sabato 2 agosto 2014

EBOLA DIVENTA EMERGENZA. MA PER I BUONISTI E’ FANTASIA


Pur di difendere gli sbarchi sulle nostre coste minimizzano i rischi. Ma l'Oms l'ha definita "fuori controllo". E mai così aggressiva da 30 anni. In meno di sei mesi è dilagata dalla Guinea alla Liberia alla Sierra Leone. Ha già infettato oltre 1300 persone uccidendone 729.. É la più terribile e incontenibile epidemia d'Ebola registrata dal 1976 quando questo morbo terribile, con un tasso di mortalità intorno al 90 per cento, fece la sua comparsa nello Zaire. Il 16 luglio l'Organizzazione Mondiale della Sanità l'ha definita fuori controllo. Per questo il direttore generale dell'Oms, Margaret Chan, ed i presidenti dei Paesi africani colpiti dall'epidemia si incontreranno oggi in Guinea per lanciare un nuovo piano di contrasto da 100 milioni di dollari. E domenica il governo britannico ha chiesto al comitato per le emergenze nazionali (il cosiddetto «Cobra») di studiare le contromisure per affrontare una diffusione del contagio sul territorio di Sua Maestà. Eppure per i buonisti nostrani non c'è nulla da temere. A sentir loro Ebola è solo un «immaginario fantasma» strumentalizzato dalla destra più trinariciuta e dalla sua stampa - un po' intollerante, un po' razzista - per aumentare la diffidenza nei confronti dei 65mila clandestini sbarcati sulle nostre coste da gennaio ad oggi. Così almeno fanno capire i documenti di associazioni rigorosamente e orgogliosamente di sinistra come Antigone , Lunaria o quella per gli «Studi Giuridici sull'Immigrazione» che denunciano «l'agitazione della paura rispetto al rischio di un'emergenza sanitaria provocata dagli ultimi arrivi di migranti sulle coste meridionali».


Per i tranquilli buonisti della sinistra italiana l'epidemia di Ebola non rappresenta, insomma, un rischio per il nostro Paese. E non vi è nessuna possibilità di contagio. Né per la popolazione, né per il personale militare della missione Mare Nostrum, né per quello dei centri d'accoglienza dove transitano decine di migliaia d'immigrati. La rilassante tesi sembrerebbe fare a pugni con l'allarme per un contagio fuori controllo lanciato già il 16 luglio dalle autorità internazionali e dall'Organizzazione Mondiale per la Sanita. Ma per una sinistra buonista, decisa a difendere non solo l'integrità morale, ma anche sanitaria di qualsiasi disperato, quegli allarmi contano poco o nulla. «Le probabilità che (Ebola) possa diffondersi comunque al di fuori dell'area geografica in cui si è manifestato sono del tutto trascurabili. La situazione appare del tutto fuori controllo» - assicura dal suo blog il medico infettivologo Francesco Spinazzola reclutato da Il Fatto Quotidiano per dar fiato alla litania buonista. Peccato che ai primi di questo mese sia deceduto in un ospedale nigeriano, dov'era arrivato già ammalato, il cittadino americano Patrick Sawyer. Peccato che il ricovero di tre volontari statunitensi infettati mentre prestavano soccorso nelle zone del contagio abbiano spinto gli aeroporti ad intensificare i controlli. E peccato soprattutto che i confini tra Libia, Sudan, Algeria, Niger e Ciad da cui transitano i disgraziati alla ricerca di un passaggio per il Belpaese siano frontiere prive di controlli.
La smentita più vigorosa alle tesi di chi nega il rischio Ebola pur di difendere il libero approdo sulle nostre coste è contenuto nella nota diffusa il 4 aprile scorso del Dipartimento Generale per la Prevenzione del Ministero della Sanità. Oltre a comunicare l'attivazione di misure di vigilanza e sorveglianza nei punti d'ingresso internazionali la nota invita a controllare gli arrivi «diretti e indiretti». Un'implicita ammissione di come il rischio Ebola non riguardi solo gli aeroporti, ma anche, e soprattutto, le navi dell'operazione Mare Nostrum e i centri di raccolta dove vengono soccorsi decine di migliaia d'immigranti provenienti da aree ad alto rischio. E ad ulteriore conferma di come i nostri marinai siano fra i più esposti al rischio contagio c'è un'insolita particolarità. La nota per la prima volta dal 1970 è stata trasmessa anche al Ministero della Difesa.

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