venerdì 30 settembre 2011

IL 31 OTTOBRE SCADE L’ISCRIZIONE AL PDL. RICORDATI DI ADERIRE, LA QUOTA E’ DI 10 EURO

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TAGLI AGLI OSPEDALI, MA L’USL DI CESENA SPENDE 500.000 EURO PER UNA STAMPANTE

L’AZIENDA SANITARIA CONFERMA IL NOLEGGIO DELL’APPARECCHIO E IL PREZZO AL QUALE VA AGGIUNTA L’IVA, MA PARLA DI BUON INVESTIMENTO. IL CASO PORTATO IN CONSIGLIO REGIONALE DAL PDL


Il governatore Vasco Errani si lamenta dei tagli del Governo? Peccato che per la sanità a Cesena si spenda mezzo milione di euro solo per una fotocopiatrice e stampante a colori, senza bando. Possibile? Pare proprio di sì, dato che l’Ausl – che ha un deficit di quasi nove milioni di euro – conferma tutto e parla di “buon investimento”. La denuncia del “caso stampante” arriva dal consigliere regionale del Pdl forlivese-cesenate, Luca Bartolini, che così fa approdare il curioso caso tra gli uffici regionali di viale Aldo Moro.“Si vuol chiudere l’ospedale di Mercato Saraceno, si ridimensiona quello di Cesenatico, i servizi sanitari in periferia sono a rischio e al nosocomio Bufalini non accennano a diminuire le liste d’attesa. Eppure l’Ausl di Cesena spende la bellezza di mezzo milione di euro per una fotocopiatrice a colori”, evidenzia il consigliere. Ecco i dettagli sulla mega stampante: durante il mese di agosto c’è stata una procedura negoziata, cioè senza nessun bando pubblico, con cui l’Ausl ha raggiunto un accordo con una nota azienda per la fornitura in noleggio di un nuovo sistema di stampa a colori. Il contratto, che è partito questo mese, sarà valido fino al 2017 e avrà un costo vicino al mezzo milione di euro: per l’esattezza 468.640 euro più Iva. “Il nuovo strumento in dotazione al Centro stampa dell’Ausl di Cesena- attacca il consigliere regionale – ha un costo notevole, in un periodo in cui le stampe

UNIVERSITA’ FAENZA: PROPOSTA DI FREE FOUNDATION

IL PDL INIZIATIVA A FAENZA IL 21 OTTOBRE CON L’ON.LE ROBERTO ROSSO SOTTOSEGRETARIO ALL’AGRICOLTURA

giovedì 29 settembre 2011

E C’E’ LA FIDUCIA DEGLI INVESTITORI

SUL PIATTO DELL’OFFERTA BOT E CTZ PER 14,5 MILIARDI DI EURO LA DOMANDA HA TOCCATO QUOTA 27,4 MILIARDI , QUASI IL DOPPIO


 
E’ stata questa la risposta degli investitori alla prima asta di titoli di Stato dopo il declassamento del rating dell’Italia da parte di Standard & Poor’s. C’era una grande attesa condita da una certa preoccupazione, ma è stata spazzata via da un livello di domanda come non s’era vista nelle ultime aste di agosto e dei primi di settembre. Dagli investitori internazionali una prova di fiducia nel nostro Paese. Un esito soddisfacente, anche se nella congiuntura attuale abbiamo pagato la vicenda del rating e le turbolenze degli ultimi tempi con la crescita dei tassi di circa un punto su Bot semestrali (3,07%) e Certificati, mentre i Bot trimestrali hanno fatto segnare in controtendenza una limatura (1,8%). Un clima più sereno dunque, accompagnato da due giorni di recupero impetuoso della Borsa e confermato ieri dal progressivo restringersi dello spread tra i nostri titoli e quelli tedeschi: dal recente picco di 411 punti si è scesi a 365. E ancora va segnalato che il rendimento del Btp a 10 anni ieri ha cominciato a testare al ribasso quota 5,60%, mentre risaliva il rendimento del bund. Gli operatori parlano di tregua della speculazione e di clima di attesa. Come dimostrano i buoni flussi di acquisto provenienti da investitori professionali come fondi, banche e società di gestione del risparmio.

PILLOLE


di Vincenzo Galassini

BUON COMPLEANNO PRESIDENTE!

“Dario Franceschini – 26 Settembre 2011 Ormai va bene tutto, basta che Berlusconi se ne vada. Meglio di così anche un governo Pdl ma senza Silvio. Ogni giorno di Berlusconi al governo costa miliardi di euro”

Che grande politica! Che ragionamento elevato! Che eccezionale alternativa offre la sinistra! Che idee che programma! Franceschini rileva completamente e definitivamente la strategia sinistrata: qualsiasi cosa ma via Silvio!.

Auguri Presidente Berlusconi per il suo compleanno, arriverà alla fine della legislatura del 2013 e auspico possa continuare, altri cinque anni, per difenderci da questi “comunisti…”. Grazie e auguri!

MARIO ADINOLFI ESCE DAL PD E SBATTE LA PORTA. L’ACCUSA A BERSANI: “SIETE DIVENTATI COM IL PDS”

UN’ ALTRA FUORIUSCITA DAL PD. L’EX GIORNALISTA CANDIDATO ALLE PRIMARIE.SE NE VA IN POLEMICA CON BERSANI

Milano - Il Pd è una nave da cui tutti vogliono scendere, perchè alla deriva. E adesso il nuovo naufrago è Mario Adinolfi. E se a lasciare è un super cattolico come lui vuol dire che per Bersani c'è di che preoccuparsi. In una lettera inviata al segretario Bersani il giornalista ed ex candidato alle primarie per la segreteria del Pd attacca la leadership del partito e restituisce la tessera: "Un Pd così non è una speranza per il paese. Spero che tu te ne renda conto, che tu possa rinunciare dunque all’idea di candi-darti premier, lasciando spazio a una nuova generazione di leader democratici non cooptati". Tutto è cambiato Adinolfi parla con Bersani ma affonda anche sulla stessa natura del partito e pensa di tornare al giornalismo per poter dire ciò che veramente pensa del Pd. "Poichè mi accorgo di non essere d’accordo con la strategia complessiva del partito, poichè ormai mi sembra un partito intriso di confor-mismo conservatore, poichè le ultime scelte (dalla partecipazione alla piazza della Cgil, alla ricetta di politica economica e del lavoro, all’orizzonte politico complessivo indicato dalla tua foto recentissima con Di Pietro e Vendola, con annuncio di posti in lista persino per Diliberto) mi vedono disperatamente contrario, non posso che prendere atto di questa distanza e misurarla con responsabilità. Sono un gior-nalista e mi riprendo completamente quella libertà che un giornalista militante non può avere". Sono come il Pds Adinolfi nella sua lunga lettera accusa il Pd di essere cambiato molto e di essere tornato addirittura come il Pds. "Ho partecipato con entusiasmo all’esperienza fondativa-spiega- del Pd nel 2007 e ho condiviso pienamente la scelta del partito a vocazione maggioritaria che alle elezioni del 2008 ha cambiato il panorama politico italiano ma quel respiro si è accorciato con le primarie del 2009, ora il Pd è ritornato ad essere il Pds: i cattolici più impegnati nella fede sono stati marginalizzati e co-stretti ad andare altrove, stessa sorte per il co-fondatore leader della Margherita". Largo ai giovani e a... Renzi E criticando il Pd Adinolfi strizza l'occhio a Renzi. "Per le giovani generazioni, poi, si è of-ferta la trafila appartenenza-fedeltà-cooptazione come percorso a cui ambire, rovinando completamen-te qualsiasi dinamica di rinnovamento, con la felice eccezione di Matteo Renzi e pochi altri, che si sono affermati avendo contro la quasi totalità dei leader della nomenklatura di partito. Dopo la rapina subita dalla mia generazione io di un politico sessantenne non mi fido più", conclude. Beh se si riferisce a Ber-sani&company come criticarlo...

