PESI E DUE MISURE?


Qualche anno fa quando fu fatta la pavimentazione delle vie del centro storico fu richiesto ai proprietari dei chioschi delle edicole presenti nella Piazza di provvedere all’ammodernamento della loro edicola secondo canoni e criteri ben precisi. Considerato che ad oggi una delle due edicole non risulta essere stata mai rinnovata mentre l’altra si. Interroga il Sindaco e la Giunta Per conoscere da che cosa deriva questa diversità di trattamento nei confronti dei due edicolanti;  se non ritenga opportuno attivarsi affinché venga eliminata al più presto questa disparità e si provveda a compiere le ristrutturazioni richieste. Raffaella Ridolfi

A PROPOSITO DI SPERPERI NELLE FARMACIE PUBBLICHE


Alcuni anni fa la Giunta Casadio aveva iniziata una trattativa con Ravenna e Forlì per verificare se era opportuno unificare le tre aziende di gestione delle rispettive farmacie pubbliche (tra cui Sfera da noi partecipata), ma il tentativo era fallito; tale decisione fu preceduta da un oneroso studio di fattibilità probabilmente non più attuale; ad oggi sembra chiaro il perché viste le difficoltà gestionali che già stava incontrando Ravenna; la trattativa proseguì per qualche tempo con Forlì che poi decise a sua volta di mantenere la propria autonomia e rinunciare. Nel frattempo la situazione ravennate è divenuta sempre più preoccupante; nel febbraio scorso abbiamo infatti appreso dalla stampa che “la società che gestisce le 10 farmacie pubbliche ravennati (e 6 farmacie di altri 4 comuni della provincia) ha accumulato un deficit di 545.312 euro; le cause del dissesto risalirebbero soprattutto alla gestione del magazzino e di alcune farmacie, agli oneri per la mensa, per le consulenze (salite da 100.000 a 163.000 euro negli ultimi due anni), ai premi per i dirigenti; tutto ciò ha generato per la prima volta un bilancio in passivo, anche se qualche segnale emergeva già dai precedenti esercizi; Il consigliere comunale che ha sollevato il problema, ha presentato un esposto alla Corte dei conti “affinché si risalga alle cause e alle responsabilità del dissesto perché siano rimosse, evitando che mettano a rischio il posto di lavoro dei 180 dipendenti, oltre a produrre altri gravi danni alle Casse del Comune e al patrimonio dei cittadini, pari a 27 milioni di euro”. il nuovo Presidente di Sfera nel corso di una intervista al Resto del Carlino, accanto ad alcune indicazioni interessanti per lo sviluppo dell’azienda, accenna ad una eventuale ripresa in considerazione di ipotesi di fusione con aziende dei territori limitrofi. Considerato che le fusioni che finora abbiamo subìto per assecondare interessi estranei alla città ci hanno sempre penalizzato e non hanno mai raggiunto gli obiettivi indicati: ASL, Banca di Romagna, Ex Azienda municipalizzata, Conami. Interroga il Sindaco e la Giunta per conoscere, considerato quanto sopra esposto, se non ritenga opportuno sconsigliare vivamente al neo Presidente di intraprendere tale via per non legare il suo nome ad una scelta che nessuno ha ritenuto giustamente di dover intraprendere e che si rivelerebbe sicuramente deludente;  e che si eviti ogni ripresa di trattative, specie con soggetti in evidenti difficoltà, che potrebbero presentare rischi finanziari e patrimoniali elevati ed imprevedibili per la società Sfera e per il Comune con conseguenti responsabilità per gli amministratori dei due organismi. Raffaella Ridolfi

VERGOGNA, DUE PESI E DUE MISURE: ROMA HA 800 MILIONI DI DEBITO E TUTTI GLI ITALIANI DEBBONO PAGARE INVECE DEI LORO SINDACI RESPONSABILI.


Il governo Letta, a fine ottobre, aveva varato il decreto salva Roma e ritirato per Natale per impedire il fallimento del Comune capitolino che vanta 800 milioni di debito: se fosse scoppiato prima lo scandalo dei biglietti Atac a Roma, non so con quale faccia il Consiglio dei ministri si sarebbe accollato l’onere non solo politico ma anche etico di finanziare una realtà che appare essere fin troppo marcia. Non si può andare avanti con due pesi e due misure, cioè imporre alla maggioranza delle Regioni, dei Comuni delle Provincie e dei cittadini norme di austerità assurde, incongruenti e sempre più pericolose per la nostra economia e società civile, per poi tamponare dirottando centinaia di milioni le falle del malgoverno e della corruzione a Roma. Ricordo quando il sindaco Marino, commentando l’ultimo decreto Salva Roma del Consiglio dei Ministri, parlò del nodo del Trasporto pubblico locale e oggi quelle parole e quelle cifre, se proiettate sullo sfondo dello scandalo dell’Atac, assumono una valenza molto singolare. Lo scandalo Atac esplode proprio nei giorni in cui parte il festival del Cinema capitolino, incredibile e costoso doppione, rispetto a manifestazioni consolidate come il Festival di Venezia o anche solo quello di Torino: ve lo immaginate in Francia se Parigi volesse fare concorrenza a Cannes? Scoppierebbe una rivolta, una rivolta ancor più motivata vista la situazione economica-finanziaria della capitale italiana. Lo scorso anno questa manifestazione, come ebbe a dire lo stesso Zingaretti, vuota di contenuti e ricca solo di tanta apparenza, costò attorno ai 12 milioni e mi chiedo se in una città che ha più di 800 milioni di debito e situazioni di fallimento etico come quella dell’Atac abbia senso spendere i soldi pubblici in questo modo. Insomma, c’è chi vive ancora immerso nella Dolce Vita, chi se la gode tanto poi arriva il governo con il decreto salvatutti mentre la maggioranza dei cittadini sono immersi nei problemi. Tutto ciò sembra un insulto a tutta quella parte del paese, romani compresi, che stanno vivendo giorni veramente drammatici. No ad un altro decreto salva Roma, comincino i romani a risparmiare ma in modo particolare  fare pagare ai responsabili del fallimento cominciado da alemanno, Rutelli, Veltroni, ciccio Bello, altrimenti saremo sempre da capo.

lunedì 23 dicembre 2013

TERREMERSE, QUEL MILIONE E’ DA RESTITUIRE. IMMAGINATE COSA SAREBBE SUCCESSO SE FOSSE SUCCESSO AL CENTRO DESTRA!!!!


