venerdì 27 aprile 2012

BENI CULTURALI: JANNONE (PDL), INCENTIVARE USO GEOPOLIMERI


(AGENPARL) - Roma, "Incentivare gli investimenti nello studio dei geopolimeri" e "modificare la normativa inerente ai restauri italiani, introducendo anche l'utilizzo dei geopolimeri". A chiederlo è Giorgio Jannone, deputato Pdl, in un'interrogazione al Ministro per i Beni Culturali Ornaghi e al Ministro dello Sviluppo Economico Passera. "Una statua scheggiata - premette il testo - una ceramica sbeccata o un complesso marmoreo o di terracotta mancante di un pezzo potrà presto essere restaurato con i geopolimeri, materiali versatili compatibili con quello dell'opera d'arte per caratteristiche e durabilità. 'In Italia si usano per il momento solo in laboratorio per testarli come adesivi, utili per unire frammenti combacianti provenienti per esempio da scavi archeologici, o per realizzare forme o parti mancanti', precisa Sabrina Gualtieri, ricercatrice Cnr dell'Istituto di scienza e tecnologia dei materiali ceramici di Faenza. All'estero sono invece già stati applicati su manufatti artistici dal gruppo di ricercatori dell'Accademia delle scienze di Praga". "I geopolimeri - conclude Jannone - sono un'ottima alternativa alle resine organiche che possono provocare ritiri e strappi, essere facilmente deteriorabili o completamente irreversibili. Tuttavia 'il loro impiego deve essere sempre preceduto da uno studio di realizzazione che richiede una spesa e rende i geopolimeri attualmente non così competitivi rispetto ad altri tipi di prodotti di restauro', risponde Sabrina Gualtieri. Per abbassare i costi bisognerebbe trovare ditte intenzionate ad investire in questi materiali".

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