MOZIONE PER MODIFICARE LA DELIBERA CHE ISTITUISCE I TIKET REGIONALI

PRESENTATA IN COMUNE A FAENZA E IN TUTTI I COMUNI DELLA PROVINCIA DI RAVENNA

La gravissima crisi mondiale costringe tutti gli stati a rivedere le politiche del welfare, soprattutto nei campi dell’assistenza, sanità e previdenza, dove, a fianco di giuste e sacrosante tutele, convivono anche sprechi, disfunzioni e costi da razionalizzare; In questo ambito il Governo ha deciso di chiedere alle Regioni una compartecipazione alle spese per la salute; La Regione E-R, dopo aver proclamato che avrebbe trovato soluzioni alternative, ha deciso di estendere l’applicazione dei ticket, già in vigore per tutte le prestazioni sanitarie, anche alla vendita di farmaci;La Giunta regionale dell’Emilia-Romagna, con delibera 1190/2011 ha assunto alcune determinazioni per l’applicazione della legge nazionale 15 luglio 2011, n° 111, individuando una fascia di cittadini esente dal ticket e tre fasce con importi differenziati in base al reddito; che per determinare le fasce viene assunto il reddito complessivo familiare, individuando 36.000 euro come limite esente e 70.000 euro e 100.000 euro come ulteriori soglie per tre livelli di ticket; ritenuto che l’utilizzo del reddito famigliare, nella delibera in questione, non sia equa perché fa ricadere i costi della manovra sanitaria prevalentemente sui nuclei familiari “regolari”, dal momento che prevede il cumulo dei redditi dei singoli componenti del nucleo familiare senza tener conto della composizione del nucleo stesso e dei figli o anziani a carico;In questo modo tutti i componenti delle famiglie formate da coppie di fatto e tutte le coppie legalmente separate con i relativi figli, risultano agevolate sia nell’esenzione sia nella progressione del ticket; Una famiglia formalmente costituita e mantenuta rappresenti un atto di grande responsabilità pubblica anche sul piano fiscale e che pertanto a ciò debba corrispondere da parte delle istituzioni un corrispondente riconoscimento sullo stesso piano fiscale del nucleo famigliare, in coerenza con gli artt. 29 e 31 della Costituzione italiana; pertanto impegna il Sindaco e la Giunta: A farsi promotore nei confronti del Presidente e della Giunta della Regione Emilia-Romagna affinché le scelte, di cui alla delibera 1190/2011 della Giunta regionale, siano riviste urgentemente, nella direzione di prevedere una diversa valutazione dei carichi e componenti famigliari, ad esempio prevedendo riduzione o suddivisione del reddito complessivo familiare utilizzando il quoziente familiare o il fattore famiglia, come è nelle possibilità formali ed attuative della Regione in questa materia;Affinché in questo modo venga dato un segnale, con valenza nazionale, di reale equità e lungimiranza, essendo l’opzione qui richiamata di più facile e immediata applicazione rispetto alla pur auspicata introduzione dell’ISEE.

A VOLTE RITORNANO: I ROM IN VIA CALAMELLI

INTERROGAZIONE AL SINDACO DI FAENZA


Alcuni Rom stazionano ancora in Via Calamelli, ad alcuni di questi sembra essere stato rilasciato il permesso di soggiorno con indirizzo proprio in Via Calamelli senza numero civico, per avere tale permesso di soggiorno si sarebbe indicato che proprio in via Calamelli vi sarebbe un Campo Nomadi;

le motivazioni addotte per il rilascio del permesso di soggiorno sarebbe stata la nascita di un figlio in Italia;Venutasi a sapere questa circostanza un nuovo nucleo famigliare Rom di tredici persone si sarebbe spostato su Faenza per far partorire la mamma e per richiedere, visto il precedente, il permesso di soggiorno; i Rom residenti a Faenza sono stimabili in circa 24 persone per le quali è già sufficientemente difficile trovare soluzioni e collocazioni. Il capo gruppo PDL Raffaella Ridolfi Interroga. Il Sindaco e la Giunta per sapere se quanto riportato in premessa corrisponde a verità e se ritenga opportuno dare vita ad un tavolo della legalità effettivamente partecipato e condiviso per impedire un arrivo in massa di persone Rom che non è possibile accogliere nel territorio faentino.

mercoledì 28 settembre 2011

PURTROPPO A VOLTE RITORNANO: IL BLOCCO DEL TRAFFICO

….SI PERO’, CARO ALFANO, INTANTO QUESTI LI BUTTIAMO TUTTI FUORI DAL PDL SENZA SE E SENZA MA.

SE NON HANNO COLPE – E PURTROPPO LO SAPREMO SOLO TRA QUALCHE ANNO GRAZIE ALLA SOLERTE GIUSTIZIA ITALIA- NE RIPARLEREMO

ALEMANNO IMPARI A STARE ZITTO: HA DETTO BASTA CON LE MINETTI, REPLICA: TUA MOGLIE E’ COME LEI

IL SINDACO DI ROMA ATTACCA LA CONSIGLIERA LOMBARDA. MA MANTOVANI: ANCHE ISABELLA RAUTI E’ NEL LISTINO



Alemanno nel listino della Regione Lazio ha messo sua moglie, Isabella Rauti. Per cui stia zitto". Sintetico, chiaro, immediato. Ai microfoni della "Zanzara" su Radio 24, il coordinatore regionale del Pdl della Lombardia, Mario Mantovani attacca il sindaco di Roma che si era lanciato in un "Mai più Minetti nei consiglio regionali perché in questo modo offendiamo Silvio Berlusconi e tutto il Pdl". Mantovani tesse le lodi della consigliera Minetti: "Fa bene alla Lombardia, è una consigliera di tutto rispetto. è laureata con il massimo dei voti presso l'Università di Milano ed è stata scelta in Regione per le sue competenze nelle professioni della sanità- La maglietta con la scritta "senza sono ancora meglio" era forse inopportuna". Mantovani replica ad Alemanno.

