lunedì 17 ottobre 2016

BERLUSCONI: “AL REFERENDUM NO CONVINTO RIFORMA CONTRO DEMOCRAZIA”

"Convinzione e determinazione". Silvio Berlusconi indica chiaramente la strada da seguire in vista del referendum del 4 dicembre sulle riforme.

Il leader di Forza Italia ribadisce la sua posizione per il "No" è invita il partito a mobilitarsi per spiegare agli elettori le motivazioni di questa scelta da fare alle urne. In una nota affidata alla deputata azzurra Elvira Savino, Berlusconi sottolinea le ragioni del "No" e l'impegno di Forza Italia: "Quella del NO è una battaglia che ci vede impegnati con convinzione e con determinazione. Nelle prossime settimane in tutt’Italia daremo vita ad una serie di manifestazioni per spiegare sempre più a fondo le ragioni del nostro impegno, che è per una riforma vera, profonda, radicale delle nostre istituzioni", ha affermato. Poi il Cavaliere ha aggiunto: "Una riforma, quella che abbiamo in mente, molto diversa da quella imposta dal Governo al Parlamento, che non cambia nulla in termini di efficienza e di risparmi, ma è pericolosa perché riduce gli spazi di democrazia a tutto vantaggio di un solo partito e di una sola persona. È per questo che, dopo aver tentato di collaborare al processo riformatore, ci siamo chiamati fuori quando abbiamo capito che non c’era buona fede da parte dei nostri interlocutori, non c’era una vera volontà di cambiamento, ma solo quella di assicurarsi il potere senza il consenso degli italiani".
"La nostra idea di riforma -spiega il Cav- comprende l'elezione diretta del presidente della Repubblica, cosicchè siano i cittadini a scegliere davvero; il dimezzamento -e non una semplice riduzione- del numero dei parlamentari; il vincolo di mandato, per cui sia vietato agli eletti di cambiare schieramento (chi cambia idea deve dimettersi); poteri più forti al premier, per esempio quello di cambiare un ministro che non funziona; una vera riforma delle regioni nello spirito di un autentico federalismo; un limite in Costituzione alla pressione fiscale in rapporto al pil''. "Su questi contenuti, che abbiamo confrontato e condiviso con i nostri alleati -assicura- potremo costruire istituzioni più moderne, più efficienti e soprattutto più vicine ai cittadini". Infine Berlusconi mette nel mirino Renzi: "Solo con una vittoria del No, che elimini questa finta riforma, ci sarà spazio per lavorare ad una riforma vera. E naturalmente il presidente del Consiglio, per sua stessa ammissione, dovrà trarre le conseguenze del fallimento di un progetto al quale ha legato la sua intera azione politica. Noi - aggiunge - non diciamo No alla riforma per ostilità preconcetta a Renzi e al Pd, se la riforma fosse utile agli italiani la appoggeremmo anche se siamo profondamente contrari a questo governo e alle sue politiche. Però è innegabile che il voto del 4 dicembre sarà anche un voto sul governo e sul Presidente del Consiglio. Dunque ci sono tutte le condizioni per una svolta, sul piano istituzionale e politico".


martedì 11 ottobre 2016

TRUFFA E ABUSO D'UFFICIO: LA CORTE EUROPEA CONDANNA ROMANO PRODI. TUTTI ZITTI


Romano Prodi è stato condannato dalla Corte di Giustizia Europea per azioni compiute quando era Presidente della Commissione (Truffa e abuso d'ufficio) e nessuno dei media importanti nazionali, sia della carta stampata che soprattutto della TV, sempre pronti a guardare nel letto dei politici, ne ha fatto cenno? Queste le motivazioni di condanna espresse dalla Corte a carico del Prof. Prodi: 1 – aver fornito al Parlamento Europeo notizie false e non documentate; 2 – aver emesso comunicati che mettevano in dubbio l’onorabilità di alti dirigenti che non si erano sottomessi alle sue imposizioni; 3 – aver tentato di ostacolare la giustizia. I fatti che hanno portato alla condanna risalgono al 2002-2003 e si riferiscono a una contorta vicenda relativa all’Eurostat, innescata dalla lettera di una funzionaria che si riteneva discriminata. L’inchiesta è iniziata per capire se tali irregolarità fossero state effettuate su iniziativa di dirigenti o addirittura dallo stesso responsabile della Commissione, Prodi.
È cominciato così il rimbalzo delle responsabilità, nonché la “fughe di notizie” – questo afferma la sentenza – depistate verso giornali amici. Proprio per la paura di rivangare anche questioni irrisolte del passato (gli scheletri nell’armadio: Iri, Nomisma), Prodi ha pensato bene, da far suo, di chiudere con un colpo di mano gli Istituti, ma, non avendo elementi per mandare a spasso un migliaio di persone li ha destituiti tutti dai loro incarichi, tenendoli a non fare nulla fino alla pensione!
In Italia questi si sarebbero trovati un secondo lavoro, e comunque tutti a ringraziare il benefattore che paga senza far fare niente; ma all’estero, qualcuno dal senso civico sviluppato e con un sano amor proprio, si sente discriminato e sottostimato… e si lamenta. Col suo modo di fare credeva di passarla franca, padroncino anche all’estero, ma, fortunatamente, da quelle parti sanno bacchettare le mani come agli studentelli presi con le mani nella marmellata, anche se si tratta di Professoroni.