Sentenza del Tar sul ricorso presentato contro la decisione della Regione di revocare il finanziamento.  Il milione di contributi che Terremerse ottenne dalla Regione per la costruzione della cantina di Imola, va restituito a viale Aldo Moro. E non importa se nel frattempo l’azienda è stata incorporata nella Cantina dei Colli Romagnoli: la restituzione spetta a quest’ultima su cui, però, non può gravare anche la sanzione amministrativa della Regione. Dunque, non dovrà pagare anche gli interessi, pari a 354mila euro, e non dovrà essere sospesa per tre mesi da ulteriori agevolazioni. Così ha deciso il Tar di Bologna sul ricorso della stessa Cantina contro la decisione della Regione di revocare il finanziamento, dopo che si era aperto un processo penale perché si scoprì che il capannone per cui era stato ottenuto il contributo non era stato ultimato nei tempi previsti.  Processo che vide imputato (e poi assolto) lo stesso governatore dell’Emilia-Romagna, Vasco Errani, fratello dell’allora presidente di Terremerse, Giovanni. L’accusa contro Errani era di falso ideologico per avere consegnato nell’ottobre 2009 alla Procura di Bologna che indagava sul fratello una relazione sulla vicenda piena di date imprecise, giudicate falsita’ intenzionali dagli inquirenti. Giovanni Errani, invece, è stato rinviato a giudizio per truffa aggravata: il processo si terrà a marzo 2014 e vede imputati anche a Gian Paolo Lucchi, progettista, e ad Alessandro Zanotti responsabile della sicurezza. Per il Tar vale quanto accertato dalla Regione in base alla documentazione fotografica del 28 aprile 2006, pochi giorni prima della data in cui i lavori del capannone di Imola dovevano essere ultimati, ovvero il 31 maggio dello stesso anno. Ebbene, da questa documentazione fotografica appare evidente che l’avanzamento dei lavori non è “compatibile con la dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà di ultimazione dei lavori resa al 31 maggio 2006 dal presidente pro-tempore della Cooperativa Terremerse, e tantomeno coerente con la dichiarazione di inizio lavori presentata al Comune di Imola per gli stessi lavori in data 30 maggio 2006”. Insomma, le fotografie dimostrano “una discrasia temporale tra quanto dichiarato dal presidente (Giovanni Errani, ndr) e quanto effettivamente reso evidente dalla documentazione” sugli “investimenti realizzati con il contributo pubblico”.

E la stessa “dichiarazione di inizio lavori presentata al Comune di Imola in data 30 maggio 2006 contraddice la dichiarazione resa in ordine all’ultimazione dei lavori datata 31 maggio 2006”. Secondo il tribunale amministrativo, dunque, non c’è, da parte della Regione, “un rinvio acritico alle risultanze delle indagini di Polizia giudiziaria, in quanto si sono compiute valutazioni autonome circa la rilevanza e l’adeguatezza degli elementi documentali presi in esame in sede istruttoria, tenuto altresì conto che l’amministrazione non è obbligata ad attendere l’esito degli accertamenti penali quando dispone di atti ed informazioni che da soli consentono di assumere determinazioni”. Secondo il Tar, poi, non è sostenibile, come ha fatto la Cantina dei Colli romagnoli, la tesi “per cui si sarebbero fatte indebitamente rientrare tra le opere finanziate anche quote di lavori alle stesse estranee e per questo svincolate dal rispetto del termine finale del 31 maggio 2006”                                            

RIDOLFI: A PROPOSITO DI TERRE EMERSE


. “Nel denunciare lo stretto legame tra PCI - PDS - DS - PD e coop rosse”- dichiara il leader del nostro movimento Rodolfo Ridolfi -ho rischiato in questi anni di essere monotono e additato come visionario. Chi vive nella nostra Regione può constatare come questo binomio politico economico rappresenti una vera cappa del sistema condizionandolo fortemente. Le recenti azione della magistratura penale e amministrativa pongono all'attenzione di tutti solo i casi più eclatanti, ma il più grande conflitto di interessi d'Italia ha tanti altri attori e tante altre cooperative e aziende che beneficiano di un clima tutto particolare  nelle regioni rosse . Il caso di Terremerse l'ho seguito fin dalla sua genesi e per tutta la sua l'evoluzione. Ci sono posizioni e intrecci da verificare e mi auguro che si faccia luce sulle responsabilità amministrative, penali e civili. Il dato politico tuttavia è evidente: nelle Regioni rosse si consuma da decenni il più grande conflitto di interessi dell'Italia del dopoguerra, un vero sistema di potere che piega e condiziona, la burocrazia, le imprese private e i cittadini. Decisioni come quella del Tar sul milione di Euro che Terremerse deve restituire alla Regione squarciano finalmente quel velo di oppressione che ingessa il sistema democratico della regione Emilia-Romagna e pone sotto i riflettori l'operato di quella classe dirigente dedita al valzer delle poltrone nell'amministrazione pubblica, nel partito e nelle coop rosse. Nel momento di massima oppressione fiscale per le famiglie e per le imprese è intollerabile lo stato di esenzione fiscale e di elusione fiscale legalizzata di cui godono le coop rosse La buona politica ha il dovere di intervenire subito per introdurre misure perequative del mercato che riportino la cooperazione nel suo alveo naturale. Noi di Forza Italia, non tutti per la verità, ci siamo battuti per smascherare il conflitto di interesse e l’intreccio non sempre trasparente e lecito fra coop rosse e istituzioni governate dal PCI PDS DS PD. Il mio libro del 2007 Le coop Rosse il più grande

