Primi in regione per consumo di suolo ma ultimi per spesa nella sua
manutenzione. È l’opposta situazione della provincia messa in luce da Ravenna
in Comune che, in vista delle prossime elezioni amministrative di giugno dove
candida a sindaco Raffaella Sutter, propone un cambio di rotta: ristrutturare
l’esistente non può più avere costi superiori alle nuove costruzioni.
«Sulla
base dei dati diffusi dall’istituto superiore per la protezione e ricerca
ambientale – si legge in una nota diffusa – a Ravenna si consuma suolo ad una
velocità da metropoli, pari a circa 9mila ettari l’anno, un valore ben al di
sotto dei 33mila di Roma, ma quasi al pari di città come Milano e Torino,
seconde nella graduatoria nazionale con 11mila ettari totali bruciati. Secondo la
rilevazione, spetta, dunque, a Ravenna la maglia nera regionale del consumo di
suolo, dato che Ferrara si ferma a 6.500 ettari, Bologna 5mila, mentre Forlì e
Rimini non vanno oltre i 3mila. Dal censimento del 2011, inoltre, risultava
come nel Comune di Ravenna fossero presenti 69989 unità immobiliare attive
occupate mentre 20254 non occupate cioè circa il 23 percento del totale».
Un dato che si contrappone a un altro di segno opposto: «A fronte di
tutto ciò la provincia di Ravenna risulta, però, in regione essere nel 2015 la
provincia con la minor spesa per la manutenzione del territorio come si può
vedere nella mappa ricavata da un’analisi basata su opendata da Franco Morelli.
Tutto ciò è allarmante».
Un ampliamento della città
a fronte di un aumento di appartamenti e negozi sfitti: «Una scelta politica
scellerata che non ha più senso e crea le basi per ulteriori problemi che vanno
dalla distruzione dell’agricoltura all’abbandono delle periferie, dall’aumento
preoccupante del rischio idrogeologico alle infiltrazioni della criminalità
organizzata». Non solo: «Questa situazione porta ad un aggravarsi del dissesto
idrogeologico del nostro territorio come mostrano le sempre più frequenti gravi
emergenze ed episodi estremi». Una stoccata a chi ha amministrato il territorio
da anni, senza fare nomi esplici: «Non è più possibile credere alle promesse di
chi da anni a parole promette “consumo zero” e nei fatti continua a distruggere
territorio aumentando rischio idrogeologico, incrementando esponenzialmente i
centri commerciali...».
Dagli incontri con la cittadinanza e con esperti del settore sarebbero
emerse le difficoltà quotidiane legate alla ristrutturazione degli immobili,
anche privati: «Ci si perde tra lenta burocrazia, poca chiarezza e difficoltà
nelle messe a norma, costi altissimi che rendono assolutamente più conveniente
la costruzione di un nuovo immobile invece che la sistemazione dell’esistente.
Noi siamo pronti a fare di tutto per cambiare questa linea partendo da
riconversione ecologica, efficientamento energetico e ammodernamento, recupero
e riutilizzo di strutture abbandonate. Immaginare una politica in cui Ravenna
venga prima degli interessi economici privati è possibile».
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