mercoledì 31 agosto 2016

FALSI CERTIFICATI PER I COLLAUDI: DOSSIER SVELA LO SCANDALO FONDI. E’ CAPITATO ANCHE A BRISIGHELLA DENUNCIATI DA GALASSINI. NULLA CAMBIA!


Milioni di euro e fior di certificati per dimostrare le ristrutturazioni antisismiche dopo il 1997 e il 2009. Ma allora perché è crollato tutto? Chiara Sarra  Falsi certificati per dimostrare collaudi antisismici, quasi 3 milioni di fondi pubblici intascati in appalti per lavori che avrebbero dovuto mettere a norma gli stabili di Amatrice e Accumoli. Eppure le immagini che rimbalzano dal 24 agosto, quando la terra ha tremato e il tempo si è fermato, sono tristemente note. Ben pochi gli edifici che sono rimasti in piedi. Qualcosa non ha funzionato o non è stato fatto. Il simbolo di questa tragedia che forse si poteva evitare è la scuola "Romolo Capranica" di Amatrice, che si è sbriciolata sotto i colpi del sisma. Ma anche l'ospedale di Amatrice ormai inagibile, la Torre Civica di Accumoli gravemente danneggiata, il campanile di Amatrice che è crollato su una casa ammazzando un'intera famiglia. Tutti edifici in teoria ristrutturati con i fondi per il terremoto dopo il sisma del 1997 in Umbria e quello del 2009 de L'Aquila, come raccontano oggi il Corriere e La Stampa.  Milioni di euro per 21 appalti di cui si parla in un documento segreto in cui si fa l'elenco dei fondi, dei collaudi, delle ditte coinvolte, degli interventi effettuati, dei collaudi. Come è possibile che con una mole di lavoro simile nemmeno un edificio si sia salvato? Probabilmente, sospettano ora i magistrati che indagano per disastro colposo, quei certificati sono stati falsificati. Come dimostrerebbero anche le segnalazioni raccolte dai vigili del fuoco da parte di cittadini che sostengono di aver comprato casa con tutta la documentazione in regola per la tenuta antisismica.

Ristrutturazioni fantasma coi fondi per i terremotati, in manette un ingegnere 18 dicembre 2008

RAVENNA. Ristrutturazioni fantasma con i contributi pubblici per i danni del terremoto del 2000. Questo il contesto che ha portato alla condanna a due anni e due mesi di carcere per Giorgio Ragazzini, ex ingegnere capo del Comune di Brisighella, nel Ravennate. Il Collegio del Tribunale di Ravenna ha inoltre concesso una provvisionale di 35.000 euro alla Regione, di 10.000 al Comune brisighellese e di 15.000 a una delle famiglie danneggiate, costituitisi a suo tempo parte civile. Ragazzini è stato giudicato colpevole di falso e truffa aggravata dal conseguimento di erogazioni pubbliche. E assolto, per la vecchia insufficienza di prove, dall'accusa di abuso di atti d'ufficio in relazione a quegli interventi di somma urgenza che, secondo gli inquirenti, l'imputato pilotò dopo i primi sopralluoghi della Guardia di Finanza per fare apparire i lavori come eseguiti. Secondo la procura di Ravenna, l'ex ingegnere capo, in ragione della sua posizione, avrebbe attestato falsamente l'impiego dei fondi regionali per i lavori, mai fatti, in due caseggiati, mentre quei finanziamenti sarebbero stati dirottati altrove. Nella vicenda era stato coinvolto anche Paolo Cicognani della Edilzeta Costruzioni di Ravenna: l'uomo già a suo tempo aveva patteggiato sei mesi.



IN ITALIA AVVERRANNO TERREMOTI 30 VOLTE PIU’ FORTI DI QUESTO


In Italia i geologi si aspettano terremoti con energia 30 volte più forte di quello di Amatrice
In Italia i geologi si aspettano terremoti con energia 30 volte più forte di quello di Amatrice.
Non si può sapere quando, né dove di preciso, ma di sicuro avverranno. L'allarme arriva dal sismologo Antonio Piersanti dell'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia. "I terremoti degli ultimi anni hanno portato in sé delle grandi tragedie, con un elevato numero di vittime, ma purtroppo la Terra ci sta dando degli avvertimenti - rimarca Piersanti all'Adnkronos - perché in Italia avverranno dei terremoti più forti di questo. Abbiamo la certezza che arriveranno a magnitudo 7, che equivale a un fattore + 30 di energia liberata rispetto a una magnitudo 6.0 come quello di Amatrice". I sismi che sono attesi "saranno, per intensità simili a quello dell'Irpinia nel 1980, al sisma di Messina e Reggio Calabria nel 1908" spiega ancora Piersanti che, a fronte di queste evenienze, lancia un monito "bisogna essere preparati adeguatamente in termini di qualità dell'edificato". In Italia, del resto, si perde facilmente la memoria. "Il fatto che dal terremoto dell'Irpinia del 1980 a quello di Colfiorito del 1997, non ci sono stati sismi molto forti - aggiunge - se da una parte è stata una fortuna, dall'altra ha fatto sì che si sia persa la memoria in un momento in cui l'economia italiana cresceva molto e si facevano investimenti. Dal

martedì 30 agosto 2016


LA COLPEVOLIZZAZIONE GLOBALE NON RISPARMIA IL TERREMOTO

A proposito del terremoto di qualche giorno fa, una mia carissima amica m'ha fatto avere un intervento firmato che imperversa su internet. Il sisma è stato sentito distintamente da Rimini a Napoli. Ci sono morti e feriti, mentre il sito online della cosiddetta "protezione civile" è inaccessibile. Lo stesso ente, però, aveva già acquistato i moduli abitativi. Preveggenza o calcolo degli effetti collaterali di qualche azione bellica sperimentale e non convenzionale? C'entra forse qualcosa il programma segreto di aerosolchemioterapia bellica che la Nato - previo indottrinamento degli esperti civili - manda m onda dal 2002, a base di irrorazioni aeree di alluminio e bario che rendono l'aria maggiormente elettronconduttiva, in modo da consentire alle onde elf di colpire le faglie sismiche attive? Scie belliche e sciami sismici: un connubio militare devastante. C'è stato un boato, singolare coincidenza, alla stessa ora nel cuore della notte, come a L'Aquila il 6 aprile 2009, proprio come una bomba". Fautore della nota, Gianni Lannes, insomma dunque che questi terremoti, lungi dall'essere "naturali", siano "militarmente provocati". Ora, io non escludo dietrologie e complotto di un paese ormai ridotto (dopo tre governi non democraticamente eletti) a espressione geografica, però il passaggio dal campo politico-finanziario a quello militare mi sembra francamente eccessivo. Resta che queste ipotesi, più o meno fantapolitiche, sono rivelatrici di quella mentalità da "colpevolizzazione globale" secondo cui, qualunque cosa capiti, dietro c'è sempre qualcuno. In un rapporto causa-effetto cosi rozzamente positivista che (solo per fare l'esempio più comico) se la temperatura del pianeta sale la colpa è dell’uomo. Uomo