SILVIO BERLUSCONI: L’ITALIA RISCHIA IL CAOS


"Sottovalutare il movimento dei Forconi, sintomo di una crisi profonda, sarebbe sbagliato", ha commentato Silvio Berlusconi secondo cui l’Italia "rischia di precipitare nel caos sotto gli effetti della crisi economica, oltre a quella della credibilità della politica". Parlando telefonicamente a una platea di giovani di Area Centrodestra a Catania il Cavaliere ha messo in guardia dalla "rivolta dei Forconi che non è da prendere sotto gamba perché è un sintomo grave di un crisi vera con ragioni profonda".



L’ABOLIZIONE DELLE PROVINCE? SOLO UNA LEGGE TRUFFA


LA CAMERA HA APPROVATO IL DDL DELRIO CHE ABOLISCE LE PROVINCE. MA IL CAPOGRUPPO DI FORZA ITALIA BRUNETTA TUONA: “ NON LE ABOLISCE”
Con il ddl Delrio su Città metropolitane, Province, unioni e fusioni di Comuni, approvato ieri sera alla Camera, si "svuotano" le Province, si dà vità, dopo molti anni di annunci, alle città metropolitane e si facilità il percorso per aggregare i piccoli Comuni in Unioni dei Comuni. Sono questi i punti salienti della riforma voluta dal governo. Restano in piedi, dunque, due soli pilastri a elezione diretta: le Regioni e i Comuni. Niente più enti intermedi. Il ddl ora passa al vaglio del Senato. Nel testo originario le città metropolitane erano nove: Torino, Milano, Venezia, Genova, Bologna, Firenze, Bari, Napoli e Reggio Calabria, più Roma Capitale con una disciplina speciale. Per Reggio Calabria, commissariata dal 2012, è previsto un iter differente dalle altre: l’avvio della città metropolitana viene rinviato all’uscita dal commissariamento. Prevista la possibilità per le province con più di un milione di abitanti di chiedere la trasformazione in città metropolitana, che però dovrà avvenire con apposita legge da adottare con la procedura dell’articolo 133 della Costituzione. Così come sono concepite dal ddl, le Città metropolitane sono enti di secondo grado. Ma di cosa si occuperanno? Avranno funzioni istituzionali di programmazione e pianificazione dello sviluppo, coordinamento, promozione e gestione integrata dei servizi, delle infrastrutture e delle reti di comunicazione. E ancora, funzioni di pianificazione territoriale, promozione dello sviluppo economico, mobilità e viabilità, ferme restando le competenze delle Regioni. Alla città metropolitana vengono trasferiti patrimonio, risorse e personale della Provincia. "La riorganizzazione - assicura il ministro per gli Affari regionali, Graziano Delrio - non comporterà la perdita del posto dei lavoratori".

Brunetta: è solo una legge truffa

Il capogruppo di Forza Italia alla Camera, Renato Brunetta, tuona contro la riforma Delrio. "Il disegno di legge sulle province, approvato ieri dalla Camera dei deputati, si può definire a tutti gli effetti una vera e propria legge truffa. Questa nuova legge non abolisce le province, ma crea enti di secondo livello:



sabato 21 dicembre 2013

SUCCEDE A FAENZA……..


LA LEGGE DI STABILITA’ E’ UN ORRORE CHE IMPONE LA CACCIATA DI LETTA E ALFANO. E ALLORA IN FRETTA LEGGE ELETTORALE E VOTO A MAGGIO


Mara Carfagna.  Questo governo ha dimostrato con una Legge di stabilità oscena, con marchette spudorate, con incrementi di tasse e confusione su tutto, che deve andarsene. Subito. Finish, come diceva una volta Renzi. E s’ha da votare. Election Day.  A questo punto la questione della legge elettorale non è un problema di forma, ma di sostanza. Le ragioni per le quali Forza Italia non ha votato la fiducia posta su questo provvedimento, modesto, timido, inadeguato, sono le stesse che hanno determinato il nostro passaggio all'opposizione.  Più che una legge di stabilità coraggiosa avete costruito un mostro per elargire prebende e mancette e qualche sconto fiscale agli amici che contano. Soprattutto quelli del Pd.   Avete, di fatto, preso coscienza dei limiti di questa esperienza di governo. Solo che alle dimissioni onorevoli avete preferito la questua. E se qualche penitente riceverà quanto richiesto, la stragrande maggioranza degli italiani non otterrà quanto dovuto. Un obiettivo così ambizioso non si raggiunge con un'azione di governo così mediocre.  Il governo ha tradito l'impegno preso con il Paese. Questa legge di stabilità tradisce l'interesse generale.  Gli italiani a questo governo chiedevano coraggio. Forza decisionale. Spinta propulsiva e innovazione. Invece, si ritrovano con una finanziaria, vecchio stampo, che inasprisce il carico fiscale di tutte le categorie e fasce sociali e che scontenta tutti.  Dov'è la tanto declamata discontinuità? Forse nel fatto che l'Italia ha riconquistato prestigio in Europa? Noi vogliamo contare

STRANAMENTE: SUCCEDE IN PROVINCIA DI RAVENNA - FORZA ITALIA CHIEDE CHIARIMENTI


venerdì 20 dicembre 2013

A LAMPEDUSA IL “LAGER” DELLE COOP ROSSE: IL CENTRO PER IMMIGRATI E’ GESTITO DALLA SINISTRA!


