martedì 4 settembre 2012

IL DISASTRO DEL MAIS CI DEVE INSEGNARE A NON TEMERE LE NUOVE TECNOLOGIE IN AGRICOLTURA


In agricoltura, la pesantissima responsabilità di chi continua ad osteggiare le nuove tecnologie (non solo legate agli OGM) si è tradotta in un ulteriore e devastante aggravio dei danni per le imprese agricole e gli imprenditori. E’ ormai dimostrato che, in areali come la nostra regione, l’impossibilità di innovare in agricoltura comporta inoltre un serio rischio ambientale ( come ad esempio nel mais la diffusione delle micotossine).  Anche la problematica delle micotossine ha fondamentalmente origine dalla impossibilità per l’agricoltura italiana e soprattutto emiliano-romagnola di poter applicare al settore le migliori tecnologie disponibili; ad esempio gli ibridi di mais geneticamente migliorati cosiddetti “BT” (resistenti agli attacchi della PIRALIDE, il flagello del mais) che avrebbero quest’anno garantito una migliore protezione dai funghi responsabili della produzione delle micotossine. E’ ora di finirla con il teatro dell’ecoterrorismo, che in questa situazione ha messo a rischio la sopravvivenza delle aziende agricole, creando le condizioni per il decesso del comparto con un demagogico e finto teatrino della salvaguardia dell’ambiente. Pensiamo a quanto sarebbe drammatica la situazione sanitaria del pianeta se posizioni oscurantiste del genere avessero vinto contro i vaccini, gli antibiotici e la ricerca sanitaria in genere, comprese le nuove tecnologie.    Vengo da una famiglia di agricoltori e la mia priorità è la tutela e la conservazione dell’ambiente naturale, come è sempre stato per il mondo agricolo, per due fondamentali necessità: una è una motivazione naturale, ecologica, per un senso di responsabilità civile e sociale l’altra è una motivazione strategica razionale, con un serio fondamento economico, perché solamente attraverso la tutela ambientale le imprese agricole potranno garantirsi di fare reddito a medio e lungo termine. Gianguido Bazzoni


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