PREMIO NOBEL….AVRA’ FORSE RAGIONE


FESTIVAL DELL’IPOCRISIA: TROVO VERGOGNOSO NOMINARE ERRANI COMMISSARIO

Non vorrei parlare del tragico evento, del terremoto in se’, ma del festival dell’ipocrisia andato in scena in ogni forma possibile, dopo il disastro. Gli ipocriti li avete visti ovunque, anche durante la Messa nel Palazzetto dello Sport di Ascoli Piceno, dove tutti e quattro a mani giunte – Mattarella, Grasso, Boldrini e Renzi  (che con una mano si faceva il segno della Croce e con l’altra leggeva gli sms di Papà Napolitano) hanno fatto la loro pubblica esibizione. In piu’, sui media di regime, è andata in onda la solita propaganda di governo per aver sospeso il pagamento delle utenze nelle zone terremotate, facendola passare per una straordinaria agevolazione. Mi chiedo: chi dei terremotati usufruisce ora delle utenze, quando è stato distrutto tutto? Che dire poi di quell’ipocrita di Gramellini che su La Stampa, prendendo spunto dalla polemica sui “profughi” in hotel, ha scritto: “I migranti non stanno in alberghi di lusso ma nelle topaie“? Sulla pagina facebook di IO, gli abbiamo rivoltato contro i suoi stessi insulti con una gallery che lo smentisce, chiamata “RUTTODROMO di Gramellini”. Per non parlare dell’inviata di La7: “Direttore, ho mandato la foto della famiglia morta per il crollo del campanile… non so se siete riusciti a vederla, se la volete mandare in onda ….”  dice la Mascioli, cui Mentana risponde con un lapidario “…. o anche no…”. E che dire di quell’ipocrita di Vespa che a PortaaPorta ha avuto il coraggio di dire: “Questa sarebbe una bella botta di ripresa per l’economia perché pensi l’edilizia che cosa non potrebbe fare” …”Darà lavoro ad un sacco di gente“, cui ha fatto seguito quell’altro ipocrita di DeliRio che ha prontamente risposto: “Adesso L’Aquila è il più grande cantiere d’Europa e anche l’Emilia è un grandissimo cantiere in crescita, farà PIL” Frasi incommentabili. Mi viene in mente quel Sindaco di un


TERREMOTI EMILIA ROMAGNA STORICI

dal 217 a.c. al 2002 - TERREMOTI storici vicini al Comune di FAENZA nel raggio indicato ( attuale: 30 km )




Aprile 1718 epicentro: Faenza - Magnitudo stimata : 5.9 Morti : oltre 20

Questo terremoto distrusse alcuni paesi nei dintorni di Brisighella e numerose località del Faentino subirono danni molto gravi. In totale vi furono oltre 20 morti. Una nuova forte scossa che si verificò  poi il 17 di agosto dello stesso anno, provocò ulteriori danni crollano nell’area compresa tra Faenza e Forlì dove crollarono edifici su una ventina di paesi tra cui Corleto e Scaldino e danni pure a Imola e Ravenna.

 17 luglio 1781 epicentro: Faentino - Magnitudo stimata :5.6 - Morti : nessun dato disponibile

Questo terremoto causò danni su oltre una ventina di località, sopratutto nel  faentino, dove vi furono danni gravi. dove le case crollate o gravemente danneggiate furono 694, 46 Chiese e 47 Canoniche su un totale di oltre 2000 edifici (circa il 39%). A Faenza furono resi inagibili 247 edifici su 1.832 (13% circa).

1 settembre 1813 epicentro: Parmense -  Magnitudo stimata :5.3 - Morti : nessun dato disponibile: I centri più colpiti da questo terremoto furono Imola, Faenza, Cesena e Forlì. I danni provocati sono valutabili intorno VII grado della scala Mercalli. Crollarono migliaia di fumaioli e crollarono i muri divisori di molti edifici.



lunedì 29 agosto 2016

SDEGNO PER LA SCUOLA ANTI-SISMICA CROLLATA AD AMATRICE, INAUGURATA NEL 2012. NESSUN RESPONSABILE?

La rabbia di chi ha perso un proprio caro all'Aquila: l'edificio doveva resistere
Era stata restaurata nel 2012 la scuola di Amatrice. Ed è questo fatto ad aggiungere amarezza a una situazione già drammatica, perché quell'edificio avrebbe dovuto resistere al terremoto, eppure è crollato al suolo. È "uno dei simboli (e delle vergogne) del terremoto che ha devastato nella notte scorsa l'Italia Centrale". Non ha dubbi Antonietta Centofanti, del Comitato familiari vittime casa dello Studente. Quell'edificio scolastico era stato sistemato tre anni dopo quanto è successo all'Aquila. Ma, denuncia la Centofanti è distrutto, in barba alle norme anti-sismiche che si sarebbero dovute adottare.
L'istituto Romolo Caprania si è sbriciolato per metà, nonostante lavori costati 511.297,68 euro. E ora sul crollo è stata aperta un'indagine. "Qualcuno - afferma Centofanti - dovrà spiegare perchè, una volta seppelliti i morti. Il dolore e la disperazione continueranno a lungo. Ma deve sopraggiungere anche la rabbia, perchè se questa ennesima tragedia si fosse verificata il 24 settembre alle ore 9,00, anzichè il 24 agosto, ore 3,36 noi avremmo perso diverse generazioni di ragazzi".

IL CONSORZIO CHE RISTRUTTURO’ LA SCUOLA DI AMATRICE COSTRUI LE FONDAZIONI DI EXPO


Il Consorzio Valori Scarl ristrutturò per 500mila euro la scuola di Amatrice ora distrutta. Nel 2013 vinse l'appalto per costruire le fondamenta di Expo. Nel settembre del 2012, a ristrutturare la scuola di Amatrice ora distrutta dal sisma fu il Consorzio Valori Scarl di Roma.

