venerdì 28 settembre 2012

PILLOLE di Vincenzo Galassini


I COMPAGNI ARRIVANO, SEMPRE IN RITARDO, A RICONOSCERE GLI ERRORI

Oggi il segretario del PD il compagno Bersani ha affermato che la legge voluta dal governo D’Alema, modifica del titolo V della Costituzione della Repubblica Italiana,  con pochi voti in più, che toglieva il controllo dello Stato sugli enti decentrati e, confermati da un referendum  7 ottobre 2001 in Italia gli italiani furono chiamati a decidere se confermare o meno la modifica. Essendo un referendum confermativo (e non abrogativo), la consultazione non richiedeva la partecipazione al voto del 50% +1 degli iscritti alle liste elettorali per essere valida. La proposta passò con una percentuale del solo 35% Un danno per l’Italia con l’aumento dilatato della spesa pubblica!  La sinistra negli ultimi cinquant’anni non né mai indovinata una votando contro la NATO, l’Europa, l’esaltazione di Stalin, la difesa dell’invasione sovietica dell’Ungheria, i giudizi aberranti sui dissidenti sovietici e arrivando alla contrarietà della televisione a colori, della scala mobile, ecc. La solita contrapposizione del PCI-PD ha portato anche a bocciare con  il referendum istituzionale del  25 e 26 giugno 2006, sulla riforma costituzionale varata dal governo Berlusconi inerente cambiamenti nell'assetto istituzionale nazionale della seconda parte della Costituzione italiana: Parlamento (Camere e formazione delle leggi); Presidente della Repubblica; Governo (Consiglio dei ministri, Pubblica amministrazione); Magistratura (composizione del Consiglio superiore della magistratura); Comuni, Province, Città metropolitaneRegioni e Stato; garanzie costituzionali (composizione e ruolo della Corte costituzionale); revisione della Costituzione (ruolo del Parlamento). La legge di revisione costituzionale, approvata a maggioranza assoluta dei membri del Parlamento, per quanto previsto dall'art. 138 della Costituzione, aveva aperto la possibilità alla richiesta di conferma da parte di uno dei tre soggetti previsti dall'articolo. Tale richiesta è pervenuta da più di un quinto dei membri di una Camera, da più di cinquecentomila elettori, e da più di cinque Consigli regionali. Questo era il secondo referendum costituzionale sottoposto agli italiani e il PCI-PD bocciò la proposta.  Presto vedremo il nuovo cambiamento del PD-PCI, ma purtroppo l’Italia è in rovina. Vincenzo Galassini
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