lunedì 15 giugno 2015

LA “SICUREZZA” PRIMA DI “FISCO E TASSE”. URGENTISSIMO INTERVENIRE, ANCHE TUTTI INSIEME.


Inutile girarci intorno. L'Italia è trattata dagli altri 27 Paesi dell'Unione come il Lazzaretto d'Europa. Il fatto è che accettiamo tranquillamente questa situazione, senza reagire, con una specie di calma olimpica. l governatori di Lombardia, Veneto (compreso il candidato sindaco veneziano di estrema sinistra, Felice Casson!) e Liguria hanno scritto lettere di fuoco per non accogliere più nessun profugo o clandestino. Anche il presidente dell'Emilia-Romagna ha proclamato - giustamente - che non vuole gli scarti degli altri. La domanda è: perché Renzi non fa con l'Unione Europea come Maroni, Zaia e Toti fanno con lui? C'è una debolezza del nostro governo come mai prima d'ora. Ci escludono dai vertici sull'economia (vedi Grecia) e sulla sicurezza (vedi Ucraina e Russia) e ci isolano con il filo spinato per non farsi contaminare dai profughi i quali in realtà vedono l'Italia come terra di transito. Un fatto è certo: se arrivano da noi, come previsto, altri due o trecentomila profughi salta la pace sociale, scoppia la bomba della rivolta. Che fare? Le prediche sull'accoglienza funzionano fino a un certo punto. Basta guardare certe periferie urbane o le stazioni. C'è troppa gente e troppa sofferenza, lo ho in mente due risposte possibili. Una politica, l'altra di umanità pratica e lungimirante. La risposta politica: in questo momento lo scontro tra sinistra e destra è al diapason, livello massimo. Ma non ha senso scannarsi tra persone che stanno sulla stessa barca mentre va a fuoco. Oggi più che mai e necessario un governo di solidarietà nazio-nale. L'emergenza è così grave da non sopportare guerre politiche tra italiani. Occorre saper essere uniti per costringere l Europa a farsi carico di un problema che la riguarda. Altrimenti, è molto semplice: sospendiamo il flusso di euro (16 miliardi l'anno) che dal nostro Paese arricchisce le casse di Bruxelles. Renzi è troppo compromesso per dirigere un governo di salute  pubblica? Si trovi un'altra personalità, stimata da tutti. Cantone, Gratteri, Gabrielli, Bertolaso, Gianni Letta, perché no?, Marchionne. Che sappia proporre decisioni coraggiose e avere voce Potente in Europa e all'Onu, avendo alle spalle una coalizione larga e determinata. La risposta sociale. Quanti sono i volontari italiani che vanno in Africa ogni anno ad aiutare i missionari a costruire un ospedale, a scavare un pozzo, a curare i bambini orfani? Tantissimi. E non c'entra destra o sinistra. Partono per l'Uganda o il Kenia o la Tanzania, muratori bergamaschi leghisti e elettricisti compagni romagnoli. Facciamoci, noi italiani, affidare dall'Europa e dalle organizzazioni internazionali lo sviluppo dell'Africa. Così da garantire, con un cuore generoso, quelle condizioni di vivibilità che non indurrebbero più all emigrazione. Occorrono risorse, certo. In Italia si buttano via, come ha dimostrato una indagine seria e che nessuno ha contraddetto su Sky, 5 miliardi di euro in opere senza senso, in gettoni di presenza per mangioni della politica. In Europa molte risorse sono sprecate In progetti catturali parassitari. Si investano, con severità e controlli spietati, in Eritrea, Senegal, Burkina Faso. Facciamoli star bene a casa loro. Decidiamoci, prima che gli africani ci invadano uccidendo se stessi e noi. Renato Farina


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