martedì 27 settembre 2011

IL PARCO DEI GESSI E’ APPENA NATO MA GIA’ SI METTE IN CAUSA


Come avevamo previsto la vicenda dell’appalto del Rifugio Parco Carnè è finita in tribunale. Nelle nostre interrogazioni non siamo riusciti a chiarire se veramente il sig. Marco Fantinelli, il vecchio gestore, avesse o non avesse ragione lamentando di essere stato buttato fuori in malo modo per far posto al guardiaparco, molto più ben voluto di lui – dice - dai nuovi amministratori del Consorzio che gli avrebbero confezionato un appalto su misura. Sta di fatto che ora deciderà il giudice. Nel frattempo il Fantinelli non lascia liberi i locali del rifugio. Il Parco ha nominato come proprio legale l’avvocato Isotta Farina di Ravenna dopo avere acquisito anche i preventivi di spesa da parte degli avvocati Paolo Gambi di Ravenna e Lorenzo Valgimigli di Faenza. In caso di contenzioso davanti al giudice la spesa che sosterrà il Parco sarà di circa 25mila euro con esiti economici diversi in rapporto al pronunciamento

Clicca per vedere l'articolo:
http://pdlravenna.blogspot.com/2011/04/perche-il-parco-dei-gessi-romagnoli.html

NON VESSARE PIU’ I CITTADINI: ELIMINARE TUTTI I CERTIFICATI CARTACEI, PROVVEDANO LE AMMINISTRAZIONI

MARONI HA RAGIONE, MA NON SERVE CHIEDERE AI CITTADINI I CERTIFICATI


 
Il collega Maroni ha perfettamente ragione: il certificato antimafia è indispensabile ma è indispensabile che a procurarselo siano le pubbliche amministrazioni al loro interno, senza più vessare imprese e cittadini, trattati finora alla stregua di inesausti fattorini. Perché chiedere a un’impresa il certificato antimafia quando l’amministrazione lo può acquisire d’ufficio attingendo alle informazioni in suo possesso? La legge peraltro già lo prevede: l’articolo 4, comma 13 del decreto Sviluppo (decreto legge n. 70/2011 convertito con la legge n. 106 del 12 luglio 2011) stabilisce infatti che le stazioni appaltanti pubbliche acquisiscono d’ufficio, anche in modalità telematica, a titolo gratuito ai sensi dell’articolo 43 comma 5 del Testo Unico sulla documentazione amministrativa la prescritta documentazione antimafia. Questo dice la legge e questo intendo rafforzare con le prossime misure in materia di semplificazione, prevedendo che nei rapporti con la PA tutti i certificati vengano completamente eliminati e sostituiti sempre dalle autocertificazioni, mentre le certificazioni rilasciate dalla PA resteranno valide solo nei rapporti tra privati. Quanto alla certificazione antimafia, la mia proposta – prevedendo l’acquisizione d’ufficio – è perfettamente in linea con le specifiche disposizioni dettate in materia dal nuovo codice antimafia. Si leggano le carte le tante anime belle, disinformate e in malafede (i Piero Grasso, gli Antonio Ingroia, le Rita Borsellino, gli Ivan Lo Bello, i Sergio D’Antoni, i Massimo Donadi, gli Angelo Bonelli, gli Italo Bocchino, i don Luigi Ciotti e via andando) che per amore di polemica hanno fin qui preferito rilasciare banalità o esprimere finta indignazione.

I NOSTRI SOLDI

Giornalmente rendiamo pubbliche molte delle spese effettuate dal nostro Comune affinché i cittadini possano valutare in piena autonomia l’uso del pubblico denaro.

TERRE NALDI: E’ BUCO O NON BUCO?


Abbiamo pubblicato integralmente, alla pari di altri media locali, l'intervento dell'ex amministratore di 'Terre Naldi' (dallo stesso titolato "quale buco?") in cui contestava la denuncia riportata sui giornali dell'importante perdita che i faentini hanno dovuto ripianare. Non è dato entrare dettagliatamente nel merito della questione non essendo disponibili i bilanci dell'Ente, ma assumendo le informazioni che lo stesso amministratore fornisce un paio di osservazioni sorgono comunque spontanee. Intanto se il bilan-cio di un'azienda si chiude in perdita, e questo fu il caso, di "buco" è certamente lecito parlare. Gli am-ministratori cui, ovviamente, non piace essere additati per scarsa capacità, si difendono sostenendo a loro discolpa che "Queste perdite si sono verificate per mancate entrate e non per spese della Società: non sono entrati 200.000 euro di premio estirpazione vigneti (...) per un residuo passivo di attività per il biennio di circa 70.000 euro. Questo rappresenta la reale perdita della gestione agricola del 2009". Con tutto il rispetto vorremmo far presente che il 'premio estirpazione vigneti' fosse anche stato erogato, sarebbe stato un "introito straordinario" che andava certamente a migliorare il bilancio dell'Ente in quell'anno, ma non è certo titolo di merito per un amministratore dover pareggiare i conti ordinari con proventi straordinari. Traducendo un po' alla buona per gli inesperti di economia, se in una famiglia alla fine dell'anno si è costretti a vendere l'auto per pareggiare le spese appare evidente che non si possa festeggiare dicendo che le entrate sono state uguali alle uscite, dato che la macchina la vendi una volta e poi non ce l'hai più; occorreva invece fare minori spese. Appare invece magari ingiusta ma certamente pragmatica la decisione del Sindaco di non perseguire i vecchi amministratori: tutti sappiamo la situa-zione in cui versa la giustizia italiana e anche in caso di ragione (e fra quanti anni?) le probabilità anche solo di rifarsi delle spese di giudizio appaiono incerte. Valeva la pena imboccare la via giudiziaria per provare a riprendere qualche soldino? Obbiettivamente più i rischi che le buone prospettive.

STANDARD AND POOR’S: LA SCURE SI ABBATTE SUGLI ENTI LOCALI

NON ERANO I MIGLIORI? E IMPATISCONO LEZIONI A TUTTI



Standard & Poor's. L'implacabile scure dell'agenzia di rating internazionale si abbatte di nuovo sull'Italia. Dopo la bocciatura della Repubblica Italiana, e le sforbiciate selvagge ai rating delle maggiori banche italiane, S&P esprime l'ennesimo giudizio negativo. La pagella è negativa per 11 enti locali italiani, a cui l'agenzia ha abbassato il rating di lungo termi-ne, portandolo da A ad A, mantenendone invariato l'outlook negativo. Bocciature per il Comune di Bologna, di Milano e di Genova, per le regioni Emilia-Romagna, Marche, Liguria, Umbria, Sicilia e per la regione autonoma del Friuli-Venezia Giulia, per la provincia di Mantova e quella di Roma. Standard & Poor's ha inoltre rivisto l'outlook sul debito di lungo termine della città di Torino da stabile a negativo, e ne ha confermato il rating A." ufficiale è stato rivisto da A ad A". Alcune dichiarazioni: Fassino sia coerente, se S&P ha ragione deve averla sempre E allora quella subita dal Comune di Torino e’ una sonora bocciatura". Cosi’ si e’ espresso Enzo Ghigo, coordinatore regionale del Pdl in Piemonte, in una nota re-plica al sindaco di Torino che ha dichiarato come il declassamento subito da Torino sia figlio dei danni dovuti alle misure del governo. "La realta’ dei fatti e’ che Fassino si esercita nell’arte dello struzzo, cioe’ quello di far finta di non aver ereditato una situazione disastrosa dalla Giunta che l’ha preceduto. Una situazione che ha deteriorato i conti e che ha un’aggravante: l’attuale amministrazione non fornisce adeguate rassicurazioni alle agenzie di rating sul rientro dei suoi conti. Fassino eviti il doppiopesismo tipico delle sinistre e si assuma le sue responsabilita’. La manovra correttiva di Berlusconi chiede un ri-sparmio di circa 210milioni di euro, cifra pressoche’ identica a quella licenziata da Prodi nel 2007, una manovra alla quale l’attuale primo cittadino diede il suo voto con l’allora Chiamparino che minacciava di riconsegnare le chiavi del Comune".