Un insieme di aziende nato 11 anni fa e che si definisce "un punto di riferimento" nel mercato "sempre più complesso degli appalti pubblici e privati". Forse anche grazie all'esperienza sviluppata ad Amatrice riuscì ad accaparrarsi, pochi mesi dopo, un bando di gara da 18 milioni di euro per costruire le fondamenta di Expo. Le migliorie tecniche alla scuola di Amatrice Per assicurare un tetto stabile ai bambini, la Regione Lazio ed il Comune stanziarono ben 500mila euro. I lavori piacquero talmente tanto che di fronte alla scuola si possono ancora notare dei cartelli "propagandistici" che definiscono gli interventi tecnici come "un'opera sontuosa". Peccato ora sia crollata. Il sindaco di Amatrice, Sergio Pirozzi, sostiene che dopo il terremoto a L'Aquila i tecnici giurarono che lo stabile era a posto. Parliamo del lontano 2009. Nel mezzo ci sono stati gli interventi "anti-sismici" del 2012 e nuove scosse nel 2013. In quel caso la struttura non subì conseguenze. "Anzi - dice il Sindaco - per la stabilità della scuola io ricevetti addirittura i complimenti".

OCCHIO. DA DOMENICA SI VA A VOTARE PER IL RINNOVO DELLE PROVINCE. E QUESTE ELEZIONI CI COSTANO MILIONI. LE BUGIE DI RENZI


La narrazione del governo di Matteo Renzi ha provato a raccontarci che le Province erano state abolite per sempre. Peccato però che le Province esistano ancora, anche se ormai sono di stretto interesse della politica, visto che ad eleggere i rappresentanti provinciali non sono più i semplici cittadini, ma i sindaci. Come ricorda il Giornale, dalla prossima domenica e per ogni settimana fino alla fine di gennaio i sindaci di tutta Italia saranno chiamati a rinnovare le amministrazioni provinciali, ridotte ad assemblee tra di loro con poche e confuse competenze. I prossimi appuntamenti tra agosto e settembre coinvolgeranno le province di Macerata, Pavia, Mantova, Campobasso, Vercelli e Treviso. E poi man mano arriveranno tutte le altre, ognuno più o meno come preferisce. Sembra infatti che non esista una regola uguale per tutti che regoli la vita dei nuovi enti e dei suoi organi. Così ci sono Consigli provinciali decaduti, con presidente e giunta ancora in carica. Oppure presidenti dimessi e vice che ne reggono le funzioni da mesi. La speranza, dopo l'abolizione, doveva essere almeno che si risparmiasse qualche euro. Ma è la stessa associazione delle Province italiane a smontare ogni pia illusione: a fronte di un costo di circa 2 miliardi per il riordino, il risparmio sarebbe stato di 32 milioni di euro, tutto denaro speso per le indennità degli amministratori, 78 milioni di spese per far andare avanti la macchina amministrativa. E poi restano i 10 miliardi a carico dei contribuenti destinati ai servizi essenziali.

CHIUSURA NOTTURNA DELLA STRADA PROVINCIALE 302 ”BRISIGHELLESE-RAVENNATE” A FOGNANO. CRITICHE SULLA MODALITA’


Dal 29 agosto al 16 settembre dalle ore 21 alle ore 5. L'amministrazione comunale di Brisighella rende noto che da lunedì 29 agosto è stata disposta la chiusura notturna del traffico sulla strada provinciale 302 R “Brisighellese-Ravennate” in località Fognano al km 83+100 circa (incrocio Via Macello), per consentire lavori di manutenzione straordinaria alla fognatura esistente. La chiusura è prevista dal luned' al venerdì (sono pertanto esclusi i sabati, le domeniche e i giorni festivi) fino al 16 settmbre dalle ore 21 alle ore 5. L'ordinanza di chiusura impone alla ditta INGALLINA s.r.l., esecutrice dei lavori, che i mezzi di pronto soccorso ed emergenza debbano sempre essere messi in condizione di poter attraversare il tratto interrotto. Per la viabilità alternativa sarà posizionata apposita segnaletica indicante i percorsi alternativi su strade provinciali. Per i mezzi non pensanti ci sarà la possibilità di utilizzare anche la viabilità comunale. Una volta terminati i lavori, per esigenze di posa della fibra ottica in località Ponte Nono, si cercherà di coordinare una chiusura in continuità nelle successive due notti infrasettimanali. COMMENTI: Situazione ridicola, la rete fognaria va avanti di rattoppo in rattoppo e quando si decidono a farla sistemare? A fine estate quando riprende la vita normale e il via vai di tutti i lavoratori. Altra perla la fibra ottica, già che si fa la rete fognaria non è il caso di provvedere alla posa della fibra anche nel centro di Fognano? Ovviamente no! Ci si ferma a Pontenono cosi poi sarà da risventrare tutto il paese. 24/08/2016 – Matteo

IL 24 SETTEMBRE A BRISIGHELLA IL PREMIO DINO CAMPANA ”LA POESIA CI SALVERA’” ALL’INFINITO


Marradi Free News-“Accademia degli Incamminati”-Centro Studi Campaniani “Enrico Consolini”-Accademia Il Fauno, Associazione Culturale “Giovanni Arcidiacono”- Associazione Culturale “Opera In-Stabile”-Officina Artistica “L'Infinito”. La cerimonia conclusiva dell'edizione 2016 del Premio Dino Campana-“La Poesia ci salverà”, organizzato dal Quotidiano Marradi Free News, l' “Accademia degli Incamminati” di Modigliana, il Centro Studi Campaniani “Enrico Consolini” di Marradi, l'Accademia Il Fauno, Associazione Culturale “Giovanni Arcidiacono”di Firenze, Associazione Culturale “Opera In-Stabile”, l'Officina Artistica “L'Infinito” di Brisighella, riservato a liriche edite e inedite, si svolgerà sabato 24 settembre  alle ore 11 a Brisighella uno dei Borghi più belli d'Italia dove ha sede l'Officina Artistica “L'Infinito”. La Giuria del  premio che si è svolto prevalentemente attraverso le modalità della rete è composta da: Barbara Betti (Direttore di Opera-In-Stabile), Gianna Botti (Scrittrice), Federica Balucani (Soprano), Maurizio Ferrini (Attore), Mirna Gentilini (Presidente Centro Studi Campaniani), Pape Gurioli (Direttore dell'Officina Artistica Infinito), Lamberto Lilli (Presidente Accademia Il Fauno), Giancallisto Mazzolini (Accademia degli Incamminati), Riccardo Monopoli (Attore-Regista), Rodolfo Ridolfi (Direttore Responsabile Marradi Free News); Massimo Scalini (Psichiatra). Le precedenti cerimonie conclusive si sono svolte a Firenze, al Caffè letterario “Le Giubbe Rosse” nel 2014 e a Palazzo Panciatichi sede del Consiglio Regionale nel 2015

