giovedì 13 marzo 2014

DALLA CAMERA VIA LIBERA ALL’ITALICUM. ORA LA PAROLA PASSA AL SENATO


Con 365 voti favorevoli (la maggioranza era 261) la Camera dei deputati ha detto sì all'Italicum. I voti contro sono stati 156, gli astenuti 40. Ora il testo della legge elettorale passa al vaglio del Senato. Alla votazione ha partecipato il governo al gran completo, è rimasta vuota solo la sedia del presidente del Consiglio. Dopo il voto, dai banchi di Pd e Fi si è levato un lungo applauso. Proteste, invece, dai gruppi dell'opposizione. Pochi minuti dopo il voto il presidente del Consiglio Matteo Renzi manifesta la propria soddisfazione. Lo fa scrivendo su Twitter: "Grazie alle deputate e ai deputati. Hanno dimostrato che possiamo davvero cambiare l’Italia.  Politica 1-Disfattismo 0. Questa è #laSvoltabuona". Anche il ministro delle Riforme, Maria Elena Boschi, ha affidato a un cinguettio il proprio commento: "Primo vero risultato alla Camera: oggi, dopo 8 anni, è stata approvata una nuova legge elettorale. Da subito avanti con la riforma del senato e il Titolo V". Forza Italia vota sì ma annuncia che in Senato "non accetterà altri accordi al ribasso" sul testo. "Non staremo sereni fino a quando non vedremo l’ultimo sigillo sul testo" dice il deputato Massimo Parisi. "Abbiamo acconsentito a norme" che non convincono in pieno e "accantonato questioni a noi care. Non è la legge che avremmo voluto, ma la votiamo senza avere in cambio poltrone e senza aver chiesto niente se non il rispetto". L’esponente di Forza Italia ha respinto le critiche sull’assenza delle preferenze e sulle soglie di sbarramento. "Non è una limitazione della democrazia, perché le preferenze non ci sono anche in altri paesi europei. Le soglie - ha concluso - non cancellano la democrazia, perché vorrebbe dire che non c’è democrazia in Francia o in Germania".

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