lunedì 26 settembre 2011

BAZZONI CHIEDE LUMI ALLA REGIONE DI QUANTO STA AVVENENDO A BRISIGHELLA: SI VUOLE COSTRUIRE IN UN PARCO DEDICATO AI CADUTI DELLA GRANDE GUERRA. VINCOLATO PER LEGGE

MA TUTTI ZITTI

GIOVEDI 29 SETTEMBRE 2011 ORE 21 SALA ZIANI VIA LADERCHI 3. UNA NUOVA PROPOSTA DA PARTE DI FREE FOUNDATION FAENZA. PARTECIPA

A PERUGIA MARCIANO I CATTOCOMUNISTI


A Perugia domenica sfileranno insieme gli esponenti comunisti, con le loro bandiere rosse, e gli esponenti delle associazioni del mondo cattolico, compresi gli scout, con le loro bandiere arcobaleno; a questa marcia non mancherà nemmeno il trattore di casa Cervi. Sarà una marcia egemonizzata dalla sinistra comunista nella quale i cattolici, anche quelli che credono davvero nella pace vera fra i popoli, verranno usati come “utili idioti”. Emblematico, a questo proposito, è il fatto che molte organizzazioni cattoliche e molte parrocchie abbiano adottato come simbolo di pace, anziché la Croce di Cristo, la bandiera arcobaleno, vessillo dei movimenti gay e dell’estrema sinistra. Marceranno insieme i “preti rossi” e gli pseudo pacifisti che si autoproclamano paladini della pace, ma alcuni di loro hanno festeggiato dopo l’attentato alle Torri gemelle di New York, gridato “dieci, cento, mille Nassiriya”, quando venticinque soldati italiani, impegnati in una missione di pace in Iraq, venivano uccisi in un vile attentato. E’ incredibile che una parte della gerarchia cattolica si faccia volutamente strumentalizzare da un gruppo di “pacifinti”. Una cosa è la pace in senso evangelico, un’altra è la pace concepita dai comunisti; una pace che è sempre subordinata ai loro interessi e obiettivi politici. Nell’immediato dopoguerra i comunisti italiani ricevettero da Stalin l’ordine di marciare per la pace, ma in realtà l’obiettivo vero era quello di difendere la “cortina di ferro” e le dittature comuniste instaurate nei Paesi dell’est Europa. I comunisti italiani, obbedienti, fecero innumerevoli marce per la pace cercando di coinvolgere, anche in quell’occasione, il mondo cattolico nel nome di presunti valori universali, ma poi smisero di marciare quando i carri armati russi invasero l’Ungheria. La pace, nel senso di pacifica convivenza, è un sentimento nobile che non merita di essere strumentalizzato da nessuno, in particolare per fini politici”.

TELEVISIONE ITALIANA: MINZOLINI NON PUO DIRE NULLA, VIENE CENSURATO MENTRE TUTTI GLI ALTRI DICONO QUELLO CHE VOGLIONO…

BERLUSCONI E STRAUSS-KAHN. GUARDA IL VIDEO DELL’ELEFANTINO A TV TALK


Com’è tristo, facile e disgustoso il pensiero unico. In una trasmissione tv cui ha partecipato anche il direttore di questo giornale, in onda alle 14 e 50 su Rai Tre oggi, è stato riproposto il paragone tra Strauss-Kahn e Berlusconi. Il testo e il sottotesto dicono questo: quello sì che è un uomo, un socialdemocratico elegante incappato in una vicenda giudiziaria dalla quale è uscito, ma capace di esprimere la sua contrizione in tv per la sua colpa morale, altro che il nostro presidente del Consiglio. Quando sentite queste cose – è il consiglio di questa ditta – fate così: sparate a pallettoni. Colpirete in fronte la cattiva coscienza di gente che ha venduto all’ammasso la merce della sua intelligenza, e anche del suo cuore. Dominique Strauss-Kahn è un beniamino della gauche che è stato accusato da una cameriera del Sofitel di New York di averle usato violenza. Violenza, è chiaro? Non di averla invitata a cena e di averla coperta di regali e gentilezze e altri ammennicoli di gioco e di piacere. No, violenza. Per la giustizia penale (pende ancora il giudizio civile) la teste d’accusa non poteva reggere un processo, in cui potenti avvocati avrebbero dimostrato che era una donna piena di contraddizioni, una persona di carattere e di vita debole e forse addirittura una mitomane. Strauss-Kahn è stato liberato dalle accuse del procuratore distrettuale, per una legittima e sana decisione garantista, è tornato in patria e in prime time ha detto di aver fatto un errore, di sentire su di sé una colpa morale, e si è scusato con sua moglie e con i francesi. Poi ha aggiunto, l’ineffabile, che forse dietro tutta questa roba c’è un complotto. Chissà. Strauss Kahn è un noto rapace. In Francia era stato accusato da un’altra donna di tentata violenza, e tutti speriamo che sia una calunnia. Una funzionaria del Fmi, di cui era presidente, ha scritto che il suo stalking sessuale, di cui la funzionaria era stata testimone diretta e vittima, non era compatibile con la sua funzione. Questo è DSK, il pupillo del pensiero unico, l’eroe filosofico delle mezze calze di sinistra, che ne hanno protetto la privacy francese anche quando era un segreto di Pulcinella che fosse un cacciatore molesto di femmine. Berlusconi è uno che ha fatto bisbocce e vanterie a casa sua, e al telefono. Che ha alimentato la propria passione per donne giovani e avvenenti, trattate con munifica gentilezza spesso dispensata in lungo e in largo anche ad altri, anzi con la tenerezza dimostrata nelle intercettazioni con la D’Addario. Questo giocoliere galante, cui nessuno ha mai imputato la rapacità e men che meno la minima forma di violenza, è sotto spionaggio, pedinamento e intercettazione da tre anni, da tre anni una giustizia sotto-borbonica cerca di incastrarlo per reati infamanti dopo avere devastato la sua privacy. Un uomo di destra è perseguitato perché si fa come crede gli affari suoi, il campione della sinistra europea che si piace è considerato il prototipo della dignità personale, e tra tante scuse ha anche dimenticato di scusarsi con la cameriera. Ma vaffanculo.