giovedì 25 agosto 2016

TERREMOTO CENTRO ITALIA, I 16 DISASTRI PIU’ GRAVI IN ITALIA DAL 1900 A OGGI


Dalle 100mila vittime di Reggio Calabria e Messina fino al dolore dell'Aquila e alle tre giornate di Modena e Ferrara passando per il Belice, il Friuli e l'Irpinia, - Dal terremoto di Messina e Reggio Calabria, fino a quello dell’Emilia del 2012, passando per il sisma che ha distrutto L’Aquila nel 2009, ecco gli eventi sismici più gravi avvenuti in Italia a partire dal 1908.
1 - 28 dicembre 1908 – La sciagura più grave: 100mila morti
Un terremoto di magnitudo 7,2 rade al suolo Reggio Calabria e Messina e tutti i villaggi nell’area, causando quasi 100mila morti. Si tratta della più grave sciagura naturale in Italia per numero di vittime e per intensità sismica.
2 - 13 gennaio 1915 – La Marsica
Un sisma di magnitudo 6,8 distrugge Avezzano e tutto il territorio della Marsica. I morti sono circa 30mila.
3 - 26 aprile 1917 – Perugia e Arezzo Umbria e Toscana sono colpite da un terremoto di magnitudo 5,8. Distrutte Monterchi, Citerna e Sansepolcro, in provincia di PerugiaArezzo. Danni a tutti i centri urbani dell’alta valle del Tevere. Tra i 30 ed i 40 morti.
4 - 26 aprile 1917 – Perugia e Arezzo

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Umbria e Toscana sono colpite da un terremoto di magnitudo 5,8. Distrutte Monterchi, Citerna e Sansepolcro, in provincia di PerugiaArezzo. Danni a tutti i centri urbani dell’alta valle del Tevere. Tra i 30 ed i 40 morti.
5 - 23 luglio 1930 – L’Irpinia
Terremoto di magnitudo 6,7 in Irpinia, in Campania: 1.425 morti.
6- 15 gennaio 1968 – Il Belice
Nella Valle del Belice, in Sicilia, vengono rasi al suolo da un terremoto di magnitudo 6,1 Gibellina, Poggioreale, Salaparuta in provincia di Trapani, e Montevago in provincia di Agrigento. Le vittime accertate sono 231.
7 - febbraio 1971 – Tuscania
Nel Lazio la cittadina di Tuscania viene semidistrutta da un terremoto di magnitudo 4,5. 31 i morti.
8 - 6 maggio 1976 – Il Friuli
Alle 21 un terremoto di magnitudo 6,1 nel Friuli provoca circa 1000 vittime. La zona più colpita è quella a nord di Udine. Ulteriori scosse l’11 e 15 settembre.
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9 - 19 settembre 1979 – Umbria e Marche
Un terremoto di magnitudo 5,9 colpisce la Valnerina, provocando gravi danni a Norcia, Cascia e le aree limitrofe, tra Umbria e Marche. Danni a Rieti ma anche a Roma, dove subiscono lesioni il Colosseo, l’Arco di Costantino e la Colonna Antonina. Cinque i morti.
10 - 23 novembre 1980 – L’Irpinia
Alle 19,38 l’Irpinia viene sconvolta per 90 secondi da un terremoto di magnitudo 6,5. Colpita un’area di 17 mila km quadrati tra Campania e Basilicata. I morti sono 2.914.
11 - 7 e 11 maggio 1984 – Molise, Lazio, Campania
Sisma di magnitudo 5,2 in Molise, Lazio e Campania, con epicentro a San Donato Val di Comino. 7 i morti.
12 - 13 dicembre 1990 – Augusta e la Val di Noto
Sisma di magnitudo 5,1 a Santa Lucia nella Sicilia sud-orientale. Gravi danni ad Augusta e Carlentini e nella Val di Noto. 16 le vittime.
13 - 26 settembre 1997 – Umbria e Marche
Un terremoto di magnitudo 5,6, seguito da altre forti scosse nei giorni successivi colpisce di nuovo l’Umbria e le Marche: danneggiate Assisi, Colfiorito, Verchiano, Foligno, Sellano, Nocera Umbra, Camerino. 11 i morti. 
14 - 31 ottobre-2 novembre 2002 – I bambini di San Giuliano
Terremoto di magnitudo 5,4 in Molise e Puglia. A San Giuliano di Puglia crollata una scuola dove muoiono 27 bambini. In tutto i morti sono 30.
15 - 6 aprile 2009 – L’Aquila
Alle 3,32 L’Aquila e le zone circostanti sono colpite da un sisma di magnitudo 6,3. La scossa principale è seguita da decine di repliche di assestamento. 309 morti e 23 mila edifici distrutti.
16 - 20 e 29 maggio, 3 giugno 2012  – Lo stillicidio dell’Emilia
Alle 4.04 un sisma di magnitudo 5,9 colpisce per venti secondi le province di Modena e Ferrara, provocando la morte di 7 persone. La scossa viene avvertita in tutto il Nord e parte del Centro Italia. Il sisma, che era stato preceduto da due forti scosse nel gennaio precedente, si ripete il 29 maggio con una magnitudo 5,8 e il 3 giugno con una nuova forte scossa da 5,1. In tutto sono sette i terremoti con magnitudo superiore a 5 e provocano complessivamente 27 morti e danni ingenti in tutta l’area.
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STANOTTE E’ SCOMPARSO UNO DEI BORGHI PIU BELLI D’ITALIA, I BRISIGHELLESI, UNO DEI 244 BORGHI ESPRIMONO LA SOLIDARIETA’





http://www.borghipiubelliditalia.it/component/borgi/?view=village&id=157&Itemid=218

Sono 244 i borghi più belli d'Italia,fra questi anche Brisighella, Amatrice aveva ottenuto questo riconoscimento lo scorso anno. Questa notte il terremoto ha cancellato tutto

