sabato 14 maggio 2016

PD-M5S, MORALISTI COI NOSTRI SOLDI

Entrambi questi partiti, nella loro "fede" politica, nel loro Dna, hanno il principio della loro superiorità morale, che ha una caratteristica comune: quella di fare il bene (ed eventualmente qualche affare proprio) con i soldi degli altri
Francesco Forte - Il sindaco di Livorno 5 Stelle è sotto processo per bancarotta fraudolenta di un ente comunale, il sindaco di Lodi Pd a sua volta ha ricevuto avvisi di garanzia per reati relativi gli appalti delle piscine comunali, mentre l'arresto dipende dal fatto che ha manipolato, assieme a un avvocato complice, i computer del Comune per far sparire le prove. I membri del consiglio di amministrazione di Banca Etruria, in buna parte vicini al Pd, sono sotto processo per truffa ai risparmiatori a cui hanno venduto i titoli della banca facendo credere che era sana mentre rischiava il dissesto. Che cosa hanno in comune questi tre casi, venuti ora alla ribalta? Di certo, il senso di impunità che politici e amministratori Pd e M5S hanno acquisito facendo compagne moralistiche, contro Berlusconi su cui le procure si erano concentrate. Ma c'è una componente più profonda. Entrambi questi partiti, nella loro «fede» politica, nel loro Dna, hanno il principio della loro superiorità morale, che declinano in modi un po' diversi, ma ha per entrambi una caratteristica comune quella di fare il bene (ed eventualmente qualche affare proprio) con i soldi degli altri, ossia con il principio «redistributivo» a carico dei risparmiatori, abbienti o benestanti. Un residuato, un tic di avversione al capitalismo, al denaro (altrui) considerato «sterco del demonio». La nozione di benestanti per loro si misura con una asticella di altezza variabile, ma in genere piuttosto bassa anche perché calcolata prima delle imposte. Lo si vede anche negli esempi della politica economica che discende dalle leggi del governo in carica e dei suoi capi di enti pubblici. Il risarcimento ai risparmiatori di Banca Etruria è automatico per quelli sotto tot euro non per tutti quelli imbrogliati; le pensioni non contributive vanno tagliate sopra tot euro, non anche per quelli sotto, che magari non ci avevano neppure diritto. Tornando agli amministratori Pd e pentastellati implicati in processi per aver male gestito il pubblico denaro, che si appellano alla superiorità morale, essa - secondo loro e il loro gruppo politico - non solo li pone sopra agli altri politici, ma anche alla legge. Ci sono delle prove tanto palesi da lasciare l'impressione di ingenuità. I leader dei 5 stelle dichiarano che prenderanno provvedimenti a carico dei propri amministratori qualora abbiano violato le regole morali del partito, non la legge. Quanto al sindaco Pd di Lodi, ha dichiarato che lui ha agito «per il bene della città». Neppure a lui è venuto in mente che ciò che lui tecnocrate illuminato - pensa sia il bene della città possa essere contro la legge e che ciò sarebbe la ragione valida per lasciare le cariche. Socrate - si legge nel Critone - bevve la cicuta, come prescritto dal diritto penale di Atene per la condanna a morte, per avere violato la legge, anche se poteva salvarsi, accettando di fuggire. Non lo fece, pur essendo convinto di avere agito rettamente, perché riteneva di aver violato la legge della sua città e che fosse suo dovere rispettarla. Ed era Socrate, non il segretario del Pd o dei 5 Stelle o il capo del governo fatto di «illuminati». C'è in queste superiorità morali, del Pd e dei 5 Stelle, anche un'altra tendenza comune: quella di governare facendo debiti, cioè con i soldi di chi verrà dopo. Anche qui si può meditare sull'esempio della Grecia, però quella contemporanea, il cui governo pieno di debiti - ora taglia ancora le pensioni e aume

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