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domenica 25 settembre 2011

L’agenda di Governo fino alla naturale scadenza della legislatura

  • Mantenere scrupolosamente gli impegni presi con l’Europa, a difesa non solo nostra ma dell’intera impalcatura dell’euro. E quindi giungere nei prossimi due anni al pareggio di bilancio.
  • Affiancare le misure di rigore con quelle per la crescita e lo sviluppo. Abbiamo un elenco di otto opere pubbliche di importanza nazionale, ed alcune decine di importanza locale, già finanziate, che attendono solo il via.
  • Abbiamo il ricavato dell’asta delle frequenze digitali – tre miliardi – che intendiamo utilizzare non per fare cassa ma per finanziare lo sviluppo della banda larga di internet ed il suo progressivo accesso a tutta la popolazione.
  • Completeremo l’alta velocità e vi introdurremo la concorrenza, ma senza mai dimenticare che il primo dovere di una rete ferroviaria è garantire la mobilità di pendolari, studenti, lavoratori.
  • Faremo la riforma fiscale: le delega è già stata votata all’interno della manovra. I fondi verranno certo dalla lotta all’evasione, che con noi ha dato risultato che nessun governo Visco può vantare: 53,4 miliardi recuperati in 3 anni, ed un trend in ulteriore crescita a fine 2011. Ma soprattutto la riforma, che ridurrà le aliquote per le persone e le imprese, si finanzierà con il disboscamento di trattamenti di favore anacronistici e di forme di assistenza clientelare.
  • Ridurremo la spesa pubblica là dove è spreco, non più con la logica dei tagli lineari necessaria in questi tre anni, per rimettere a posto i conti, ma con quella degli interventi selettivi, in accordo con la Banca d’Italia.
  • Completeremo la riforma delle pensioni, senza logiche punitive per nessuno. Potremo farlo perché il nostro sistema è già tra i migliori d’Europa, e non ci sarebbe stato bisogno di altri interventi se la sinistra non avesse cancellato la legge che porta la firma di Roberto Maroni.
  • Abbiamo riformato la giustizia civile in accordo con la magistratura e le altre parti. Faremo la riforma della giustizia penale in accordo con la parte illuminata e riformista dei magistrati, che possiamo con cognizione definire una maggioranza silenziosa.
  • Assieme a tutto questo porteremo l’Italia fuori dalla crisi, difendendo i risparmi ed i redditi di tutti, difendendo la proprietà conquistata con il lavoro. L’Europa, la Bce, la Banca d’Italia, riconoscono in noi i soli interlocutori. E’ a noi che vengono chieste le misure di crescita e sviluppo, non a un altro governo e non alla sinistra. E questo significa qualcosa

Stia attenta la sinistra, domani saranno per loro



Monetine come venti e più anni fa. Monetine (da 5 centesimi) scaraventate simbolicamente contro le impenetrabili mura di Montecitorio. Appena avuta notizia dell’esito dello scrutinio che ha salvato Milanese dalla galera, è stato questo lo spettacolo andato in scena nel cuore di Roma. Il “Popolo viola”, ribelli perennemente incazzati contro tutto e contro tutti, ha espresso così tutta la propria indignazione per il no alle manette nei confronti dell’ex braccio destro di Tremonti. Un coro di rabbia, un lancio di centesimi, urla. Una scena penosa e pericolosa. Una manifestazione cavalcata da tutta l’opposizione, da Bersani a Di Pietro, da Vendola alla sinistra extraparlamentare. In pratica, tutto il carrozzone che giorno e notte chiede e pretende le dimissioni di Berlusconi per ridare serietà all’Italia, appoggia e gode nel lancio di monete contro la Camera dei deputati.
Ecco la serietà, il rigore e il contegno da mostrare all’Estero. Ecco il biglietto da visita che la minoranza manda alle cancellerie straniere in vista di un futuribile cambio alla guida del Paese: monete tirate in piazza contro il Parlamento e forche invocate a furor di popolo. E tutto questo senza dimenticare la minaccia dipietresca di guerra civile con tanto di morto ammazzato se Berlusconi non se ne andasse da Palazzo Chigi. Il senso di democrazia, evidentemente, manca anche a chi oggi denuncia come peccati inverecondi i comportamenti del Presidente del Consiglio.
In pratica, secondo lo schema dell’opposizione credibile, seria e responsabile, Di Pietro che minaccia morti in strada se non cambierà il Governo allarma meno il Mondo di un Berlusconi che confessa di voler andare a letto con la Arcuri.
In quel lancio di monete, in quel torbido ed allucinante condividere questi revival dei tempi andati c’è tutto il dramma di una minoranza incapace di comprendere la piazza. Non hanno capito che la rabbia non è diretta solo ed esclusivamente contro Berlusconi e il governo, contro gli Scilipoti e i Bossi, ma è una rabbia che ha come obiettivo tutta la casta. Non fa differenza chi sia il frequentatore della buvette, di che colore sia il deputato che va allo stadio gratis perché membro del Parlamento. L’importante, la colpa, è che appartiene a quel mondo, a quell’ammasso di privilegiati sempre più chiuso dentro il suo fortino.
Tutto questo, Bersani e la Bindi, Vendola e Di Pietro, non l’hanno capito. Pensano di essere visti come i salvatori, come l’ancora di salvezza per la Patria distrutta da Berlusconi. La realtà è ben diversa, e appena saranno al governo se ne renderanno conto. E allora sarà peggio per loro. Quelle monetine potrebbero assumere le sembianze di tanti frisbee.

venerdì 23 settembre 2011

Deputati a 18 anni, senatori a 25. Bene così!


Largo ai giovani, anzi ai giovanissimi, in politica. La Camera ha approvato, con uno slancio bipartisan, il ddl costituzionale presentato dal ministro della Gioventù Giorgia Meloni, abbinato ad altre proposte di maggioranza e opposizione, che consente di essere eletti deputati a 18 anni e senatori a 25. Un via libera che indirizza il provvedimento all'aula di palazzo Madama e che ha incontrato il favore della stragrande maggioranza dei deputati, con 455 voti a favore, 11 contrari e 25 astenuti. Soddisfatto, naturalmente, il ministro Meloni: "abbiamo scritto una straordinaria pagina di vita di questo Parlamento: essere riusciti a superare per un giorno le divisioni per pensare ai giovani è qualcosa di cui andare fieri". ''E' un atto fondamentale e dovuto in un Paese in cui c'è una vera e propria apartheid politica e sociale, la cui vittime sono i giovani e le donne", commenta il deputato del Pd Sandro Gozi, tra i promotori dell'iniziativa parlamentare bipartisan a favore dell'abbassamento dell'età minima dei parlamentari. Commenti favorevoli anche nella maggioranza, come quello del vice presidente dei senatori del Pdl Gaetano Quagliariello: "la modernizzazione delle istituzioni e la speranza per il futuro passano anche dal coraggio di spalancare ai giovani le porte della rappresentanza democratica e dall'affermazione del principio dell'equità fra le generazioni che troppo spesso in passato è stato trascurato con conseguenze che oggi sono sotto gli occhi di tutti".

Il Consiglio dell’Unione dei Comuni si riunisce Venerdì 30 Settembre 2011


Argomenti di discussione:
Punto 4
Convenzione per la macellazione pubblica d’urgenza
Punto 5
Convenzione con la Provincia di Ravenna per la Vitivinicoltura
Punto 6
Variazione al programma triennale di opere pubbliche
Punto 7
Verifica equilibri di Bilancio
Punto 8
Variazione del Bilancio 2011
Punto 9
Atto costitutivo e Statuto della nuova Unione dei Comuni denominata della Romagna Faentina

giovedì 22 settembre 2011

A Hera non basta...