Il bel borgo appenninico di Amatrice è stato ammesso nel Club de "I borghi più belli d'Italia" lo scorso anno. Un riconoscimento che Amatrice aveva meritato per il magnifico ambiente naturale da cui è circondata ai piedi dei monti della Laga, il paese reatino infatti è all'interno del Parco Nazionale del Gran Sasso Monti della Laga nel versante laziale. E per la bellezza del borgo con il suo patrimonio storico architettonico che comprende monumenti romani, barocchi e rinascimentali, tra cui vanno ricordate: la Torre civica risalente al XIII secolo e le severe torri campanarie risalenti al quattrocento della chiesa Sant'Emidio e della chiesa di Sant'Agostino, caratterizzata anche da un bellissimo portale tardo gotico e dalla presenza di pregevoli affreschi quali l'Annunciazione e la Madonna con Bambino e Angeli. Degne di nota sono pure la chiesa di San Francesco della seconda metà del Trecento con un portale gotico di marmo e contenente nell'abside affreschi del XV secolo, e quella di Santa Maria di Porta Ferrata (nella foto di questa mattina). Queste bellezze artistiche e naturali sono valse il riconoscimento del prestigioso club, ma i parametri, in tutto 70, che Amatrice aveva superato a pieni voti sono anche altri. Avere una popolazione che nel Borgo antico del Comune non superi i duemila abitanti, possedere un patrimonio architettonico e/o naturale certificato, edifici storici che devono prevalere sull'insieme della massa costruita e dar luogo ad un complesso esteticamente omogeneo, offrire un patrimonio che si faccia apprezzare per la qualità urbanistica, la qualità architettonica, l'attività di promozione, l'informazione turistica, l'animazione culturale e una politica di valorizzazione e sviluppo del territorio da un punto di vista turistico e non solo. L'associazione "I borghi più belli d'Italia", nata nel 2001 su impulso della Consulta del turismo e dell'Associazione dei comuni italiani, comprende oggi 244 borghi descritti nel sito e dalla prestigiosa guida che il club ogni anno pubblica e distribuisce in 100 mila copie ed è da tempo un riconosciuto marchio di qualità molto importante per lo sviluppo turistico. Un borgo che il terremoto di questa notte sembra aver cancellato, ai quali va la solidarietà dei brisighellesi.



“IN GIAPPONE E IN CALIFORNIA CI SAREBBE STATA SOLO UN PO’ DI PAURA”


Il geologo Mario Tozzi attacca la politica di immobilismo e dice: "In un paese avanzato una scossa di magnitudo 6 non provoca crolli e vittime"
"Ormai abbiamo osservato che ogni 4 o 5 anni c'è un sisma che colpisce la dorsale appenninica.
Eppure gli amministratori non fanno prevenzione. Il risultato è che l'Italia è arretrata come il Medio Oriente: in un paese avanzato una scossa di magnitudo 6 non provoca crolli e vittime". Ne è convinto il geologo Mario Tozzi che attacca la politica colpevole, a sette anni dalla terremoto dell’Aquila, non essere intervenuta sulla prevenzione di disastri sismici di questa portata. Oggi i comuni più devastati: Amatrice, Accumoli, Arquata e Pescara del Tronto." L'Italia è un territorio geologicamente giovane e perciò subisce queste scosse strutturali di assestamento. Non stiamo dicendo che i terremoti sono prevedibili", puntualizza Tozzi, "perché sappiamo che è una sciocchezza. Ma stupisce che in una zona sismica non si faccia quasi nulla per impedire che una scossa di magnitudo 6 possa addirittura far crollare un ospedale come è accaduto ad Amatrice". Secondo il geologo le istituzioni non possono cavarsela dicendo che i paesini del Centro Italia crollano più facilmente perché lì le case di antica costruzione. “Gli antichi – spiega Tozzi - sapevano costruire bene e basta pensare che a Santo Stefano di Sessanio, vicino l'Aquila, era crollata soltanto la torre perché restaurata con cemento armato, mentre a Cerreto Sannita nel Beneventano quasi tutto era rimasto intatto dopo il terremoto dell'Irpinia: non fu un caso, era stato costruito bene".
"In Giappone e in California con una scossa simile a quella di Amatrice c'è soltanto un po' di spavento ma non crolla nulla”, ribadisce Tozzi chiedendo che venga fatta quanto prima “una manutenzione antisismica di tutti gli edifici pubblici e privati”. Il geologo rimarca, infine, la necessità di cambiar passo, di smetterla di parlare di fatalismo e di, aumentare, invece, gli investimento contro il dissesto idrogeologico e per la prevenzione dei terremoti. “Siamo il paese europeo con numero record di frane e alluvioni, - conclude - siamo territorio sismico eppure per chi ci governa quando qualcosa succede è sempre una fatalità: bisognerebbe smetterla di pensare in questo modo e cominciare a ripensare seriamente al territorio".


RAVENNA PIGLIATUTTO?


RavennaIl 18 agosto scorso la Giunta Regionale dell'Emilia Romagna ha stanziato un milione di euro, suddivisi tra le varie province, per la realizzazione di progetti per la riqualificazione e valorizzazione di aree commerciali e per la promozione di centri commerciali naturali. Alla provincia di Ravenna sono stati assegnati 90 mila euro. Di tali interventi i vari territori hanno particolarmente bisogno, in quanto la delibera regionale definisce che possono essere utilizzati per interventi per la progettazione urbana e azioni di contenimento degli affitti, per la definizione e gestione delle varie attività di promozione o di un piano per la gestione di servizi più adeguati, per il sostegno a seminari, convegni, presentazioni pubbliche. Il consigliere provinciale Gianfranco Spadoni, membro del gruppo di maggioranza ha immediatamente dichiarato che quelle risorse devono essere spese per il cuore cittadino di Ravenna, scordando di essere un rappresentante di un'assise provinciale, che deve tendere ad un equilibrio sostanziale dei vari interventi sul territorio dell'intera provincia. Non si registrano reazioni da Faenza e dalla Bassa Romagna.


mercoledì 24 agosto 2016

PD ROMAGNA FAENTINA. CONTINUEREMO AD ACCOGLIERE I RICHIEDENTI ASILO…... I SINDACI SONO TUTTI DEL PD!





