giovedì 17 luglio 2014

SLOVENIA. VINCE UN PARTITO DECISAMENTE LONTANO DALLA UE E DALLE SUE LOGICHE ECONOMICHE RECESSIVE. INCORAGGIANTE

E’ il giurista Miro Cerar, classe 1963, l’uomo che prendera’ le redini della Slovenia dopo il fallimento della coalizione guidata da Alenka Bratusek. Il partito indipendente di Cerar, da lui fondato a inizio giugno, ha ottenuto il risultato atteso alle elezioni legislative anticipate di ieri, conquistando 36 seggi nell’Assemblea nazionale (la Camera elettiva del parlamento sloveno) con il 34,6 per cento dei voti. Nei giorni precedenti alle elezioni, Cerar ha detto la scorsa settimana che il suo partito e’ pronto a rompere “gli schemi tradizionali” della politica slovena. Ora tocchera’ a lui formare il nuovo governo e, con ogni probabilita’, dovra’ allearsi con il centrosinistra per assicurarsi la maggioranza nella Camera formata da 90 deputati.
Da forza politica “indipendente”, alternativa alla destra e alla sinistra tradizionali, l’Smc si e’ imposto in poche settimane nel panorama politico sloveno, sfruttando il vuoto creato dalla crisi delle forze politiche di centrosinistra e centrodestra. Nell’ultimo sondaggio condotto prima del voto, la scorsa settimana, l’Smc aveva superato il 38 per cento dei consensi, malgrado le critiche ricevute dagli altri partiti che accusavano Cerar di essere manovrato dalle lobby economiche del paese e di avere un programma politico troppo vago.
Il centrodestra guidato dall’ex premier Janez Jansa e’ stato comunque il grande perdente di questo appuntamento elettorale. Il Partito democratico (Sds) ha ottenuto 21 seggi, a fronte dei 26 che si era aggiudicato alle ultime elezioni del 2012, segnando cosi’ il peggior risultato dalle consultazioni del 2000.


Il governo che nascera’ nei prossimi giorni avra’ in ogni caso importanti decisioni da prendere, soprattutto in materia di politica economica. Lubiana deve infatti – secondo la UE – rimettere a posto i conti pubblici per “rispettare i parametri” imposti da Bruxelles e per farlo dovra’ approvare nuovi tagli alla spesa pubblica e un aumento della pressione fiscale. Sempre che decida di farlo, però. E tutto indica il contrario.
L’ultimo arrivato sulla scena politica slovena, il partito che prende il nome dal suo fondatore Miro Cerar, ha vinto con ampio margine le elezioni anticipate che si sono tenute ieri, in un paese sfiduciato nei confronti dei partiti tradizionali e ostile alle grandi privatizzazioni varate dal governo uscente e volute – anzi, imposte – dall’Unione Europea. Miro Cerar, quindi, si avvia a diventare il quarto premier sloveno dall’inizio della crisi globale del 2008.
Cerar, il cui padre è un noto ginnasta vincitore di ori olimpici, è un figura integerrima e ha già detto che il suo nuovo governo sarà nel segno della discontinuità con il centrodestra uscito sconfitto dalle urne. Questo, significa che la Slovenia non seguirà le indicazioni e le imposizioni di Bruxelles.
Nelle prime elezioni politiche dopo le europee, in Europa vince un partito decisamente lontano dalla UE e dalle sue logiche economiche recessive. Incoraggiante.

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