Il Pdl riparta dalla politica


L’attesa. E’ questa la condizione in cui ci troviamo, nostro malgrado. Non c’è alcuna certezza sulla quale proiettare le nostre speranze politiche. Si resta aggrappati, con ansia, alla prossima intercettazione divulgata, alle scomposte mosse nella maggioranza, ai personalismi che potrebbero far da miccia ad una situazione potenzialmente esplosiva.Che la telefonata più intima e fosse pure la più volgare tra Berlusconi ed un qualche prosseneta, tra le ragazze ingaggiate per tener compagnia al premier o tra quelle tra lenoni e lestofanti possano piegare un Paese per l’utilizzo improprio che se ne fa, è da brivido. Non c’è grandezza nella lotta politica in Italia, soltanto miseria. E chi ne paga le conseguenze è un Paese piegato, incredulo, sfiduciato. Scoprire che le vite degli altri, dove non si annidano peraltro neppure ipotesi di reato, vengano scoperchiate da investigatori senza scrupoli, che centinaia di migliaia di intercettazioni – o forse milioni, chi può dirlo? – vengano effettuate per mettere in piazza il mondo “peccaminoso” (ma per chi? Per i credenti, forse) del premier è semplicemente deprimente.Oddio, ognuno è libero di farsi l’opinione che vuole dei costumi di Berlusconi, così come in passato se l’è fatta di quelli di Kennedy o di un’infinità di personaggi pubblici, fino ad Eliogabalo ed oltre. Legittimo. Ma che la rivelazione di private storie debba diventare il pilastro per la costruzione di un teorema senza reato, tuttavia efficace per distruggere non solo un uomo bensì una parte politica che bene o male egli ha rappresentato, è francamente mostruoso.E’ questo che autorizza chicchessia a declassarci agli occhi del mondo. A considerare l’Italia come una sorta di corte bizantina dove si consumano le più atroci nequizie, dominata da un manipolo di barbari che fanno corona al Caimano. Il danno che il circo mediatico-giudiziario,

Nessuno ha in tasca la ricetta sicura per risolvere il dramma dei nomadi clandestini, ma quella scelta dalla Regione Toscana unisce il danno alla beffa

 
Dalla regione Toscana arriva un esempio di gestione assai poco oculata di denaro pubblico e di politica fallimentare sull’immigrazione. Il presidente Enrico Rossi ha più volte espresso parole molto dure nei confronti dei tagli imposti dal Governo nazionale, arrivando addirittura ad ipotizzare riduzioni di mezzi di trasporto, asili e servizi sanitari regionali per colpa della manovra correttiva. Eppure, per finanziare un progetto di sgombero di un campo Rom con relativo rimpatrio, la Regione non ha esitato a mettere sul piatto la somma di 400.000 euro. Metà da destinare al Comune di Firenze e l’altra metà alla Società della Salute Fiorentina. Il progetto prevedeva lo sgombero del campo Rom di Quaracchi, nel Comune di Sesto Fiorentino, alle porte del capoluogo toscano, agevolato da un bonus di 1.500 euro per ogni singolo nomade da rimpatriare, il quale oltre alla somma di denaro poteva disporre di un pullman messo a disposizione dall’amministrazione comunale di Firenze per fare ritorno nel Paese di origine. Gli spostamenti, o per meglio dire i presunti spostamenti, sono avvenuti tra maggio e giugno. Lo sgombero definitivo del campo è stato annunciato a fine giugno, con discreta eco sui giornali locali. Il problema è che oggi quasi tutti i Rom sono tornati. Hanno intascato i soldi, sono passati in Romania solo per fare atto di presenza, e ora sono di nuovo in Italia. Anzi, in Toscana. Anzi, a Firenze e a Sesto Fiorentino, e dormono tranquillamente nei giardini pubblici. Si sono spostati solo di qualche metro, isolato, chilometro, ma sono rimasti nella loro “patria adottiva” cui evidentemente si sono affezionati. Con 1500 euro in più in tasca. E 400.000 euro in meno nelle casse della Regione. Una spesa che si poteva evitare perché l’epilogo era già scritto.

mercoledì 21 settembre 2011

A Faenza le opposizioni rinfacciano duramente a Malpezzi la sudditanza verso il PD che ha imposto il salvataggio dei pessimi amministratori dell’azienda agricola Terre Naldi



Anche nel 2006 l’Italia venne declassata dalle solite agenzie. Ma allora il premier era Prodi e, naturalmente, la colpa era di Berlusconi

Titoloni, proclami, note dettate alle agenzie in fretta e furia. Standard&Poor’s, l’agenzia di rating che un mese e mezzo fa era riuscita nell’impresa di sbagliare i calcoli matematici sui conti americani, ha declassato l’Italia. Era nell’aria, lo si sapeva, c’era ben poco da fare. Subito le opposizioni hanno alzato la voce, indignate e sconvolte per l’infausta notizia. E’ tutto un coro unanime nel chiedere, nell’esigere le dimissioni di Silvio Berlusconi, colpevole di aver indotto S&P a tagliare il nostro rating. Sì, il Premier assassino dell’Italia, uomo che ci sta facendo precipitare nelle torbide acque del default. Finiremo come la Grecia!, urlano i Bersani e i Belisario della situazione.Se si conservasse un po’ di memoria, come ha fatto Ignazio Stagno sul Giornale, probabilmente si eviterebbe di alzare troppo la voce e di urlare al fallimento, nonché di accusare il Governo (che le sue colpe le ha, vista la manovra che qui più volte abbiamo contestato) per tutto il male del Mondo. Sì, perché nell’ottobre del 2006, quando a Palazzo Chigi sedeva Romano Prodi, Standard&Poor’s e Fitch fecero esattamente la stessa cosa che oggi ha fatto S&P: ci declassarono. Allora, però, Mortadella sentenziò che “i prossimi giudizi, quelli cioè che terranno conto delle politiche economiche di questo governo e non di come il Paese è stato lasciato dal precedente, vedranno registrare un segno positivo”.Insomma, anche quella volta la colpa era tutta di Berlusconi che però, essendo all’opposizione, non poteva dimettersi. Finocchiaro e Bersani, Di Pietro e Belisario, in quell’ottobre di cinque anni fa, non aprirono bocca, non accusarono Prodi e Padoa Schioppa di portarci verso il default né di essere scarsamente credibili sul piano internazionali. Colpa di Berlusconi, dissero all’unisono.Eppure, andando a leggere la nota che giustificò il declassamento, si scopre che “la riduzione del rating sull’Italia riflette la risposta inadeguata del nuovo governo alle sfide strutturali dell’economia e del bilancio dell’Italia. La Finanziaria fa poco per avanzare significativamente sulla strada di riforme sul lato dell’offerta e nei fatti porterà ad un aumento netto della spesa in percentuale del PIL invece di ridurre l’alta spesa, che è la causa di fondo degli squilibri di bilancio italiani”.Più chiaro di così, non si può. Ma fare orecchi da mercanti, tra gli alti esponenti della sinistra, è una consuetudine assodata.

