martedì 2 febbraio 2016

PAESE CHE VAI, ILVA CHE TROVI……..UE 28 PESI (NON MAPESI) E 2 MISURE.


Vicino Marsiglia, la fabbrica americana Alteo (a Gardanne), primo produttore mondiale di allumina, riversa nel Parco Nazionale delle Calanques (7 km di distanza dalla costa) 270 mc/ora di fanghi altamente tossici (il volume di un appartamento di 100 mq ogni ora). Per non licenziare 1000 dipendenti “subito” dopo COP 21 il governo gli ha concesso una deroga di 6 anni (14.191.200 mc = 2.365 palazzine di 5 piani). La fabbrica esiste dal 1966 e nel dicembre 2015 avrebbe dovuto interrompere qualsiasi riversamento in mare. Non sono in grado di comparare i danni causati dall’Ilva e dall’Alteo ma avendo vissuto tanti anni fa a Roma un caso di discarica a cielo aperto di fanghi tossici sono convinto che ciò che sta accadendo in Francia è un disastro ambientale e solo più tardi scopriremo che sarà stata la causa di malformazioni e di decessi.



Guarda caso cercando su google.it si parla poco e nulla dell’Alteo, mentre è facile trovare notizie dell’Ilva su google.fr.  Evidentemente, oltre alla corruzione percepita, della quale abbiamo parlato qui, in Europa esiste anche l’inquinamento percepito. E notate la finezza, nel link a Libé: la magistratura voleva aprire un’indagine, ma ha rinunciato e ha chiesto “studi complementari” su richiesta del Ministero dell’Ecologia.  Quando ero in Francia ho appreso in televisione che la loro Costituzione non ha qualcosa di simile al nostro art. 112.  Lì per lì non capivo cosa significasse, ma questo esempio mi sembra sufficientemente esplicativo. Significa, ad esempio, che magari lì il governo può intervenire – within reason – per tutelare l’interesse economico nazionale, mentre qui gli è oggettivamente più complesso farlo. Del resto, abbiamo già chiarito che la bassa percezione della corruzione in molti paesi del Nord è anche, in parte, favorita da un discreto insabbiamento da parte dei rispettivi governi delle inchieste più scomode. Quindi, in effetti, tout se tient. 


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