venerdì 28 agosto 2015

LE ILLUSIONI PERDUTE DEL FANFARONE


Padoan e Poletti, facce da ministri tristi, annunciano la sconfitta di Renzi sul campo delle tasse e del Jobs Act. Non ci sono coperture per abbattere le imposte. I numeri dei contratti di lavoro sono ciclopiche balle, e lo ammette persino il Ministero. La necessità urgente di una alternativa. Centrodestra unito, finalmente anche Salvini abbandona le velleità di far da solo. Occorre aprire subito il cantiere delle idee e dei programmi. E il tavolo delle regole e delle candidature
DUE VOLTI DA COMMISSARI DEL POPOLO PRONTI PER LA FUCILAZIONE. PADOAN CONFESSA: LA FLESSIBILITA' CHIESTA ALLA MERKEL A EXPO NON SERVE A NIENTE, OCCORRE UN TAGLIO PERMANENTE DELLE SPESE. NEI MODI, NEI TEMPI E NELLE QUANTITÀ INDICATE DA RENZI È UNA MISSIONE IMPOSSIBILE
IL BANDITO GIULIANO (POLETTI). ANNUNCIA DI AVER MENTITO SUI DATI DEL LAVORO. SI SCUSI E SI DIMETTA LUI, E SI SCUSI IL PREMIER CON GLI ITALIANI
C'è un'altra faccia che parla prima ancora delle parole che la bocca pronuncia. Quella di Giuliano Poletti.
Il bandito Giuliano, dicendolo con simpatia. E' stato lui in questo 2015 a fornire la trama per la narrazione renziana delle riforme da cui l'Italia sta emergendo gloriosa incoronando il demiurgo Matteo.
Il ministro del Lavoro ha comunicato con una faccia tosta, a dire il vero piuttosto paonazza, che c'è stato un piccolo errore nel diffondere i dati sull'incremento dei posti di lavoro dovuti al Jobs Act. Li ha semplicemente raddoppiati rispetto alla realtà.



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