lunedì 19 settembre 2011

Al rogo il libro scomodo sulle coop


Al rogo. Quel libro è scomodo. Non deve essere letto, non deve essere venduto, non deve e non può restare nelle librerie di alcun cittadino. Via, va ritirato dal mercato. E poi bruciate tutte le copie, al rogo, al rogo.
Non stiamo rievocando la storia, non stiamo ricordando tutte le volte che il fanatismo ideologico, sia esso religioso o politico, ha violentato la cultura, i libri, le stampe. No. Non stiamo parlando del “Falò delle Vanità” di Savonarola, o dell’editto di Atanasio, e nemmeno del rogo dei libri di scrittori ebrei in epoca nazista.
No. Stiamo parlando dell’ultima follia del Tribunale di Milano. Dove è stato deciso di bruciare il libro ”Falce & Carrello – le mani sulla spesa degli italiani”, di Bernardo Caprotti, che racconta di come la sua Esselunga sia stata danneggiata dalle Coop “rosse”, in un clamoroso intreccio tra politica e “commercio”.
Così ha ordinato il Tribunale di Milano, nuova casa dei nuovi Savonarola, dei nuovi Atanasio e dei nuovi nazisti che bruciano i libri scomodi. E’ una decisione assolutamente inconcepibile, che dovrebbe scatenare un sentimento di indignazione collettivo. Ma che ovviamente non accadrà.
Perché, in questa Italia, si possono pubblicare centinaia di libri per dire che Berlusconi è un dittatore, un porco, un razzista, un pedofilo, uno schifoso criminale, un fascista, un puttaniere, ma dire che le Coop hanno qualche intreccio con la politica no, non si può. E se lo scrivi il tuo libro viene bruciato. Viva l’Italia. Viva le Coop.

A proposito del premio di 60mila euro all’ex direttore generale della Provincia di Ravenna, già ex sindaco di Lugo. La casta non si smentisce mai


Comincia la scuola: buon lavoro agli studenti e a tutto il personale

sabato 17 settembre 2011

I NOSTRI SOLDI

Giornalmente rendiamo pubbliche molte delle spese effettuate dal nostro Comune affinché i cittadini possano valutare in piena autonomia l’uso del pubblico denaro. 


TIKET PROROGATA LA SCADENZA AL 1 OTTOBRE’

CAMBIERANNO LA LEGGE CHE DISCRIMINA LE FAMIGLIE?


RIOLO, INAUGURA LA NUOVA STAZIONE

SI SONO DIMENTICATI DEL VERDE, A RIOLO SI ABBATTANO SEMPRE GLI ALBERI?

Arrivano le elezioni, importanti cambiamenti in vista per la logistica del servizio di trasporto pubblico di Riolo Terme. Sabato prossimo alle 10,30 il sindaco Emma Ponzi presenzierà infatti al taglio del nastro ufficiale della nuova stazione delle corriere di Riolo Terme. I lavori recentemente conclusi hanno previsto oltre alla realizzazione della fermata coperta anche la sistemazione delle aree circostanti. È stato creato un percorso pedonale in via Fosse Ardeatine, sono stati messi in sicurezza gli attraversamenti in via Marzabotto e via Massarenti, è stato aperto al doppio senso di circolazione con relative opere di sicurezza lo stesso incrocio esistente fra queste ultime due strade.
I costi di realizzazione dell'intervento sono stati di 250mila euro finanziati per 75mila euro con un avanzo di amministrazione, per 150mila euro con un mutuo stipulato dal comune e con altri 25mila euro provenienti da un contributo della Provincia di Ravenna.

Commenti (2)

A Riolo dovrebbero meditare su quella enorme schifezza che è stata creata con il parcheggio della Coop,proprio all'ingresso della città, venendo da Castelbolognese! TANTO INUTILE E ORRENDO ASFALTO senza una benchè minima striscia di verde! Proprio un bel biglietto da visita...e, mi chiedo, quando MAI si riempirà!
13/09/2011 - inviato da: marcello
Questo Sindaco verrà ricordato per la grande distruzione che ha portato a Riolo: a lei piace distruggere il verde per lasciare spazio al grigio delle costruzioni: VERGOGNA!
14/09/2011 - inviato da: Filippo

LA MODIFICA NELLA MANOVRA APPROVATA

LA LEGA COOP HA UN GIRO D’AFFARI DI ALMENO 50 MILIARDI (ALTRO CHE MEDIASET) CON IN PIU’ UN CONFLITTO D’INTERESSI DA PAURA

Già piangono: non sopportano di vedere leggermente più in difficoltà i finanziatori di tante campagna elettorali. Eppure per le Coop può essere veramente se non la fine, almeno un inizio di una fase con meno privilegi. Premettiamo che siamo contro a qualsiasi aumento delle tasse ma il sistema di favori di cui godono le Coop è veramente senza senso, considerato che spessissimo sono veri e propri giganti sul mercato. Contano su un trattamento normativo e fiscale che le pone in situazione di vantaggio e gli stretti rapporti con gli enti locali governati dalla sinistra spiegano molto della loro crescita. Riporto inoltre un trafiletto di Facci sulla questione Nacquero per aiutare i contadini a comprarsi il trattore, sono diventate una multinazionale che ha un giro d’affari spaventoso (8 per cento del Pil) e che razzola nella grande finanza e si immischia in banche e finanziarie: in sostanza la cosa più capitalista che esista, ma fondata su un principio anti-capitalistico che alcune imprese siano più legittimate di altre a stare sul mercato. Le coop sono dei colossi con le agevolazioni riservate ai piccoli: non pagano le tasse sul 70 per cento dell’utile purché sia reinvestito, ma riescono ad aggirare il problema distribuendo benefit o stipendi stellari ai soci amministratori.  Solo la Legacoop ha un giro d’affari da almeno 50 miliardi (altro che Mediaset) con in più un conflitto d’interessi da paura, perché oltre a fare i prezzi che vogliono – muovendosi in monopolio nelle regioni rosse, e facendo fuori tutti gli altri, vedi caso Esselunga – le coop finanziano regolarmente il Pd che le ripaga rifinanziandole e intruppandole nei grandi appalti: capita che gli stessi uomini siano dirigenti nei Ds e nelle coop, le quali in pratica godono delle agevolazioni riservate ai piccoli ma hanno imbastito un capitalismo di Stato e di Regione, un capital-comunismo che introita ricavi e paga meno tasse rispetto a noi poveri deficienti. «La Coop sei tu» un accidente: sono loro.

ABBIAMO DECISO DI NON STARE FERMI A SUBIRE……….


