giovedì 20 ottobre 2011

GUFATORI: COSI’ LE TESI DECLINISTE SONO SMENTITE DAI NUMERI UFFICIALI

ORDINI E FATTURATO IN CRESCITA NEGLI ULTIMI MESI. I REPORT CHE ESALTANO LE CAPACITA’ DELL’EXPORT ITALIANO
Il decreto sviluppo – assicura il governo – è in cima all’agenda, anche se l’economia italiana è tutt’altro che spacciata, come invece sembrerebbe da certi toni catastrofici che imperversano sui media, e questo lo dicono dati e rapporti resi noti in queste ore. Per lo sviluppo, soldi in avanzo non ci sono; quelli da trovare verrebbero da un eventuale condono (nonostante il ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi, l’abbia smentito), e forse da un accordo fiscale con la Svizzera per tassare i capitali italiani sulla scia di quanto fatto da Germania e Inghilterra. In ribasso la patrimoniale light: l’ipotesi di addizionale del 5 per mille sull’aliquota massima, più che i patrimoni colpirebbe i redditi medio-alti. Per questo il Cav. non la vuole. “Stiamo lavorando bene – ha detto ieri prima di entrare in una riunione sul tema – spero entro la settimana di poter annunciare qualcosa”. Le bozze del decreto includono la garanzia dello stato per i mutui alle giovani coppie, le pagelle solo on line dal 2013, i biglietti dei bus elettronici per combattere l’evasione sui mezzi pubblici. E soprattutto il silenzio assenso a costruire “se non viene espresso motivato diniego entro 90 giorni”, esclusi i casi di vincoli ambientali, paesaggistici o culturali. C’è la vendita a riscatto degli immobili degli enti previdenziali pubblici, a prezzo scontato fino al 20 per cento del valore catastale. E un drastico taglio alla burocrazia per far partire le opere pubbliche, che, assicura il governo, sono già finanziate e pronte al via. Al momento misure che sembrano più indirizzate alla gente che non alle imprese. E che avrebbero sollevato qualche perplessità da parte di Giulio Tremonti. “Senza Eurobond la dimensione della crisi può diventare catastrofica”, ha detto il ministro dell’Economia all’inaugurazione dell’anno accademico della Finanza. Il Quirinale chiede riforme strutturali per crescere e abbattere il debito. Ma intanto dal fronte dell’economia reale continuano a giungere notizie che smentiscono gli apocalittici.



L’Istat ha precisato ieri i dati su fatturato e ordini di agosto, che il fronte del declino aveva criticato giorni fa in quanto “viziati” dalle minori ferie. Ebbene, le cifre destagionalizzate mostrano aumenti del 4 per cento su luglio e del 12 su base annua. Merito non solo dell’export: le vendite interne registrano un più 3,8, con una ripresa dei beni di consumo del 2,7 per cento, il 7,8 tendenziale. Il fatturato cresce a doppia cifra sia in Italia sia nell’export. La prima a registrare questo trend era stata Nomura, prevedendo (controcorrente) un terzo trimestre di moderata crescita per l’Italia.
A contraddire i declinisti per partito preso è anche uno studio di Intesa Sanpaolo che mette a confronto Italia e Germania. Gli autori, Giovanni Foresti e Stefania Trenti, sulla base di dati che arrivano a tutto il 2010, sostengono che l’Italia regge il passo con i tedeschi: “Gli sforzi di riposizionamento delle nostre esportazioni, dal punto di vista geografico, ma anche qualitativo, sono stati notevoli. La somiglianza tra esportazioni tedesche e italiane è aumentata nel corso degli anni. Le imprese italiane hanno fortemente intensificato la capacità di servire mercati nuovi, incrementando le opportunità di cogliere spazi di domanda anche in contesti più lontani e difficili e ad alto potenziale”. Non solo: “Le nostre imprese si dimostrano in tal modo altamente dinamiche anche se spesso aggrediscono i mercati individualmente e non a livello di sistema”. Analizzando l’interscambio Italia-Germania nei primi sette mesi 2011 sottolinea come l’export italiano sia aumentato del 14,6 per cento, e quello tedesco del 12,4. Ieri, infine, il confindustriale Sole 24 Ore anticipava il Global report di Credit Suisse dal quale emerge che il nostro paese, in quanto a ricchezza, “si conferma ai vertici grazie al boom delle proprietà immobiliari”. “E se la ricchezza totale è più alta in Germania e Francia – spiegava il quotidiano diretto da Roberto Napoletano – in realtà la ricchezza a livello pro capite consente all’Italia di surclassare Germania (163 mila dollari), Regno Unito (197 mila), Spagna (104 mila). © - FOGLIO QUOTIDIANO

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