LA UE MINACCIA DI TOGLIERE GLI AIUTI DOPO AVERCI ABBANDONATO
Il centro della vergogna, della tortura e dell'umiliazione è targato Legacoop. «Lampedusa accoglienza», l'ente sociale che gestisce la struttura dell'isola dove i migranti vengono denudati e lavati con l'idrante, è affiliato alla holding delle coop rosse.
Che ieri, visto il putiferio scatenato dal video del Tg2 girato in uno dei container-lager durante le procedure di disinfestazione anti-scabbia, ha intimato ai soci di «Lampedusa accoglienza» di «rimuovere e rinnovare il management attuale e avviare immediatamente una migliore organizzazione con altre professionalità». A nulla è valsa l'autodifesa di Cono Galipò, amministratore delegato della coop, secondo il quale si trattava di «getti sanitari», di «una consuetudine praticata a difesa dei migranti», di «immagini fuorvianti» e «montatura mediatica»: «Non potete metterci alla gogna per qualche sequenza che non dice nulla di ciò che facciamo, noi seguiamo una indicazione delle autorità sanitarie». È il lato oscuro dell'accoglienza, il business nascosto dietro le braccia aperte e ipocrite di tanto «buonismo» interessato. Le brutalità del centro di detenzione di Lampedusa documentate dal Tg2 sono diventate uno scandalo internazionale che imbarazza il governo e l'intera macchina dell'accoglienza. Ma i trattamenti riservati ai sopravvissuti dei barconi svelano anche tanta ipocrisia. Come quella dell'Unione europea, che lascia l'Italia sola e squattrinata ad affrontare un'emergenza tragica, quella degli sbarchi dei clandestini e delle stragi del mare, mentre ora minaccia di togliere anche quei pochi aiuti economici destinati al nostro Paese.
Capeggia questa sfilata di sepolcri imbiancati la commissaria europea Cecilia Malmstrom, che ha già ordinato un'indagine su Lampedusa dopo aver visto quelle immagini «spaventose e inaccettabili»: «Non esiteremo ad aprire una procedura di infrazione per assicurarci che gli standard europei siano rispettati. La nostra assistenza e sostegno alle autorità italiane nella gestione dei flussi migratori può continuare solo se il Paese garantisce condizioni umane e dignitose nel ricevimento di migranti, richiedenti asilo e rifugiati. Contatteremo le autorità italiane per chiedere maggiori informazioni su questi eventi e chiederemo loro di fare piena luce su quanto accaduto».
Subito dietro la Malmstrom viene la ministra Cécile Kyenge, che in otto mesi da responsabile dell'integrazione e dei problemi migratori non ha mosso un dito per cambiare le cose a Lampedusa e adesso, davanti allo scandalo, non sa far altro che diffondere un comunicato un cui chiede un «monitoraggio per garantire standard dignitosi» e «nuove linee guida» per un sistema che «va assolutamente rivisto» perché «bisogna ripristinare l'immagine dell'Italia». Chissà dov'era in questi otto mesi. Il ministro degli Esteri, Emma Bonino, ha chiesto di prendere provvedimenti contro i responsabili di «comportamenti orripilanti e inaccettabili» perché «un Paese serio non si comporta così. Dobbiamo convincere l'Europa che l'immigrazione è un problema europeo di sicurezza e di stabilizzazione della nostra frontiera sud: ma gli esseri umani vanno trattati secondo le convenzioni e con dignità».
Le polemiche però non fermano gli sbarchi. Ieri la Marina militare ha tratto in salvo 98 migranti provenienti da vari Paesi nordafricani a bordo di un gommone avvistato al largo di Lampedusa dall'elicottero di Nave San Marco. Oggi verranno sbarcati al porto di Pozzallo.



GRANDE SUCCESSO DELLA FESTA DI NATALE DI FORZA ITALIA RAVENNA


Intervenendo alla cena natalizia del Club Forza Italia di Ravenna titolato a Giovanna Benelli al Ristorante Marchesini Rodolfo Ridolfi fondatore e leader di Azzurri ’94 con Silvio Berlusconi ha detto fra l’altro:
Il nostro movimento politico punta alla maggioranza assoluta nel rapporto leader e popolo che oggi deve liberarsi di questo Governo delle stabili-tasse senza maggioranza fra il corpo elettorale e senza liceità morale e politica dopo la sentenza della Cassazione. Crescono le tasse su tutto: sulla casa, sui bolli persino sulla patente e sul suo rinnovo, il tutto per foraggiare favori alle clientele più disparate, in una confusione di conti e di regole. Per obbedire alla dittatura dell’euro si opprimono i cittadini e per difendere la casta si rinviano i provvedimenti necessari allo sviluppo.
Forza Italia è un movimento di ideali, i valori del lavoro e del rischio, del coraggio di intraprendere e della soddisfazione di dare lavoro e di procurare benessere alla propria famiglia ma anche ai propri collaboratori. Il nostro movimento comprende imprenditori e lavoratori ma soprattutto il ceto medio. Nel momento delle difficoltà e del disagio che vivono tante famiglie e tante imprese, spesso al collasso, occorrono risposte coraggiose e attenzione alla maggioranza degli italiani moderati che oggi guardano la protesta e l’indignazione contro il “palazzo” con simpatia. La gente normale che è stata e vorrebbe essere ancora il motore della tenuta economica in un quadro di pace sociale guarda sfiduciata alle istituzioni soprattutto dopo gli inganni e i danni provocati dai governi Monti e Letta. Oggi stiano scivolando nel burrone della povertà, senza tutele, senza ammortizzatori, che la sinistra pensa solo per i propri elettori e per i propri clienti, come le marchette presenti nella legge di stabilità evidenziano. I Club Forza Silvio sono dunque l’ambito in cui invitare anzitutto i lavoratori autonomi, gli artigiani, quanti hanno ancora botteghe produttive o commerciale, i loro collaboratori senza welfare, gli studenti e i giovani che vorrebbero intraprendere e si sentono senza prospettive. Il nostro movimento è un punto in cui ospitare insieme la rabbia e la speranza, dove le proteste diventano proposte. E le proposte hanno bisogno dell’esperienza e della capacità di guida di Silvio Berlusconi.