INVIA E-MAIL AL PRESIDENTE NAPOLITANO
Per scrivere a Napolitano bisogna  usare solamente il form che si trova qui: https://servizi.quirinale.it/webmail/  semplicissimo, ti risponde di averla ricevuta
OGGETTO: BASTA CON QUESTE INTERCETTAZIONI A SENSO UNICO. BASTA CON QUESTO USO POLITICO DELLA MAGISTRATURA
Signor Presidente,
 siamo stanchi dei due pesi e due misure da parte di questa magistratura. Come mai ci viene chiesto di rispettare le Istituzioni ma poi non si rispetta il Presidente del Consiglio, unica istituzione democraticamente eletta?  La situazione è molto grave e preoccupante, e chiediamo a Lei Presidente e al Vicepresidente del Csm di esercitare la massima vigilanza e di intervenire energicamente per fermare questo scempio e questa continua violazione delle più elementari regole sulla privacy. Lei deve intervenire per il bene del popolo italiano, noi di centrodestra, noi moderati e di buon senso non accettiamo piu' queste prevaricazioni e neppure queste situazioni anomale e distorte da parte della magistratura e che hanno anche un costo elevatissimo per l'intera comunità.  Non abusate oltremodo della moderazione di questa parte del popolo italiano. Con stima. Vincenzo Galassini Via Rosetti, 2 48013 Brisighella (Ra)


venerdì 16 settembre 2011

COSA SUCCEDE A BRISIGHELLA?

POLEMICA INTERNA AL PD

PER IL GIP, IL CAV. FAVORITO DALLE INTERCETTAZIONI ALLE ELEZIONI. E LE ALTRE VOLTE?


“Berlusconi fu favorito alle elezioni dalle intercettazioni Fassino – Consorte”. Questa l’assurda conclu-sione del Gip a Milano che, nonostante la richiesta d’archiviazione del pm, ha portato a Berlusconi inda-gato in maniera coatta. Secondo questi comici giudici le intercettazioni sui giornali hanno favorito Berlusconi alle elezioni del 2006. Quelle che hanno visto vincere Prodi. E ricordiamo che sul Giornale apparvero a dicembre 2005, ben 6 mesi prima delle elezioni. Un’assurdità totale. E vogliamo ricordare l’inchiesta della procura di Trani su Agcom e Santoro nella settimana prima delle regionali 2010? O il caso Noemi prima delle europee 2009? Tutte le intercettazioni sul caso Ruby prima delle comunali 2011? I casi D’Addario e Saccà non lo hanno mai penalizzato politicamente? Tutte le indagini della pro-cura milanese (spesso finite nel nulla) non hanno mai avuto impatto sui risultati elettorali?

Zelig ormai può chiudere di fronte a questi giudici che si coprono di ridicolo con tesi assurde negando l’evidenza.

I NOSTRI SOLDI

Giornalmente rendiamo pubbliche molte delle spese effettuate dal nostro Comune affinché i cittadini possano valutare in piena autonomia l’uso del pubblico denaro.

giovedì 15 settembre 2011

IL PROTAGONISMO DEL PROCURATORE E IL FALSO GARANTISMO DEL PD

CICCHITO: RAPPORTO STRETTO TRA PM E UN’AREA POLITICA


 
È capitato a Francesco Saverio Borrelli, adesso tocca Giovandomenico Lepore, procuratore della Repubblica di Napoli. Non c’è niente da fare, gli anni o i mesi che precedono la fine di un incarico sono quelli di una incosciente libertà di parola. Incosciente, perché viene accompagnata dalla consapevolezza che niente e nessuno potranno fare interventi postumi per punire certe esternazioni. Borrelli ha approfittato della popolarità derivante da Tangentopoli per costruirsi un’aura di intoccabilità agli occhi della magistratura associata, per poi poter liberamente tentare di colpire Silvio Berlusconi preannunciando sviluppi giudiziari a mezzo stampa, rilasciando interviste sul merito delle indagini, violando sistematicamente quel dovere di riservatezza che impone ai magistrati di parlare solo con provvedimenti e sentenze. La sua è stata una lunga parabola verso la pensione, accompagnata dall’occhio benevolo di quanti hanno ignorato i suoi comportamenti deontologicamente scorretti perché finalizzati all’obiettivo comune di cancellare Berlusconi dalla scena politica.

C'e' un rapporto stretto tra un'area politica ed alcune procure perche' solo in questo caso ci sarebbero opzioni di un salvacondotto''. E' l'accusa lanciata da Fabrizio Cicchitto, capogruppo del Pdl a Montecitorio, durante il suo intervento per le dichiarazioni di voto sulla manovra economica. ''Il dialogo e' complicato da procure che intervengono - aggiunge - Ieri il procuratore Lepore ha addirittura evocato l'accompagnamento coatto del presidente Berlusconi. Questa distruzione dello stato di diritto

SCUOLA EUROPA: TERMINATA LA TELENOVELA: 6 MILIONI DI EURO IN 20 ANNI! (300.000 ANNUI)



FAENZANET. 6 milioni di euro in 20 anni. E' la somma che i faentini pagheranno alla Curia faentina per l'affitto della scuola media Europa. E' stato trovato un accordo tra Amministrazione Comunale e proprietà che chiude la vicenda con un forte esborso economico per la comunità. ma almeno ci sono an-che alcuni aspetti positivi. Nei prossimi giorni l’Amministrazione comunale ed il Seminario vescovile diocesano perfezioneranno il contratto di affitto dei locali del seminario Pio XII, sede della scuola Eu-ropa. Si tratta di un passaggio importante, che conclude un lungo e sofferto negoziato fra le parti e cade proprio in occasione dell’avvio delle attività didattiche che, come noto, a Faenza e in tutte le al-tre scuole dell’Emilia-Romagna, avranno inizio lunedì prossimo 19 settembre. Il nuovo contratto, la cui stipula è prevista giovedì 22 settembre, avrà una durata di 20 anni; il Comune di Faenza verserà al Seminario diocesano un canone annuo pari a 297.500 € (pensate che fino all'anno scorso il canone era di 108.000 euro), riconoscendo altresì all’ente proprietario, per l’anno 2011, un corrispettivo di 150.000 €, comprensivo degli importi già fino ad ora erogati dal Comune a fronte del precedente con-tratto scaduto. Il contratto stabilisce inoltre che la proprietà effettui a proprie spese gli ingenti la-vori di ristrutturazione necessari per adeguare l’immobile a tutte le normative di legge, presenti e fu-ture. Rispetto al pre-accordo raggiunto nel febbraio scorso che prevedeva un canone di 270.000 €, sono state modificate le previsioni di utilizzo di parte dei locali, ottenendo spazi di miglior qualità e ampiezza, per una superficie complessiva di circa 4.718 mq. Da qui la necessità di una revisione del ca-none di affitto inizialmente ipotizzato, che tiene conto ora anche dell’impegno da parte del Seminario di trasformare, sempre a proprie spese, una parte dell’area verde di pertinenza in un apposito par-cheggio, che andrà a potenziare la disponibilità di posti auto a servizio degli utenti dei servizi sociali del Comune e, vista la vicinanza, anche dell’Ospedale. Infine, in previsione di un possibile futuro signi-ficativo incremento della popolazione scolastica, il Comune si è riservata l’opzione per ottenere in uso una superficie aggiuntiva di 497 mq, ad un canone annuo non superiore a 45.000 €. “

UN’ AZIENDA FAENTINA CHE SI FA ONORE