Siamo coscienti che la situazione attuale di accoglienza e sostegno ai richiedenti asilo, che scappano dalla fame, dalle persecuzione e dalla morte, crea in molti un sentimento di preoccupazione, avversione, finanche di rabbia. Siamo coscienti che questo sentimento si ingenera perché siamo chiamati ad aiutare persone in difficoltà in un momento in cui molti cittadini italiani vivono in una situazione di disagio. Crediamo però che se da un lato si dovrà fare di più per sostenere maggiormente i nostri concittadini che si trovano in difficoltà, dall'altro non possiamo permetterci di rinunciare alla nostra umanità. 
Siamo consapevoli che questa situazione non è più un'emergenza ma una realtà che dobbiamo affrontare ogni giorno. E lo stiamo facendo insieme, cercando e trovando soluzioni che tengano conto, oltre che dell'umanità e della solidarietà, che crediamo sia dovuta a persone che fuggono da Paesi dove la loro vita è in pericolo, anche della serenità delle nostre comunità, che per il Partito Democratico e per le Amministrazioni che governa è sempre la prima preoccupazione. I Comuni della Romagna Faentina, insieme all’ASP e agli operatori, hanno sempre dato una risposta efficace, seria ed efficiente ogni volta che è stato loro chiesto. É ora che lo facciano tutti. Non è più accettabile che alcuni Enti Locali ignorino le richieste dei prefetti, scegliendo di non accogliere i richiedenti asilo. Come diceva qualche giorno fa la Sindaca di Lampedusa, nel 2015 nel nostro Paese sono sbarcate 150.000 persone, se suddivise negli 8.000 Comuni italiani sarebbero circa 18 a Comune. Non è accettabile che qualcuno dica di no. Non è accettabile che qualcuno sfrutti politicamente il dolore di chi arriva in Italia per salvarsi la vita. Non è accettabile che qualche forza politica cavalchi la paura, come è successo con la trasmissione di qualche sera fa. Questi atteggiamenti non fanno altro che provocare frizioni in quei comuni più virtuosi e di buon senso, come i nostri, che invece scelgono di fare il proprio dovere anche a scapito della popolarità. Le nostre amministrazioni e le nostre comunità stanno facendo la loro parte, costruendo un modello che può funzionare e che il Partito Democratico della Romagna Faentina sostiene con forza. Collaborazione, solidarietà e responsabilità questo chiediamo a tutti. Concludiamo con un auspicio: una comunità come la nostra con oltre 80 mila abitanti, non può aver timore di meno di 300 persone che chiedono accoglienza. Dovremmo essere orgogliosi di noi, della nostra forza, della nostra capacità di aiutare.
Noi indietro non vogliamo tornare ma non vogliamo nemmeno più accettare i no di qualcun altro. Ognuno faccia la sua parte, noi continueremo a fare la nostra.


TASSE: IL TAGLIO DI RENZI E’ UN BLUFF


Le associazioni di categoria: "L’Istat certifica che sono salite". La minoranza Pd: "La politica dei bonus non dà risultati"

È guerra di cifre sulla diminuzione della pressione fiscale. Ieri il premier ha ribadito che il suo governo ha tagliato le tasse e che la diminuzione continuerà anche in futuro. Parole che però non convincono affatto le due associazioni Abusdef e Federconsumatori. «Gli annunci del Governo sulla riduzione della pressione fiscale, non suffragati dai dati reali ed ufficiali, non certo dei consumatori, ma dell'Istat e di altre fonti, secondo le quali ci sarebbero stati incrementi delle imposte nazionali di circa 29,3 miliardi al netto del bonus di 80 euro oltre a rappresentare mera propaganda, fanno indignare i cittadini che non notano l'asserita diminuzione della pressione fiscale (salvo rare eccezioni), con effetto boomerang su capacità di spesa e flebile ripresa economica, che ancora non si vede all'orizzonte nonostante la favorevole congiuntura dei tassi di interesse sul debito pubblico, il tasso di cambio euro/dollaro ed il costo del barile, che comincia a riprendere la corsa verso l'alto». Leggendo i dati Istat, hanno aggiunto, «la pressione fiscale, non è affatto diminuita, ma è aumentata come tutti gli altri indicatori economici pubblicati alla data del 31 dicembre 2015, mentre per i primi 6 mesi del 2016, fanno fede le entrate tributarie e contributive aumentate nel loro complesso rispetto all'analogo periodo dell'anno precedente». E critiche sono arrivate anche dal leader della sinistra del Pd Roberto Speranza: «Il tema del fisco è molto serio e non si può affrontare con le caricature come in queste ore fa purtroppo il segretario del Pd nei confronti della sua minoranza interna. Meglio essere chiari. Per me se togli la tassa sulla prima casa anche ad un miliardario, come purtroppo abbiamo fatto, commetti un errore grave. È una scelta inutile perché non produce sviluppo ed iniqua perché finisce col dare di più a chi già ha di più. La stessa politica dei bonus non mi pare abbia prodotto grandissimi risultati». Piccata la replica di Matteo Renzi: «Autorevoli esponenti della minoranza del mio partito intervengono per dire che bisogna smetterla di ridurre le tasse. Perché una parte dei politici italiani pensa che ridurle sia un errore. Dunque noi stiamo riducendo le tasse. Per i cittadini le stiamo riducendo troppo poco invece per (alcuni?) politici le stiamo riducendo troppo. Non è fantastico? Quelli che per anni hanno parlato e comunque aumentato le tasse lasciamoli parlare ancora. Non disturbiamo i loro monologhi».
Leonardo Ventura



PARISI, SULLE RETI MEDIASET MASSIMA COPERTURA DELLA SUA CONVENTION, PRIME INDISCREZIONI.


Ancora l'ex candidato sindaco di Forza Italia a Milano Stefano Parisi non è tornato dalle ferie, e già molto si sa della sua convention di metà settembre. Che si terrà in un locale della zona di via Tortona che venne rivitalizzata proprio negli anni in cui Parisi era direttore generale del Comune di Milano con Gabriele Albertini sindaco. Che non prevederà l'intervento di politici. Che vi interverranno esponenti dell'economia tra i quali l'ex numero uno di Confindustria e patron di Mapei Giorgio Squinzi, il presidente di Federacciaio Antonio Gozzi e quello di Ance Claudio De Albertis. La notizia in più, riportata oggi dal Corriere, è che le televisioni del Biscione sono già stete allertate in vista della massima copertura dell'evento tanto nei giorni del suo svolgimento, quanto nei giorni successivi per far risuonare nel partito le nuove parole d'ordine. Un segnale che indica come oltre a Silvio Berlusconi, Parisi goda del pieno appoggio dei vertici delle sue aziende.


martedì 23 agosto 2016

VENTOTENE, LA BUFFONATA DEI TRE LEADER IN CROCIERA




C'erano un italiano, un francese e un tedesco. Potrebbe essere questo l'attacco del resoconto del cosiddetto vertice di Ventotene, con la differenza che "il tedesco" è invece una tedesca: la cancelliera Angela Merkel. Dunque, c'erano un italiano (Renzi), un francese (Hollande) e una tedesca (Angela) a bordo di una nave. L'Italiano parlava a vanvera, il francese anche e la tedesca pure. O meglio: non si sa che cosa si siano detti i tre in privato, durante l'incontro. Ma quel che hanno detto nelle pubbliche dichiarazioni sul ponte della nave Garibaldi è la solita minestrina di belle intenzioni che ascoltiamo da anni senza che al blaterare faccia seguito qualche fatto.






