lunedì 11 aprile 2016

“DENUNCIAI I CONFLITI DI INTERESSE AL PORTO E IL MINISTRO NON MI HA RICONFERMATO”


RAVENNA- A un mese dalla sua sostituzione, l'ex presidente dell'Autorità portuale Di Marco rinuncia al silenzio, molla la presa e si sfoga: «Denunciai a Delrio i miei sforzi contro i conflitti di interessi sul porto - dice - ma dal ministro nessuna risposta». Ora, aggiunge, «voglio sapere la verità sulla mia mancata conferma». E' durato 37 giorni il silenzio di Galliano Di Marco. "Allontanato" dall'ufficio di via Antico Squero con un comunicato stampa del Comune prima che con il decreto del ministero ai Trasporti di Delrio, è stata l'intervista rilasciata ieri da Graziano Delrio a Repubblica ad avere spinto Di Marco a uscire allo scoperto. Interrogato sull'autorità portuale di Augusta, il ministro ha dichiarato di aver «prorogato tutti i commissari in attesa che entri in vigore la riforma dei porti con i nuovi meccanismi di nomina delle autorità portuali». Ma con Di Marco, rimarca lui stesso, non e andata così. «In vista della scadenza del mio mandato - sottolinea lo stesso ex presidente dell'Autorità portuale ravennate - in più occasioni ho avuto modo di scrivere al ministro Delrio per dare conto non solo dei risvolti conseguiti nel periodo della mia gestione, ma anche soprattutto i degli sforzi profusi per  contrastare gli evidenti conflitti di interessi che affliggono il porto di Ravenna limitandone fortemente le prospettive di sviluppo anche sul piano internazionale. Purtroppo, non posso non rimarcare che in nessuna di tali occasioni il ministro ha i ritenuto di dare riscontro alle mie lettere ne di approfondire le problematiche evidenziate. Eppure proprio il presidente dell'Autorità Portuale è il rappresentante del ministro dei Trasporti nel porto». «Non mi interessa sapere se il ministro Delrio, nel caso di Ravenna, abbia o meno ceduto a pressioni politiche o di altro tipo - scandisce l’ex presidente Di Marco - ora voglio sapere la verità sulla mia mancata conferma, anche solo per i 45 giorni di <<prorogatio" previsti dalla legge. Ciò proprio per quei principi di trasparenza e verità nei ritardi, dei cittadini che lui chiede nel caso del presunto dossier aggio ai suoi danni. Corriere di Ravenna

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