giovedì 20 maggio 2010

AGENZIA POLO CERAMICO, LA PROVINCIA APPROVA IL BILANCIO 2009

LA PROVINCIA IN QUESTA SOCIETA’ PARTECIPATA HA UNA QUOTA DEL 20%
Il consiglio provinciale ha approvato a maggioranza (con i voti contrari di An-Pdl, FI-Pdl e Udc) il bilancio di esercizio 2009 della società Agenzia Polo Ceramico. "La Provincia - ha riferito il presidente Francesco Giangrandi - partecipa con una quota di capitale sociale pari al 20,02 percento alla società Agenzia Polo Ceramico di Faenza con capitale sociale di 17.600 euro, e patrimonio netto di 227.482 euro".

"Il presidente Giangrandi ritiene  strategica, in ordine alle finalità istituzionali della Provincia, la  partecipazione in questa società quale strumento operativo per sviluppare e potenziare  la promozione dello sviluppo del settore ceramico del territorio ravennate. E' una società creata con lo scopo di favorire il consolidamento, lo sviluppo e l'innovazione delle principali componenti del settore ceramico e di concorrere alla realizzazione di un polo tecnologico ceramico di valenza nazionale. L'Agenzia Polo Ceramico presenta una situazione equilibrio patrimoniale. Il patrimonio netto copre totalmente l'attivo immobilizzato e un perfetto equilibrio finanziario. Non vi sono debiti di medio e lungo periodo; l'indebitamento, è costituito da passività esigibili entro l'esercizio successivo. L'esercizio si chiude con un risultato al netto delle imposte di 1.021 euro"."Nel bilancio di previsione 2010 è previsto un disavanzo di 81mila euro che dovrebbe comunque essere coperto con il fondo Riserve Statutarie che presenta una disponibilità di 178.131 euro, come risulta dal bilancio consuntivo 2009. Auspico pertanto una riflessione attenta che coinvolga gli altri soci, sulla ricerca che va resettata". Per Francesco Morini (Udc) "il bilancio della società è poco chiaro. “Si finanzia la ricerca col debito pubblico", mentre secondo la consigliera Giovanna Benelli (FI-Pdl) "pare che alle aziende ravennati non interessi l'innovazione tecnologica proposta dal Polo ceramico che, forse, non la rende appetibile".

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