      REFERENDUM COSTITUZIONE NASCONO ALTRI TRE COMITATI PROMOSSI DA FORZA ITALIA IN PROVINCIA DI RAVENNA
di Forza Italia, Bruno Fantinelli, sentiti gli eletti e i militanti del movimento azzurro su tutto il territorio, ha promosso la costituzione di tre Comitati del NO con il compito di operare sul territorio provinciale per portare gli elettori a un voto contrario alla riforma costituzionale promossa dal segretario del PD Matteo Renzi. A presiedere i comitati per la Provincia di Ravenna saranno:
Nicola Tritto coadiuvato dalla vice presidente Deborah Pirazzini per quanto riguarda il Comitato Ravenna-Cervia; Donatella Donati coadiuvata dal vice presidente Stefano Gaudenzi per quanto riguarda il Comitato Lugo-Bassa Romagna, Bruno Benati coadiuvato dalla vice presidente Gabriella Casanova per quanto riguarda il Comitato Faenza e Unione Faentina.
Il responsabile provincialeFantinelli Bruno ha inoltre nominato Fabrizio Dore coordinatore provinciale dei comitati del NO. A lui spetterà, di concerto, gestire i rapporti organizzativi con i comitati del NO di partiti e movimenti alleati al fine di avere la più capillare presenza di iniziative sull’intero territorio provinciale



OH MARIA, SALVACI TU


Bei tempi quelli in cui la Madonna e i Papi non erano neutrali ma guerrieri
Alessandro Sallusti - Ne è passato del tempo e forse non è il caso di scomodare la storia, quella con la s maiuscola. Ma sta di fatto che l'ultimo, in ordine di tempo, atto di sottomissione della cristianità ha dell'incredibile. Al Meeting di Rimini, tempio laico del cattolicesimo targato Comunione e liberazione, in uno stand di una casa editrice molto vicina ai padroni di casa, hanno coperto con un telo la statua della Madonna per non offendere, irritare o provocare visitatori di religioni e sensibilità diverse. Dopo aver rinunciato in molti casi a celebrare il Natale, dopo aver coperto statue per non irritare capi di Stato musulmani, ora siamo a mettere il burka alla Madonna. Dico la Madonna - e qui viene automatico il parallelo storico - alla quale Papa Pio V intestò e dedicò la vittoria decisiva della flotta cristiana contro quella musulmana dell'impero ottomano. Era l'8 ottobre del 1571, la famosa battaglia di Lepanto, il giorno in cui l'Europa avrebbe potuto finire, se le cose fossero andate diversamente, sotto le leggi di Allah. Da quell'anno, l'8 ottobre il calendario cristiano ricorda la «Madonna del Rosario», grazie alla cui protezione i musulmani furono rispediti a casa loro. Se oggi siamo quello che siamo, se la successiva Rivoluzione francese ci ha poi reso definitivamente e irreversibilmente uomini liberi lo dobbiamo a quella battaglia e, per chi ci crede, a quelle preghiere.
Bei tempi quelli in cui la Madonna e i Papi non erano neutrali ma guerrieri. Tristi i tempi in cui i cattolici censurano la propria iconografia. Dicono per rispetto, in realtà è solo per paura, quella che santi e martiri non hanno avuto, altrimenti Comunione e liberazione sarebbe al massimo il nome di una bocciofila di un quartiere islamico. Non mi permetto di interpretare il pensiero del fondatore, don Luigi Giussani, ma per quel poco che l'ho conosciuto sarebbe andato personalmente a strappare quel velo e a redarguire, probabilmente in dialetto brianzolo, gli autori della censura blasfema.
Invece che aiutare le donne islamiche a liberarsi dalla costrizione dei veli copriamo la nostra donna per antonomasia. In linea con quanto predica il nostro capo dello Stato Sergio Mattarella, che proprio dal pulpito del Meeting di Rimini, ci ha invitato a non fare battaglie ma ad accogliere senza se e senza ma. Verrebbe laicamente da dire, oh Madonna, salvaci tu



IL NUOVO NORMALE E’ LA RANA BOLLITA ITALIANA


Da noi usano la tecnica della “rana bollita”, poco alla volta, piano piano, dandoci il tempo di abituarci alla piccola novità che, però, insieme a mille altre piccole novità hanno stravolto la nostra vita senza strappi, e noi nemmeno ricordiamo più cosa significhi essere liberi.
Così, ad esempio, mentre resiste il mantra della buona sanità lombarda, ormai paghi ticket che costano come la visita e se vuoi farla (la visita) prima di andare in metastasi te la paghi pure, nonostante hai già pagato il costo del servizio sanitario nazionale con la tassazione del tuo reddito. Ma a questo ci siamo abituati poco alla volta ed ora è normale.
Oppure, sempre per esempio, quando qualcuno dell’Agenzia delle Entrate viene nella tua azienda e dice che non hai pagato qualcosa in base ad una legge le cui norme applicative sono state ribaltate già tre volte dal TAR, e (l’Agenzia delle entrate) nemmeno si preoccupa di notificarti cosa ha riscontrato a riprova della contestazione. E così sta a te dimostrare che non hai evaso nulla pagando un professionista per arrampicarsi sul muro delle norme per vedere se in cima c’è qualcosa a tuo favore, altrimenti patteggierà qualcosa convincendoti che è il male minore. Anche questo è il nuovo normale.
E ancora, per fare altri esempi, la politica . C’è l’abitudine a cambiare governo, primo ministro e maggioranze senza che nessuno li abbia mai votati. La prima volta era per una questione di emergenza, la seconda perché è andata bene la prima.. la terza invece.. boh… perché ancora stiamo qui a contarle? Ormai anche questa prassi è il nuovo normale. Poi c’è il comune che disattende la legge che dispone che si può imporre il pagamento del parcheggio ma che bisogna prevedere anche un adeguato numero di parcheggi liberi e che non può essere a pagamento un parcheggio che occupa la sede stradale,  o ancora che il mancato pagamento del parcheggio non dà luogo ad una sanzione ma al recupero del dovuto come qualsiasi mancato pagamento di un servizio (che non è una infrazione a nessun codice).

CAPALBIO NOBILI AMBIENTALISTI, BOIARDI DI STATO E INTELLETTUALI EX COMUNISTI NON VOGLIONO I PROFUGHI. MICA SIAMO METALMECCANICI!