EDILIZIA CRISI INFINITA…..DRAMMATICO PER LE AZIENDE SINGOLE PICCOLISSIME


Ravenna. Nel pieno del suo ottavo anno, continua ad imperversare nel nostro paese la grave crisi del settore edile e del suo indotto, dovuta ad un immobiliare poco più che fermo e alla scarsità di investimenti pubblici e privati. Una crisi dura che colpisce in maniera particolare la provincia di Ravenna e che non ha risparmiato e non risparmia tuttora imprese grandi o piccole o imprese cooperative o private, in questo quadro l'unica impresa che sembra non soffrire più di tanto di tale crisi è la cooperativa CMC di Ravenna, ma va precisato che gran parte del suo fatturato è fatto all'estero.

I numeri della grave crisi edilizia in provincia di Ravenna parlano chiaro, in otto anni le imprese iscritte alla Cassa Edile sono passate da oltre 1.000 a poco più di 500 e si sono persi 3.500 posti di lavoro, e purtroppo in questo settore il peggio sembra senza fine. In questi giorni, dopo 70 anni di attività, è stata messa in liquidazione l'impresa di costruzioni Gallileo Pasini di Ravenna con i lavoratori che sono stati tutti licenziati, questa è l'ultima di una serie di chiusure e ridimensionamenti di tante imprese edili piccole o grandi, tra cui hanno spiccato il fallimento della Bentini di Faenza, che era la più grande azienda privata del settore in provincia e la chiusura della cooperativa muratori di Cotignola, mentre continua l'agonia in liquidazione della ormai ex Iter di Lugo e prosegue la grave crisi in concordato della Acmar di Ravenna. Non dimentichiamo anche le numerosissime aziende artigianali anche di solo una o due persone che si trovano senza lavoro…..

BRISIGHELLA: ARRIVANO LE LUMACHE, LA BAVA VALE COME L’ORO LA CARNE E’ PREGIATISSIMA


Il vasto allevamento realizzato a San Cassiano. I prodotti sono destinati a ristorazione, medicina, cosmesi, termalismo
FRANCESCO DONATI –Corriere Romagna - Brisighella. Novità nella valle del Lamone: un allevamento di lumache avviato a San Cassiano da tre giovani imprenditori. Hanno realizzato un impianto modello, capace di accogliere un completo ciclo biologico. A giorni vi sarà la prima " raccolta" : qualcosa come 300 chili di lumache. Si tratta di uno dei pochi allevamenti italiani di elicicoltura per ristorazione, ma non solo: medicina, cosmesi, termalismo. E' una delle nuove frontiere dell'agricoltura nel campo della diversificazione produttiva. Qualcosa di simile esiste soltanto in Piemonte, a Reggio Emilia e in Sicilia. La resa, qualora l'allevamento funzioni, è notevole, forse quanto il tartufo. Non tanto per la carne, ma soprattutto per la pregiatissima bava che vale come l’oro, i cui costi si aggirano sui 60mila euro al kg. «Avevo un terreno incolto di famiglia a San Cassiano - racconta Giacomo Bausi, che insieme agli amici Alessandro e Giorgio è l'artefice dell'impresa -. Cosi dopo una ricerca di mercato che ci ha portato ad escludere lombrichi e struzzi, abbiamo deciso di destinare mezzo ettaro a questo tipo di coltivazione. Per partire abbiamo realizzato l’impianto, quindi abbiamo comprato 24mila lumache dall'Istituto nazionale di elicicoltura a Cherasco in provincia di Torino, dove converge la massima parte della produzione italiana». Il terreno che ospita l’allevamento è recintato con lamiera zincata, affinchè i molluschi non possano uscire: «Non sembra, ma si muovono parecchio - spiega Bausi - e la lamiera a contatto con la terra produce una piccola scarica elettrica, sufficiente a non farle scappare».
All’interno vi sono due zone distinte: quella per la riproduzione (circa la metà) dove sono coltivati cavoli, lattuga e girasole selvatico, e una per l'ingrasso dove le lumache vengono alimentate a parte. L'habitat va tenuto costantemente bagnato tramite un efficiente impianto di irrigazione Per la raccolta non c’è bisogno di cercare tra cavoli e insalata: le lumache tendono a radunarsi in apposite canaline di rete sempre umide da cui è semplice asportarle. «La prima raccolta dovrebbe restituirci la quantità di lumache immesse - continua l'allevatore-e considerato che ciascuna nel frattempo ha deposto in media sei uova, abbiamo dato inizio ad un promettente ciclo». In inverno l'allevamento si ferma perché le lumache vanno in letargo, perciò solo a primavera inoltrata vi potrà essere un nuovo raccolto. Allevarle comunque non è semplice: il terreno richiede manutenzione e protezione da topi e animali antagonisti.
La resa è sorprendente: «Ristoranti e trattorie le pagano intorno ai 10 euro al kg - spiega Bausi -. Ma è dalla bava che viene il maggior guadagno; ora esiste un macchinario per estrarla e impiegarla in cosmesi, per sciroppi contro la tosse, negli stabilimenti termali».
La carne è pregiatissima, seppure in Italia non sià molto diffusa a differenza di Francia, Spagna
e Grecia. Secondo Bausi <<ci sono già molte richieste da parte di ristoratori e trattorie». In zona invece è il vicino agriturismo "La corte dei Mori il primo che dovrebbe averne la disponibilità.



MA HA ANCORA SENSO IL NOBEL PER LA PACE?



Quest’ anno lo incassa Juan Manule Sants per l’accordo con le FARC bocciate   dal referendum in Colombia . Kissinger e Arafat hanno ritirato il premio con le mani sporche di sangue. Obama è stato dato a titolo “preventivo”.


IL PAESE HA LE IDEE CHIARE: E ORA…….POVERI NOI


BRAVO VITTORIO SGARBI!!! DICIAMOLO CHIARO!!