martedì 4 agosto 2015

WASHINGTON POST: ”L’ITALIA IN 16 ANNI DI EURO E’ CRESCIUTA SOLO DEL 4,6%. E’ IL CANDIDATO IDEALE PER USCIRNE”. -

Come definire un paese che in 16 anni, dalla sua adesione all’euro, ha visto crescere la sua economia di appena 4,6 punti percentuali? Secondo l’editorialista del “Washington Post” Matt O’Brien, quel paese – l’Italia – appare il candidato ideale all’uscita dall’euro. I problemi dell’Italia vanno certamente attribuiti, in primo luogo, alle sue debolezze strutturali interne, ormai ben note: l’eccesso di tassazione, l’iperburocratismo, la farraginosita’ delle istituzioni e dell’apparato amministrativo, le rigidità del mercato del lavoro. Nel tempo, questi pesantissimi limiti si sono combinati alla pur lodevole operosita’ dei privati creando un vibrante tessuto produttivo di piccole imprese, cui lo Stato ha impedito di conseguire la flessibilità e le economie di scala necessarie a competere in un contesto sempre piu’ globalizzato. “Il debito italiano e’ enorme e insostenibile – scrive uno dei più autorevoli quotidiani degli Stati Uniti – a meno che il paese non torni a crescere a ritmi decenti. L’uscita dall’euro potrebbe portare piu’ crescita, e dunque meno austerità. Tutto questo, però, richiederebbe istituzioni nazionali e una cultura politica in grado di comprendere l’esigenza di riformare profondamente il paese per dotarlo della necessaria competitività. L’Italia, quindi, è il candidato ideale per uscire dall’euro e prosperare“.

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