QUANDO LO STATO E I COMUNI FAVORISCONO LA CONCORRENZA SLEALE: DANNI ALLE IMPRESE E MANCATO GETTITO


Il giro d'affari delle attività 'agevolate' costa 1 miliardo al Fisco, difficoltà per gli imprenditori e di conseguenza per i dipendenti. A fine settembre 2013 oltre 150 chiusure tra bar e ristoranti nella nostra provincia

Sono questi i numeri (elaborati dall'osservatorio su concorrenza sleale e abusivismo di Confesercenti) della distorsione della concorrenza nel commercio e nel turismo favorita dalle norme dello Stato: attività imprenditoriali - come farmer markets, mercatini hobbistici, agriturismo, circoli privati che in realtà sono pubblici esercizi - che non devono sottostare alle regole seguite dalle altre imprese. E che godono di agevolazioni sul piano normativo, burocratico e fiscale sia per la tassazione nazionale che locale (vedi tariffa sui rifiuti). "In questo modo si favorisce una forma di concorrenza sleale che sta mettendo in seria difficoltà le altre imprese, soprattutto in un momento di crisi come questo", spiega Roberto Manzoni, presidente provinciale di Confesercenti Ravenna e vicepresidente di Confesercenti Nazionale. "Alcune leggi dello Stato distorcono in modo incomprensibile il mercato di commercio e turismo: le attività agevolate devono sopportare meno oneri burocratici e fiscali degli altri, e hanno quindi meno costi di avvio dell'attività e di esercizio. Un danno anche per lo Stato: se queste imprese venissero sottoposte allo stesso regime degli altri, l'Italia guadagnerebbe 992 milioni di euro l'anno di gettito fiscale". "A soffrire in maniera particolare questa situazione sono gli esercizi della somministrazione" dichiara Danilo Marchiani, preside provinciale pubblici esercizi di Confesercenti "basta guardare i dati ufficiali della Camera di Commercio che al 3° trimestre 2013 fotografano una situazione preoccupante in provincia, con 67 chiusure di Ristoranti e 88 Bar. Il saldo tra aperture e chiusure per il settore conta -65 imprese. Con questo trend il rischio è che a fine anno il settore sfiori le 200 chiusure."  In controtendenza invece il dato per Agriturismo e per le giornate di somministrazione all'interno di Sagre o Feste, che sono in continua crescita. E' palese inoltre come queste ultime siano in diversi casi organizzate con caratteristiche imprenditoriali e senza alcun aspetto di valorizzazione del territorio o coinvolgimento degli operatori esistenti. I dati parlano da se e forte è la preoccupazione in vista della chiusura dell'anno, che se non dovesse riservare sorprese positive concluderà con numeri impietosi. Confesercenti Ravenna in continuità con le proprie iniziative e a seguito delle numerose richieste di aiuto dalle imprese associate ha avviato un rapporto di confronto periodico con le forze dell'ordine dedite al controllo del territorio, al fine di segnalare abusi e

PROVINCIA DI RAVENNA: FEDERAZIONE DELLA SINISTRA RINUNCIA AL CONTRIBUTO PUBBLICO: GALASSINI FORZA ITALIA L’AVEVA GIA’ FATTO AL MOMENTO DELL’INCARICO


Anche Galassini (FI) e Rossi (IdV) rinunciano  "Ogni gruppo Consiliare in Provincia ha diritto annualmente, ai sensi del Regolamento vigente a disporre di risorse finanziarie da utilizzare in relazione all'attività istituzionale. La Federazione della Sinistra  ha comunicata l’ intenzione di rinunciare a decorrere dal 2014 e per gli anni a venire alla erogazione dei fondi previsti per il funzionamento del Gruppo. Il Regolamento prevede inoltre che a fine legislatura le somme non utilizzate dai singoli Gruppi per l'attività istituzionale tornino in disponibilità della Provincia."

Anche Vincenzo Galassini di Forza Italia, al momento della costituzione del proprio Gruppo Misto, aveva rinunciato volontariamente ai 1.711,05 euro destinatigli. Infine Gabriele Rossi, presidente del consiglio e capogruppo Italia dei Valori, ha espresso, a sua volta, la volontà di rinunciare, nel 2014 e fino alla scadenza del proprio mandato, alla quota assegnata al proprio gruppo.



