mercoledì 23 marzo 2016

LE CASE POPOLARI: CAMBIARE PER MIGLIORARE IL COMUNE DI S.AGATA HA CONTINUATO A GESTIRE DA SOLO LE CASE POPOLARI…..


Affronto un tema che pare burocratico e noioso, ma non lo è, per cui invito tutti i miei lettori ad essere pazienti e ad arrivare fino in fondo. Le case popolari (ERP) nella Provincia di Ravenna sono 4.730=, di cui 839= (18%) sono di proprietà del Comune di Faenza, che diventano 1.168= (25%) se ragioniamo come Unione dei Comuni della Romagna Faentina, come ormai è necessario fare. I canoni ERP da riscuotere (dato previsionale 2016) sono pari in totale ad € 6.243.0000= di cui € 1.050.000= per gli alloggi del Comune di Faenza (17%), che diventano € 1.462.000= per l’intera Unione (23,4%). Attualmente le case ERP assegnate a cittadini italiani rappresentano mediamente l’85/87% del totale, anche per il Comune di Faenza o per l’Unione. Le norme in materia sono emanate dallo Stato (poche) e dalla Regione (molte), che è la vera titolare della politica ERP, integrate da alcuni regolamenti comunali.
La gestione delle case popolari è effettuata in parte dal Comune di Faenza (strategie, criteri di accesso, richiesta di fondi pubblici per manutenzioni, programma di manutenzione straordinaria, ecc.) e dall’ACER (Azienda Casa Emilia Romagna) della Provincia di Ravenna, sulla base di una concessione pluriennale (2014/2002), effettuata senza una gara.
L’ACER è uno strano ente pubblico economico che opera con criteri privatistici e svolge prevalentemente attività d’ufficio (redazione dei contratti, bollettazione, controllo requisiti assegnatari, ecc.) e assegna ad una ditta esterna tutti i lavori di manutenzione. E’ gestita da un Consiglio di Amministrazione, ovviamente di nomina partitica del solo PD e alleati lautamente retribuiti, ed ha 38 dipendenti, di cui 30 amministrativi e solo 8 tecnici veri e propri. E' un ente che negli ultimi anni ha cercato di migliorare la sua performance, dopo periodi opachi, con società partecipate che hanno lasciato buchi di bilancio risanati a spese dei Comuni. L’ACER incassa i canoni degli alloggi ERP, paga le sue spese burocratiche (spese generali circa € 441.000=, personale circa € 1.800.000=, imposte dirette per circa € 90.000=) e quello che avanza lo destina in primo luogo alla manutenzione ordinaria (affidata a ditte esterne) e in secondo luogo ai lavori di manutenzione straordinaria indicati dal Comune proprietario degli alloggi. L’ACER non apporta alcun tipo di risorsa finanziaria
 
aggiuntiva, in quanto è il singolo Comune che deve partecipare ai bandi regionali o nazionali, girando poi all’ACER la gestione operativa dei fondi eventualmente pervenuti.
Le spese generali e di personale dell’ACER sopra dette (escluse quelle di manutenzione) incidono per € 500= circa annuali per ogni alloggio gestito, per cui il Comune di Faenza sopporta un carico di spesa burocratica totale di circa € 420.000= che diventano € 584.000= come Unione.
Detto ciò, e veniamo al punto, è evidente che, di fronte alla massa critica notevole degli alloggi ERP del Comune di Faenza (839) e dell’Unione R.F. (1.168) e delle spese burocratiche addebitate dall’ACER, sarebbe più efficace ed efficiente pensare di riportare la totalità della gestione degli alloggi ERP all’interno dell’Unione della Romagna Faentina.
Questo spostamento ACER/UNIONE darebbe vantaggi notevoli:
a)Ci sarebbe un notevole risparmio sui costi generali e di personale, in quanto le mansioni svolte dall’ACER sono in larga parte fattibili anche dagli uffici del Comune/Unione, specialmente adesso che sono stati allentati i vincoli per il turn over. Questo risparmio potrebbe essere stimato pari ad almeno il 70% dei costi attualmente addebitati al Comune/Unione per circa € 300.000/400.000 per anno.
b)I risparmi così realizzati possono essere utilizzati per aumentare i lavori di manutenzione straordinaria sugli alloggi ERP esistenti o anche per acquistarne uno/due nuovi tutti gli anni, accorciando quindi le lunghe liste di attesa.
c)Si valorizza il personale interno del Comune/Unione a fronte invece dell’attuale strategia di impoverimento tecnico e progettuale, al solo scopo di ingrassare i politici messi a capo dell’ACER.
d)L’appalto per la manutenzione degli alloggi potrebbe essere più facilmente aggiudicato ad una pluralità/gruppo di ditte artigiane attive a Faenza e nell’Unione, anche sfruttando meglio i limiti concessi dalle norme vigenti entro i quali si possono attivare gare ristrette.
e)Si riporta l’intera gestione degli alloggi ERP sotto il controllo democratico del Consiglio del Comune/Unione (e scusate se è poco).
Chiedo quindi alle forze politiche, ai sindacati, alle organizzazioni di categoria, ai singoli cittadini di dire la loro su questo tema. Si usa dire infatti che la discussione è il cuore della democrazia; ma la domanda  giusta forse è capire se a Faenza siamo ancora in vera democrazia Buona Pasqua a tutti. Dott. Tiziano Cericola

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