venerdì 28 maggio 2010

IL PARERE DEL PDL SULLE LINEE PROGRAMMATICHE DEL SINDACO MALPEZZI

Le Linee Programmatiche presentate dal Sindaco Giovanni Malpezzi in Consiglio Comunale rispecchiano in toto, a parte qualche piccola modifica, il programma amministrativo depositato in occasione delle elezioni amministrative del 28 e 29 marzo 2010. Queste linee programmatiche sono il frutto di una revisione politicizzata, concordata e mediata del programma delle primarie dello stesso Giovanni Malpezzi: un corpo quindi animato da due anime diverse, diversità che appare del tutto evidente in una lettura comparata dei tre documenti. Un documento che come questa Giunta non sa se rimanere legata alla continuità con le precedenti amministrazioni  oppure seguire quello slancio volto al cambiamento che ha determinato la discesa in campo e l’impegno di Giovanni Malpezzi.  In questa dicotomia politica le linee programmatiche hanno delle contraddizioni pesanti anche nei dettagli ad esempio: - una migliore pubblicizzazione dei parcheggi già presenti (in particolare la nuova struttura dei Salesiani) -   che male si sposa con – l’utilizzo dei contenitori dei Salesiani – messo a disposizione dalla società partecipata Faventia Sales S.p.a – dovrà rispondere all’obiettivo di base della formazione, educazione e socializzazione, ricercando gli indispensabili livelli di redditività etc. – Un esempio banale di quella difficoltà di sganciarsi dalla continuità con le Giunte Casadio e la necessità e volontà di attuare una politica improntata ai criteri di efficacia, efficienza, trasparenza e sobrietà delle spese. 


In alcuni punti le Linee programmatiche appaiono inconsistenti e superficiali ad esempio per quanto concerne la vivibilità della città rispetto ai diversamente abili, tema oltretutto non preso in considerazione. Rispetto al diritto – dovere di integrazione anche questa volta ci troviamo al solito “cahier des droit” e giammai ci viene sottoposto un “cahier des devoirs”, nonostante vi sia anche una parte condivisibile questa risulta però essere non pertinente, nel senso che non è nelle facoltà, possibilità e funzioni del Comune di rendere propedeutico alcunché rispetto alla concessione della cittadinanza, che riguarda l’organizzazione di: - percorsi di educazione e formazione culturale e civica per gli stranieri. Tali corsi saranno resi propedeutici per l’ottenimento della cittadinanza italiana.-
Anche rispetto al MIC vi è una sostanziale marcia indietro rispetto a quanto presente nel programma delle primarie del Sindaco Malpezzi, Vi è una prima parte sostanzialmente condivisibile ed una seconda molto politichese che inficia alla base le buone intenzioni di ripensare e dare nuova linfa ad un’importante istituzione culturale faentina che oggi però non è sfruttata a dovere e che risulta essere per le casse del Comune anche se gestito dalla Fondazione, un costo notevole che non porta una ricaduta economica alla città: - In questo quadro un ruolo centrale è svolto dal MIC, simbolo della nostra città d’arte. Strumento di dialogo tra Faenza e il mondo il MIC  necessita di essere ripensato nel suo ruolo e nella sua funzione – questo ci convince e ci piace non altrettanto quando si sostiene che il ripensamento del ruolo del MIC deve passare dalla valorizzazione: - …………., in ogni caso le sue storiche  attività di conservazione e tutela del patrimonio ceramico, le sue attività legate al restauro e alla didattica etc…..-
Siamo sollevati quando finalmente leggiamo che è necessario una razionalizzazione dei finanziamenti comunali, o quando si legge che verranno evitati contributi a pioggia.  Anche rispetto alla sanità è ben evidente una correzione politica di rotta assumendo quasi in toto ciò che va sostenendo il direttore dell’ ASL Carradori anche se con un timido tentativo di rigettare: - con forza eventuali logiche meramente aziendalistiche, non rispettose del diritto primario alla salute dei cittadini…- enunciazione ben diversa rispetto a quando anche Malpezzi era convinto di un declino dell’Ospedale di Faenza e sosteneva: - Sanità e ospedale inversione di rotta: l’ospedale deve essere difeso, veramente, contro chi ne vorrebbe il dimensionamento o addirittura la chiusura…..-
Rispetto alla questione del registro per la conservazione dei testamenti biologici, ci sembra che la questione sia tratta in maniera superficiale vista la complessità della materia, nella quale forse sarebbe il caso che un’amministrazione comunale non si addentrasse, uno slogan che forse nelle linee programmatiche si poteva togliere perché non c’era più la necessità di convincere e compiacere la sinistra estrema a votare un Sindaco cattolico, proposta oltretutto che non tiene conto delle difficoltà di gestione  e dei costi se si ricorda che ad esempio a  Faenza in un determinato periodo non si riusciva neppure a garantire il servizio dei protesti.
E’ in dubbio che al PDL sarebbe piaciuto molto di più che Malpezzi avesse portato in Consiglio Comunale delle Linee programmatiche più in sintonia con il programma delle Primarie. Vi sono delle affermazioni in quel programma che ci convincono come quando si è sostenuto in merito al diritto alla casa che: - Graduatorie per la concessione degli alloggi pubblici, tenendo in maggiore considerazione la durata del precedente periodo di residenza nel nostro Comune…-
Considerati i grossi problemi di Bilancio che ha Faenza, che non derivano dal Patto di Stabilità che è bene ricordare fu inasprito nel 2007 dal Governo Prodi e poi modificato nel 2008 dal Ministro Tremonti, ma derivano da spese inopportune delle precedenti amministrazioni concretizzatesi quasi solamente in una marea di rotonde, le Linee di Malpezzi sembrano si un libro dei sogni, riteniamo però che abbia una via di uscita per realizzare molto di quello che si è proposto ed è seguire il suo primitivo spirito di cambiamento avendo il coraggio di chiudere con il passato altrimenti ne rimarrà schiacciato.   Raffaella Ridolfi Capo Gruppo PDL Comune di Faenza

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