giovedì 19 dicembre 2013

IMU: AVEVAMO RAGIONE NOI. IL GOVERNO HA INTRODOTTO UNA PATRIMONIALE BELLA E BUONA


L’Imu sulla prima casa si pagherà. Tanto quest’anno, quanto a partire dal 2014. E quello che le famiglie italiane non pagheranno sulla prima casa sarà più che compensato dalla tassazione sulle seconde case. Questa è la verità.
2013. Altro che eliminazione totale dell’Imu sulla prima casa e sui terreni e fabbricati agricoli.
Il testo del decreto di abolizione della seconda rata prevede che il gettito atteso dai comuni che per l’anno 2013 hanno deliberato aliquote sulla prima casa superiori a quella standard, verrà rimborsato dallo Stato solo per metà degli importi, mentre l’altra metà dovrà essere versata a gennaio 2014 dai cittadini (con un emendamento alla Legge di stabilità si è pensato bene di fare una grande azione per il paese: spostare la scadenza della “mini” rata dal 16 al 24 gennaio). Primo imbroglio!
2014. Quanto al gettito totale della nuova Imposta unica comunale, ricordiamo che il tetto del 2,5% relativo alla Tasi sulle prime case è limitato al solo anno 2014.
Ipotizzando che i Comuni utilizzino al massimo la propria autonomia impositiva, il gettito totale Imu + Tasi su prime e seconde case ammonta a 25,1 miliardi nel 2014 e a 28,1 miliardi a partire dal 2015 (rispetto ai 24 miliardi del 2012 con il governo Monti e ai 10 miliardi di gettito complessivo Ici fino al 2011 con il governo Berlusconi). Impossibile prevedere, inoltre, il gettito della Tari, lasciato alla discrezionalità dei singoli Comuni. Di cui, però, non si può non tener conto ai fini dell’esborso complessivo che gli italiani si troveranno a subire. Pertanto, il limite di gettito massimo indicato dal governo (22 miliardi) non trova riscontro nel testo della Legge di stabilità: secondo imbroglio!
2013 e 2014: sulla casa 2 imbrogli belli e buoni. Ancora una volta ribadiamo al governo: chi volete prendere in giro?



GRANDE SUCCESSO DELLA FESTA DI NATALE DI FORZA ITALIA A RAVENNA

Ancarani, giovani Forza Italia Ravenna


Grande successo di partecipazione alla tradizionale Festa di Natale "Club Argentario Giovanna Benelli" voluto nel 1994 dall’indimenticabile “Giovanna” al ristorante Marchesini di Ravenna. Sala strapiena dagli iscritti al club e di nuovi giovani per la felicità del ritorno a Forza Italia, dopo il saluto del presidente del club Alberto Ancarani e capo gruppo in consiglio comunale di Ravenna, di Mario Leotti Ghigi vice presidente del club, del capogruppo regionale Emilia-Romagna FI Gianguido Bazzoni di Vincenzo Galassini capo gruppo Forza Italia del consiglio Provinciale di Ravenna ha terminato Rodolfo Ridolfi responsabile regionale Azzurri ’94. Tutti gli oratori hanno ricordato il nuovo impegno nella ritrovata in Forza Italia, un movimento, non un partito che funzionerà con i Club Forza Silvio e l’impegno di ritornare nelle piazze con i gazebo e di presentarci alle prossime elezioni comunali nei comuni superiori ai 15.000 abitanti con il nostro bel simbolo e nostri candidati. L’auspico di tutti, oratori e cittadini che si torni a votare in occasione delle elezioni europee con le comunali e politiche poiché il parlamento dopo la sentenza della corte costituzionale non è più legittimato e non rappresenta più la realtà del paese dopo i tentati colpi di Stato. In provincia di Ravenna sono già nati diciotto "club Forza Silvio", uno in ogni comune, nella serata ne sono nati altri tre nuovi "Club Forza Silvio" chiamati delle “pensionate”, dei “commercianti” e dei ”geometri”. I tradizionali auguri hanno preso l’impegno di tornare nelle piazze con i gazebo, per fare vincere Forza Italia e Silvio Berlusconi.



VINCENZO GALASSINI IL BLOG FORZA ITALIA AGLI AMICI FANNO TANTI AUGURI E SALUTI - BRISIGHELLA FESTE NATALIZE 2013.

Cartoncino di auguri per il Natale 1913 di Giuseppe Ugonia –tratto da G.Ugonia Litografo , Collana “Brisighella, Ieri e Oggi” n. 8-

FORZA, REALIZZA UN CLUB “FORZA SILVIO” FAI COSI’ GLI AUGURI A SILVIO BERLUSCONI


Club Forza Silvio – L'obiettivo è arrivare a 12.000 Club di Forza Silvio. Attraverso un lavoro e una simpatia capillari, suonando citofoni e bussando all’uscio, con faccia credibile e sorriso, potremo conquistare milioni di cittadini alla nostra (e loro) battaglia per la libertà. Se hai problemi contattaci.



mercoledì 18 dicembre 2013


NAPOLITANO, SI DIMETTA CON UN NUOVO PARLAMENTO AL PIU’ PRESTO


 (Il Sole 24 Ore Radiocor) - Roma, 16 dic - "Speriamo che un nuovo parlamento, eletto nel più breve tempo possibile, nomini un nuovo Presidente della Repubblica che realmente rappresenti tutti gli italiani, dopo che l'attuale preso atto del cambiamento senta l'obbligo di dimettersi". E' la veemente reazione del senatore di Forza Italia Sandro Bondi alle parole pronunciate oggi dal capo dello Stato Giorgio Napolitano sul caso Berlusconi-processo Mediaset. "Che su una sentenza ingiusta, a cui si è pervenuti con modalità indegne e che ha provocato con plurime e palesi violazioni di legge e della costituzione la decadenza del presidente Berlusconi, Napolitano si permetta di commentarla in quel modo, anziché intervenire come avrebbe dovuto quale garante delle istituzioni e quale Presidente del CSM, - attacca Bondi - è davvero incredibile e fuori da ogni logica. Che Napolitano addirittura ipotizzi le linee di difesa ulteriori, indicandole come tentativi, è davvero accadimento che mai si era visto in precedenza. E' impensabile e intollerabile che un presidente della Repubblica intervenga in maniera siffatta, intromettendosi su situazioni che dovrebbero vederlo quantomeno in una posizione di terzista'. Ma proprio da queste improvvide esternazioni ben si comprende quanta ragione abbia avuto il Presidente Berlusconi a denunciare ciò che è accaduto contro di lui in questi ultimi tempi".