E’ il calloso egoismo che ormai nemmeno fingono di nascondere sotto  una qualunque maschera di “socialità” e “democrazia”. Per loro essere di sinistra è aver votato la legge Cirinnà,  sono progressiste le nozze gay e l’utero  in affitto per il finocchione pugliese miliardario di Stato, mica  i problemi  della disoccupazione alle stelle, le infrastrutture arretrate,  la  magistratura arbitraria loro alleata… Difendono i loro emolumenti indebiti, scandalosi, senza alcuna vergogna:   “Non siamo mica metalmeccanici!”, ha esclamato giorni fa il deputato  Angelo Sannicandro  a difesa delle indennità milionarie del parlamento più costoso del mondo.
“Mica siamo metalmeccanici!” –   è lo slogan perfetto per questa oligarchia di parassiti.
“Mica siamo metalmeccanici!” è in vario modo il concetto espresso dai 3 milioni di statali   e pubblici fancazzisti che esigono, pretendono, l’aumento perché “i  nostri stipendi sono fermi da sette anni!”.   Sanno da quanto sono fermi i salari del settore privato?  Quando poi ci sono, perché  sono ormai milioni i privati snza lavoro. Sanno che l’Italia è in crisi economica profondissima , irreversibile, che il prodotto interno loro è calato, che sono scomparse il 25% delle imprese – ma a loro, non gliene frega niente. Vogliono l’aumento. Non intendono condividere alcuno dei sacrifici che la Nazione sta accettando (idiota!) da otto anni; loro, “mica sono metalmeccanici!”. Lo stesso dicasi per gli insegnanti che si rifiutano di “andare al Nord”: a coprire cattedre: “Ci deportano!”.  Cosa fare? Vorrebbero che  fossero gli scolari ad essere deportati al Sud, vicino a casa loro.
Questa è l’oligarchia sfruttatrice.



EREMO DI MONTE PAOLO, ADDIO?



Pochi frati, chiude l'eremo di S. Antonio, gente in piazza: «Non andate via»  Nelle colline forlivesi e faentine confinante con Brisighella dalla strada di  S. Lucia, oltre un secolo di pellegrinaggi da mezza Italia .
Quinto Cappelli – Resto del Carlino -  DOVADOLA (Forlì-Cesena)  MONTEPAOLO, il più importante santuario dedicato a S. Antonio in Emilia Romagna, rischia la chiusura. I tre fiati minori francescani che lo abitano se ne andranno il 30 settembre e non saranno rimpiazzati. «Mancano le vocazioni e dobbiamo provvedere ad altri luoghi e conventi che hanno un futuro davanti», è la risposta ufficiale che ha dato al vescovo di Forlì-Bertinoro Pizzi, il responsabile della Provincia Francescana di S. Antonio da Padova (che comprende il Nord Italia, con sede a Milano), padre Mario Favretto. l TRE FRATI che abbandoneranno l'eremo - i padri Maurizio Piazza, guardiano o superiore, Giuseppe Amante e Bonaventura Pini -, erano qui da soli due anni, ma i confratelli del loro ordine sono vissuti qui stabilmente dal 1898. Anzi, questo cremo è famoso perché sulle colline romagnole fra Castrocaro Terme, Brisighella e  Dovadola  (il santuario si trova in quest'ultimo comune) dimorò in preghiera, studio e meditazione S. Antonio da Padova per oltre dieci mesi, fra il 1221 e 1222. La Grotta di S. Antonio, dove la tradizione vuole che il santo si recasse a pregare, e sempre stata meta ininterrotta nei secoli di pellegrini. Il nuovo santuario fu consacrato nel 1913; nel '32 si completata la costruzione del campanile annesso alla chiesa neogoria, grazie anche all'intervento di Benito Mussolini, che visitava spesso l'eremo, dove viveva l'amico padre Teofilo Mengoni di Soci (forse il celebrante delle nozze religiose di Benito e Donna Rachele), e il cui ritratto occhieggia da un tondo all'interno della chiesa . Quando nel secondo dopoguerra si favoleggiava della scomparsa della salma del Duce (portata poi nel cimitero di Predappio nel 1957), molti giornali sostennero che era stata nascosta proprio a Montepaolo. QUESTA la storia. Guardando invece alle prospettive di oggi, padre Giuseppe Amante confida: «Dispiace anche a noi lasciare Montepaolo e San Francesco di Forlì, ma siamo frati col voto dell'obbedienza e quindi siamo a disposizione dei superiori, anche se resa una scelta sofferta per la nostra comunità, la diocesi e soprattutto per tanta gente e pellegrini che hanno in Montepaolo un punto di rifemento spirituale». E aggiunge: «L'eremo di Montepaolo è un santuario importante per l'intera Romagna e non solo. In questi ultimi anni sono arrivati singole persone e gruppi di movimenti e parrocchie di ogni età, per corsi spirituali e di preghiera, dalle Marche. Toscana e Veneto, oltre che dalla nostra regione». Inoltre, come sottolinea il parroco di Dovadola, don Alfeo Costa, «Montepaolo è al centro di due percorsi: il Cammino di Assisi, che parte proprio da Dovadola (430 pellegrini negli ultimi 4 mesi), e il Cammino di S. Antonio (Padova- Assisi)». ALLA NOTIZIA della partenza dei fati, il territorio si mobilita con raccolta di firme, incontri e petizioni. I più attivi sono il sindaco Pd di Dovadola, Gabriele Zelli, che sta organizzando pubblici incontri e riunioni, e il Gruppo di Preghiera di Montepaolo, composto da 240 iscritti e presieduto da Luisa Corazza. Anche il vescovo Pizzi è amareggiato e preoccupato della decisione dei frati minori,  però i proprietari e i responsabili del santuario: «Siamo molto dispiaciuti, perché la nostra diocesi resa senza la presenza francescana maschile. Speriamo in una ie potrebbe essere quella di trovare un'altra famiglia religiosa di frati o suore, come  suggerito». SPIEGA Luisa Corazza, presidente del Gruppo di Preghiera Montepaolo, l'associazione di laici che ha celebrato recentemente il 40esimo di attività proprio in stretta collaborazione con i frati: «Stiamo cercando di coinvolgere persone importanti, perché si prendano a cuore la situazione per trovare una soluzione positiva. Come diceva Paolo VI, Montepaolo è una clinica spirituale e, come afferma ora papa Francesco, un ospedale da campi per l'anima». E conclude: «Son o 800 anni che i pellegrini salgon oall'eremo di S. Antonio e non possiamo abbandonarlo proprio ora quando la gente ha bisogno di spiritualità più che mai».