venerdì 1 aprile 2016

NEL MENTRE IN ITALIA SI SUOLE RINUNCIARE AL GAS CHE GIA’ ABBIAMO NELLO STESSO MARE LA CROAZIA…..

Il 2 gennaio 2016 il Ministero croato dell’Economia ha concesso le prime licenze per l’esplorazione e lo sfruttamento di idrocarburi in Adriatico. Difatti 10 licenze sono già operative per esplorazioni petrolifere nel Mare Adriatico. E’ l’esito della prima gara conclusasi il 3 Novembre scorso che ha attratto sei compagnie petrolifere per 15 aree su 29 per un totale di 36.882 km² offerti. E’ ciò che emerge dal Ministero dell’Economia della Repubblica di Croazia, nel suo comunicato ufficiale: “Le offerte sono state ricevute da un totale di 6 aziende in 15 aree di ricerca. La commissione di esperti guidata dal Ministro dell’Economia Ivan Vrdolja ha valutato positivamente le offerte per 10 aree di esplorazione, che sono state concesse alle aziende Marathon Oil, OMV, ENI, MedOilGas e INA. Il consorzio composto da Marathon Oil e OMV ha ricevuto il permesso per l’esplorazione e lo sfruttamento di idrocarburi in sette aree di ricerca: n. 8 nel Nord Adriatico, nn. 10, 11 e 23 nell’Adriatico Centrale, nn. 27 e 28 nell’Adriatico Meridionale. Il consorzio composto da ENI e MedOilGas ha ricevuto il permesso per l’esplorazione e lo sfruttamento di idrocarburi nella zona di ricerca n. 9 dell’Adriatico centrale, mentre alla croata INA – Industrija Nafte dd è stata concessa una licenza per l’esplorazione e lo sfruttamento di idrocarburi in due aree di esplorazione, la n. 25 e la n. 26 nell’Adriatico Meridionale”. Le licenze di esplorazione sono valide per un periodo di cinque anni, e il governo ha fissato come scadenza il 2 aprile per la firma con gli offerenti vincitori. La Croazia, che ha aderito all’Unione europea nel luglio 2013, è in recessione dal 2009 e spera che il petrolio e il gas dell’Adriatico possano contribuire a migliorare la crescita economica per un valore di circa 2,5 miliardi dollari nei prossimi cinque anni. Il programma di lavoro durante la prima fase di esplorazione (primi 3 anni) per le concessioni prevede prospezioni sismiche ed elaborazione dei dati, con la possibilità di perforare un pozzo nella seconda fase di esplorazione se le compagnie petrolifere decideranno di procedere. “Uno studio strategico verrà completato prima che le concessioni siano firmate definitivamente” riferisce Barbara Dorić, capo dell’Agenzia Nazionale Idrocarburi.

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