E IO PAGO: IL PALAZZO D’ORO. LA CASTA COSTA 735 EURO AL SECONDO

In un anno l’elefantiaca pubblica amministrazione "mangia" più di 23 miliardi: solo per Parlamento, Quirinale e Corte Costituzionale ne servono 1,8. Consulenze e stipendi toccano quota 5 miliardi. Ma potremmo tagliarne 7
Ma come sono alti i costi della Casta. La politica pesa sui contribuenti per 23,2 miliardi l’anno tra organi istituzionali, società pubbliche, consulenze e spese varie a cominciare dalle auto blu. Complessivamente un’uscita di 735 euro al secondo, sabato e domeniche comprese. Nè la slot machine della Casta si ferma durante la notte. A dare le cifre di questo gigantesco sistema di spesa (e molto spesso di sprechi) e di potere non sono gruppi estremisti o qualche comitato grillino. Bensì la Uil, una delle grandi centrali sindacali del nostro Paese. Il segretario, Luigi Angeletti, nel presentare lo studio si lascia andare anche a qualche amara ironia: «Negli anni della crisi abbiamo perso un milione di posti di lavoro. Mai un assessore».  Neppure uno dei componenti di quelle giunte provinciali sulla cui estinzione, a parole, sono tutti d’accordo. Poi, però, il certificato di morte, per una ragione o per l’altra non viene firmato. La rigidità della Costituzione «più bella del mondo» diventa uno scudo formidabile a protezione degli sprechi. Come si arriva al tetto di 23,2 miliardi? Non è difficile: basta pensare che almeno un milione di persone vive

ULTIME PAROLE FAMOSE


FORZA ITALIA SODDISFATTA DEL SI DEI COMACCHIESI PER PASSARE IN PROVINCIA DI RAVENNA GALASSINI E TANCINI IMPEGNATI NEI RISPETTIVI CONSIGLI PROVINCIALI PER AIUTARE IL PASSAGGIO


Forza Italia soddisfatta per il ‘si’ dei comacchiesi perché la Regione, perché  “è matrigna della città lagunare e di tutta la Romagna”.

Anche se la partecipazione al referendum dei cittadini di Comacchio è stata ridotta, ha valore e quindi il referendum promosso dal Comune di Comacchio circa l'adesione dei comacchiesi alla proposta di passare dalla circoscrizione provinciale di Ferrara a quella di Ravenna, ma l'indicazione venuta dal voto di ieri è chiara. Vincenzo Galassini Capo Gruppo Forza Italia Provincia di Ravenna, con Luciano Tancini capo gruppo FI della Provincia di Ferrara, che ha appoggiato tale proposta sono soddisfatti, come emerso anche dalla conferenza stampa dei giorni scorsi a Comacchio con Rodolfo Ridolfi responsabile regionale di Azzurri ‘94.  Ora si tratta che il Comune di Comacchio traduca in atti istituzionali che portino a un effettivo cambio di provincia. A doversi esprimere in tal senso sarà certamente la Regione ma  esistono “omogeneità del territorio dal punto di vista dell'economia turistica, delle attività legate al porto e all'acquacoltura nelle valli, sono indicative” e la volontà espressa dai comacchiesi meriterebbe una piena accettazione. Sarebbe bene che tra amministratori provinciali di Ravenna e Ferrara, come pure fra il Comune di Ravenna e Comacchio si comincino ad affrontare insieme temi di comune interesse e obiettivi utili a entrambe le realtà. Galassini e Tancini nei rispettivi consigli provinciali promuoveranno iniziative in merito.

BERLUSCONI. “CE LA METTO TUTTA PER L’ITALIA”


 Siamo in un momento difficile per l'Italia ma anche per tutta l'Europa. Speriamo di avere la forza e la voglia di venirne fuori come è successo tante altre volte. Io ce la metto tutta per me e per il mio Paese”.

domenica 15 dicembre 2013

ESPOS(I)TO AL PUBBLICO LUDIBRIO - QUELL’AMICIZIA TRA IL GIUDICE CHE HA CONDANNATO BERLUSCONI E L’AVVOCATO ARRESTATO PER MAFIA


Telefonate, sms, cene, confidenze, raccomandazioni, consigli. Si vedevano e si sentivano spesso il giudice Antonio Esposito e l’avvocato Mario Nocito, in carcere per associazione mafiosa e corruzione - Un gruppo di amici che si occupa di affari e appalti, che si fa favori quando può. Esposito al telefono con Nocito: “Tuo figlio bocciato al concorso in magistratura? Fallo venire da me”…




