sabato 22 marzo 2014

VOTO AGLI IMMIGRATI RAPIDI. D’ALEMA E IL PD STANNO PREPARANDO IL TRAPPOLONE


Sbarcate, venite tutti qui, noi vi accoglieremo sulle nostre coste e vi spalancheremo le porte dei centri di ospitalità, non avrete neppure il problema di essere clandestini e non dovrete preoccuparvi di lasciare le impronte digitali. È Massimo D’Alema a togliere dagli imbarazzi Renzi, aiutandolo a dire qualcosa di sinistra così da recuperare quell’elettorato deluso dal modo d’agire un po’ democristiano del nuovo premier. Il solco è sempre lo stesso: considerare il Paese come roba del Pd. E se i presidenti del consiglio non si scelgono attraverso le elezioni politiche ma attraverso le primarie del partito, così anche le strategie che riguardano tutto il popolo italiano vengono misurate sull’esclusivo interesse dei “democratici”. Porte aperte agli extracomunitari, dunque. E sulla scia di quel che è avvenuto alle primarie del Pd (file di immigrati a con le schede in mano e code di nomadi ai seggi, unico modo per raggiungere un quorum credibile di votanti), anche per le elezioni politiche bisogna usare lo stesso trucco. Ecco che parte la grande idea, da realizzare in quattro e quattr’otto, un’idea dettata anche dal fatto che, nonostante il tam-tam mediatico e pubblicitario, il centrosinistra non è riuscito a spiccare il volo: «Bisogna riconoscere il diritto di voto agli immigrati», ha detto D’Alema, a mo’ di consiglio a Renzi. «Noi abbiamo milioni e milioni di immigrati in Europa che costituiscono una parte fondamentale della forza lavoro e queste persone non hanno diritti politici. Si deve riconoscere la cittadinanza italiana e il diritto di voto». L’aiutino a Renzi è bell’e confezionato, ma la strategia vuole che si agisca a bassa voce, altrimenti ci potrebbe essere una reazione contraria da parte della gente. Proprio per questo, sulla notizia molti hanno messo il silenziatore. Fondamentale, per il Pd, è preparare il trappolone e farlo scappare al momento giusto. Del resto, è un vecchio pallino dello stesso D’Alema che esattamente tre anni fa disse che l’Europa avrebbe avuto bisogno di trenta milioni di immigrati. Di questi trenta milioni, quanti dovrebbero spettare all’Italia? La risposta arriva spontanea: dipende da quanti ne serviranno alla sinistra per vincere le elezioni.

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