lunedì 3 marzo 2014

“LA GRANDE BELLEZZA” DOMANI SERA IN TV, IN CORSA PER L’OSCAR. ALCUNE SCENE GIRATE A “PALAZZO SPADA” DI ROMA DEL NOSTRO CARDINALE BERNARDINO SPADA


Ammettiamolo: se La grande bellezza trionferà agli Oscar sarà anche per merito della grande bellezza di Roma, esaltata dal racconto per immagini del regista Paolo Sorrentino, ma mai edulcorata. Anzi forse persino sottovalutata in alcuni momenti. Perché se c'è una città italiana naturalmente cinematografica, quella è proprio Roma. Ma se è vero che dal neorealismo in poi, il cinema ci ha mostrato tutto di lei, a piedi e in vespa, il film di Sorrentino ha il merito di svelarne anche luoghi meno consueti oltre a quelli battuti ogni anno da migliaia di turisti, come il Colosseo e le Terme di Caracalla. O forse è solo questione di sguardi, chissà: è la magia del cinema a farci sembrare esotico ciò che in realtà conosciamo bene, per averlo visto mille volte. A proposito... guardate con “orgoglio” il film e vedrete quanto creato da un brisighellese, il cardinale Bernardino Spada  (la “Memoria Storica di Brisighella”  ricorderà il 21 aprile i 420  anni della  nascita) e vedrete  (il Palazzo Barberini Galleria Nazionale di Arte Antica) e Palazzo Spada La scena: la suggestiva passeggiata notturna di Jep e Ramona scortati da Stefano nelle case delle principesse romane è in realtà una passeggiata per musei: il primo è Palazzo Barberini, dove il regista si sofferma su La Fornarina, il capolavoro di Raffaello Sanzio che ritrarrebbe Margherita Luti, sua amante, a seno nudo. La galleria che la Ferilli attraverso poco dopo è invece la galleria prospettica di Palazzo Spada (di cui si vede per un attimo anche la facciata esterna). Fu progettata dal Borromini con la consulenza di un matematico per creare un'illusione ottica: la galleria è lunga 8 metri ma lo sembra molto più per via del pavimento che sale e della volta la volta a botte che invece si abbassa.  Palazzo Spada, sede anche del Consiglio di Stato, si trova invece a Piazza Capo di Ferro, nei pressi di Campo de Fiori.  
Conosci Palazzo Spada e la Galleria che inganna gli occhi, realizzato da un brisighellese?



Palazzo Spada e la galleria che inganna gli occhi



Sarò passato davanti a Palazzo Spada almeno cento volte (si trova tra Campo de Fiori e il Ghetto), senza mai decidermi a entrare. E c’è voluta la visione de La Grande Bellezza (di Paolo Sorrentino) per incuriorismi al punto di  farmi staccare un biglietto: la scena dove la Ferilli entra nella galleria prospettica del Borromini (perdonate la mia frivolezza).
Ma dell’incredibile effetto ottico della galleria ne parliamo dopo, fatemi introdurre prima questo elegante palazzo romano, costruito nel 1540 e acquistato quasi cent’anni dopo dal cardinale Spada, che non badò a spese per la decorazione degli ambienti e della facciata esterna.
Questa ricchezza è evidente anche semplicemente passeggiando per piazza Capo di Ferro, dove si trova il palazzo, alzando gli occhi per ammirare le decorazioni barocche che fanno di Palazzo Spada uno dei più eleganti palazzetti della città.
LA QUADRERIA DEL PRIMO PIANO

Attualmente è possibile visitare il cortile interno (dove troviamo la galleria del Borromini) e la Quadreria del primo piano che ospita una collezione di notevole rilevanza, con opere del Guercino, di Guido Reni, del Baciccia e di molti altri pittori dell’epoca.
Del resto questa era la collezione privata di Bernardino Spada (poi ulteriormente arricchita dai suoi successori), e il lusso qui trabocca da ogni metro quadrato delle sale che andrete a visitare. Lasciando inalterato l’uso dell’epoca infatti, qui i quadri occupano pressochè ogni spazio libero sulle pareti, a pochissima distanza l’uno dall’altro, travolgendo il visitatore con una distesa di colori, contrasti e stili diversi.


Mi scuso se posso mostrare solo poche foto “rubate”, ma di fatto non è possibile fare fotografie all’interno del palazzo, e ho avuto le addette alle calcagna tutto il tempo che mi intimavano di spegnere il telefonino.
Come dicevo prima, il mio motivo primario di interesse più che gli stucchi della facciata, i  sontuosi arredi e la collezione di  quadri (notevolissimi: basti pensare che qui troviamo La morte di Didone del Guercino, e dei bellissimi ritratti del cardinale sempre dello stesso autore) era la misteriosa galleria situata nel cortile. Volevo aggiungere un’altra illusione ottica a quelle già visitate, come il buco dell’Aventino o il “Cuppolone” visto da via Piccolomini (ne parleremo presto).

LA GALLERIA PROSPETTICA DEL BORROMINI


Guardandola da una decina di metri di distanza, la galleria dimostra una lunghezza di oltre 35 metri. Oltre il colonnato arriviamo a intravedere delle siepi squadrate, e una statua in lontananza. Ma si tratta di una clamorosa illusione: in realtà l’intero colonnato si percorre con 8 passi! Il trucco è abile: il soffitto dolcemente si inclina verso il basso, il pavimento si inclina verso l’alto, e le colonne si riducono progressivamente di altezza.
La ragazza (bassetta) che ci ha fatto da guida,  all’imboccatura della galleria era sovrastata dalle colonne alte 3 metri, mentre arrivata in fondo al corridoio era quasi più alta delle colonne. Mentre camminava all’indietro come un gambero, vedevamo chiaramente l’effetto “Alice nel paese delle Meraviglie”, dove la sua personcina sembrava ingigantirsi. E come avrete immaginato, le siepi oltre il colonnato erano finte (di pietra) utili solo a fini prospettici e la statua che vedevamo in lontananza altro non era che un cosino di 60cm!
Questa ironica presa in giro sensoriale, era la dimostrazione, voluta dal cardinale Spada, della fugacità e dell’illusorietà del corpo, dei sensi, della percezione terrena. E di riflesso un invito a chiudere gli occhi e a guardare alle cose con l’anima e con quelli che Renè Ferretti di Boris definirebbe “gli occhi del cuore”. Immagino a tutte quelle seratine estive nelle quali, dopo una lauta mangiata e bevuta, il cardinale conduceva i suoi ospiti in cortile per godere del loro stupore e recitare la sua teoria sulla supremazia dell’anima (senza preoccuparsi del contrasto con lo sfarzo piuttosto materiale della sua abitazione).


Devo avvisarvi, con la solita rabbia mista a rassegnazione, che voi non potrete scattare foto alla galleria e neanche entrarvi di persona dato che…i soffitti hanno avuto dei cedimenti e quindi solo il personale potrà entrare per fare la dimostrazione, almeno fino a che non ristrutturano. L’ ingresso costa 5 euro e comprende cortile e quadreria: un prezzo ragionevole per stupire i vostri amici regalandogli l’ennesimo mistero di Roma.
E se posso darvi un’altra dritta che ho scoperto per caso, dato che siete in piazza Capo di Ferro percorrete anche la vicina via Capo di Ferro, dove nei pressi del civico 31 vedrete affiorare dal muro alcune colonne con capitello. Si tratta di un porticato medievale (la muratura è stata aggiunta dopo), costruito su una struttura di età romana.

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