GRAZIE AL PIANO SOSTA NON SI PARCHEGGIA PIU’ IN STAZIONE A FAENZA


MERCOLEDI 18 DICEMBRE AL CINEMA GIARDINO BRISIGHELLA LA PROVINCIA E IL COMUNE INCONTRANO I CITTADINI


venerdì 13 dicembre 2013

TRAVAGLIO SI ACCORGE CHE BERLUSCONI NON C’ENTRA CON LE STRAGI, MA NON SI SCUSA. E’ L’EROE DELL’INGIUSTIZIALISMO


Ieri Marco Travaglio, durante la puntata di “Servizio pubblico”, come nulla fosse dice (citiamo a senso): Berlusconi non c'entra nulla con le stragi di mafia e la trattativa con la mafia per cui si sta facendo il processo di Palermo.  Interessante.  Un minimo di autocritica, no eh?  Avrebbe dovuto ricordare il momento in cui diventò Travaglio, grazie all'intervista che gli fece Daniele Luttazzi su Rai2 sul libro “L'odore dei soldi” di cui era coautore con Elio Veltri. Era il 14 marzo del 2001.  L'intervista era incentrata su documenti che per Travaglio e Luttazzi suggerivano Berlusconi come coautore delle stragi di mafia. Senza contraddittorio. Ecco lo stesso Travaglio raccontare come venne a Luttazzi l'idea del colpo televisivo.  “(Luttazzi) scorre gli stralci della requisitoria del pm di Caltanissetta Luca Tescaroli, che parla anche delle indagini in corso su Berlusconi e Dell’Utri come possibili 'mandanti a volto coperto' delle stragi politico-mafiose del 1992-‘93 (indagini all’epoca ancora aperte: saranno archiviate fra mille polemiche soltanto nel 2002)”. Adesso, senza più neanche polemiche, Travaglio ammette tranquillamente che Berlusconi e Dell'Utri non c'entrano, non sono mandanti, fa lo spiritoso dicendo “è l'unico processo in cui Berlusconi non c'entra” e che bisogna guardare a sinistra. Scuse, no eh? Dire che il sospetto fu un errore e che sfregiare in tivù sulla base di carte poi archiviate una persona è indecente? Impossibile. Non gli passa neanche per la testa. Sono i giustizialisti con l'innocenza degli altri. Sono gli ingiustizialisti, bellezza. E non ci puoi fare niente.

VI^ Convention di AZZURRI ’94 FORZA ITALIA-FORZA SILVIO RENATO BRUNETTA PRESDIENTE DEI DEPUTATI AZZURRI INTERVIENE TELEFONICAMENTE POI VA DA SANTORO. LE CONCLUSIONI DI RODOLFO RIDOLFI


Le bandiere dei Club Forza Silvio e di Forza Italia a far da cornice  e come sottofondo le note di “Forza Italia” e “Azzurra Libertà” per l’affollata Convention Regionale di Azzurri ’94  il primo e più importante evento regionale di entusiastico rilancio dello spirito liberale e dei valori del popolo dei berlusconiani, una vera e propria apertura della campagna elettorale per le europee e per le amministrative del 2014 con un pensiero alle politiche. Nel salone del Cavallino di Faenza,  i club “Forza Silvio” di tutte le province della regione e moltissimi eletti si sono ritrovati, un anno dopo la nascita di “Azzurri ‘94 con Silvio Berlusconi”,  per registrare i successi raggiunti e fare il punto della situazione politica ed organizzativa. La Convention si è aperta con l’intervento telefonico del presidente dei Deputati di Forza Italia Renato Brunetta, che prima di partecipare al programma di Santoro, ha detto: “.. Noi auspichiamo e aspiriamo a essere maggioritari, ad avere il 51% nel Paese….Quando c’è un fenomeno che riguarda tutto il Paese, che esprime un malessere, nei modi e nelle forme anche più discutibili, questi fenomeni vanno capiti e ascoltati. O dobbiamo solo accettare le proteste della Cgil?. Il movimento Forza Italia non sarà mai un movimento di opportunisti” …Non appena si profila la possibilità' che Berlusconi possa concorrere con altri, soprattutto se politicamente distanti, per indirizzare un qualche cambiamento a questo sgangherato Paese, scatta l'offensiva mediatico-giudiziaria per spaccare il possibile fronte di accordo e polarizzare il conflitto. Accadde nel 1994,  è successo in estate con le larghe intese e la decadenza, e succede oggi. E ’esattamente la stessa tecnica della strategia della tensione degli anni '70 e '80: terrorizzare per stabilizzare e impedire il cambiamento. Sono cambiati i metodi, ma lo schema è lo stesso. Siamo passati dalla strategia della tensione alla strategia dell'inquisizione".

                          Sartori, Ridolfi, Bettamio, Cataliotti            Sartori e Ridolfi
Hanno poi preso la parola il sen Giampaolo Bettamio, l’on.Stefania Fuscagni portavoce dell’opposizione nella Regione Toscana, Liborio Cataliotti capogruppo F.I. di Reggio Emilia, Gianguido Bazzoni capogruppo in Consiglio Regionale, Adolfo Morandi capogruppo F.I. di Modena, Werner Argellati (Piacenza), Wanda Burnacci e Daniele La Bruna (Forlì), che hanno  sottolineato come il ritorno sulla scena politica di Forza Italia e di Silvio Berlusconi siano l’unica possibilità, per quell'inversione di tendenza rispetto all’inconcludenza del Governo Letta che la maggioranza degli italiani chiede,  non accettando le politiche pauperistiche dettate dalla Germania e dalle banche che regaleranno agli italiani un Natale di inutili sacrifici. In particolare
Lia Sartori europarlamentare di F.I. ha affermato:” ..Vogliamo l’Europa, ma non vogliamo l’Europa tedesca, non vogliamo l’Europa egoista di Angela Merkel..”.

Concludendo Rodolfo Ridolfi Coordinatore di Azzurri ‘94 ha detto: “ Siamo l’unica vera speranza per questo Paese. Il nostro scopo è ridare forma liberale e davvero solidale all’Italia: Abbassamento della pressione fiscale,  tagli drastici ai costi della politica, nuova politica del lavoro, riforma della giustizia e soprattutto fine della subalternità alle politiche economiche imposteci dalla Germania e dalla dittatura dell’euro”. Ridolfi ha annunciato che dalle prossime settimane Forza Italia sarà fra la gente con banchetti e gazebo per “..intensificare l’opposizione al governo Letta, per l’inizio della campagna elettorale per le europee e per le elezioni comunali in tutta la Regione dove, nei Comuni sopra i 15.000 abitanti,  Forza Italia sarà presente, al primo turno, con il suo simbolo e i suoi candidati sindaci per poi apparentarsi in caso di ballottaggi sulla base di accordi di programma…”
LA CONVENTION: SPECIALE A VIDEO REGIONE
Sulla Convention è stato realizzato uno speciale Tv che andrà in onda su Video Regione (posizione 12 del telecomando) sabato 14 dicembre alle ore 19, domenica 15 alle ore 22 e lunedì 16 alle ore 10,15.