venerdì 12 febbraio 2016

IL PD PUO’ FARE DI TUTTO IL CASO “PIRAZZINI” EX SINDACO DI FUSIGNANO


Sì, ha sollevato un polverone il caso dell'ex sindaco di Fusignano Paolo Pirazzini e delle consulenze affidate alla compagna, dipendente del Comune di Argenta, mentre era direttore di Legautonomie Emilia-Romagna. Quattro incarichi, in altrettante annualità, per realizzare e aggiornare il sito internet dell'associazione, al costo complessivo di 1Omila euro. Il tutto senza bando. Una questione di opportunità, quella riportata dal Carlino, che in Regione ha già fatto addrizzare le antenne, soprattutto adesso che l’ Anci ha inglobato Legautonomie. L'Associazione nazionale dei Comuni italiani, nel 2010, era già finita nell'occhio del ciclone per le  assunzioni a parenti fatte dall'allora direttore Gioiellieri e, in risposta, a presidente Daniele Manca annunciò l'arrivo un codice etico ad hoc. Codice che, però, non risulta sul sito dell'associazione. «A noi consiglieri è vietato contrarre rapporti lavorativi con parenti e conviventi - afferma Galeazzo Bignami, consigliere regionale di Forza Italia -. Non ci si può parare dietro la norma privatistica dell'associazione, quando i soci sono enti pubblici». Bignami annuncia ricorso alla Corte dei conti, ma intende rivolgersi anche alla prefettura per «far valutare la regolarità degli atti». E affonda: «II Pd (Pirazzini fu sindaco Ds di Fusignano, ndr) ormai ci ha abituato a queste cose». Per Bignami, infatti, «chi si dimetta» dice che la persona scelta da Pirazzini fosse la migliore? Argenta poi, se era socio di Legautonomie, avrebbe potuto prestare gratuitamente una sua dipendente». Il collega d'aula Daniele Marchetti (Lega nord) alza il tiro e invoca le dimissioni di Pirazzini che adesso, in Anci, è responsabile del settore Welfare. «E l'unico modo per dare il giusto segnale ai cittadini - sostiene l'esponente del Carroccio -. Capisco che Manca abbia 'ereditato' una situazione riconducibile ad altri, ma questo getta ombre sull'Anci stessa, visto l’incarico attuale di Pirazzini». Per Marchetti il modello Regione andrebbe esportato «in tutte le realtà  che riguardano la pubblica amministrazione e la politica in genere - dice -. Trovò giusto che, nei gruppi regionali, non possano essere assunti o affidati incarichi ai congiunti». Parla di consulenze «totalmente fuori luogo e inopportune» anche Silvia Piccinini, consigliera del Movimento 5 stelle.

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